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Dies A Quo — Anno 2026

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Prescrizione reati permanenti: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione reati permanenti in relazione all'occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo. Il legale rappresentante di una società era stato condannato per aver realizzato opere edilizie su un'area demaniale senza autorizzazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, rilevando che, quando l'imputazione indica una data specifica di accertamento (cosiddetta contestazione chiusa), il termine di prescrizione inizia a decorrere da quel momento e non dalla data della sentenza di primo grado. Poiché tra l'accertamento del 2011 e la decisione definitiva erano trascorsi oltre cinque anni, il reato è stato dichiarato estinto.
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Omessa dichiarazione: calcolo prescrizione e recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di omessa dichiarazione, rigettando il ricorso basato sulla presunta prescrizione del reato. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione decorre dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza fiscale e che la recidiva reiterata aumenta legittimamente sia il termine base che quello massimo di proroga. Nel caso analizzato, l'applicazione corretta di questi criteri ha dimostrato che il reato non era ancora estinto, portando all'inammissibilità del ricorso.
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Prescrizione: quando decorre il termine decennale?
Una società appaltatrice ha agito contro un ente pubblico per ottenere il pagamento di opere di pavimentazione stradale. In subordine alla domanda contrattuale, è stato richiesto l'indennizzo per ingiustificato arricchimento. La Corte d'Appello aveva dichiarato il diritto estinto per Prescrizione, ritenendo che il termine decennale decorresse dall'ultimazione dei lavori. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, in caso di risoluzione del contratto per motivi amministrativi, il termine inizia a decorrere dalla data di risoluzione stessa, momento in cui l'arricchimento dell'ente diventa definitivo.
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Errore percettivo nel ricorso straordinario penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario basato su un presunto errore percettivo riguardante reati edilizi e paesaggistici. Il ricorrente sosteneva che i giudici non avessero considerato correttamente il ripristino dello stato dei luoghi e il calcolo della prescrizione. La Suprema Corte ha stabilito che le doglianze non riguardavano una svista materiale, ma una valutazione di merito insindacabile. In particolare, per i reati permanenti come l'abuso edilizio, il termine di prescrizione decorre solo dalla cessazione dell'attività abusiva o dal sequestro del cantiere.
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Prescrizione crediti retributivi: stop ai recuperi.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente previdenziale contro un dipendente per il recupero di somme percepite in eccedenza. La controversia riguardava la prescrizione crediti retributivi derivanti da un mancato riassorbimento di quote salariali dopo un passaggio di mobilità inter-enti. L'ente aveva concordato una sospensione annuale del recupero, ma ha agito solo dopo oltre dieci anni dalla scadenza di tale termine. La Corte ha stabilito che il termine decennale decorreva dalla fine della sospensione e che l'interpretazione degli accordi sindacali operata dai giudici di merito non è sindacabile in sede di legittimità se priva di vizi logici.
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Prescrizione crediti retributivi: stop ai recuperi
La Corte di Cassazione ha confermato l'intervenuta prescrizione crediti retributivi vantati da un ente previdenziale nazionale nei confronti di un dipendente. L'ente aveva erogato somme in eccesso a seguito di una procedura di mobilità inter-enti, sospendendo il recupero per un anno in base a un accordo sindacale. Tuttavia, la richiesta di restituzione è avvenuta oltre dieci anni dopo la scadenza del periodo di sospensione. La Corte ha stabilito che il termine decennale decorreva dalla fine della sospensione concordata, rendendo i crediti non più esigibili.
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Rimborso sisma 2002: guida ai termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che richiedeva il rimborso sisma 2002 per imposte versate in eccesso tra il 2002 e il 2005. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza biennale per presentare l'istanza decorre dal 1° gennaio 2007, data di entrata in vigore della legge istitutiva del beneficio. Poiché l'istanza è stata presentata nel 2009, il diritto è stato dichiarato decaduto. La sentenza chiarisce che le proroghe concesse per la regolarizzazione dei debiti non influenzano il termine per chi ha già pagato.
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Occupazione usurpativa: prescrizione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi relativi a una complessa vicenda di occupazione usurpativa di un terreno privato destinato a edilizia popolare. Il punto focale della decisione riguarda la prescrizione del diritto al risarcimento: trattandosi di un illecito permanente, il termine quinquennale inizia a decorrere solo dal momento in cui il proprietario rinuncia alla restituzione del bene, solitamente attraverso la proposizione della domanda risarcitoria. La Corte ha inoltre confermato i criteri di stima del danno basati sull'indice di fabbricabilità territoriale, ritenendoli corretti per le aree inserite in piani di zona, nonostante l'avvenuta urbanizzazione dell'area circostante.
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Responsabilità amministratori e prospetti informativi
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione amministrativa irrogata dall'autorità di vigilanza a un componente del CdA di un istituto bancario per carenze informative nei prospetti d'offerta. La decisione ribadisce la responsabilità amministratori anche per i membri privi di deleghe operative, sottolineando l'obbligo di agire informati e vigilare sulla correttezza delle operazioni finanziarie. La Corte ha escluso la natura penale della sanzione, negando l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli e confermando la legittimità del termine di contestazione basato sulla complessità dell'accertamento.
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Buoni postali fruttiferi: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante il rimborso di buoni postali fruttiferi emessi nel 2002. Il nodo centrale della controversia riguardava l'individuazione del momento esatto in cui inizia a decorrere il termine di prescrizione decennale. Mentre il Tribunale aveva ipotizzato che il termine partisse dal primo gennaio dell'anno successivo alla scadenza, i giudici di legittimità hanno ribadito che, in base alla normativa vigente, la prescrizione inizia a decorrere esattamente dalla data di scadenza del titolo. La decisione chiarisce inoltre importanti profili procedurali sulla contestazione della rappresentanza legale nel rito camerale.
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Buoni Postali Fruttiferi: guida alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni risparmiatori relativo al rimborso di Buoni Postali Fruttiferi delle serie AB e AD. Il cuore della controversia riguardava l'applicabilità del termine di prescrizione. I ricorrenti invocavano il vecchio termine trentennale previsto dal codice postale del 1973, ma la Corte ha chiarito che tale termine riguardava la scadenza del titolo e non la prescrizione. Con l'introduzione del D.M. 19/12/2000, il termine di prescrizione per i Buoni Postali Fruttiferi è stato fissato in dieci anni dalla scadenza, termine applicabile anche ai titoli emessi precedentemente se non ancora prescritti. La decisione conferma che il diritto al rimborso si estingue se non esercitato entro un decennio dalla fine del periodo di fruttuosità del buono.
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Buoni Fruttiferi Postali: regole sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i Buoni Fruttiferi Postali della serie AA2 il termine di prescrizione decennale decorre esattamente dalla data di scadenza del titolo, ovvero sette anni dopo la sottoscrizione. La decisione annulla l'interpretazione che fissava l'inizio della prescrizione al 31 dicembre dell'anno di scadenza. Il calcolo deve seguire il calendario comune ex art. 2963 c.c., evitando l'applicazione di criteri ibridi tra vecchie e nuove normative ministeriali.
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Prescrizione Buoni Postali: nuove regole di calcolo
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di calcolo per la Prescrizione Buoni Postali della serie AA3, emessi nel 2002. Un risparmiatore aveva ottenuto il rimborso forzoso del titolo, ma l'intermediario ha eccepito l'estinzione del diritto. Mentre i giudici di merito avevano applicato il criterio del calendario solare (spostando la scadenza a fine anno), la Suprema Corte ha stabilito che si applica il calendario comune. Il termine decennale decorre esattamente dalla data di scadenza del titolo, senza possibilità di ibridare vecchie e nuove normative.
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Aliud pro alio: merce inutilizzabile e diritti
Una società tessile ha acquistato una partita di lana che, al momento della lavorazione, ha rivelato la presenza di impurità plastiche. Mentre il Tribunale aveva rigettato la richiesta di risoluzione per decadenza dai termini di denuncia, la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha chiarito che se la merce consegnata è funzionalmente inidonea allo scopo pattuito, si configura l'ipotesi di aliud pro alio, soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non ai brevi termini di decadenza previsti per i vizi ordinari.
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Recidiva e armi: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza d'appello limitatamente all'applicazione della recidiva nei confronti di un uomo condannato per detenzione di armi. Sebbene la Corte abbia confermato la responsabilità penale e negato le attenuanti per la presunta scarsa offensività delle pistole calibro 9 parabellum, ha rilevato gravi lacune motivazionali sulla recidiva. I giudici di merito non avevano spiegato il nesso tra i precedenti per droga e il nuovo reato, né avevano calcolato correttamente il termine quinquennale partendo dal passaggio in giudicato delle sentenze precedenti.
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Prescrizione del reato: stop dopo il primo grado
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza, respingendo il ricorso basato sulla presunta prescrizione del reato. Gli Ermellini hanno chiarito che, per i fatti commessi dopo il 1° gennaio 2020, la prescrizione del reato si arresta definitivamente con la sentenza di primo grado, in virtù della Riforma Cartabia. Poiché la decisione del Tribunale era intervenuta prima del termine quinquennale, il reato non può considerarsi estinto, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Corruzione sistemica: la Cassazione conferma gli arresti
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari per un ex Sindaco coinvolto in un caso di corruzione sistemica. L'accusa riguarda il rilascio di un permesso a costruire illegittimo in cambio di una tangente di centomila euro, mascherata da parcella professionale. La difesa contestava la tardiva iscrizione nel registro degli indagati e l'inutilizzabilità degli atti, ma i giudici hanno stabilito che il ritardo non configura un'abnormità né invalida il quadro indiziario, solido grazie a intercettazioni e riscontri oggettivi.
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Truffa contrattuale: guida alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di un consulente finanziario per una complessa truffa contrattuale ai danni di numerosi risparmiatori. L'imputato, non abilitato alla raccolta del risparmio, attirava capitali promettendo investimenti mai realizzati e simulando la redditività tramite il versamento di interessi fittizi. La Corte ha stabilito che la truffa contrattuale si considera a consumazione prolungata finché prosegue l'attività decettiva degli interessi falsi, spostando in avanti il termine di prescrizione. Tuttavia, per il reato di autoriciclaggio, la Corte ha dichiarato l'estinzione per prescrizione a causa della riqualificazione del fatto come di lieve entità, derivante dal venir meno di alcune aggravanti nel reato presupposto.
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Sospensione feriale e opposizione a cartelle
Una cittadina ha impugnato una cartella esattoriale per sanzioni stradali lamentando la mancata notifica dei verbali originari. Il Tribunale aveva dichiarato l'appello inammissibile per tardività, escludendo l'applicazione della sospensione feriale poiché aveva qualificato l'azione come opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, trattandosi di un'opposizione recuperatoria volta a contestare il difetto di notifica degli atti presupposti, si applica il rito previsto dal D.Lgs. 150/2011. Di conseguenza, la sospensione feriale deve essere riconosciuta, rendendo l'appello tempestivo.
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Casa Sequestrata: Risarcimento Negato per Decorrenza Prescrizione
Una cittadina chiede il risarcimento al Comune per i danni subiti a causa di una concessione edilizia illegittima, poi annullata, che ha portato al sequestro del suo immobile. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla decorrenza della prescrizione del risarcimento danni. Il termine di cinque anni non parte dalla sentenza penale definitiva contro il funzionario comunale, ma dal momento in cui la proprietaria ha avuto concreta conoscenza del danno, ovvero dal sequestro penale dell'immobile. Avendo agito in giudizio oltre cinque anni dopo il sequestro, il suo diritto al risarcimento si è estinto per prescrizione.
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