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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Iscrizione ipotecaria e debiti rateizzati: lite congelata
L'Agente della Riscossione ha impugnato la sentenza tributaria che riteneva illegittima una iscrizione ipotecaria sui beni di un contribuente, disposta nonostante una rateazione già concessa per debiti legati a tasse automobilistiche e tributi locali. I giudici regionali avevano contestato al Fisco la mancata prova del pericolo concreto di perdita del credito. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha depositato istanza per accedere alla definizione agevolata della vertenza. La Corte di Cassazione ha verificato la pendenza del procedimento alla data utile per la sanatoria e ha sospeso la causa, rinviando gli atti alla sezione tributaria per consentire la chiusura definitiva del contenzioso.
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Fisco e vincolo storico: stop alla causa con lite agevolata
Un contribuente subisce un accertamento fiscale per maggiori imposte Irpef e Irap relative all'anno 2003. L'Ufficio contesta l'applicazione indebita di benefici fiscali per un immobile ritenuto storico-artistico senza il formale decreto di vincolo e disconosce i costi per due autovetture usate nella propria attività professionale. Dopo la soccombenza nei gradi di merito, il contribuente impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente deposita un'apposita istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti introdotta dalla riforma del 2022. La Corte di Cassazione accoglie l'istanza e dispone la sospensione del processo, rinviando la trattazione a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di definizione.
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Definizione agevolata della lite: società chiude, soci pagano
L'Agenzia delle Entrate ha notificato maggiori imposte a una società di persone per IVA e IRAP e, per trasparenza, ha accertato maggiori redditi IRPEF in capo ai singoli soci. La società ha aderito alla definizione agevolata della lite estinguendo il proprio debito. I giudici di merito hanno dichiarato cessata l'intera controversia anche per i soci. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Erario, stabilendo che la definizione agevolata della lite richiesta dalla società non estende automaticamente i propri effetti favorevoli ai soci. Gli avvisi di accertamento rimangono autonomi perché riguardano soggetti e tributi differenti. Pertanto, i soci restano debitori dell'IRPEF accertata se non presentano una propria specifica istanza di condono.
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Definizione agevolata: stop al ricorso e nessun doppio contributo
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori redditi Irpef non dichiarati a seguito di verifiche sui conti correnti bancari per due annualità successive. Il cittadino ha impugnato gli atti impositivi, ma i giudici tributari di primo e secondo grado hanno confermato le pretese del Fisco per mancanza di prova contraria. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione per contestare la validità degli accertamenti e l'eccessività delle somme richieste. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha però aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'intero importo concordato con l'agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cessazione della materia del contendere, compensando le spese legali ed escludendo la sanzione del doppio contributo.
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Studi di Settore vs. Definizione Agevolata: Cassazione rinvia
Un Contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per maggiori imposte, calcolate unicamente tramite studi di settore. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, ha aderito a una procedura di Definizione agevolata cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione ha quindi deciso di rinviare la trattazione del ricorso a una nuova udienza. Questo rinvio serve a permettere alle parti di fornire la prova dell'effettiva conclusione positiva della definizione agevolata, che potrebbe estinguere la lite tributaria.
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Diniego di Condono vs. Definizione Agevolata: La Cassazione decide
Una Società ha tentato di beneficiare di una definizione agevolata per una cartella di pagamento relativa a tributi del 1996, precedentemente oggetto di un diniego di condono. L'Agenzia delle Entrate si opponeva, sostenendo che la cartella non fosse condonabile o che fosse intervenuta la decadenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Società. Ha stabilito che, poiché la pretesa fiscale originaria non era mai stata definita con un precedente condono, il diniego non impediva una nuova definizione agevolata. La causa è stata rinviata per accertare la corretta esecuzione della definizione agevolata.
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Accertamento IRPEF vs. Definizione Agevolata: L’Estinzione Giudizio Tributario
L'Agenzia delle Entrate ha accertato una plusvalenza IRPEF per la vendita di un terreno edificabile, impugnata dal Contribuente. Durante il ricorso in Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata della controversia tributaria, versando la prima rata. L'Agenzia ha confermato l'adesione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. Ha inoltre stabilito che, in questi casi, non si applica l'obbligo per la parte impugnante non vittoriosa di versare un ulteriore contributo unificato.
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Definizione agevolata: la lite col Fisco si estingue col saldo
L'Agenzia delle Entrate contestava a una contribuente maggiori imposte IRPEF e sanzioni relative agli anni 2007 e 2008. La controversia giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione dopo alterne pronunce di merito. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge e ha versato integralmente le somme quantificate dall'agente della riscossione, depositando le relative ricevute. Constatato l'avvenuto pagamento del debito tributario e l'assenza di contestazioni da parte del Fisco, i giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese di lite restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Accertamento Fiscale Inoperatività: Cassazione Annulla Avvisi
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso avvisi di accertamento fiscale per inoperatività contro un'Azienda e i suoi soci, rideterminando i loro redditi. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato questi avvisi. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per un socio a causa di una definizione agevolata. Per l'Azienda e un altro socio, il ricorso dell'Agenzia è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le contestazioni dell'Agenzia riguardassero valutazioni di fatto e prove, non riesaminabili in Cassazione. L'accertamento fiscale inoperatività è stato quindi definitivamente annullato per l'Azienda e il socio, mentre per l'altro socio la questione si è risolta con la definizione agevolata.
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Definizione agevolata tributi: l’Istituto cerca pace, il Comune deve chiarire
Un Istituto educativo ha contestato un avviso di accertamento ICI per l'anno 2003. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto il suo appello. L'Istituto ha poi presentato diverse istanze di definizione agevolata tributi per sanare la propria posizione fiscale. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di verificare il perfezionamento di tali definizioni, ha disposto l'acquisizione di informazioni scritte dal Comune e ha rinviato la causa per ulteriori decisioni.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato maggiori imposte IVA e dirette a una società a responsabilità limitata e al suo socio unico. Dopo le decisioni dei giudici tributari nei gradi precedenti, la vertenza è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, i contribuenti hanno attivato la definizione agevolata delle liti tributarie, allegando la prova del versamento della prima rata e la notifica telematica all'ente impositore. L'Agenzia delle Entrate non ha espresso alcun diniego e le parti non hanno depositato ulteriori istanze di trattazione entro i termini fissati dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione definitiva del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le spese processuali già anticipate.
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Revocazione per errore di fatto: il Fisco chiude la lite
Due contribuenti hanno impugnato un avviso di accertamento fiscale per maggiori ricavi. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno aderito alla rottamazione delle cartelle, pagato le somme previste e rinunciato formalmente al processo. Nonostante il deposito dei documenti, i giudici hanno rigettato il ricorso originario per una pura svista. I contribuenti hanno quindi proposto ricorso di revocazione per errore di fatto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cancellato la precedente decisione errata e dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: lite chiusa in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione una decisione favorevole a un contribuente. La controversia riguardava il recupero di imposte di registro, ipotecaria e catastale. Nel corso del giudizio, il contribuente ha presentato la documentazione comprovante l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti e il relativo versamento delle somme previste dalla legge. Nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione nei termini. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata valida anche per la cartella di pagamento
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a una società la restituzione di oltre centomila euro per un rimborso relativo a un credito d'imposta. Il Fisco ha notificato una cartella di pagamento emessa in seguito a un controllo automatizzato della dichiarazione, senza un previo avviso di accertamento. L'ente gestore ha impugnato la cartella e ha poi aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. L'Amministrazione finanziaria ha respinto la richiesta sostenendo che la cartella fosse un semplice atto di riscossione escluso dal beneficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società contro il diniego di condono. La Corte ha stabilito che la cartella rappresenta il primo e unico atto impositivo con cui il Fisco chiede le somme, rendendo pienamente valida l'istanza e dichiarando l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata sanzioni: il pagamento tardivo salva
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un'Azienda il tardivo versamento della tassa di concessione governativa, irrogando una sanzione. L'Azienda ha poi chiesto la definizione agevolata sanzioni tributarie per questa controversia. L'Amministrazione ha respinto la richiesta, sostenendo che la fattispecie non rientrava tra quelle ammesse dalla legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che la definizione agevolata a "zero" delle sanzioni è possibile quando il tributo principale è già stato pagato o definito, anche se tardivamente. La controversia riguardava solo la sanzione collegata a un tributo già estinto, rendendo illegittimo il diniego.
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Definizione Agevolata Controversia Tributaria: Chiarimenti Necessari in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha recuperato imposte IRAP e IRES per il 2004 da un'Azienda, tramite iscrizione a ruolo e cartella di pagamento. L'Azienda ha impugnato l'atto, vincendo nei primi due gradi di giudizio. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nel frattempo, l'Azienda ha chiesto la definizione agevolata della controversia tributaria, versando l'intera somma. L'Agenzia ha dichiarato un diniego, ma l'Azienda ha contestato. La Corte di Cassazione, di fronte a posizioni contrastanti sulla definizione agevolata, ha concesso alle parti 60 giorni per fornire chiarimenti e ha rinviato il giudizio.
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Definizione Agevolata Cartella di Pagamento: Atto Impositivo o Riscossione?
Un'Azienda ha contestato una cartella di pagamento emessa dall'Agenzia delle Entrate per un credito IVA disconosciuto. L'Azienda ha cercato di accedere alla procedura di definizione agevolata della lite, ma l'Agenzia ha negato, sostenendo che la controversia riguardava un atto di mera riscossione. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che la cartella di pagamento derivante da controllo automatizzato ha natura di atto impositivo. Pertanto, può essere oggetto di definizione agevolata. La Corte ha accolto il ricorso dell'Azienda, estinguendo il processo.
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Indagini finanziarie: il giudice deve motivare ogni movimento
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente a seguito di indagini finanziarie per imposte dirette e IVA. I giudici di appello hanno annullato parzialmente l'atto, ritenendo genericamente giustificata la maggior parte dei movimenti bancari e considerando estinta l'intera pretesa per definizione agevolata. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione. I Supremi Giudici hanno accolto le ragioni del Fisco. La sentenza di secondo grado ha commesso due errori: ha esteso la chiusura agevolata a quote di debito non coperte dalla sanatoria e ha esaminato i conti correnti in blocco anziché singolarmente. La Corte ha cassato la decisione, stabilendo che il giudice deve analizzare analiticamente ogni singolo versamento e prelievo contestato.
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Fisco vs Azienda: La Cessazione Materia del Contendere Salva il Ricorso
L'Amministrazione Fiscale contestava a un'Azienda l'uso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, emettendo un avviso di accertamento. Dopo un primo esito favorevole all'Azienda, la Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Amministrazione, ritenendo provato il coinvolgimento dell'Azienda in una frode. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha poi scelto la definizione agevolata, pagando integralmente le somme dovute. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, estinguendo il processo.
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Definizione agevolata e chiusura del contenzioso tributario
Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento emessa dall'Agenzia delle Entrate per omessa dichiarazione IVA. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione su ricorso del Fisco. Durante il procedimento supremo, la curatela fallimentare ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119/2018, provvedendo al versamento degli importi previsti. L'amministrazione finanziaria e il contribuente hanno quindi chiesto l'estinzione della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la integrale compensazione delle spese legali tra le parti.
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