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Definizione Agevolata — Anno 2022

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918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: il fisco si ferma e cancella le cartelle
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento e i relativi provvedimenti di annullamento parziale emessi dall'Amministrazione Finanziaria per gli anni dal 2002 al 2005. Successivamente, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata per gli avvisi di accertamento originari. L'Amministrazione Finanziaria ha verificato la regolarità del pagamento e ha chiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, poiché la definizione agevolata degli atti principali ha fatto venire meno l'interesse a proseguire le cause collegate. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: il pagamento estingue la lite con l’INPS
L'Ente Previdenziale aveva richiesto a un gruppo di Società Debitrici il pagamento di contributi previdenziali per maternità, malattia e disoccupazione tramite cartelle esattoriali. Dopo l'annullamento delle cartelle nei primi gradi di giudizio, l'Ente ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il processo, le Società Debitrici hanno aderito alla definizione agevolata, pagando integralmente il debito residuo e presentando la relativa documentazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. L'adesione alla definizione agevolata e il saldo del debito estinguono infatti la controversia, con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Diniego di rimborso: il Fisco perde in Cassazione per un ritardo
Una Comunità Montana, subentrata a un ente estinto, ha richiesto il rimborso di un credito IVA. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un diniego di rimborso. Dopo la vittoria dell'ente nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione oltre i termini di legge. L'amministrazione sosteneva che i termini fossero sospesi grazie alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. I giudici hanno chiarito che il diniego di rimborso non costituisce un atto impositivo, in quanto non contiene una pretesa di pagamento del fisco. Di conseguenza, la controversia non rientra tra quelle definibili in modo agevolato e non beneficia della sospensione dei termini per impugnare. L'Agenzia delle Entrate perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Dichiarazione infedele: no alla doppia sanzione per il Fisco
Un istituto di credito ha commesso un errore nella dichiarazione dei redditi, indicando ritenute inferiori al dovuto e versando un saldo insufficiente. Successivamente, ha presentato una dichiarazione integrativa pagando il dovuto. L'Amministrazione finanziaria ha applicato la sanzione per dichiarazione infedele, regolarmente pagata dal contribuente in misura ridotta. In seguito, l'ufficio ha notificato una cartella di pagamento richiedendo un'ulteriore sanzione per l'omesso versamento delle stesse somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando l'annullamento della cartella. I giudici hanno stabilito che la sanzione per dichiarazione infedele assorbe quella per omesso versamento, poiché il mancato pagamento è la diretta conseguenza dell'errore dichiarativo originario.
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Sospensione del processo tributario: tra fisco e tregua fiscale
Una società riceveva un avviso di accertamento per imposte non pagate a causa di irregolarità contabili e differenze nel conto cassa. Dopo la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale, la contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presentava istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione, rilevando la sussistenza dei presupposti di legge, ha disposto la sospensione del processo tributario fino al 16 gennaio 2023, rinviando la causa alla sezione ordinaria per consentire il perfezionamento della tregua fiscale.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali sui distributori
Una società di distributori automatici e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno presentato un'istanza di sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 130/2022. Questa procedura consente di chiudere le liti fiscali pendenti pagando una percentuale ridotta del tributo dovuto. La Suprema Corte, preso atto della richiesta, ha accolto l'istanza e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo temporaneamente il giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e cancella le spese
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria per un maggior reddito IRPEF. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando il dovuto e chiedendo la fine della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'accordo fiscale ha estinto il motivo del contendere. Le spese di giudizio sono state compensate e non è dovuto il doppio contributo unificato, dato che l'inammissibilità è sorta dopo la presentazione del ricorso.
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Definizione agevolata: l’erede cancella il debito con il Fisco
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento per omessa dichiarazione di utili percepiti nel 2000. Dopo i primi gradi di giudizio favorevoli al Fisco, l'erede del contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del d.l. n. 50/2017. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata liti pendenti: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento induttivo emesso nei confronti di una commerciante di antiquariato. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata dell'importo dovuto e notificando regolarmente i documenti all'ufficio finanziario. La Suprema Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono rimaste compensate tra le parti, escludendo il raddoppio del contributo unificato a carico dell'amministrazione finanziaria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello favorevole a una commerciante di antiquariato, a cui era stato notificato un avviso di accertamento induttivo. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento della prima rata e notificando regolarmente i documenti necessari. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato per l'amministrazione finanziaria.
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Definizione agevolata: la società cancella il debito con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole ottenuta da una società contribuente in merito a un avviso di accertamento per IVA non versata. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando le rate previste dalla legge. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità dei pagamenti e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la cooperativa chiude la lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che escludeva dall'IVA i premi fedeltà e i ristorni di una Società Cooperativa. Durante il giudizio di Cassazione, la cooperativa ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119 del 2018, provvedendo al relativo pagamento. Grazie alla definizione agevolata, l'ufficio finanziario ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio e stabilendo che le spese del processo rimangano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: banca vs fisco
L'Istituto Bancario ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'omesso versamento di ritenute sui dividendi pagati a soggetti non residenti. Durante il giudizio di Cassazione, l'Istituto Bancario ha richiesto l'applicazione della definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del d.l. 119/2018. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare pagamento delle somme dovute per sanare la lite. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle sanzioni: stop alla lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava le sanzioni inflitte a una contribuente per concorso in infedele dichiarazione IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle sanzioni ai sensi del Decreto Legge 119 del 2018. Poiché l'Ufficio non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la controversia si è conclusa senza alcuna decisione sul merito, con la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società e al suo legale rappresentante una frode IVA per operazioni inesistenti. Dopo che i giudici di merito hanno annullato l'atto impositivo, l'ufficio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando l'importo dovuto in un'unica soluzione. L'Agenzia delle Entrate ha quindi confermato il perfezionamento della sanatoria e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: stop al contenzioso col Fisco
Una società di profumi impugnava un avviso di accertamento per tasse non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha richiesto la definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria e stabilendo che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile ma spese salve
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per sanzioni IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata dei debiti tributari, chiedendo l'estinzione del processo. Tuttavia, l'atto di rinuncia non è stato regolarmente notificato all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la mancata notifica impedisca l'estinzione formale del processo, la richiesta dimostra comunque il venir meno dell'interesse della contribuente a proseguire la causa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione totale delle spese di giudizio ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata delle liti: stop alla causa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole all'Azienda riguardante contestazioni su prezzi di trasferimento. Nelle more del giudizio di Cassazione, l'Azienda ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro il termine del 31 dicembre 2020 e l'amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alle liti fiscali
Due società contribuenti hanno impugnato una decisione tributaria davanti alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio, le società hanno richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge numero 50 del 2017. Le ricorrenti hanno presentato regolarmente la domanda e pagato l'intero importo dovuto per sanare la pendenza con il fisco. L'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie: vince la pace fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato una commercialista, amministratrice di uno studio contabile, per aver concorso all'indicazione di crediti IVA inesistenti a favore di alcuni clienti. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato la sanzione, escludendo la responsabilità personale del professionista. L'amministrazione finanziaria ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese di lite tra le parti.
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