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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Istanza di fallimento: credito contestato e debiti fiscali
Un imprenditore individuale ha impugnato la dichiarazione di fallimento richiesta da una società commerciale estera. Il debitore sosteneva che il credito di 139.000 euro fosse contestato in un giudizio separato e che il rappresentante della creditrice non avesse provato i propri poteri. Contestava inoltre il proprio stato di insolvenza, avendo richiesto la definizione agevolata per i debiti tributari di oltre 500.000 euro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso e ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che l'istanza di fallimento è pienamente valida anche se il credito è contestato, purché il tribunale ne verifichi sommariamente la sussistenza. La Suprema Corte ha inoltre confermato il dissesto economico irreversibile del debitore di fronte alla sproporzione tra i debiti fiscali scaduti e il modesto patrimonio personale rimasto.
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Definizione agevolata contro Fisco: stop definitivo alla causa
La Società contribuente riceveva un atto sanzionatorio per questioni IVA relative all'anno 2003 e decideva di presentare ricorso per cassazione contro l'amministrazione finanziaria. Successivamente, la Società ha aderito alla definizione agevolata per sanare la vertenza fiscale e ha notificato formale rinuncia al ricorso. I giudici hanno preso atto dell'accordo e hanno dichiarato l'estinzione definitiva del processo, stabilendo l'integrale compensazione delle spese legali tra le parti.
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Lite col Fisco: la definizione agevolata della lite chiude la causa
Una contribuente e l'ente di riscossione hanno intrapreso una complessa controversia tributaria giunta fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto di accedere alla definizione agevolata della lite prevista dalla legge. Entrambe le parti hanno depositato memorie scritte confermando l'accordo e chiedendo la chiusura del contenzioso. I giudici hanno preso atto della concorde volontà e hanno dichiarato l'estinzione del procedimento giudiziario, disponendo l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e azienda
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la riqualificazione fiscale di un conferimento di ramo d'azienda seguito dalla cessione di quote. Il Fisco ha richiesto il pagamento di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di liquidazione per violazione delle garanzie procedurali. L'ente impositore ha quindi impugnato la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nel corso della controversia, la società contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata pagando la prima rata prevista dalla legge speciale. Il Fisco non ha rifiutato l'istanza né le parti hanno chiesto la trattazione della causa. I giudici hanno dichiarato l'estinzione definitiva del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Esenzione IMU scuola paritaria: Comune e liti pendenti
Un Comune ha richiesto il pagamento dell'imposta municipale a un ente religioso proprietario di un immobile destinato a convitto e istituto scolastico. I giudici tributari hanno concesso l'esenzione IMU scuola paritaria per la sola porzione didattica, rilevando che le rette incassate coprivano solo una minima frazione del costo ministeriale del servizio. L'amministrazione comunale ha contestato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ritenendo l'attività commerciale e contrastante con le regole europee sugli aiuti di Stato. Nel corso del giudizio di legittimità, le parti hanno richiesto la sospensione per aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali pendenti. I Supremi Giudici hanno accolto la richiesta, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa dell'esito della procedura transattiva.
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Definizione agevolata ICI: chiarimenti necessari
Un ente religioso ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI emesso dal Comune. Dopo la decisione d'appello favorevole all'ente locale, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la difesa dell'ente religioso ha segnalato l'avvenuto pagamento tramite definizione agevolata dei carichi tributari per chiudere la controversia. La Suprema Corte ha rilevato incertezze sui dati normativi dichiarati e sulla reale corrispondenza tra il piano di pagamento e l'atto impositivo contestato. I giudici hanno quindi ordinato al Comune di trasmettere chiarimenti entro novanta giorni per verificare il perfezionamento della sanatoria e hanno invitato il contribuente a formalizzare la rinuncia al giudizio.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado favorevole a una contribuente, relativa a un atto impositivo per maggior reddito di partecipazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della normativa fiscale vigente. L'amministrazione finanziaria non ha respinto l'istanza nei termini di legge e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione della causa. La Suprema Corte ha accertato la regolarità della procedura e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese giudiziali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza favorevole ottenuta da una contribuente in merito a plurimi avvisi di liquidazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di sanatoria pagando gli importi previsti dalla legge. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare versamento delle somme dovute e ha chiesto ai giudici di chiudere la causa. La Corte di Cassazione ha accertato il perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che la definizione agevolata della lite comporta la compensazione delle spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: lite fiscale chiusa
Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione e una cartella esattoriale per imposte di registro e INVIM derivanti dalla vendita di un immobile. L'atto di compravendita era stato annullato dal tribunale per un vizio del consenso. I giudici di merito hanno accolto le ragioni della contribuente, annullando le imposte pretese dal Fisco. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata delle controversie tributarie e ha saldato integralmente tutte le rate previste dalla legge. I giudici della Suprema Corte hanno quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata della lite tributaria: estinto il ricorso
L'Agenzia delle Entrate contestava a due società e a un ente territoriale una complessa operazione societaria, riqualificando il conferimento di ramo d'azienda e la successiva cessione di quote come un'unica cessione d'azienda soggetta a imposta di registro proporzionale. Dopo la vittoria dei contribuenti nei gradi di merito per incompetenza territoriale dell'ufficio impositore, l'ente finanziario ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, un coobbligato presentava regolare domanda di definizione agevolata della lite tributaria versando la prima rata dovuta. In assenza di istanze di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla causa fiscale con l’Erario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società contribuente l'indeducibilità di costi del personale per l'anno 2007. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di accertamento fiscale. Il Fisco ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione per ottenere il recupero delle imposte. Nelle more del processo, l'impresa ha presentato domanda di definizione agevolata pagando regolarmente le somme dovute. L'Ufficio tributario ha confermato il corretto adempimento degli obblighi e l'assenza di dinieghi. Nessuna parte ha depositato istanza per proseguire la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, ponendo fine alla controversia tributaria e disponendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata e fine della lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza che annullava due avvisi di accertamento sintetico Irpef emessi contro una contribuente. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata versando le somme previste dalla legge. Anche l'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della domanda e il perfezionamento della procedura di sanatoria della lite. La Suprema Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la formale estinzione del processo per avvenuta definizione della lite pendente, stabilendo che le spese legali restano definitivamente a carico della parte che le ha anticipate.
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Sospensione del processo tributario dopo la vittoria di merito
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte a seguito di controlli sui conti correnti bancari. Il cittadino ha impugnato l'atto e ha vinto nei primi due gradi di giudizio, poiché i giudici hanno ritenuto non provate le accuse fiscali di fronte alle giustificazioni fornite. L'amministrazione finanziaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha formalmente richiesto la sospensione del processo tributario per accedere alla definizione agevolata prevista dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la richiesta, bloccando temporaneamente la causa e rinviandola a nuovo ruolo per consentire la definizione della controversia pendente.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente a seguito di indagini bancarie per versamenti e prelievi non giustificati. La Commissione Tributaria Provinciale ha annullato l'atto, ma la Commissione Regionale ha ribaltato l'esito accogliendo le ragioni del Fisco sui versamenti. Il contribuente ha proposto ricorso per Cassazione e ha successivamente richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali pendenti, disciplinata dalla Legge 130 del 2022. La Suprema Corte ha verificato i requisiti di legge: valore della lite inferiore a 50.000 euro, pendenza del giudizio e parziale soccombenza dell'Ufficio nei precedenti gradi. I giudici hanno accolto l'istanza e sospeso la causa per consentire la chiusura agevolata della vertenza.
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Definizione agevolata dei carichi pendenti ed estinzione lite
Una società impugna una cartella esattoriale relativa a un credito d'imposta ritenuto indebito dal Fisco. La lite prosegue fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, l'impresa aderisce alla misura straordinaria della definizione agevolata dei carichi pendenti e versa per intero gli importi concordati all'agente della riscossione. Contestualmente, la contribuente deposita formale rinuncia al ricorso. I giudici supremi accertano il perfezionamento della sanatoria e dichiarano l'estinzione del processo. Ciascuna parte sopporta le proprie spese legali e la società evita qualsiasi sanzione aggiuntiva per il mancato proseguimento della causa.
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Deduzione perdite su crediti: scontro fiscale e tregua
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione perdite su crediti vantati verso imprese insolventi per annualità precedenti al 2009. I giudici di merito hanno dato ragione all'impresa, applicando retroattivamente le norme di favore introdotte nel 2015. L'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione per annullare la pronuncia d'appello. La società contribuente ha depositato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata della lite prevista dalla riforma tributaria del 2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, congelando il contenzioso e rinviando la trattazione per consentire la chiusura agevolata della controversia.
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Definizione agevolata della lite: la Cassazione blocca il ricorso
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione dei canoni di leasing relativi a immobili strumentali ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive. I giudici di merito hanno accolto le difese della società, annullando gli atti impositivi per intervenuta modifica normativa. L'amministrazione finanziaria ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, l'azienda ha presentato formale istanza di definizione agevolata della lite ai sensi della nuova disciplina sulla giustizia tributaria, depositando la prova dell'integrale versamento del quantum richiesto. La Corte di Cassazione ha preso atto del pagamento e ha sospeso il giudizio tributario, disponendo il rinvio della causa per perfezionare la chiusura definitiva del contenzioso.
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Accertamento fiscale e definizione agevolata della controversia
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro il titolare di un bar, contestando il mancato versamento di ritenute fiscali sulle retribuzioni del personale per presunte prestazioni lavorative non dichiarate. Dopo i primi gradi di giudizio, la causa è approdata in Cassazione. Il contribuente ha depositato formale richiesta per accedere alla definizione agevolata della controversia prevista dalla legge sulla riforma della giustizia tributaria. I giudici di legittimità hanno accolto la domanda, sospendendo il processo per consentire il completamento della procedura di regolarizzazione del debito.
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Definizione agevolata della lite tributaria e stop al giudizio
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado che annullava un accertamento fiscale per difetto di contraddittorio preventivo. Il Fisco sosteneva la validità parziale dell'atto per i tributi nazionali non vincolati alle regole europee. Nel corso del giudizio di legittimità, il contribuente ha depositato formale istanza per accedere alla definizione agevolata della lite tributaria, introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici hanno accolto la domanda e hanno disposto la temporanea sospensione del procedimento. La decisione permette alle parti di verificare i pagamenti agevolati ed estinguere definitivamente il contenzioso senza attendere una sentenza sul merito.
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Definizione agevolata: Fisco perde in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato l'estinzione di un contenzioso tributario disposta dai giudici d'appello a seguito della domanda di definizione agevolata presentata da una contribuente. L'Ufficio sosteneva di non aver accettato la rinuncia e contestava la sussistenza di ulteriori somme da riscuotere. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, dichiarandolo inammissibile per carenza di autosufficienza e mancanza di specificità dei motivi. L'Agenzia delle Entrate non ha chiarito le ragioni giuridiche del contrasto né riassunto adeguatamente gli atti richiamati. La contribuente ottiene la conferma della chiusura del contenzioso e la condanna dell'ente pubblico alla rifusione delle spese processuali.
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