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Definizione Agevolata — Anno 2022

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918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Rottamazione delle cartelle: la pace col Fisco spegne la lite
Una società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di diverse imposte. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società ha aderito alla rottamazione delle cartelle (definizione agevolata), provvedendo al pagamento delle rate concordate e chiedendo l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'avvenuta definizione del debito tributario fa venire meno l'utilità di una decisione sul merito della controversia. Le spese del giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Cessazione della materia del contendere: stop alla cartella
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato la sentenza d'appello che annullava una cartella di pagamento emessa nei confronti di una società in liquidazione. Nel frattempo, in un giudizio parallelo riguardante lo stesso debito fiscale, la Corte di Cassazione ha accertato l'avvenuta definizione agevolata della pendenza tributaria da parte della contribuente. Questo pagamento integrale del debito ha determinato l'estinzione del giudizio principale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso dell'agente della riscossione per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, poiché il credito erariale era già stato interamente e irrevocabilmente soddisfatto, azzerando qualsiasi interesse alla prosecuzione della causa.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava parzialmente un avviso di accertamento per tasse non pagate da una società di persone, coinvolgendo il socio. Durante il giudizio di Cassazione, Il Socio ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando le rate previste. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine stabilito dalla legge e non vi è stato alcun rifiuto da parte del Fisco, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, confermando la chiusura definitiva della lite fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie: si chiude pagando il 5%
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro il Contribuente per il recupero di imposte su redditi di capitale. Nel corso del giudizio, il Contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018. Avendo il Contribuente versato il cinque per cento del valore della lite, poiché il Fisco era risultato soccombente nei precedenti gradi di giudizio, e in assenza di istanze di trattazione entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo estinto sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, senza ulteriori obblighi di versamento del contributo unificato.
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Definizione agevolata: ammessa anche contro il diniego del fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente una cartella di pagamento per Irpef, Irap e Iva a seguito di un controllo automatizzato. Il contribuente ha impugnato l'atto e, successivamente, ha richiesto la definizione agevolata della controversia tributaria. L'ufficio fiscale ha rifiutato la richiesta, sostenendo che la cartella di pagamento non fosse definibile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del contribuente contro il diniego. I giudici hanno stabilito che anche la cartella emessa a seguito di controllo automatizzato dà diritto alla definizione agevolata se rappresenta il primo e unico atto con cui il fisco comunica la pretesa di pagamento. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio principale.
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Definizione agevolata: come chiudere la lite sulla prima casa
I Contribuenti hanno impugnato un avviso di liquidazione relativo a maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale per l'acquisto di un immobile con le agevolazioni prima casa. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, i Contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali, pagando integralmente la somma dovuta e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di giudizio ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Fisco contro azienda: la definizione agevolata estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società contribuente in merito al recupero dell'IVA per gli anni 2003 e 2004. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata prevista dal decreto legge n. 119 del 2018, pagando l'intero importo dovuto entro i termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per un ritardo
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di persone e i suoi soci per contestare l'annullamento di una presunzione di maggior reddito per trasparenza. Durante il processo, le parti hanno ottenuto la sospensione della causa per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. Tuttavia, nessuna delle parti ha presentato l'obbligatoria istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La controversia si chiude così definitivamente, con la conferma implicita della decisione favorevole ai contribuenti e la compensazione di fatto delle spese processuali, che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Cessazione della materia del contendere: lite chiusa con il fisco
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria per un presunto maggior reddito imponibile. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi del d.l. n. 119/2018, provvedendo al relativo pagamento. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro i termini di legge e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'ufficio, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, il processo si è estinto e le spese giudiziarie sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: i paletti
Una società riceveva due avvisi di accertamento per imposte non versate. Dopo alterne vicende giudiziarie, la causa giungeva in Cassazione, che la rinviava alla Commissione Tributaria Regionale. Qui, i giudici dichiaravano improcedibile la riassunzione per carenza di interesse. Nel frattempo, la società chiedeva la definizione agevolata delle controversie tributarie pagando il 5% del valore della lite, ma il Fisco negava l'agevolazione pretendendo il 15%. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di definizione agevolata al 5%, poiché il Fisco non era stato sconfitto in tutti i precedenti gradi di giudizio. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto i ricorsi sul fronte processuale, stabilendo che nel giudizio di rinvio le parti riprendono automaticamente le loro posizioni originarie senza necessità di nuovi appelli. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova decisione sul merito.
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Tassa rifiuti: la definizione agevolata estingue la lite
Un'azienda concessionaria della riscossione ha impugnato la decisione d'appello relativa a un avviso di accertamento TARSU emesso contro una contribuente. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie. Di conseguenza, le parti hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata dei canoni: stop al TAR, decide il civile
Un'azienda balneare, dichiarata decaduta dalla concessione per non aver pagato i canoni, ha chiesto la definizione agevolata dei canoni arretrati. Di fronte al rifiuto del Comune, l'azienda ha fatto ricorso al TAR, sostenendo che l'intero blocco di provvedimenti dovesse essere deciso dal giudice amministrativo per via del forte legame tra le cause. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la controversia sulla definizione agevolata dei canoni spetta esclusivamente al giudice ordinario civile. Le Sezioni Unite hanno chiarito che le questioni puramente economiche sui canoni demaniali non possono essere spostate al giudice amministrativo, poiché la giurisdizione non si può modificare per motivi di connessione tra cause diverse.
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Definizione agevolata delle liti: stop alle liti se il fisco tace
Una società di trasporti ha richiesto la definizione agevolata delle liti per chiudere un contenzioso tributario relativo a Irpeg e Irap. La contribuente ha presentato la domanda e pagato quanto dovuto. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini e nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata a zero euro: la Cassazione estingue la lite
Una società di torrefazione impugna un avviso di accertamento relativo a costi ritenuti indeducibili per acquisti in paesi a fiscalità privilegiata. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presenta domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge 119 del 2018. Poiché l'importo netto dovuto risulta pari a zero euro, la sanatoria si perfeziona con la sola presentazione della domanda. La Corte di Cassazione, rilevata l'assenza di dinieghi da parte dell'Amministrazione Finanziaria, dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e la causa si estingue
Una società alberghiera impugnava un avviso di accertamento basato su studi di settore. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando integralmente le rate previste e rinunciando al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare pagamento. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le decisioni dei gradi precedenti perdono efficacia e le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: il silenzio del fisco estingue la lite
Una società di capitali impugnava un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni fiscali per l'acquisto di un immobile. Durante il processo in Cassazione, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata della controversia tributaria. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego entro il termine di legge, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la sola domanda non estingue il processo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato estinto il processo riguardante una cartella di pagamento da oltre 600.000 euro. I giudici di merito avevano ritenuto sufficiente la sola presentazione della domanda di definizione agevolata da parte del contribuente per chiudere il caso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la semplice richiesta di sanatoria non basta a estinguere il giudizio. Per la chiusura del processo è infatti necessario che il contribuente rinunci formalmente alla causa e provveda al pagamento integrale delle somme dovute. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame dei fatti.
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Sconto contributi post-sisma: è sopravvenienza attiva tassabile
Un imprenditore edile, colpito dal terremoto del 2002, ha beneficiato di uno sconto del 60% sui contributi previdenziali INPS pregressi grazie a una sanatoria speciale. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto le imposte su questo sconto, considerandolo una sopravvenienza attiva tassabile. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco. I giudici hanno chiarito che la riduzione del debito previdenziale, precedentemente dedotto come costo dall'impresa, genera una sopravvenienza attiva tassabile nell'anno in cui lo sconto diventa certo (2009). Non esiste infatti alcuna norma speciale che esenti da tasse questo specifico beneficio. Di conseguenza, l'imprenditore ha perso la causa ed è tenuto a pagare le imposte dovute e le spese legali.
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Condono fiscale: la cartella esattoriale salva l’ex socio
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato una cartella di pagamento a un'ex socia per debiti di una società di persone da cui era receduta anni prima. La contribuente ha impugnato l'atto e ha chiesto l'adesione al condono fiscale per chiudere la lite pendente. L'ufficio ha rifiutato la sanatoria, ritenendo la cartella un mero atto di riscossione non condonabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che la cartella di pagamento, se costituisce il primo atto con cui viene comunicata la pretesa tributaria al contribuente, assume natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia è qualificabile come lite effettiva e dà diritto all'accesso al condono fiscale per estinguere il debito.
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Pace fiscale e silenzio: l’estinzione del giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale che dava ragione a una Società fallita in merito a un accertamento analitico induttivo. Il processo è stato sospeso per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle controversie tributarie (pace fiscale) secondo il Decreto Legge 119 del 2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato la necessaria istanza di trattazione entro la scadenza del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, il processo si chiude definitivamente senza una decisione sul merito e le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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