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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sospensione del giudizio tributario: stop alla lite sull’IVA
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di sospensione del giudizio tributario presentata da una società commerciale, ai sensi della legge di bilancio per la definizione agevolata delle liti pendenti. La controversia originaria riguardava alcuni avvisi di accertamento IVA per gli anni 2014 e 2015, in cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'effettività di operazioni intracomunitarie per mancanza di prove idonee sul trasporto delle merci all'estero. La società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla sanatoria fiscale. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo così alla contribuente di perfezionare la definizione della lite.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un autotrasportatore l'esenzione IVA applicata alle fatture per il trasporto di merci importate da San Marino, ritenendo insufficiente la clausola franco destino per dimostrare l'inclusione dei costi nella base imponibile doganale. Nelle more del giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge n. 130/2022, pagando l'importo dovuto. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: si estingue la lite sulla contabilità in nero
Un imprenditore riceveva un avviso di accertamento per IVA non versata su vendite di pellame non registrate. L'Amministrazione Finanziaria fondava la contestazione sul ritrovamento di una contabilità in nero da parte della Guardia di Finanza. Dopo alterne vicende giudiziarie, il caso giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente aderiva alla definizione agevolata, saldando integralmente le imposte e le sanzioni dovute. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Fisco insiste su debito nullo: salva la definizione agevolata
Una società riceveva un'intimazione di pagamento basata su una cartella esattoriale già annullata da una precedente sentenza definitiva. I giudici di merito annullavano l'atto e condannavano l'agente della riscossione per lite temeraria. L'Agenzia delle Entrate e l'agente della riscossione proponevano ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente presentava istanza per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta, ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la lite si estingue
Una società e le sue due socie hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di imposte relative all'anno 2003. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società e una delle socie hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento delle somme dovute. La seconda socia non ha presentato domanda poiché il suo reddito personale non era stato effettivamente rideterminato. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria fiscale e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state poste a carico delle parti che le hanno anticipate, senza applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: come chiudere la lite fiscale in Cassazione
Un contribuente impugnava una cartella esattoriale per sanzioni tributarie, lamentando che l'atto originario fosse stato notificato al suo vecchio indirizzo anziché a quello nuovo. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente decideva di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla legge, estinguendo il debito tramite il pagamento rateale di quanto dovuto. Di conseguenza, sia il contribuente sia l'Agenzia delle Entrate hanno richiesto l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate e confermando che l'adesione alla definizione agevolata esclude l'obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata delle controversie fiscali: stop al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un accertamento IVA da oltre un milione di euro contro una società di giocattoli in liquidazione. La controversia riguardava la mancata registrazione di una nota di variazione. Durante il giudizio in Cassazione, la società contribuente ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie fiscali prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop al processo
I Contribuenti hanno impugnato un avviso di accertamento per IRES e IRAP. Dopo la decisione della Commissione tributaria regionale, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. I Contribuenti hanno depositato un'istanza chiedendo la sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio tributario per consentire il deposito della domanda e del pagamento.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e contribuente
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato la plusvalenza dichiarata da un contribuente per la vendita di terreni lottizzati, richiedendo maggiori imposte. Dopo le decisioni favorevoli al contribuente nei primi gradi di giudizio, l'ufficio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando l'importo dovuto. Entrambe le parti hanno quindi richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate, confermando l'efficacia della sanatoria fiscale che estingue definitivamente la lite tra fisco e contribuente.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
Un contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per contestare un accertamento relativo a imposte non versate. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e dell'estensione dei termini previsti dalla legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: il Fisco perde il ricorso ormai inutile
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza tributaria riguardante un accertamento bancario a carico di una contribuente. Tuttavia, la contribuente aveva già chiuso la pendenza aderendo alla definizione agevolata della controversia, ottenendo un decreto presidenziale di estinzione del giudizio. Poiché tale provvedimento è diventato definitivo (passato in giudicato), la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'amministrazione finanziaria per sopravvenuta carenza di interesse. La definizione agevolata ha quindi estinto definitivamente ogni pretesa fiscale collegata a quel giudizio, impedendo all'Agenzia delle Entrate di proseguire la sua azione legale.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e la lite si estingue
Una società di persone e i suoi soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per maggiori ricavi non dichiarati ai fini IVA, IRAP e IRPEF. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 193 del 2016, allegando la prova dei pagamenti effettuati. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il perfezionamento della sanatoria e ha aderito alla richiesta di chiusura della lite. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinunzia, compensando le spese di giudizio tra le parti.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e la causa si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un contribuente per imposte non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Nel corso del processo, il contribuente ha chiesto di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. Entrambe le parti hanno quindi richiesto la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che l'amministrazione pubblica non deve versare il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società sportiva e i suoi liquidatori per una controversia su imposte IRES e IRAP. I contribuenti hanno chiesto la sospensione del giudizio per valutare l'adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formale e dell'estensione dei termini di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il processo e rinviato la causa a nuovo ruolo, consentendo ai contribuenti di perfezionare la sanatoria fiscale entro i termini stabiliti.
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Definizione agevolata: estinta la lite tra fisco e contribuente
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento emesso dal fisco per IVA e altre imposte relative all'anno 1995, calcolate tramite ricostruzione induttiva dei ricavi. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento della prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: azzerato il debito sulle vendite online
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento per tasse non pagate su vendite online di oggetti da collezione. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, il contribuente ricorreva in Cassazione. Prima della decisione, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando il dovuto e presentando regolare istanza di estinzione del giudizio, oltre alla rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto del pagamento e della rinuncia, dichiarando l'estinzione del processo. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente senza alcuna condanna alle spese per le parti.
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No a definizione agevolata delle liti pendenti per atti scaduti
Il Contribuente riceveva avvisi di accertamento per tasse non pagate, che diventavano definitivi per mancata impugnazione nei termini. Successivamente, chiedeva l'annullamento in autotutela all'Amministrazione Finanziaria. Ricevuto il diniego, presentava ricorso e chiedeva la definizione agevolata delle liti pendenti per l'anno 2006. L'Agenzia delle Entrate rifiutava la sanatoria, ritenendo che non vi fosse alcuna lite pendente sul merito del tributo, ma solo un ricorso contro il diniego di autotutela. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando che la definizione agevolata delle liti pendenti non si applica se gli avvisi di accertamento originari sono ormai definitivi. Il ricorso contro il diniego di autotutela non riapre i termini e non crea una lite fiscale definibile.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
Un autotrasportatore ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deduzione dei costi per l'acquisto di carburante, ritenendoli privi di inerenza. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge 130/2022, pagando quanto dovuto tramite modello F24. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego e ha inserito la controversia nell'elenco dei giudizi da definire, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la lite si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: l’artigiano chiude la lite con il Fisco
Un artigiano edile riceveva un avviso di accertamento per il mancato pagamento di IRPEF e IRAP relative all'anno 2007. Dopo aver impugnato l'atto nei primi due gradi di giudizio con esito sfavorevole, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il ricorrente presentava istanza di definizione agevolata dei carichi esattoriali, impegnandosi a rinunciare alla causa pendente. Avendo dimostrato il regolare pagamento delle cinque rate previste per un totale di oltre duecentomila euro, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente grazie alla definizione agevolata, con la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro Il Contribuente per un maggior reddito d'impresa relativo all'anno 2004. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, entrambe le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. Il Contribuente ha successivamente richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha rilevato che la controversia rientra tra quelle definibili e ha disposto la sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo. Questo provvedimento conferma che la richiesta di sanatoria fiscale blocca temporaneamente il processo in attesa del perfezionamento della procedura amministrativa di definizione.
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