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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cartella di Pagamento: Definizione Agevolata Possibile per il Cessionario
Una società (il Cessionario) ha impugnato il diniego dell'Agenzia delle Entrate alla sua richiesta di definizione agevolata per una cartella di pagamento. Questa cartella riguardava debiti tributari di un'altra società (il Cedente) da cui il Cessionario aveva acquisito un ramo d'azienda, in base alla responsabilità solidale. L'Agenzia sosteneva che la cartella non fosse un atto impositivo, escludendo così la possibilità di definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel caso di conferimento di ramo d'azienda, la cartella di pagamento emessa nei confronti del Cessionario ha natura impositiva se è il primo e unico atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata. Questo rende la controversia suscettibile di definizione agevolata. Il giudizio è stato dichiarato estinto.
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Definizione Agevolata: Quando un Debito INPS Estingue la Causa
Un'Azienda Agricola ha contestato una cartella esattoriale INPS relativa a contributi previdenziali. La disputa riguardava la prescrizione dei debiti, il mancato riconoscimento di benefici per il riallineamento retributivo e per le zone montane, e la riduzione delle sanzioni. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda Agricola ha aderito a una "definizione agevolata" del suo debito INPS, pagando l'intero importo in rate. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha dichiarato la "cessazione della materia del contendere", estinguendo il giudizio. Le spese legali sono state compensate, evidenziando l'efficacia della definizione agevolata nel risolvere contenziosi complessi.
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Definizione agevolata della lite: stop al processo con il Fisco
Una società commerciale impugnava due avvisi di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per IRES e IRAP relative all'anno d'imposta 2006. Dopo decisioni contrastanti nei giudici di merito, la lite giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio supremo, la società ricorreva alla definizione agevolata della lite prevista dalla normativa tributaria, pagando quanto dovuto in forma ridotta. A seguito di istanza conforme dell'Agenzia delle Entrate e della società che attestava il perfezionamento della procedura, la Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, lasciando le spese di lite a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Definizione agevolata: l’Azienda vince, il Rappresentante perde
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda e del suo Rappresentante Legale, che avevano impugnato avvisi di accertamento fiscale. Il Rappresentante Legale aveva agito anche in proprio, sebbene gli avvisi fossero notificati solo all'Azienda. L'Azienda, nel frattempo, aveva aderito a una **definizione agevolata** della controversia. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Rappresentante Legale per mancanza di legittimazione e ha pronunciato l'estinzione del giudizio per l'Azienda, data l'adesione alla **definizione agevolata** e il pagamento. Le spese legali sono state compensate.
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Definizione agevolata liti pendenti: la Cassazione sospende la causa
L'Agenzia delle Entrate ha revocato i benefici fiscali per la piccola proprietà contadina a due acquirenti per aver rivenduto parzialmente il fondo prima di cinque anni. I contribuenti hanno chiesto in subordine le agevolazioni per imprenditori agricoli professionali. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata liti pendenti introdotta dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione ha preso atto della domanda e ha sospeso il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della conclusione della procedura agevolata con il Fisco.
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Definizione agevolata liti tributarie: quando il Fisco si accorda
Una Società contestava un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate relativo all'IVA per prestazioni di servizi esenti non fatturate. L'Agenzia riteneva che la Società avesse calcolato in modo errato il prorata di detraibilità dell'IVA, ottenendo un indebito vantaggio. Dopo vari gradi di giudizio, la Società e l'Agenzia hanno raggiunto un accordo tramite la **definizione agevolata liti tributarie**, nota come 'rottamazione delle cartelle'. Questo ha portato all'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con spese legali compensate tra le parti.
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Definizione Agevolata Debiti Tributari: Cassazione rinvia per verifica
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una contribuente, socia di società a ristretta base sociale, a cui l'Agenzia delle Entrate aveva imputato redditi da partecipazione basandosi su un accertamento analitico induttivo. Durante il ricorso in Cassazione, la contribuente ha aderito alla **definizione agevolata debiti tributari**, versando gli importi dovuti per i carichi pendenti. La Suprema Corte ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'Agenzia delle Entrate 60 giorni per verificare la correttezza di tale definizione e l'impatto sull'avviso di accertamento impugnato.
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Fisco e Azienda: L’Estinzione Giudizio Tributario per Accordo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato gli avvisi di accertamento IVA emessi nei confronti di un'Azienda. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha avviato una procedura di "definizione agevolata controversie fiscali". L'Agenzia ha confermato la regolarità del perfezionamento di tale accordo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'"estinzione giudizio tributario" per cessata materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti. Questo evidenzia come un accordo extragiudiziale possa concludere un contenzioso in corso.
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Accertamento estero: sospensione del giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la decisione dei giudici tributari regionali che avevano escluso l'applicazione retroattiva del raddoppio dei termini di accertamento per capitali detenuti all'estero prima del 2009. Davanti alla Suprema Corte, la contribuente ha depositato un'apposita istanza per bloccare temporaneamente la causa sfruttando la riforma della giustizia tributaria. I giudici di legittimità hanno accolto la richiesta e disposto la sospensione del giudizio tributario per consentire la definizione agevolata della pendenza.
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Definizione Agevolata Sanzioni Tributarie: Negata dall’Agenzia, Riconosciuta dalla Cassazione
L'Azienda, concessionaria di servizi telefonici, ha versato in ritardo una tassa di concessione governativa, subendo una sanzione dall'Agenzia delle Entrate. Ha richiesto la definizione agevolata delle sanzioni tributarie, ma l'Agenzia ha negato, ritenendo che la lite riguardasse solo la riscossione e non rientrasse nelle casistiche ammesse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che la definizione agevolata è applicabile anche alle sanzioni collegate a tributi già pagati, purché il rapporto tributario sia stato definito, anche tardivamente. Il diniego dell'Agenzia era illegittimo, portando all'estinzione del giudizio.
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Lite col Fisco e definizione agevolata della controversia
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un contribuente un avviso di accertamento per maggiori imposte non dichiarate. I giudici di merito hanno annullato l'atto impositivo a causa dell'illegittimità della delega di firma del funzionario. L'Amministrazione finanziaria ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha formalmente presentato istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi della legge di riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno preso atto della richiesta del privato cittadino. Di conseguenza, la Corte ha ordinato la sospensione temporanea del processo tributario per permettere il perfezionamento della sanatoria e ha rinviato il fascicolo alla sezione ordinaria.
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Rinuncia al ricorso tributario: interesse svanito, ricorso inammissibile
Un Contribuente impugnava avvisi di accertamento IRPEF. La Commissione Tributaria Regionale accoglieva parzialmente l'appello. Il Contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, dichiarava di aver aderito a una definizione agevolata e di non avere più interesse al ricorso, chiedendone l'estinzione. Tuttavia, non notificava formalmente la rinuncia al ricorso tributario alle controparti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia non era stata comunicata correttamente, pur riconoscendo la volontà del Contribuente. Le spese processuali sono state compensate.
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Associazioni e responsabilità solidale del rappresentante
L'Agenzia delle Entrate richiedeva il saldo di imposte non versate a un ex dirigente di un'associazione sportiva dilettantistica. L'Ente impositore imputava la responsabilità solidale del rappresentante per avere sottoscritto un accertamento con adesione relativo a un anno in cui egli non ricopriva cariche sociali. La Commissione Tributaria Regionale annullava la cartella escludendo la pretesa fiscale personale. In sede di legittimità, il contribuente depositava la domanda di definizione agevolata della lite con relativa prova di pagamento. I giudici hanno emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo per consentire il decorso dei termini di controllo riservati all'Amministrazione Finanziaria.
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Definizione agevolata: stop alla causa dopo il pagamento
Due contribuenti hanno impugnato una sanzione tributaria legata a imposte dirette fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per estinguere le somme iscritte a ruolo. L'agente della riscossione ha quantificato gli importi dovuti e i soggetti hanno regolarmente pagato i bollettini. In seguito all'accredito dei pagamenti, i contribuenti hanno notificato la formale rinuncia all'azione legale all'amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha verificato la correttezza dei versamenti e la notifica della rinuncia. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione definitiva della causa e la compensazione delle spese legali.
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Sospensione del giudizio tributario: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società il recupero dell'IVA su fatture per presunte operazioni soggettivamente inesistenti. I giudici di merito hanno annullato la pretesa fiscale perché il Fisco non ha fornito la prova della frode e della consapevolezza dell'impresa. L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, la società contribuente ha richiesto la definizione agevolata della vertenza. La Suprema Corte ha accolto l'istanza e ha ordinato la sospensione del giudizio tributario. La lite rientra tra quelle sanabili per legge, bloccando provvisoriamente il ricorso fiscale.
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Definizione agevolata: il pagamento estingue il contenzioso tributario
L'Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso contro una Società per debiti tributari. La Società ha aderito alla "definizione agevolata" (nota anche come rottamazione delle cartelle) e ha saldato l'intero importo dovuto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questo significa che il processo si è concluso per effetto del pagamento agevolato, senza necessità di una decisione nel merito della controversia originaria. Le spese sono state poste a carico della parte che le ha anticipate, e non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Accertamento Fiscale vs. Definizione Agevolata: Chi Vince?
Un'Azienda immobiliare ha contestato un accertamento fiscale dell'Agenzia delle Entrate relativo a maggiori ricavi per la vendita di un'area edificabile. L'Agenzia aveva ritenuto il corrispettivo inferiore al valore di mercato. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha aderito alla procedura di **definizione agevolata** prevista dalla legge. La Corte ha verificato il buon esito di tale definizione, con il pagamento della prima rata. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Revoca Agevolazioni Prima Casa: Cassazione Ordina Chiarimenti
L'Agenzia Fiscale ha revocato le agevolazioni prima casa a un contribuente perché non aveva trasferito la residenza nel comune dell'immobile entro 18 mesi. Il contribuente ha sostenuto che un'impossibilità sopravvenuta, dovuta a una sentenza del TAR e a problemi all'immobile, giustificava il mancato trasferimento. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto questa tesi. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso, ha rilevato l'emersione di una possibile definizione agevolata della controversia. Per questo, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Agenzia Fiscale di fornire informazioni sull'esito della definizione agevolata e al contribuente di rinunciare al giudizio in caso di esito positivo. La decisione mira a verificare se la controversia sia ancora attuale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a due ex soci di una società a responsabilità limitata cancellata il recupero a tassazione di imposte IRES e IRAP per costi ritenuti non inerenti e perdite su crediti. L'ente impositore ha richiesto il pagamento delle somme ai sensi della responsabilità fiscale dei soci per le obbligazioni della società estinta. I contribuenti, vittoriosi in secondo grado, hanno resistito anche davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, gli ex soci hanno depositato formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la richiesta, disponendo la sospensione del procedimento giudiziario e rinviando la trattazione della controversia a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata e debiti col Fisco: la lite si ferma
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa ad omessi versamenti di imposte. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società ha presentato domanda per accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge, chiedendo di saldare il debito tramite un piano rateale pluriennale. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha disposto la sospensione del processo. I giudici hanno stabilito che il giudizio debba rimanere sospeso fino alla scadenza dell'ultima rata del piano di rateizzazione. Soltanto dopo tale data la Corte potrà verificare il completo saldo dell'importo e dichiarare la definitiva estinzione della lite tributaria.
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