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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie: lite ancora aperta
Una societa riceve un avviso di accertamento per una plusvalenza sulla vendita di un immobile. Dopo aver vinto nei gradi di merito, affronta il ricorso in Cassazione dell'Agenzia delle Entrate. La societa richiede la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie, ma non deposita la documentazione finale. Successivamente, eccepisce l'estinzione del giudizio perche il Fisco non ha presentato l'istanza di trattazione nei termini. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione complessa, rinvia la causa alla pubblica udienza.
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Sospensione dei termini di impugnazione: salvo l’appello del fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA nei confronti della Società Contribuente. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile l'appello del fisco per tardività. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. I giudici hanno stabilito che si applica la sospensione dei termini di impugnazione di sei mesi prevista per la definizione agevolata delle controversie tributarie, poiché la lite riguarda imposte dirette e IVA interna, non escluse dalla legge. Di conseguenza, l'appello del fisco era tempestivo. Al contrario, la Suprema Corte ha respinto il ricorso della Società Contribuente, confermando che il principio del legittimo affidamento esclude solo le sanzioni e non il pagamento delle imposte dovute, e che la Cassazione non può riesaminare i fatti di causa relativi all'uso privato dei beni aziendali.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite fiscale
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a una società un avviso di accertamento per rettificare la dichiarazione IVA. Dopo i primi due gradi di giudizio favorevoli alla contribuente, l'ufficio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto-legge n. 119/2018, pagando l'importo dovuto tramite modello F24. Poiché l'ufficio non ha notificato alcun diniego né presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo estinto sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Auto di lusso contro Fisco: la definizione agevolata chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento basati sul redditometro nei confronti di un contribuente, rilevando una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e il possesso di beni di lusso, tra cui una vettura sportiva e diverse case. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata, pagando le somme dovute e rinunciando ai giudizi pendenti. Poiché l'ufficio non ha notificato alcun diniego, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia si è conclusa definitivamente grazie alla definizione agevolata, con le spese di giudizio che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: scontro sui codici
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una contribuente contro l'avviso di accertamento per redditi da locazione non dichiarati. Dopo la sospensione del processo per la richiesta di definizione agevolata delle liti pendenti, l'Amministrazione Finanziaria ha negato la sanatoria a causa della mancata indicazione dei codici tributo per il versamento. La contribuente ha impugnato il diniego, sostenendo che tale mancanza non rientri tra le cause di esclusione previste dalla legge. Con ordinanza interlocutoria, la Sezione Sesta della Cassazione ha rimesso la decisione alla Sezione Quinta per approfondire la questione della validit del diniego e della notifica dell'appello.
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Definizione agevolata: la Cassazione frena il Fisco sul diniego
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava una cartella di pagamento per IVA e IRES emessa contro una società. La controversia è stata sospesa poiché la società ha richiesto la definizione agevolata della lite. Successivamente, l'ufficio finanziario ha negato il condono, spingendo la contribuente a impugnare il diniego. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. I giudici hanno ritenuto necessario acquisire informazioni precise dall'amministrazione finanziaria sui versamenti effettuati dalla società prima di poter decidere sul ricorso principale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
Una controversia fiscale tra l'Amministrazione Finanziaria e due società contribuenti, riguardante avvisi di accertamento per IVA e IRES, si è conclusa positivamente grazie alla definizione agevolata delle controversie tributarie. Dopo che i giudici di secondo grado avevano dato ragione alle società, l'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le società hanno presentato domanda per la sanatoria prevista dalla legge, pagando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge e l'ufficio fiscale ha confermato il regolare pagamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla disputa.
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Definizione agevolata a rate: perché il processo non si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento per maggiori ricavi nei confronti di una società di capitali a ristretta base partecipativa e dei suoi soci. Durante il processo in Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata delle pendenze tributarie, avviando un piano di rateizzazione in diciotto rate. Al momento dell'udienza, la contribuente aveva pagato solo undici rate. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in mancanza del pagamento integrale di tutte le rate e in assenza di una formale rinuncia al ricorso, il processo non può essere dichiarato estinto. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa del completamento dei pagamenti, estendendo il rinvio anche al giudizio riguardante i singoli soci per ragioni di economia processuale.
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Definizione agevolata: il silenzio che cancella il debito fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione dei giudici tributari favorevole a una Società in merito a un accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Conto sospetto ma lite chiusa: la definizione agevolata vince
Una contribuente, priva di attività lavorativa ufficiale ma titolare di un conto corrente con ingenti versamenti e redditi immobiliari, riceveva accertamenti IRPEF dall'Amministrazione finanziaria. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 193/2016, saldando interamente le cartelle di pagamento relative agli avvisi di accertamento. La Suprema Corte, preso atto del pagamento integrale e dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state poste a carico di chi le ha anticipate, escludendo il raddoppio del contributo unificato poiché la definizione della lite è sopravvenuta alla presentazione del ricorso.
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Definizione agevolata: il fisco non può negarla senza verifiche
L'Amministrazione Finanziaria ha negato a un'Azienda la definizione agevolata di una controversia tributaria, ritenendo che la lite, riguardando un precedente diniego di condono, non fosse definibile. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso della Società Socia (subentrata all'Azienda cancellata), ha ritenuto fondato il ricorso contro il diniego. Tuttavia, per verificare la regolarità dei pagamenti e dei tempi, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Definizione agevolata: il silenzio del Fisco estingue la lite
Una società immobiliare impugnava gli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'occultamento di ricavi derivanti dalla vendita di immobili. Durante la causa in Cassazione, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Poiché l'Amministrazione finanziaria non notificava alcun provvedimento di diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti richiedeva la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese del giudizio sono state poste a carico di chi le ha anticipate, senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la lite si estingue
Una società concessionaria di auto impugnava un avviso di accertamento relativo a imposte IRES, IRAP e IVA per l'anno 2004. Il fisco contestava la deducibilità dei costi sostenuti per la ristrutturazione e l'ampliamento di un immobile preso in locazione. Durante il giudizio in Cassazione, promosso dall'Agenzia delle Entrate, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata tributaria: lite estinta dopo il pagamento
L'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione per fare valere un avviso di accertamento relativo ad imposte dirette e IVA contro una società commerciale. Nel corso del giudizio, la società contribuente ha scelto di aderire alla definizione agevolata tributaria prevista dalla legge sulla pace fiscale. La società ha inviato la richiesta telematicamente, eseguito il versamento dell'unica rata dovuta tramite modello F24 e notificato la documentazione completa all'ufficio fiscale a mezzo PEC. A fronte della dimostrazione dell'avvenuto pagamento e in assenza di obiezioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha dichiarato la totale estinzione del processo. Le spese di lite sono rimaste a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Definizione agevolata: dal contenzioso fiscale all’estinzione
Una società impugna un avviso di accertamento tributario emesso dall'Amministrazione Finanziaria per maggiori imposte. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, la società presenta istanza per accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge e provvede al versamento integrale delle somme dovute. A seguito del saldo completo, entrambe le parti chiedono di estinguere la causa. La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere per avvenuto pagamento e dispone la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Sanzioni tributarie società di capitali: escluso il consulente
L'Amministrazione Finanziaria ha sanzionato un professionista per concorso in illeciti tributari commessi da alcune società di capitali sue clienti. Il consulente ha impugnato il provvedimento, sostenendo l'inapplicabilità delle sanzioni alla sua persona. La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina sulle sanzioni tributarie società di capitali prevede la responsabilità esclusiva dell'ente giuridico beneficiario. Di conseguenza, i terzi concorrenti esterni, come i consulenti, non possono essere sanzionati per le violazioni amministrative commesse nell'interesse della società. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso del Fisco, confermando l'annullamento della sanzione e condannando l'ente al pagamento delle spese legali.
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Liti fiscali: la definizione agevolata estingue la causa
L'Agenzia delle Entrate ha notificato quattrodici atti impositivi a una società e ai suoi soci per utili non dichiarati e fatture per operazioni inesistenti. Dopo le decisioni sfavorevoli nei primi gradi di giudizio, i contribuenti hanno proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza della causa, la società e alcuni soci hanno scelto di accedere alla definizione agevolata per estinguere gran parte del debito fiscale. I restanti soci hanno rinunciato formalmente agli atti della causa. La Suprema Corte ha preso atto della scelta delle parti, dichiarando l'estinzione del processo e la compensazione integrale delle spese legali, escludendo inoltre l'obbligo del raddoppio del contributo unificato.
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Trattazione congiunta nei ricorsi tributari: la decisione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un socio di una società di persone per contestare un maggiore reddito da partecipazione ai fini Irpef. A seguito dei precedenti gradi di giudizio e del mancato perfezionamento della definizione agevolata, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno rilevato la presenza di un altro giudizio pendente avente ad oggetto la posizione di un ulteriore socio della medesima società. Per evitare decisioni contrastanti sullo stesso reddito societario, la Suprema Corte ha stabilito la necessità della trattazione congiunta nei ricorsi tributari connessi. Di conseguenza, il processo è stato rinviato a nuovo ruolo con trasmissione alla Sezione Tributaria Ordinaria per consentire la decisione unificata delle cause relative ai singoli soci.
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Rottamazione dei debiti ed estinzione del processo: la sentenza
Un ente ecclesiastico ha impugnato le pretese dell'ente previdenziale relative a presunti contributi omessi notificati tramite cartelle esattoriali. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il debitore ha presentato richiesta per la rottamazione dei debiti ed estinzione del processo, impegnandosi a rinunciare alla lite e rateizzando il debito residuo. I giudici della Suprema Corte hanno rilevato la validità della procedura di definizione agevolata e hanno dichiarato estinto il processo per legge. La decisione ha chiarito che la sanatoria assorbe integralmente le spese di lite, evitando a entrambe le parti ulteriori costi legali e la condanna alle spese del giudizio.
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Definizione agevolata: il Fisco recede e la lite si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale annullava due avvisi di accertamento IRPEF a carico di un cittadino. Durante lo svolgimento del giudizio, Il Contribuente ha presentato istanza di adesione alla definizione agevolata prevista dalla normativa speciale, provvedendo al saldo completo di quanto dovuto entro le scadenze legali. In assenza di nuove istanze di prosecuzione della causa entro i termini stabiliti, la Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria ed ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese legali sono rimaste interamente a carico della parte che le ha anticipate.
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