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Definizione Agevolata — Anno 2022

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918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Pace fiscale: la definizione agevolata estingue la lite
Una società contribuente ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante l'imposta di registro. Successivamente, la causa è stata sospesa poiché la società ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, rinunciando formalmente al giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta e ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il Comune perde per un ritardo
Il Comune ha impugnato la decisione che annullava la richiesta di pagamento della tassa sui rifiuti dovuta da una Società per un'area industriale. Durante il processo, le parti hanno ottenuto la sospensione della causa per aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali. Tuttavia, nessuna delle parti ha presentato l'obbligatoria istanza di trattazione entro la scadenza del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Questo significa che il processo si chiude definitivamente senza una decisione sul merito della tassa, e le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: stop alla lite IVA
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società immobiliare per contestare l'annullamento di una cartella di pagamento relativa a controlli automatizzati IVA, sanzioni e interessi. Nel corso del giudizio di legittimità, la causa è stata sospesa per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle controversie pendenti. Tuttavia, la parte interessata non ha presentato la necessaria istanza di trattazione entro il termine perentorio stabilito dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Tassa rifiuti e pace fiscale: l’estinzione del giudizio tributario
Il Comune ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una Società in merito al pagamento della tassa sui rifiuti (TARSU) per un'area industriale. Il processo è stato sospeso per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, e le spese di giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per inattività
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro la decisione favorevole ottenuta dai Contribuenti in merito ad agevolazioni fiscali per beni strumentali. Successivamente, il processo è stato sospeso per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti. Poiché nessuna delle parti ha presentato la necessaria istanza di trattazione entro il termine perentorio stabilito dalla legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, consolidando la vittoria dei Contribuenti ottenuta nei gradi precedenti.
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Definizione agevolata: il fisco perde se omette la notifica
Una contribuente, ex socia accomandataria di una società di persone cancellata dal registro delle imprese, ha impugnato un'intimazione di pagamento ritenendo invalida la notifica della cartella esattoriale originaria. Durante il giudizio di cassazione, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia tributaria. L'Agenzia delle Entrate ha negato l'istanza, ma non ha fornito la prova di aver notificato tempestivamente il provvedimento di diniego entro i termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato invalido il diniego dell'ufficio e ha ritenuto perfezionata la definizione agevolata, dichiarando l'estinzione del giudizio con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il diniego tardivo salva il contribuente
Una ex socia accomandataria impugna un'intimazione di pagamento basata su una cartella esattoriale notificata a una società già cancellata dal registro delle imprese. Dopo le sentenze favorevoli dei giudici di merito, l'Agenzia delle Entrate propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente presenta domanda di definizione agevolata. L'Agenzia delle Entrate nega la sanatoria, ma non fornisce la prova di aver notificato tempestivamente il diniego entro i termini di legge. La Corte di Cassazione dichiara quindi inefficace il diniego dell'Amministrazione finanziaria, ritenendo perfezionata la definizione agevolata. Di conseguenza, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla lite
Un'associazione sportiva dilettantistica riceveva un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate, che contestava la perdita delle agevolazioni fiscali a causa dello svolgimento di attività commerciale di fatto. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, l'associazione proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, l'ente si avvaleva della definizione agevolata delle liti tributarie pagando integralmente quanto dovuto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Fisco in silenzio: la definizione agevolata estingue la lite
Una società e i suoi soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per scostamenti dagli studi di settore. Durante il processo in Cassazione, i contribuenti hanno chiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge 119 del 2018. L'Amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego entro il termine di legge, né le parti hanno chiesto la prosecuzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: come l’accordo cancella la lite sull’IVA
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società l'illegittima detrazione IVA per operazioni soggettivamente inesistenti relative all'anno 2005. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando la prima rata del dovuto. Entrambe le parti hanno quindi richiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: il Fisco tace e perde
Un contribuente impugna un avviso di accertamento del 2007 per omessa contabilizzazione di ricavi ai fini IVA. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente aderisce alla definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, presentando domanda e pagando la prima rata. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro il termine di legge del 31 luglio 2020, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, compensando interamente le spese tra le parti.
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Definizione agevolata: la Cassazione annulla il diniego del fisco
Un contribuente riceveva una cartella di pagamento per Irpef e Irap a seguito del disconoscimento di crediti d'imposta per omessa dichiarazione dei redditi. Durante il processo, il contribuente richiedeva la definizione agevolata della controversia. L'Agenzia delle Entrate rifiutava l'istanza, sostenendo che la cartella da controllo automatizzato non fosse definibile e che mancassero i pagamenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente contro il diniego. La Corte ha stabilito che anche la cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato può essere oggetto di definizione agevolata se costituisce il primo atto impositivo notificato. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio principale per avvenuta definizione della lite.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta dal Contribuente in merito a una cartella di pagamento per l'anno 2007. Durante il giudizio di legittimità, il Contribuente ha presentato domanda per la definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018, pagando l'importo dovuto per perfezionare la sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria ha quindi attestato l'avvenuto pagamento e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio. Le spese del processo estinto sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla legge sulla sanatoria fiscale.
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Accertamento induttivo: nullo se la sentenza non spiega i calcoli
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un commerciante, titolare di un bar, un avviso di accertamento basato su un metodo di accertamento induttivo per ricostruire un maggior reddito non dichiarato. Il contribuente ha impugnato l'atto, contestando l'applicazione delle percentuali di ricarico e la carenza di motivazione dei giudici d'appello. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. I giudici di legittimità hanno stabilito che la sentenza d'appello è illegittima se si limita a confermare l'operato del fisco con una motivazione apparente e apodittica, senza illustrare l'iter logico-argomentativo seguito per respingere le specifiche obiezioni del contribuente (come sfridi, differenze di prezzi e peculiarità locali). La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Definizione agevolata: il notaio si salva se paga la società
Un Notaio registrava un contratto di concessione del diritto di superficie su un terreno agricolo per un impianto fotovoltaico, applicando l'aliquota dell'8%. L'Agenzia delle Entrate richiedeva invece l'aliquota del 15%, emettendo un avviso di liquidazione. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società contribuente presentava domanda di definizione agevolata della controversia fiscale, pagando l'intero importo dovuto. La Suprema Corte ha preso atto del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. La definizione agevolata perfezionata da un coobbligato produce infatti effetti favorevoli anche per gli altri soggetti obbligati, estinguendo definitivamente la lite tributaria.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: il fisco perde per silenzio
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso una cartella di pagamento per recuperare un credito d'imposta utilizzato da un contribuente nel 2004, sostenendo l'omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi per gli anni 2002 e 2003. Il contribuente ha dimostrato la regolare presentazione delle dichiarazioni e, successivamente, ha richiesto la definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha presentato istanza di trattazione entro il termine stabilito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato la decisione del giudice d'appello favorevole alla Società Contribuente, riguardante un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la Società Contribuente ha presentato una richiesta di definizione agevolata per chiudere la lite in modo amichevole, avvalendosi della sanatoria fiscale prevista dalla legge. I giudici di legittimità, verificata la regolarità della documentazione e la sussistenza di tutti i requisiti di legge, hanno accolto l'istanza. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
Una società riceveva un avviso di accertamento per tasse non pagate relative a IRES, IVA e IRAP. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, la società presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge n. 119/2018, allegando la prova del pagamento della prima rata. La Corte di Cassazione, preso atto della regolarità della domanda e del versamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Fisco contro coeredi: la definizione agevolata salva tutti
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento IRPEF contro i venditori di un terreno, ritenendo che il valore reale fosse superiore al prezzo dichiarato, basandosi su un precedente accertamento di registro. Le Contribuenti, in qualità di coeredi del padre defunto, hanno impugnato l'atto. Durante il giudizio di Cassazione, una delle Contribuenti ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, estinguendo il debito d'imposta. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, stabilendo che la definizione agevolata operata da una coerede estende i suoi effetti benefici anche all'altra coerede coobbligata.
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Definizione agevolata: stop all’accertamento sulle mance
L'Agenzia delle Entrate e un contribuente, impiegato come capo concierge d'hotel, hanno impugnato la decisione d'appello relativa a un avviso di accertamento per IRPEF, IVA e IRAP. L'atto contestava mance non dichiarate, redditi da locazione e un'attività d'impresa. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, allegando i pagamenti delle prime rate. La Corte di Cassazione, preso atto della regolarità della documentazione e della mancata opposizione del fisco, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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