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Dichiarazione Del Terzo Pignorato

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dichiarazione del terzo pignorato: valida anche con altri vincoli
Un creditore ha avviato un pignoramento presso terzi. Il terzo pignorato ha dichiarato di possedere somme del debitore, segnalando però la presenza di precedenti pignoramenti di importo superiore. Ritenendo tale dichiarazione negativa, il creditore ha promosso un giudizio per l'accertamento dell'obbligo del terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del creditore, stabilendo che la presenza di precedenti vincoli non rende negativa la dichiarazione del terzo pignorato, la quale rimane positiva in quanto attesta l'esistenza del credito. Di conseguenza, il creditore non aveva interesse ad avviare una causa autonoma, spettando invece al giudice dell'esecuzione gestire il concorso tra i vari creditori o disporre l'assegnazione dei crediti.
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Dichiarazione del terzo pignorato: il fax costa caro alla banca
Una società creditrice ha avviato un pignoramento presso terzi nei confronti di una banca per recuperare un credito. La banca ha inviato la dichiarazione del terzo pignorato tramite telefax anziché con le modalità formali previste dalla legge (raccomandata o PEC). Non avendo ricevuto comunicazioni valide, il giudice ha ordinato la comparizione della banca, che però non si è presentata. Di conseguenza, il giudice ha assegnato il credito applicando la ficta confessio. La banca ha proposto opposizione, accolta in primo grado. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della società creditrice, stabilendo che la dichiarazione del terzo pignorato inviata via fax è giuridicamente inesistente. La banca, considerata gravemente negligente, perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Dichiarazione del terzo pignorato: banca reticente, vince il creditore
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla dichiarazione del terzo pignorato. Un istituto bancario, tesoriere di una ASL, aveva dichiarato l'esistenza di fondi ma anche la presenza di precedenti pignoramenti, senza però specificarli. Non avendo integrato la dichiarazione su richiesta del giudice, la banca si è vista notificare un'ordinanza di assegnazione delle somme. La Cassazione ha confermato la legittimità di tale ordinanza: la dichiarazione del terzo pignorato, se incompleta e non rettificata, equivale a una mancata contestazione. Questo permette al giudice di assegnare il credito al creditore procedente. La reticenza del terzo non può bloccare la procedura esecutiva.
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Dichiarazione terzo pignorato: responsabilità civile
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità civile del terzo pignorato per i danni causati da una dichiarazione mendace o incompleta. In un caso di pignoramento presso terzi, una società aveva omesso di dichiarare l'intero ammontare del proprio debito. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, stabilendo che la falsa dichiarazione del terzo pignorato configura un illecito aquiliano, obbligando il terzo al risarcimento del danno subito dal creditore procedente. La Corte ha ribadito che l'obbligo di fornire indicazioni complete e veritiere perdura fino all'udienza di assegnazione.
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Dichiarazione del terzo pignorato: oneri e doveri
Una società creditrice contesta la dichiarazione negativa resa dal terzo pignorato (un istituto di credito), il quale affermava l'inesistenza di fondi a causa di un precedente pignoramento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale: la grave insufficienza nella descrizione dei fatti nel ricorso. La sentenza sottolinea l'importanza cruciale di redigere un ricorso per cassazione completo e specifico, pena l'impossibilità per la Corte di esaminare il caso. La questione centrale sulla corretta formulazione della dichiarazione del terzo pignorato in presenza di pignoramenti successivi resta quindi irrisolta in questa sede.
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