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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
Un contribuente, ex socio di una società estinta, ha impugnato alcuni avvisi di accertamento per imposte non pagate relative all'anno 2009. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, il cittadino ha presentato un'istanza per chiedere la sospensione del processo. La richiesta è stata formulata per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e concedendo il tempo necessario per presentare la domanda di sanatoria e pagare le somme dovute.
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Definizione agevolata: il contribuente blocca il ricorso del fisco
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte. Dopo le decisioni favorevoli dei giudici di merito, l'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti di legge e la formale istanza della parte interessata, ha accolto la richiesta. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio fino al 10 ottobre 2023, termine entro il quale il contribuente dovrà depositare la prova della presentazione della domanda di sanatoria e del pagamento degli importi dovuti.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e contribuente
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta dal Contribuente in merito a un avviso di accertamento per imposte non versate. Il Contribuente ha depositato un'apposita istanza richiedendo la sospensione del giudizio per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale e il successivo deposito dei documenti di pagamento.
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Rottamazione ter: la Cassazione ferma il giudizio per il pagamento
Una società contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento relative all'IRAP. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha chiesto il rinvio dell'udienza per poter rinunciare al ricorso. La contribuente ha infatti aderito alla rottamazione ter per estinguere i propri debiti con il fisco. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, ricordando che la definizione agevolata sospende il giudizio e che la sua estinzione dipende dal pagamento integrale delle rate. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a una data successiva alla scadenza dell'ultima rata, fissata al 30 novembre 2023, per consentire il deposito dei documenti di pagamento.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: il fisco perde sulla pace fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore l'indebito utilizzo dell'Agevolazione Tremonti Ambiente per l'acquisto di un macchinario di stampa, riducendo le perdite dichiarate senza però liquidare direttamente imposte o sanzioni. La Corte di Cassazione ha chiarito che anche il semplice disconoscimento di un beneficio fiscale costituisce un "atto impositivo" sostanziale. Di conseguenza, la controversia rientra nella definizione agevolata delle liti tributarie (cd. pace fiscale), con conseguente sospensione dei termini processuali. Nel merito, la Suprema Corte ha rigettato i ricorsi del fisco, confermando la correttezza del calcolo del sovraccosto ambientale effettuato dal contribuente in base alle norme europee applicabili all'epoca, le quali escludevano la detrazione dei profitti operativi futuri. Vince il contribuente.
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Coobbligato paga: no alla compensazione spese di lite automatica
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per imposta di registro. Durante il processo, un coobbligato ha pagato l'intero debito, determinando la cessata materia del contendere. Il giudice d'appello ha confermato la compensazione spese di lite a carico del Contribuente, applicando erroneamente la regola automatica prevista per le sanatorie fiscali di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, chiarendo che il pagamento del coobbligato estingue sì il debito, ma la regolamentazione delle spese processuali non può essere automatica. Il giudice deve valutare complessivamente il comportamento delle parti e non può imporre la compensazione senza una motivazione specifica sul merito della lite.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale tra Fisco e impresa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società contribuente, relativa a un avviso di accertamento per costi fittizi e IVA indebita. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, dimostrando la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata. Poiché è decorso il termine di legge senza che nessuna delle parti abbia chiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra ingegnere e INPS
Un ingegnere, svolgendo attività libero-professionale in concomitanza con il lavoro dipendente, contestava l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS. Durante il giudizio di Cassazione, il professionista ha richiesto e ottenuto l'accesso alla definizione agevolata del debito previdenziale, pagando l'importo ridotto concordato con l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti e stabilendo che non è dovuto alcun ulteriore versamento a titolo di contributo unificato.
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Sospensione dei termini di impugnazione: Fisco batte società
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che dichiarava inammissibile il suo appello contro una società contribuente. La commissione tributaria regionale aveva ritenuto l'appello tardivo, escludendo l'applicazione della sospensione semestrale prevista per le liti definibili in quanto la società non aveva presentato domanda di sanatoria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la sospensione dei termini di impugnazione di sei mesi, introdotta per favorire la definizione agevolata, opera in modo del tutto automatico. Questo beneficio spetta a entrambe le parti del processo, a prescindere dall'effettiva presentazione della domanda di definizione da parte del contribuente. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per l'esame del merito.
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Definizione agevolata: stop alle sanzioni per la casa all’estero
Una contribuente ha impugnato le sanzioni ricevute per non aver dichiarato nel modulo RW la nuda proprietà di un immobile in Svizzera. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali) pagando l'importo ridotto richiesto dall'agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il pagamento ha estinto il debito fiscale e chiuso la lite. I giudici hanno inoltre deciso di compensare interamente le spese di giudizio tra le parti, coerentemente con la natura premiale della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e cancella la lite
Una contribuente impugnava un avviso di liquidazione per imposte di successione. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 193 del 2016, pagando integralmente quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno chiarito che l'adesione alla definizione agevolata comporta la rinuncia ai giudizi pendenti. Inoltre, la Corte ha stabilito che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione è un evento sopravvenuto e non un rigetto del ricorso. Le spese di lite sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: mutuo alto ma il fisco si ferma
L'Agenzia delle Entrate ha ricalcolato le imposte di una società per la vendita di un immobile, basandosi sul mutuo del compratore, superiore al prezzo dichiarato. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la causa, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata (il cosiddetto condono fiscale), pagando interamente le somme dovute in dieci rate. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: se il calcolo è errato la lite non si chiude
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento basato su indagini bancarie nei confronti di un professionista. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Tuttavia, l'ufficio tributario ha riscontrato una forte discrepanza tra la somma versata dal contribuente (circa 869 euro) e l'importo effettivamente dovuto per sanare la lite (oltre 2.600 euro). La Corte di Cassazione, rilevando l'incongruenza dei dati relativi al pagamento, non ha chiuso il processo ma ha ordinato al contribuente di integrare la documentazione entro sessanta giorni per dimostrare eventuali altri versamenti, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole alla Società Contribuente riguardante accertamenti IRAP e IVA per presunte operazioni inesistenti. Durante il giudizio di Cassazione, la Società Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Verificata la sussistenza dei presupposti di legge, in particolare la soccombenza dell'Amministrazione finanziaria nei precedenti gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo, in attesa del completamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie: conti errati e stop
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato il reddito di un professionista tramite accertamento bancario. Il contribuente ha impugnato l'atto e, durante il giudizio di Cassazione, ha chiesto l'estinzione del processo tramite la definizione agevolata delle controversie. Tuttavia, è emersa una forte discrepanza tra la somma versata dal contribuente (circa tremila euro) e l'importo calcolato dall'ufficio (oltre novemila euro). Per risolvere l'incongruenza, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione e ha ordinato al contribuente di presentare entro sessanta giorni i documenti che provano gli effettivi pagamenti eseguiti.
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Definizione agevolata: la Cassazione sospende il giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società e ai suoi soci una plusvalenza sulla vendita di un immobile, calcolando un maggior reddito di partecipazione. Il Contribuente ha impugnato l'atto e, durante il giudizio di Cassazione, ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti ai sensi del D.L. n. 119/2018. Avendo optato per un pagamento dilazionato in venti rate con scadenza finale nel febbraio 2024, il ricorrente ha chiesto la sospensione del processo. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare l'effettivo pagamento di tutte le rate necessarie al perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop in Cassazione
L'Agenzia delle Dogane e due società, l'importatrice e lo spedizioniere, erano in causa per il recupero di maggiori dazi doganali e IVA non versati su merci importate. Durante il giudizio di Cassazione, le società hanno richiesto di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: sì al condono per la cartella
Una società beneficiaria di una scissione riceveva cartelle di pagamento per debiti della società scissa, senza aver mai ricevuto i precedenti avvisi di accertamento. La società presentava domanda di definizione agevolata per chiudere la lite, ma l'Agenzia delle Entrate rifiutava il condono, ritenendo le cartelle semplici atti di riscossione non definibili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società beneficiaria, stabilendo che la cartella di pagamento, se costituisce il primo atto con cui il coobbligato solidale viene a conoscenza della pretesa fiscale, ha natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente nella definizione agevolata, determinando l'estinzione del giudizio e la fine della contesa con il Fisco.
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Fisco battuto: stop con definizione agevolata delle liti pendenti
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro La Contribuente per contestare una sentenza favorevole a quest'ultima riguardante tasse non pagate (Ires, Iva, Irap) per l'anno 2007. La Contribuente ha chiesto la sospensione del giudizio per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo fino al 10 ottobre 2023. Entro tale data, La Contribuente dovrà depositare la domanda di sanatoria e la prova del pagamento della prima rata o dell'intero importo dovuto per chiudere definitivamente la controversia.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop ai dazi doganali
Lo Spedizioniere Doganale impugna due avvisi di accertamento per dazi antidumping non versati su merci cinesi falsamente dichiarate come provenienti da Taiwan. L'Agenzia delle Dogane lo ritiene responsabile in solido con l'importatore. Nelle more del giudizio di Cassazione, lo Spedizioniere presenta istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta, dispone la sospensione del processo e rinvia la causa a nuovo ruolo, consentendo al contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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