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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fisco vs Contribuente: La Definizione Agevolata Estingue la Lite in Cassazione
Una società e i suoi soci avevano impugnato avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF. Durante il ricorso in Cassazione, i ricorrenti hanno comunicato di aver aderito alla "definizione agevolata" delle controversie fiscali, pagando integralmente quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. Non esisteva più l'interesse dei ricorrenti a proseguire il giudizio, dato che la lite fiscale era già stata risolta. Le spese legali sono state compensate.
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Definizione agevolata della lite: la Cassazione annulla lo stop
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un lavoratore autonomo un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. Il giudice d'appello ha dichiarato estinta la causa ritenendo applicabile la Definizione agevolata della lite richiesta dal contribuente per un altro anno di imposta. L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno chiarito che la Definizione agevolata della lite richiede il rispetto di limiti rigorosi. L'importo della causa deve essere inferiore a ventimila euro e la richiesta deve riguardare la specifica annualità in contestazione. Nel caso esaminato, il valore del debito superava la soglia legale e la domanda riguardava un anno diverso. La causa deve quindi ripartire in appello.
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Definizione agevolata tributaria: l’Agenzia perde la lite
L'Agenzia delle Entrate contesta a un Consorzio l'errata applicazione dell'aliquota IVA ridotta su alcune fatture. Il Consorzio vince nei primi due gradi di giudizio. In Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata tributaria prevista dalla legge, versando il cinque per cento del valore della lite, pari a circa seimila euro, dato che l'amministrazione finanziaria era risultata totalmente soccombente nei precedenti gradi. Il Consorzio deposita la prova del pagamento integrativo. La Corte di Cassazione accerta il regolare perfezionamento della procedura e la mancanza di opposizioni. Di conseguenza, dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione del Giudizio Tributario: Rinuncia Agevolata e Fine del Contenzioso
Un'Azienda aveva un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate riguardo a cartelle di pagamento per Ires e Ilor. Dopo vari gradi di giudizio, l'Azienda ha scelto di aderire a una "definizione agevolata" dei suoi debiti fiscali. Di conseguenza, ha presentato una "rinuncia al ricorso" in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, riconoscendo che la rinuncia, in questo contesto, non necessita dell'accettazione delle controparti. La decisione ha evitato all'Azienda il raddoppio del contributo unificato.
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Scissione societaria: definizione agevolata della cartella valida
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società poi scissa. Successivamente, il concessionario della riscossione ha emesso una cartella di pagamento verso la società beneficiaria della scissione quale responsabile in solido. La società beneficiaria ha impugnato l'atto e ha domandato la sanatoria fiscale della lite. L'amministrazione finanziaria ha respinto la richiesta sostenendo che l'atto fosse di mera riscossione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. I giudici hanno stabilito che, se la cartella rappresenta il primo atto notificato al coobbligato, essa assume natura impositiva e consente l'accesso alla definizione agevolata della cartella, con conseguente estinzione del contenzioso.
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Avviso di Liquidazione vs. Atto Impositivo: la Definizione Agevolata
L'Amministrazione Fiscale ha negato a un Contribuente l'accesso alla Definizione agevolata per una lite relativa a un avviso di liquidazione dell'imposta di registro. L'Amministrazione sosteneva che tale avviso non fosse un "atto impositivo" e quindi non rientrasse nelle controversie definibili. Il Contribuente ha impugnato il diniego. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che un avviso di liquidazione, se comporta una pretesa fiscale maggiore rispetto a quanto già versato, ha natura di "atto impositivo". Pertanto, la controversia rientra nella Definizione agevolata. La Corte ha dichiarato estinto il procedimento, poiché il Contribuente aveva già pagato l'importo dovuto.
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Cartella vs. Definizione agevolata controversie tributarie: vince il Contribuente
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Contribuente che aveva ricevuto una cartella di pagamento dall'Agenzia delle Entrate per un credito d'imposta non correttamente indicato. Dopo che l'Agenzia aveva negato la possibilità di una `definizione agevolata controversie tributarie`, il Contribuente ha presentato ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che una cartella di pagamento, se è il primo atto con cui viene comunicata la pretesa fiscale, può dare origine a una controversia idonea alla `definizione agevolata`. Il ricorso del Contribuente è stato accolto, estinguendo la controversia principale.
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Commerciante vs Fisco: La Definizione Agevolata Porta all’Estinzione Processo Tributario
Una commerciante ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Amministrazione Finanziaria per maggiori imposte relative al 2007. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, la Contribuente ha aderito a una "definizione agevolata" (una sanatoria fiscale) per la cartella contestata, versando la prima rata. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario. Questo è avvenuto perché, a seguito dell'adesione alla definizione agevolata e della mancata richiesta di prosecuzione del giudizio da parte di entrambi i contendenti entro il termine stabilito, il processo non aveva più ragione di esistere. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate.
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Definizione agevolata della controversia tributaria: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione di secondo grado favorevole al Contribuente relativa ad accertamenti per IRPEF e IRAP. Nelle more del giudizio, il Contribuente ha depositato la documentazione per accedere alla definizione agevolata della controversia tributaria prevista dal decreto legge 119/2018. La Corte di Cassazione ha riscontrato l'assenza della notifica di tali atti alla controparte pubblica. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato al Contribuente di notificare la documentazione all'Avvocatura dello Stato entro sessanta giorni, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la corretta prosecuzione dell'iter di definizione della lite.
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Definizione Agevolata: Capitali Esteri e Fine del Contenzioso
Un Contribuente aveva capitali non dichiarati in Svizzera, portando l'Agenzia delle Entrate a emettere atti impositivi e sanzioni. Dopo gradi di giudizio contrastanti, il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, ha aderito a una procedura di definizione agevolata delle controversie fiscali, una sorta di "condono" che permette di chiudere la lite a condizioni favorevoli. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha contestato questa adesione nei termini previsti, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio. Questo significa che la controversia si è risolta grazie alla definizione agevolata, senza bisogno di una decisione nel merito.
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Definizione agevolata liti tributarie: la sola ricevuta non basta
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento all'ex liquidatore e socio unico di una società estinta per debiti fiscali non pagati. I giudici di merito hanno annullato l'atto fiscale. L'amministrazione finanziaria ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza di chiusura della controversia, allegando il pagamento tramite modello F24 ai sensi della legge di riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte ha chiarito che l'accesso alla definizione agevolata liti tributarie non estingue automaticamente il processo: in assenza di espressa rinuncia dell'ente o di prova integrale del pagamento senza residui, il processo deve essere temporaneamente sospeso per consentire le opportune verifiche.
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Cartella da Controllo Automatizzato: Sì alla Definizione Agevolata
La Corte di Cassazione ha chiarito che una cartella di pagamento, emessa dopo un controllo automatizzato, può rientrare nella definizione agevolata cartella di pagamento se rappresenta il primo e unico atto con cui il contribuente viene a conoscenza della pretesa fiscale. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva negato la definizione a una società, sostenendo che la cartella non fosse un atto impositivo. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso della società, stabilendo che tale cartella ha natura impositiva e, quindi, può essere oggetto di definizione agevolata, portando all'estinzione del giudizio.
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Fisco vs Contribuente: L’Estinzione del Processo Tributario per Rinuncia
Un'Azienda e i suoi soci hanno impugnato avvisi di accertamento fiscale per IVA e imposte dirette. Dopo vari gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, i contribuenti hanno avviato una procedura di definizione agevolata con l'Agenzia delle Entrate. Per questo motivo, hanno comunicato la loro rinuncia al ricorso per Cassazione. L'Agenzia delle Entrate ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario per rinuncia, senza condannare alle spese, poiché l'accordo di definizione agevolata copriva già i costi del contenzioso e la rinuncia era stata accettata dalla controparte.
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Definizione agevolata liti pendenti: stop al Fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente per maggiori redditi di partecipazione derivanti da presunte operazioni inesistenti contestate a una società a ristretta base. Il contribuente ha vinto sia in primo che in secondo grado di giudizio, poiché i giudici di merito hanno annullato la pretesa societaria originaria. L'amministrazione finanziaria ha quindi proposto ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha presentato formale istanza per accedere alla definizione agevolata liti pendenti introdotta dalla legge di riforma tributaria. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'istanza e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della chiusura della lite.
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Lite Fisco e rimborso IVA: definizione agevolata della lite
Una società contribuente ha richiesto il rimborso di un credito IVA maturato in un anno in cui aveva omesso la dichiarazione fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha respinto la richiesta. I giudici di merito hanno però dato ragione alla contribuente, accertando la tempestività dell'istanza e l'operatività della prescrizione decennale. L'Amministrazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha depositato istanza per accedere alla definizione agevolata della lite tributaria introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte ha preso atto della volontà di chiudere la contesa in via agevolata e ha disposto la sospensione del processo, rinviando la trattazione a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Definizione agevolata della cartella: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società il mancato versamento di sanzioni per oltre 23.000 euro tramite cartella esattoriale, emessa dopo la revoca delle agevolazioni sull'imposta di registro. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvenuta adesione alla definizione agevolata della cartella (cosiddetta rottamazione-ter), documentando il piano di rateazione concesso e il versamento dei primi bollettini. La Suprema Corte ha chiarito che l'estinzione della causa non scatta in automatico con la sola domanda, ma richiede il pagamento effettivo di tutte le rate previste. Per questo motivo, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, congelando il contenzioso per consentire all'impresa di completare il pagamento rateale e dimostrare la definitiva estinzione del debito.
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ICI e Terreni Edificabili: L’Estinzione del Giudizio Tributario per Accordo
Un Comune ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che aveva annullato un avviso di accertamento ICI su un terreno. Il Comune riteneva il terreno edificabile a causa di una procedura di compensazione urbanistica. La Contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata della controversia tributaria, versando quanto dovuto. Anche il Comune ha aderito. Poiché non è stata presentata istanza di trattazione e non è stato notificato alcun diniego, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessata materia del contendere. Le spese sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie e cartella di debito
I Contribuenti hanno impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un avviso di liquidazione per imposta di registro, già divenuto definitivo dopo un giudizio in Cassazione. I Contribuenti hanno richiesto la definizione agevolata delle liti tributarie per estinguere il debito. I giudici tributari regionali hanno accolto la domanda e dichiarato estinto il processo. L'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'inammissibilità della richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Impositore. La Corte ha stabilito che la definizione agevolata delle liti tributarie si applica solo agli atti impositivi originari e non alle cartelle di mera riscossione emesse su debiti già accertati in modo definitivo.
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Accertamento Fiscale Annullato: la Cessata materia del contendere tributaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere tributaria in un caso di accertamento fiscale. L'Autorità Fiscale aveva contestato costi non deducibili e violazioni di transfer pricing a due Aziende. Durante il ricorso in Cassazione, l'Autorità Fiscale ha parzialmente annullato gli avvisi di accertamento in autotutela. Le sanzioni residue sono state oggetto di definizione agevolata. Questo ha reso inutile la prosecuzione del giudizio, portando all'estinzione del processo e alla compensazione delle spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata liti tributarie tra cartelle e dinieghi
Una società riceve cartelle di pagamento come coobbligata per debiti fiscali derivanti da una scissione. L'ente impositore notifica le cartelle senza inviare prima l'avviso di accertamento alla società beneficiaria. I giudici di secondo grado annullano le cartelle. L'Agenzia delle Entrate impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nel corso del giudizio, la contribuente presenta domanda di definizione agevolata delle liti tributarie. Il Fisco respinge l'istanza ritenendo gli atti mera riscossione non condonabile. La società impugna il diniego. La Corte di Cassazione rileva incongruenze documentali sul numero delle cartelle indicate nelle domande di condono e nei ricorsi. I giudici sospendono la decisione e ordinano il rinvio a nuovo ruolo per ottenere chiarimenti da entrambe le parti.
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