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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fisco e sanzioni: la definizione agevolata blocca la Cassazione
L'Azienda e il Socio di maggioranza hanno impugnato gli avvisi di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria disconosceva alcuni costi deducibili e recuperava a tassazione maggiori imposte (Ires, Irap, Iva e Irpef per utili occulti da ristretta base sociale). Durante il giudizio di Cassazione, l'Azienda ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al processo
Una società commerciale riceveva un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di alcuni costi aziendali ai fini Ires, Irap e Iva per l'anno 2005. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giungeva in Cassazione. La società contribuente presentava istanza di sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei requisiti di legge, ha disposto la sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: il pagamento a rate sospende la Cassazione
La Società Contribuente ha impugnato un estratto di ruolo e la relativa cartella esattoriale per imposte comunali non pagate. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, la Società ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, la Società ha aderito alla definizione agevolata, pagando il debito a rate e chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa sul ruolo e ha concesso al Comune un termine di novanta giorni per verificare l'avvenuto pagamento e confermare la fine della controversia.
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Definizione agevolata tributaria: stop sanzioni sulle accise
L'amministrazione finanziaria contestava a una società di vendita di energia il mancato versamento degli acconti sulle accise del gas naturale. La società si difendeva invocando la forza maggiore per mancanza di liquidità, causata dai ritardi nei rimborsi da parte dello stesso ente creditore. Dopo diverse pronunce contrastanti e ricorsi incrociati, la società ha richiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata tributaria prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, riuniti i ricorsi pendenti, ha accolto la richiesta disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e assicurazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che esentava dall'IVA un contratto di coassicurazione stipulato da una compagnia assicurativa. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 119/2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto per perfezionare la sanatoria. L'ufficio tributario ha quindi preso atto del pagamento e ha richiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla lite IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva l'esenzione IVA per i trasporti di merci da San Marino effettuati da un autotrasportatore, contestando l'efficacia della clausola franco destino come prova. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge n. 130/2022, pagando quanto dovuto. L'ufficio tributario ha confermato la regolarità della procedura senza opporre diniego nei termini. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate ed escludendo il raddoppio del contributo unificato. Vince il contribuente che chiude definitivamente la pendenza fiscale.
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Errore revocatorio: il Fisco vince contro la svista dei giudici
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Cassazione che aveva dichiarato estinto il giudizio per una presunta definizione agevolata totale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando un evidente errore revocatorio: il giudice di legittimità aveva confuso le norme applicabili e non si era accorto che il pagamento del contribuente copriva solo parzialmente il debito del 2006. Di conseguenza, la Cassazione ha revocato la precedente decisione. Nel merito, ha dichiarato estinto il processo solo per l'anno d'imposta 2007, mentre ha rigettato il ricorso del contribuente per l'anno 2006, confermando l'accertamento fiscale sulle somme prelevate dal socio e condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione del giudizio tributario pendente tra una Società Agricola e l'Agenzia delle Entrate. La decisione accoglie la richiesta dei contribuenti, i quali hanno manifestato la volontà di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla Legge di Bilancio per il 2023 (Legge n. 197/2022). Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo a una data successiva al 10 ottobre 2023, consentendo così il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: il fisco si ferma
Un autotrasportatore riceveva un avviso di pagamento dall'Agenzia delle Entrate, che contestava l'esenzione IVA per trasporti di merci importate da San Marino. La Commissione Tributaria Regionale dava ragione al contribuente, ritenendo valida la clausola franco destino sulle fatture. L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della Legge n. 130/2022, pagando quanto dovuto. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego nei termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: vince il contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva l'esenzione IVA per le prestazioni di trasporto merci effettuate da un vettore italiano per merci importate dalla Repubblica di San Marino. L'ufficio contestava l'applicazione del regime di non imponibilità basato sulla clausola franco destino. Nelle more del giudizio di Cassazione, Il Contribuente ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della Legge n. 130/2022, provvedendo al pagamento degli importi dovuti. Poiché l'Amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego nei termini previsti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: i soci battono il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a due fratelli soci un ingente finanziamento infruttifero a favore della propria società, ritenendolo sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. I contribuenti si sono difesi sostenendo che le somme provenivano da prestiti di parenti e amici. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché l'ente impositore non ha notificato alcun diniego nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, i contribuenti vincono la causa evitando il recupero fiscale originario, e le spese di lite restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alle liti
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riduceva le sanzioni a carico di una società farmaceutica per l'omessa indicazione di costi legati a operazioni con paesi black list. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023, dimostrando di aver già pagato quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo oltre il termine di legge per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: quando la cartella batte il fisco
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato sulla dichiarazione della moglie, lamentando la mancata notifica di un precedente avviso di accertamento. L'Amministrazione Finanziaria ha negato l'accesso alla definizione agevolata, ritenendo la cartella un mero atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno stabilito che la cartella di pagamento, quando rappresenta il primo atto con cui il cittadino viene a conoscenza della pretesa fiscale, assume natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente nell'ambito della definizione agevolata. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata liti tributarie: stop alla causa
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per debiti IVA richiesti dall'autorità fiscale tedesca. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio sulla giurisdizione, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha chiesto di avvalersi della definizione agevolata liti tributarie ai sensi della Legge n. 197/2022, domandando la sospensione del processo. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, concedendo all'Agenzia delle Entrate un termine di sessanta giorni per presentare le proprie osservazioni in merito alla richiesta di sanatoria del contribuente.
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Definizione agevolata cartella di pagamento: sì della Cassazione
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo automatizzato sulla dichiarazione dei redditi della moglie. L'Amministrazione Finanziaria ha negato la definizione agevolata cartella di pagamento, sostenendo che l'atto fosse di mera riscossione e non impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno stabilito che la cartella, se costituisce il primo atto con cui il fisco comunica una pretesa tributaria, ha natura impositiva e consente l'accesso alla sanatoria. La sentenza impugnata è stata cassata senza rinvio, dichiarando l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: la Cassazione blocca il giudizio
Una società di trasporti impugnava il recupero di agevolazioni fiscali sulle accise del gasolio. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente chiedeva la sospensione del processo avendo aderito alla definizione agevolata con pagamento rateale ancora in corso. La Suprema Corte ha rilevato che, in pendenza del piano di rateizzazione non ancora concluso, non è possibile dichiarare l'estinzione del giudizio né decidere nel merito. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per acquisire informazioni aggiornate dall'Agenzia delle Entrate sull'esito dei pagamenti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
Un autotrasportatore riceveva un avviso di pagamento dall'Agenzia delle Entrate, che contestava l'esenzione IVA sulle fatture di trasporto per merci importate da San Marino. L'ufficio riteneva le operazioni imponibili per l'assenza di una dogana fisica al confine. La Commissione Tributaria Regionale dava ragione al contribuente, ritenendo sufficiente l'inclusione del trasporto nel prezzo franco destino dei beni. L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge 130/2022, pagando l'importo dovuto. Non essendo intervenuto alcun diniego da parte dell'ufficio nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: fine lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva l'esenzione IVA per le prestazioni di trasporto di merci importate da San Marino a un autotrasportatore. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge n. 130/2022, pagando l'importo dovuto. Poiché l'ufficio tributario non ha notificato alcun diniego nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: si estingue la lite IVA sul trasporto merci
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva l'esenzione IVA per i servizi di trasporto di merci importate da San Marino a un autotrasportatore. L'ufficio sosteneva che la dicitura "franco destino" non bastasse a provare l'inclusione dei costi di trasporto nella base imponibile doganale. Nelle more del giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge 130/2022, pagando l'importo dovuto. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego nei termini di legge, la controversia si è regolarmente conclusa. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Revocazione per errore di fatto: la svista Covid riapre il caso
L'Azienda ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile, perché tardivo, il suo ricorso contro il diniego di definizione agevolata. L'Azienda sostiene che la Corte sia incorsa in una svista decisiva, ignorando la sospensione straordinaria dei termini processuali introdotta durante l'emergenza Covid-19. Se applicata, tale sospensione renderebbe il ricorso tempestivo. La Suprema Corte, tramite ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la rilevanza della questione e ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per valutare la sussistenza della revocazione per errore di fatto.
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