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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione Agevolata: L’Azienda Salva l’Imposta, il Fisco Chiude il Caso
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda un'imposta di registro su un'operazione immobiliare, riqualificandola. L'Azienda ha impugnato l'avviso e, durante il processo, ha aderito a una procedura di definizione agevolata, versando la prima rata. L'Agenzia ha riconosciuto la regolarità della definizione. La Corte ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere e l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico delle parti che le avevano anticipate. Questo caso evidenzia come la definizione agevolata possa risolvere controversie tributarie, portando alla chiusura dei processi.
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Sospensione dei termini di impugnazione: appello fiscale valido
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente. I giudici di primo grado hanno depositato la sentenza il 22 febbraio 2017. L'Agenzia Fiscale ha notificato l'appello il 16 marzo 2018. I giudici regionali hanno dichiarato l'appello inammissibile perché tardivo rispetto al termine semestrale ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. La legge sulla definizione agevolata delle liti fiscali ha previsto la sospensione dei termini di impugnazione per sei mesi su tutte le controversie definibili. Di conseguenza, la scadenza effettiva per impugnare cadeva il 22 marzo 2018. L'appello notificato il 16 marzo 2018 era pienamente tempestivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso erariale e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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Accertamento IVA: l’Estinzione del giudizio tributario con definizione agevolata
Un'Azienda ha contestato un accertamento IVA per il 2006. L'Amministrazione fiscale aveva recuperato l'imposta per mancanza di documentazione. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha aderito a una definizione agevolata dei carichi fiscali, pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere, poiché la controversia fiscale si è risolta con l'accordo tra le parti. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della controversia e stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società maggiori ricavi per diverse annualità tramite accertamento induttivo. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la causa è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione con ricorsi proposti da entrambe le parti. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società contribuente, in stato di concordato preventivo autorizzato dal giudice delegato, ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia e ha versato gli importi dovuti per chiudere la lite fiscale. Constatato il pagamento della sanatoria, la mancata richiesta di prosecuzione del giudizio e la sopravvenuta rinuncia della società, la Suprema Corte ha dichiarato la totale estinzione dei ricorsi riuniti, ponendo definitivamente fine alla vertenza con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione Agevolata Negata, Ricorso Fiscale Inammissibile per Errore
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso complesso riguardante una società e l'Agenzia delle Entrate. La società aveva impugnato una cartella di pagamento per sanzioni, ottenendo l'accoglimento della prescrizione. Successivamente, ha tentato la **definizione agevolata controversia tributaria**, ma l'Agenzia ha negato questa possibilità, sostenendo che la cartella non fosse il primo atto impositivo. L'Agenzia ha poi proposto ricorso in Cassazione contro la prescrizione, ma lo ha fatto contro la persona fisica titolare e non contro la società. La Cassazione ha rigettato l'impugnazione della definizione agevolata e ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia per vizio di parte. Le spese sono state compensate.
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Cartella di Pagamento: La Definizione Agevolata Sospende il Giudizio
Un Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per IRPEF, IRAP e IVA. Dopo che i gradi di giudizio precedenti avevano respinto il suo ricorso, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata della controversia, pagando le rate dovute. La Corte di Cassazione ha quindi rinviato la causa. Ha chiesto all'Agenzia delle Entrate di verificare l'avvenuta definizione della controversia. Questo significa che la Corte non ha deciso sul merito della cartella, ma ha dato tempo per accertare la chiusura della lite tramite l'accordo agevolato.
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Definizione agevolata debiti tributari: estinzione giudizio e spese
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF e relative cartelle di pagamento. Durante il ricorso in Cassazione, il contribuente ha aderito alla `definizione agevolata` dei carichi tributari prevista da una legge specifica, rinunciando al giudizio. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per `cessazione della materia del contendere`. Ha inoltre stabilito che le spese legali devono essere compensate tra le parti. Questo principio evita di penalizzare il contribuente che ha scelto di sanare la propria posizione fiscale tramite la `definizione agevolata`, promuovendo la risoluzione extragiudiziale delle controversie.
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Definizione agevolata: la Cassazione estingue il giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due Contribuenti che avevano ricevuto un avviso di accertamento per una plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile. Durante il ricorso in Cassazione, i Contribuenti hanno aderito a una definizione agevolata delle cartelle di pagamento, saldando l'intero debito. Hanno poi rinunciato al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento e chiesto l'estinzione del giudizio. La Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia e cessazione della materia del contendere, stabilendo che la definizione agevolata ha risolto la controversia. Inoltre, non è dovuto il doppio contributo unificato, poiché la causa della rinuncia è sopravvenuta.
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IVA Contesa: Definizione Agevolata Estingue la Lite Tributaria
L'Agenzia delle Entrate contestava l'applicazione di un'aliquota IVA ridotta da parte di un Consorzio. Il Consorzio ha impugnato l'avviso di accertamento e, durante il ricorso in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata liti tributarie, versando l'importo richiesto. L'Agenzia non si è opposta a tale definizione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Ciò significa che, avendo le parti risolto la controversia tramite la procedura agevolata, non era più necessario un pronunciamento giudiziale. Le spese sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione del Processo Tributario: Definizione Agevolata Risolve la Lite
L'Amministrazione Fiscale contestava all'Azienda sanzioni IVA per errori di registrazione. L'Azienda aveva già sanato la posizione con il ravvedimento operoso. Dopo vari gradi di giudizio, il caso è arrivato in Cassazione. Durante il ricorso, l'Azienda ha aderito a una procedura di definizione agevolata delle controversie fiscali. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario, riconoscendo che la controversia era stata risolta fuori dalle aule giudiziarie grazie alla definizione agevolata. Le spese legali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate.
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Fisco vs Azienda: Cessazione della Materia del Contendere con Accordo
L'Azienda aveva contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per IVA, IRPEG e IRAP, relativo a costi non documentati. Dopo che i giudici tributari avevano confermato l'accertamento, l'Azienda ha chiesto la `cessazione della materia del contendere` a seguito di una definizione agevolata della controversia. Nonostante alcune iniziali discrepanze nell'identificazione dell'atto, l'Agenzia delle Entrate ha aderito alla richiesta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il processo estinto, riconoscendo l'accordo tra le parti sulla risoluzione della lite e compensando le spese legali.
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Rottamazione ter: il Fisco sospende il giudizio in attesa dei pagamenti
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IRPEF. Successivamente, ha aderito alla "Rottamazione ter", una definizione agevolata dei debiti fiscali. L'Azienda ha accolto l'appello dell'Amministrazione finanziaria, ma il Contribuente ha informato la Corte dell'adesione alla Rottamazione ter, con pagamenti rateizzati fino a novembre 2023. La Corte di Cassazione ha quindi deciso di sospendere il giudizio e rinviare la trattazione a nuovo ruolo, in attesa del completo perfezionamento della Rottamazione ter. Il caso verrà ripreso dopo la scadenza dell'ultima rata.
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Cessazione Materia del Contendere: Notifica Omessa, Ricorso Inammissibile
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento fiscale. Dopo vari gradi di giudizio, ha chiesto la cessazione materia del contendere per aver aderito a una definizione agevolata della controversia. Tuttavia, il Contribuente non ha provato di aver notificato all'Agenzia delle Entrate i documenti relativi a questa definizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'omessa notifica impedisse all'Agenzia di partecipare al processo sull'estinzione. Questo ha manifestato una sopravvenuta carenza di interesse da parte del Contribuente.
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Estinzione del processo tributario: la definizione agevolata salva l’Azienda
Un'Azienda ha impugnato un atto dell'Amministrazione Fiscale per il recupero di un credito d'imposta. Dopo aver perso in secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno raggiunto una "definizione agevolata della controversia". La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario per cessazione della materia del contendere. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate, senza applicazione del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: dal debito all’estinzione del giudizio
L'Agenzia delle Entrate ha notificato due avvisi di accertamento a un contribuente per omessa dichiarazione dei redditi e ricostruzione induttiva. Dopo la soccombenza nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso per cassazione. Nelle more del processo, il debitore ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, saldando l'intero importo comunicato dall'agente della riscossione. A seguito dell'integrale versamento delle somme e della formale rinuncia all'impugnazione notificata alla controparte, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando integralmente le spese processuali ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione Agevolata: L’Estinzione del Processo Tributario in Cassazione
Un'Azienda ha contestato avvisi di accertamento per IVA, IRES e IRAP relativi al 2008. Dopo aver perso nei gradi inferiori, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, l'Azienda ha aderito a una procedura di definizione agevolata, pagando la prima rata. L'Agenzia delle Entrate non ha presentato opposizione. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del processo entro il termine stabilito, la Corte ha dichiarato l'**estinzione del processo tributario**. Questo significa che la controversia si è conclusa senza una decisione sul merito, e le spese legali sono rimaste a carico della parte che le aveva anticipate.
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Accertamento Fiscale: Quando la Pace Fiscale Estingue il Contenzioso
Un contribuente ha impugnato un accertamento fiscale dell'Agenzia delle Entrate per redditi e volumi d'affari non dichiarati, basato sui prelevamenti bancari. La Commissione Tributaria Regionale aveva parzialmente accolto il ricorso, ritenendo congruo il reddito dichiarato salvo un prelievo. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, il contribuente ha successivamente aderito a una definizione agevolata delle controversie tributarie, provvedendo al pagamento integrale. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, ponendo fine alla disputa sull'accertamento fiscale.
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Consolidato fiscale IRES: lite Fisco e capogruppo dopo sanatoria
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società controllata la deduzione in cinque anni di quote di svalutazione di partecipazioni societarie, emettendo avvisi di accertamento per maggiori imposte a carico sia della controllata sia della capogruppo nell'ambito del regime di consolidato fiscale IRES. Dopo l'annullamento degli atti nei gradi di merito, l'Agenzia ha proposto ricorso per Cassazione. Nel corso del giudizio, la società controllata ha perfezionato la definizione agevolata per parte delle annualità e per un atto correlato. La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo la decisione per assegnare all'Agenzia delle Entrate sessanta giorni di tempo per chiarire se sussista ancora un concreto interesse ad agire contro la società capogruppo.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente per maggiori ricavi relativi all'anno d'imposta 2009. I giudici d'appello hanno ridotto solo parzialmente la pretesa fiscale originaria. Il contribuente ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione per ottenere l'annullamento integrale del debito tributario. Nelle more del procedimento, il contribuente ha depositato formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti, introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte ha verificato i presupposti normativi e ha disposto l'immediata sospensione del processo per centoventi giorni. Questa decisione consente al contribuente di perfezionare la chiusura della lite con il Fisco evitando il rischio di un esito giudiziale sfavorevole.
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Accertamento Fiscale e Definizione Agevolata delle Liti
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società commerciale maggiori ricavi non dichiarati e costi non deducibili per gli anni 2003, 2004 e 2005. I controlli fiscali nascevano da verifiche extracontabili eseguite presso un'altra ditta fornitrice. La Commissione Tributaria Regionale confermava parzialmente la pretesa impositiva, ritenendo validi gli elementi presuntivi emersi nei verbali di controllo. L'impresa impugnava la decisione davanti alla Corte di Cassazione, denunciando vizi di motivazione e violazione delle regole sulle presunzioni. Nelle more del giudizio, la società contribuente presentava istanza di condono e sanatoria fiscale pagando la prima rata dovuta. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata delle liti.
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