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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lite tributaria e definizione agevolata: stop alla cartella
Il Contribuente impugna una cartella di pagamento IRPEF contestando la mancata notifica della pretesa esattoriale. La controversia giunge fino alla Corte di Cassazione dopo esiti contrastanti nei gradi di merito. Durante il procedimento di legittimità, il debitore aderisce alla definizione agevolata della cartella esattoriale e provvede al versamento integrale di tutte le rate concordate, formalizzando contestualmente la rinuncia all'azione giudiziaria. La Suprema Corte verifica i pagamenti eseguiti e dichiara estinto il giudizio tributario per intervenuto condono, disponendo che le spese legali restino a carico della parte che le ha anticipate.
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Cartella fiscale e definizione agevolata della lite
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a un Consorzio industriale oltre 800.000 euro tramite cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato. Il contribuente ha contestato la pretesa tributaria ed è nato un contenzioso giunto fino in Cassazione. Nelle more del procedimento, l'ente ha presentato istanza per la definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge 119/2018, versando la rata iniziale e depositando i documenti di regolarità. L'Amministrazione finanziaria non si è opposta. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che anche la cartella automatizzata rientra nella sanatoria fiscale quando costituisce il primo atto impositivo notificato, lasciando le spese di lite a carico di chi le ha anticipate.
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Cessazione materia del contendere tributaria: lite chiusa o solo sospesa?
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori utili a una società e poi alla sua socia unica. La socia ha impugnato l'atto e, dopo un primo successo, in appello il giudice ha dichiarato la cessazione della materia del contendere tributaria, basandosi su una richiesta di definizione agevolata presentata dalla contribuente. L'Agenzia ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la definizione agevolata non era ancora perfezionata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la cessazione della materia del contendere non poteva essere dichiarata se la pratica di condono non era conclusa.
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Definizione agevolata liti tributarie: quando l’avviso di liquidazione è un atto impositivo
Un'azienda ha richiesto la definizione agevolata di una lite tributaria riguardante un avviso di liquidazione per imposta di registro. L'Amministrazione fiscale ha negato la richiesta, sostenendo che l'avviso non fosse un atto impositivo e quindi non rientrasse nella possibilità di Definizione agevolata liti tributarie. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che un avviso di liquidazione è un atto impositivo se comunica per la prima volta al contribuente una pretesa fiscale determinata. Di conseguenza, la controversia era definibile. La Corte ha accolto il ricorso dell'azienda, estinguendo il giudizio principale e compensando le spese per il ricorso sul diniego.
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Estinzione ricorso tributario: Fisco e Contribuente, accordo chiude lite
Un'Azienda e i suoi Soci hanno contestato accertamenti fiscali per omessa dichiarazione di ricavi e IVA. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, i Contribuenti hanno avviato una procedura di definizione agevolata delle liti tributarie con l'Agenzia delle Entrate. Hanno quindi rinunciato al ricorso, notificando la loro decisione alla controparte che non si è opposta. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione ricorso tributario, riconoscendo la cessazione dell'interesse a proseguire il giudizio. Non è stato imposto il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: un co-obbligato salda, tutti liberi dal debito
L'Agenzia delle Entrate contestava la decisione che favoriva un Contribuente riguardo imposte ipotecarie e catastali su una donazione, non avendo provato la corretta notifica dell'avviso di rettifica. La Corte di Cassazione ha però rilevato che un co-obbligato aveva già perfezionato una **definizione agevolata del debito tributario**. Questo pagamento ha estinto l'intera obbligazione fiscale per tutti i co-obbligati, in virtù del principio di solidarietà. Il giudizio è stato quindi dichiarato estinto, con compensazione delle spese.
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Definizione agevolata: lite fiscale chiusa e sanzioni evitate
L'Agenzia delle Entrate notificava a un contribuente un avviso di accertamento per recuperare a tassazione la plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno edificabile. La lite proseguiva nei vari gradi di giudizio fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, il contribuente aderiva alla definizione agevolata prevista dalla legge, impegnandosi a rinunciare alla lite e provvedendo al versamento integrale di tutte le rate dovute. Preso atto della regolarità dei pagamenti e del perfezionamento della procedura, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite e revocando il raddoppio del contributo unificato.
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Nota di credito per vendita immobile: scontro e stop ai giudici
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società e ai suoi soci una maggiore plusvalenza ai fini IRPEF. L'Ufficio contestava una nota di credito per vendita immobile emessa con uno sconto del cinquanta per cento, ritenendo necessaria la forma dell'atto pubblico notarile. I giudici di merito hanno dato ragione ai contribuenti, ritenendo legittima la riduzione del prezzo tramite scrittura privata. L'ente fiscale ha quindi proposto ricorso in Cassazione sostenendo la nullità formale della rettifica contabile. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha depositato istanza per aderire alla chiusura agevolata delle controversie fiscali. La Suprema Corte ha verificato i requisiti di legge e ha disposto la temporanea sospensione del procedimento.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione che dichiarava inammissibile il proprio appello contro una società contribuente. Nelle more del procedimento, la società ha presentato la richiesta di adesione alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando l'importo dovuto in un'unica soluzione. Nessuna delle due parti ha depositato l'istanza di trattazione entro il termine di legge né il Fisco ha respinto la sanatoria. La Corte di Cassazione ha accertato la regolare procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a un professionista la deduzione dei costi di due veicoli e le agevolazioni fiscali su un immobile storico privo di formale decreto ministeriale per l'anno d'imposta 2004. Dopo la decisione sfavorevole dei giudici d'appello, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, il ricorrente ha chiesto di fermare la causa per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla riforma del processo tributario. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha sospeso il giudizio.
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Definizione agevolata tributaria: Fisco e Contribuente, la Pace è Possibile
L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso contro una sentenza che escludeva la ritenuta sui dividendi erogati da una società italiana alla sua capogruppo estera. Durante il processo, la società ha scelto di avvalersi della `definizione agevolata tributaria`, pagando l'intero importo dovuto per risolvere la controversia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico delle parti che le avevano anticipate. Questo caso evidenzia come la `definizione agevolata` possa chiudere efficacemente le liti fiscali.
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Definizione agevolata tributaria: il pagamento estingue il giudizio
Un Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per IRPEF e IVA 2006. Durante il ricorso in Cassazione, il Contribuente ha aderito alla "definizione agevolata tributaria" prevista dal D.L. n. 119/2018, versando integralmente quanto dovuto. Di conseguenza, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Condono fiscale bollo auto: il ritardo annulla la sanatoria
Una società si è avvalsa della procedura per il condono fiscale bollo auto e IVA prevista dalla legge n. 289 del 2002, effettuando il versamento con alcuni giorni di ritardo rispetto alla scadenza prorogata. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un diniego della sanatoria, ma la Commissione Tributaria Regionale ha accolto le ragioni dell'impresa, ritenendo scusabile il ritardo per via delle continue modifiche normative. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione. I giudici hanno chiarito che il condono fiscale bollo auto non si applica alla tassa automobilistica regionale in assenza di un'apposita legge regionale. Inoltre, la sanatoria ha natura clemenziale e richiede il versamento integrale e tempestivo, senza margini per ritardi. Il ricorso del Fisco è stato accolto, confermando il recupero integrale delle imposte dovute.
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Definizione Agevolata: Il Contenzioso Fiscale si Estingue in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato le sentenze che davano ragione ai Contribuenti riguardo avvisi di accertamento IRPEF per gli anni 2004-2005. Durante il ricorso in Cassazione, i Contribuenti hanno richiesto la `definizione agevolata` della controversia, una procedura speciale per chiudere le liti fiscali. Dopo il regolare pagamento da parte dei Contribuenti, confermato dall'Agenzia, è venuta meno la ragione del contendere. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la `cessazione della materia del contendere`, chiudendo il caso senza entrare nel merito della lite originaria.
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Agevolazioni prima casa: stop al Fisco per la lite agevolata
L'Agenzia delle Entrate ha revocato le agevolazioni prima casa a una contribuente per il mancato trasferimento della residenza entro diciotto mesi dall'acquisto dell'immobile. La contribuente ha impugnato l'atto contestando la colpa, in quanto i ritardi burocratici del Comune nel rilasciare l'agibilità dopo i lavori di ristrutturazione costituivano causa di forza maggiore. I giudici di merito hanno accolto le ragioni della contribuente in entrambi i gradi di giudizio, confermando l'impedimento burocratico non imputabile. L'Agenzia delle Entrate ha quindi presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha domandato la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della procedura di chiusura della controversia.
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Definizione Agevolata: L’Azienda vince sul Fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso avvisi di accertamento per IVA, IRES e IRAP contro un'Azienda. L'Azienda ha impugnato questi avvisi e successivamente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, versando la prima rata. L'Agenzia ha poi confermato la regolarità delle domande. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, riconoscendo il perfezionamento della definizione agevolata. Le spese processuali sono rimaste a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Accertamento Fiscale vs. Definizione Agevolata: la Cessazione Materia del Contendere
L'Agenzia Fiscale ha impugnato una decisione del giudice tributario regionale che aveva dato ragione a un'Azienda, riconoscendo la sua buona fede nell'acquisto da una "cartiera" (società inesistente). L'Agenzia ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando questioni sul giudicato esterno, l'onere probatorio e l'omesso esame di fatti. Tuttavia, durante il processo, l'Azienda ha richiesto una "definizione agevolata" della controversia per l'anno fiscale in oggetto. L'Agenzia Fiscale ha confermato l'accettazione di tale definizione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la "cessazione materia del contendere tributaria", estinguendo il giudizio e ponendo fine alla lite fiscale.
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Società estinta e Fisco: via libera a lite agevolata
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per recuperare imposte nei confronti di una società di persone ormai estinta e dei suoi soci. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inesistente l'atto impositivo perché notificato dopo la cancellazione dell'ente dal registro delle imprese. L'amministrazione finanziaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la socia contribuente ha depositato istanza per ottenere la sospensione della causa e poter accedere alla definizione agevolata liti pendenti introdotta dalla riforma tributaria. I giudici supremi hanno accolto la richiesta, sospendendo il procedimento e rinviando la controversia a nuovo ruolo per consentire la chiusura agevolata della lite.
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Definizione agevolata della lite: l’autotutela blocca la causa
L'Agenzia delle Entrate contestava a un Contribuente la corretta tassazione IRPEF applicata ad alcuni compensi incentivanti. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il Contribuente ha presentato domanda per la definizione agevolata della lite, versando le prime rate dovute. L'amministrazione finanziaria ha inizialmente opposto un diniego, ma in seguito ha annullato tale rifiuto in autotutela, consentendo al cittadino di saldare l'importo residuo. Verificato il completo versamento delle somme, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione della causa per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo rimangono a carico della parte che le ha anticipate e non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Diniego definizione agevolata: il ritardo dell’Agenzia estingue il debito
Due società, un'Azienda Alberghiera e una Società Partecipante, hanno ricevuto accertamenti fiscali per aver dichiarato redditi inferiori al minimo previsto per le società non operative. Dopo aver contestato gli accertamenti, le società hanno chiesto la `definizione agevolata` delle loro posizioni. L'Amministrazione Fiscale ha negato la definizione a una delle società, ma ha notificato il `diniego definizione agevolata` oltre il termine perentorio stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ritardo nella notifica del diniego equivale a un accoglimento tacito dell'istanza, portando all'estinzione del giudizio per entrambe le società.
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