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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accertamento IVA: la cessazione materia del contendere tributaria salva l’Azienda
L'Amministrazione Fiscale aveva impugnato una sentenza favorevole all'Azienda Contribuente, relativa a un avviso di accertamento IVA. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha aderito a una definizione agevolata prevista da una legge speciale. Questa adesione ha portato alla richiesta di **cessazione materia del contendere tributaria**. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando la fine della controversia e compensando le spese legali tra le parti. Il contenzioso si è estinto per l'accordo raggiunto.
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Fisco vs Azienda: La Definizione Agevolata Estingue la Lite
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'Azienda l'uso di crediti d'imposta per compensare debiti oltre i limiti consentiti, irrogando sanzioni. L'Azienda ha impugnato questa decisione. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha presentato una domanda di definizione agevolata, una procedura che permette di chiudere le controversie fiscali a condizioni più vantaggiose. La Corte di Cassazione ha verificato che la definizione agevolata era andata a buon fine. Per questo motivo, il processo è stato dichiarato estinto, ponendo fine alla lite senza una decisione sul merito della contestazione originaria.
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Estinzione processo tributario: Accertamento vs. Definizione Agevolata
L'Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso contro una società per accertamenti fiscali basati su studi di settore, contestando la mancata partecipazione al contraddittorio. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha chiesto l'estinzione del processo tributario. Questo è avvenuto grazie all'adesione della società a una definizione agevolata delle proprie pretese tributarie. La Corte ha preso atto del pagamento della prima rata e del decorso dei termini, dichiarando l'estinzione del processo e ponendo le spese a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Accertamento Fiscale: L’Estinzione del Processo Tributario per Accordo
L'Agenzia delle Entrate aveva accertato maggiori imposte per un'Azienda, che ha contestato la decisione in tribunale. Dopo vari gradi di giudizio, l'Azienda ha scelto di aderire a una definizione agevolata (un accordo speciale per chiudere la controversia fiscale). Anche l'Amministrazione finanziaria ha riconosciuto questa soluzione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario per cessazione della materia del contendere, poiché la disputa fiscale era stata risolta tra le parti. Le spese legali sono state compensate, ovvero ogni parte ha pagato le proprie.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per il recupero a tassazione di imposte Ires e Irap. Il Fisco contestava le agevolazioni fiscali su immobili di interesse storico-artistico locati e i costi di gestione di altri immobili. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata delle controversie tributarie. La contribuente ha versato l'importo dovuto escludendo sanzioni e interessi di mora, depositando la prova dell'integrale pagamento. L'Amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego e ha confermato la regolarità della procedura. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del Giudizio Tributario: Rinuncia e Definizione Agevolata
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per operazioni inesistenti, disconoscendo costi e IVA. Il Contribuente ha impugnato l'atto, ma i ricorsi sono stati respinti. Durante il ricorso in Cassazione, il Contribuente ha aderito a una definizione agevolata dei tributi e ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per rinuncia agli atti. Le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate. Non è dovuto l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché l'estinzione è avvenuta per motivi sopravvenuti e non per il ricorso iniziale.
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Sanzioni per lavoro nero: tra definizione agevolata e rinvio
L'Agenzia delle Entrate ha imposto **sanzioni per lavoro nero** a un'imprenditrice individuale per aver impiegato due lavoratori senza regolare assunzione. L'imprenditrice ha contestato la decisione, sollevando questioni di giurisdizione e vizi di motivazione. La Corte di Cassazione, in un precedente giudizio, aveva già annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale e rinviato il caso. Ora, con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha preso atto della richiesta di definizione agevolata dell'imprenditrice e ha ordinato all'Agenzia di notificare i documenti depositati alla controparte, rinviando la causa a nuovo ruolo per ulteriori valutazioni procedurali.
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Definizione agevolata della lite: Fisco e contribuente chiudono
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un consorzio la deducibilità di alcuni costi e l'applicazione dell'IVA al 10%, richiedendo maggiori imposte IRES, IRAP e IVA per l'anno 2007. Dopo l'annullamento dell'atto in primo e secondo grado, l'amministrazione finanziaria ha ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il consorzio ha presentato domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge 119/2018 e ha saldato quanto dovuto. Poiché l'Ufficio non ha sollevato obiezioni né ha chiesto di proseguire la causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese di giudizio rimangono a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al Fisco sul PREU
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato diversi avvisi di accertamento a una titolare di un bar per il mancato versamento del prelievo erariale unico su apparecchi da gioco non collegati alla rete telematica. La contribuente ha impugnato gli atti contestando la propria responsabilità. La controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione dopo decisioni di merito discordanti. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha depositato formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge numero 130 del 2022. La Suprema Corte ha accolto la richiesta di sospensione, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento del pagamento agevolato e la conseguente estinzione del processo.
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Sospensione dei termini di impugnazione: appello del Fisco valido
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato l'annullamento di un avviso di accertamento emesso nei confronti di un contribuente. I giudici d'appello avevano dichiarato il gravame inammissibile per tardività, considerando scaduto il termine annuale ordinario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria chiarendo le regole sul computo dei tempi processuali. Nelle liti definibili in via agevolata sotto la soglia di ventimila euro, la sospensione straordinaria di legge estende la scadenza. Il periodo feriale del primo anno resta assorbito dalla sospensione speciale, mentre la sospensione feriale dell'anno successivo si applica regolarmente se cade dopo la ripresa del conteggio. La sospensione dei termini di impugnazione ha reso l'appello pienamente tempestivo, portando alla cassazione della pronuncia con rinvio al giudice tributario di secondo grado.
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Avviso di Accertamento Fiscale: L’Agenzia ricorre, ma il caso si complica
L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso contro una sentenza che aveva parzialmente accolto l'appello di un'Azienda. La controversia riguardava un avviso di accertamento fiscale per IRES, IVA e IRAP relative all'anno 2010. L'Azienda ha eccepito l'inammissibilità del ricorso per tardività, citando una precedente sentenza di revocazione. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità delle questioni, ha rinviato il caso a una pubblica udienza e ha disposto l'acquisizione dei fascicoli di merito. Non è stata presa una decisione finale sul merito della controversia.
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Definizione agevolata: il fisco si chiude, la causa si estingue
Un Contribuente e la sua Società hanno impugnato avvisi di accertamento fiscale per IRAP, IVA e IRPEF. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, hanno chiesto la definizione agevolata della controversia, una procedura che consente di chiudere le dispute fiscali con condizioni favorevoli. La Corte di Cassazione ha verificato che i requisiti per tale definizione erano soddisfatti. Di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le aveva anticipate. Il caso si è chiuso senza una decisione sul merito.
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Definizione Agevolata: Cassazione ferma la riapertura del giudizio estinto
Una Contribuente aveva un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per avvisi di accertamento (IRPEF, IRAP, IVA). Ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, chiedendo l'estinzione del giudizio. Anche l'Agenzia delle Entrate ha richiesto l'estinzione. La Corte di Cassazione aveva già dichiarato l'estinzione del procedimento con un decreto presidenziale. La Contribuente ha successivamente chiesto di fissare un'udienza per revocare tale estinzione e dichiararne una nuova. La Corte ha dichiarato inammissibile questa richiesta, poiché la Contribuente non aveva un interesse sostanziale a ottenere una nuova dichiarazione di estinzione, dato che l'esito finale rimaneva lo stesso.
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Lite Fisco e contribuenti: definizione agevolata chiude il ricorso
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato avvisi di accertamento a una società di persone e ai suoi soci per recuperare imposte sul reddito. Dopo la vittoria dei contribuenti nei gradi di merito, l'ente pubblico ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno attivato la definizione agevolata delle liti tributarie, versando integralmente gli importi previsti dalla legge e depositando le relative quietanze telematiche. Anche l'Avvocatura dello Stato ha confermato il perfezionamento della procedura, domandando la chiusura della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese legali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione Agevolata: Cassazione rinvia per documentazione mancante
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento per un maggior reddito di partecipazione. Il contribuente, nel controricorso, ha dichiarato di aver aderito alla **definizione agevolata controversie tributarie**, ma non ha depositato la documentazione. La Corte di Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo. Questo per permettere la trattazione congiunta con altri giudizi simili e per invitare le parti a depositare la prova della regolarità della definizione agevolata. La decisione mira a garantire una gestione efficiente e completa delle controversie connesse.
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Accertamento tributario tra presunzioni del Fisco e sanatoria
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società in accomandita semplice e ai suoi soci maggiori ricavi non dichiarati per diverse annualità di imposta. L'amministrazione finanziaria ha riscontrato anomalie tra i movimenti di cassa, i prelievi dei soci e le fatture registrate. Durante il giudizio di legittimità, due soci hanno aderito alla procedura di definizione agevolata della lite pendente. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per i due contribuenti aderenti alla sanatoria. Per la società e la socia restante, invece, i giudici hanno accolto le ragioni del Fisco. La Suprema Corte ha chiarito che l'accertamento tributario può legittimamente fondarsi su presunzioni semplici quando emergono disallineamenti gravi tra i conti di cassa e le dichiarazioni fiscali.
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Definizione agevolata della lite: stop al giudizio con l’Agenzia
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un lavoratore imposte non versate relative a redditi assimilati a lavoro dipendente. La controversia è arrivata fino in Cassazione dopo decisioni contrastanti nei primi gradi di giudizio. Nelle more del ricorso, Il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata della lite prevista dalla legge, presentando regolare domanda e pagando la prima rata dovuta. La Corte di Cassazione, rilevato il perfezionamento della sanatoria e la mancanza di istanze di prosecuzione entro i termini previsti, ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese legali rimangono a carico di chi le ha già anticipate e non è dovuto alcun ulteriore contributo unificato, chiudendo definitivamente la lite tributaria.
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Definizione agevolata valida anche per la cartella di pagamento
Un consorzio di imprese ha impugnato una cartella di pagamento notificata a seguito di un controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi. Nelle more del giudizio in Cassazione, la società ha chiesto la definizione agevolata della lite tributaria. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato l'istanza sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente e ha annullato il diniego del Fisco. I giudici hanno chiarito che la cartella emessa senza un previo avviso di accertamento rappresenta il primo atto con cui il Fisco comunica la pretesa, consentendo quindi la definizione agevolata.
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Accertamento fiscale lista Falciani: la controversia si estingue
Un Contribuente ha ricevuto avvisi di accertamento fiscale per maggiori redditi relativi agli anni 2005-2007. Questi accertamenti si basavano sui dati della cosiddetta "lista Falciani", un elenco di clienti di una banca svizzera. Il Contribuente ha contestato l'applicazione retroattiva della norma e la validità delle ammissioni del suo rappresentante come "confessione stragiudiziale". Tuttavia, nel corso del giudizio, l'Avvocatura dello Stato ha comunicato che il Contribuente aveva aderito a una procedura di "definizione agevolata" della controversia tributaria. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le aveva anticipate. Questo chiude la questione sull'accertamento fiscale lista Falciani.
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Definizione agevolata della lite pendente: lite fiscale estinta
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione favorevole ottenuta da una società contribuente in merito a un avviso di accertamento per imposte non versate. Durante il procedimento di legittimità, l'impresa ha presentato domanda di definizione agevolata della lite pendente versando l'importo agevolato previsto dalla legge. L'ufficio fiscale ha rilasciato la ricevuta liberatoria e non ha respinto l'istanza nei termini stabiliti, né le parti hanno depositato una richiesta di prosecuzione del giudizio. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese legali sono rimaste interamente a carico della parte che le ha anticipate, confermando la totale chiusura della pretesa fiscale.
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