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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: il Fisco cede e il processo si estingue
Un contribuente, titolare di un'attività di parrucchiere, riceveva avvisi di accertamento per IRPEG, IRAP e IVA relativi agli anni 2007 e 2008. Dopo i primi gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente aderiva alla definizione agevolata prevista dal decreto legge 193/2016, provvedendo al pagamento integrale delle somme dovute in base al piano di rateazione. Avendo estinto il debito erariale, sia il contribuente sia l'Agenzia delle Entrate richiedevano l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinguere i debiti e chiudere le liti
Una società di costruzioni ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, estinguendo interamente il proprio debito erariale. Avendo pagato le somme dovute, la società ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della mancata opposizione da parte dell'Agenzia delle Entrate e dell'agente della riscossione, ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, le spese di lite sono state compensate tra le parti e si è escluso il versamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: il fisco perde e la lite si chiude col 5%
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società italiana la mancata applicazione delle ritenute sui dividendi distribuiti a una holding olandese, ritenuta una società fittizia interposta per evitare le tasse. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione alla società, l'amministrazione finanziaria ha fatto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha chiesto la definizione agevolata della lite ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando il 5% del valore della controversia poiché il fisco era risultato soccombente nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare pagamento e della presentazione della domanda, dichiarando l'estinzione del processo. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Pace fiscale e cessata materia del contendere: vince l’accordo
Una società e i suoi soci impugnavano gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per costi indeducibili e presunta distribuzione di utili. Durante il giudizio di Cassazione, l'amministrazione annullava in autotutela gli atti verso i soci, mentre la società aderiva alla definizione agevolata. Le parti firmavano un verbale impegnandosi a rinunciare al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Sospensione del processo tributario: tregua tra fisco e società
Una società ha impugnato alcuni avvisi di accertamento relativi a costi ritenuti indeducibili dall'Amministrazione finanziaria, tra cui l'accantonamento per il trattamento di fine mandato dell'amministratore. Dopo la decisione sfavorevole in secondo grado, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha nominato un nuovo difensore e ha richiesto la sospensione del giudizio avvalendosi della tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del processo tributario fino al 10 ottobre 2023 ai sensi della legge di bilancio 2023 per consentire la definizione agevolata della lite.
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Sospensione del processo tributario: fisco contro socio estraneo
Un contribuente, socio al 50% di una società per azioni, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF basato sulla presunzione di distribuzione di utili extracontabili. Dopo le decisioni favorevoli dei giudici di merito, che hanno riconosciuto l'estraneità del socio alla gestione aziendale, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la tregua fiscale presentando istanza di definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del processo tributario ai sensi della Legge di Bilancio 2023, rinviando la causa per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e contribuente
Un contribuente riceveva un indennizzo per il recesso anticipato da un contratto di locazione commerciale. L'Agenzia delle Entrate considerava tale somma come ricavo d'impresa imponibile ai fini IRAP, mentre il contribuente la riteneva un provento straordinario escluso da tassazione. Dopo le decisioni favorevoli al contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla causa contro il fisco
Una contribuente riceveva avvisi di accertamento per maggiori redditi basati sul possesso di auto e immobili. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la contribuente ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata, accettata dall'Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, la contribuente ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando le spese tra le parti e stabilendo che non è dovuto alcun ulteriore contributo unificato.
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Definizione agevolata contro Fisco: la Cassazione estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento IRPEF nei confronti di un contribuente. Dopo le decisioni favorevoli al contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge numero 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Sospensione del processo tributario: stop alle liti sul trading
L'Azienda ha impugnato gli avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA emessi dall'Agenzia delle Entrate relativi a presunte operazioni inesistenti nel settore del trading elettrico. Dopo la decisione sfavorevole in appello, L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, L'Azienda ha richiesto la sospensione del processo tributario avvalendosi della tregua fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa degli sviluppi della definizione agevolata.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente l'omessa compilazione dei quadri RW per gli anni dal 2006 al 2009. Dopo l'annullamento dell'atto da parte della Commissione tributaria regionale, l'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione. Il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop ma non estinzione
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Durante il giudizio in Cassazione, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo e la successiva estinzione della causa, invocando la definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di sospensione del giudizio, ma ha rigettato la richiesta di estinzione immediata. I giudici hanno rilevato che non vi è ancora la prova del definitivo perfezionamento della sanatoria, anche a causa del ricorso incidentale presentato dall'Agenzia delle Entrate. La causa è stata quindi rinviata a nuovo ruolo in attesa delle verifiche necessarie.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la causa col fisco
Una società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Amministrazione Finanziaria per il recupero dell'IVA su fatture ritenute soggettivamente inesistenti. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119/2018, pagando integralmente quanto dovuto per estinguere il debito. La Corte di Cassazione, rilevata la necessità di verificare la regolarità della sanatoria e la conseguente estinzione della pretesa tributaria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando all'Amministrazione Finanziaria di fornire chiarimenti entro sessanta giorni.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma il ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società commerciale la partecipazione a una frode carosello tramite operazioni soggettivamente inesistenti, negando la detrazione IVA. Dopo che i giudici di merito hanno accolto le ragioni della contribuente escludendone la consapevolezza, l'Amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, non ravvisando elementi di inammissibilità della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a un'azienda contribuente riguardante un vecchio diniego di condono. Durante il giudizio in Cassazione, l'azienda ha chiesto la sospensione del processo per poter usufruire della definizione agevolata delle liti fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, applicando la normativa vigente, ha accolto la richiesta della società. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio fino al 10 ottobre 2023, ordinando il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire all'azienda di perfezionare la sanatoria con il pagamento delle somme dovute.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop lite
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato un'azienda per l'omessa comunicazione telematica di alcune dichiarazioni d'intento relative all'anno 2010. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, l'azienda ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, non ravvisando cause di inammissibilità, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Fisco vs società: la definizione agevolata blocca la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società in fallimento, contestando costi per provvigioni sovrafatturate e operazioni oggettivamente inesistenti nel mercato dell'energia elettrica. Dopo alterne decisioni nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop della Cassazione
Il Contribuente ha impugnato quattro avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate richiedeva le tasse su capitali detenuti all'estero. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, sospendendo il giudizio per consentire al cittadino di presentare la domanda e pagare le somme dovute, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite fiscale sull’energia
L'Agenzia delle Entrate e una società in fallimento, attiva nel commercio di energia elettrica, hanno impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva (anni 2010-2012). Le contestazioni riguardavano presunte sovrafatturazioni, consulenze inesistenti e operazioni circolari di trading energetico. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, il curatore fallimentare della società ha presentato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla tregua fiscale (Legge di Bilancio 2023). La Suprema Corte, preso atto della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di avviare la procedura di sanatoria.
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Impugnazione dell’estratto di ruolo: stop ai ricorsi senza danno
Il Contribuente ha proposto l'impugnazione dell'estratto di ruolo relativo a cartelle esattoriali per IRPEF, lamentando la mancata notifica delle stesse. L'Agente della Riscossione ha resistito sostenendo la regolarità della notifica e la sanatoria del vizio per avvenuta richiesta di rateizzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Contribuente. I giudici hanno applicato la nuova normativa restrittiva che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il debitore dimostri un pregiudizio concreto e immediato, come l'esclusione da appalti pubblici o la perdita di benefici economici con la Pubblica Amministrazione. Non avendo il Contribuente fornito tale prova, l'azione giudiziaria non poteva essere proseguita. Le spese del giudizio sono state compensate.
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