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Definizione Agevolata — Anno 2022

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918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti pendenti: lo scontro si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società gestrice di apparecchi da gioco, recuperando l'IVA su presunte prestazioni accessorie ritenute escluse dall'esenzione tributaria. La società ha impugnato l'atto ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio. A fronte del ricorso per cassazione del Fisco, la parte controricorrente ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti stabilita dalla legge. Dopo il corretto versamento degli importi dovuti e il decorso dei termini senza nuove istanze di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di causa a carico della parte che le ha sostenute.
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Definizione Agevolata: Lite Fiscale Estinta per Impianto Fotovoltaico
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una decisione che riteneva illegittimo il suo avviso di liquidazione per imposte su un diritto di superficie destinato a impianto fotovoltaico. L'Agenzia contestava l'applicazione dell'IVA, sostenendo che il terreno non fosse edificabile per un impianto amovibile. Durante il ricorso, una delle società ha richiesto la "definizione agevolata controversia tributaria" e ha versato l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il processo estinto, perfezionando la definizione agevolata e beneficiando entrambe le società co-responsabili.
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Fatture False e Fisco: La Cassazione Dichiara l’Estinzione del Giudizio Tributario
L'Amministrazione Fiscale contestava a un'Azienda l'uso di fatture false per il 2006, negando deduzioni di costi e detrazione IVA. L'Azienda ha impugnato l'atto, perdendo nei primi due gradi di giudizio, e ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, l'Azienda ha aderito a una procedura di definizione agevolata (un condono fiscale) e ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, e non è stato dovuto un ulteriore contributo unificato.
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Definizione agevolata liti pendenti: Fisco fermato in Cassazione
Un contribuente impugna gli avvisi di liquidazione emessi dal Fisco per imposte collegate a una compravendita immobiliare e alla trascrizione dell'accettazione tacita di eredità. Dopo un giudizio di secondo grado parzialmente sfavorevole, entrambe le parti ricorrono in Cassazione contestando la corretta applicazione delle imposte di registro e ipotecarie. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente presenta formale istanza per accedere alla definizione agevolata liti pendenti introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte prende atto della richiesta e dispone il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo il contenzioso per consentire il perfezionamento della domanda di pace fiscale.
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Definizione agevolata avviso di liquidazione: il Fisco perde
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di liquidazione a un'Azienda, richiedendo l'imposta di registro in misura proporzionale anziché fissa a seguito dell'omologazione di un concordato. L'Azienda ha impugnato l'atto e successivamente ha presentato domanda per la definizione agevolata avviso di liquidazione ai sensi della normativa sul condono fiscale. Il Fisco ha rigettato la richiesta, sostenendo la natura non impositiva dell'atto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che l'avviso di liquidazione ha natura di atto impositivo quando esprime per la prima volta una pretesa fiscale maggiore basata su una riqualificazione giuridica dell'ufficio. Pertanto, la Suprema Corte ha annullato il diniego dell'amministrazione e ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento relativo alle imposte sui redditi. Durante il giudizio pendente in Cassazione, la società ha fatto ricorso alla definizione agevolata della controversia, pagando l'importo dovuto stabilito dalla legge sulla pace fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha depositato la documentazione necessaria attestando il regolare versamento dei contributi e la correttezza della domanda. Nessuna parte ha richiesto l'ulteriore trattazione della causa. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del giudizio e disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti. La Corte ha inoltre precisato che non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione del processo non equivale al rigetto dell'impugnazione.
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Errata Estinzione Processo Tributario: La Cassazione Annulla la Decisione
Un gruppo di professionisti ha contestato avvisi di accertamento fiscale e, in appello, ha chiesto la sospensione del processo per aderire a una definizione agevolata (pace fiscale). La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'estinzione processo tributario, ritenendo non presentata l'istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine per l'istanza non era perentorio e che, comunque, la decisione di estinzione era stata presa prima della scadenza effettiva del termine. La sentenza della CTR è stata annullata.
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Definizione agevolata della controversia: stop al ricorso Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società concessionaria di automobili maggiori imposte tramite la rideterminazione dei ricavi con percentuali di ricarico sul commercio di veicoli nuovi, usati e sulla manodopera. Dopo l'esito favorevole per l'impresa nei gradi di merito, il Fisco ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha depositato una specifica istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Corte di Cassazione ha preso atto della domanda del contribuente e ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della chiusura fiscale agevolata, rinviando la trattazione della causa.
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Lite col Fisco sul rogito: stop per la definizione agevolata
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di liquidazione a Il Notaio per recuperare imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale su una compravendita immobiliare. Il Fisco ha contestato l'applicazione dell'IVA dichiarata in sede di rogito. Il professionista ha impugnato l'atto tributario sostenendo la correttezza del proprio operato e l'assenza di responsabilità oggettiva. Durante il giudizio di legittimità, Il Notaio ha presentato formale istanza per accedere alla definizione agevolata prevista dalla riforma della giustizia tributaria per le liti pendenti. La Suprema Corte ha preso atto della domanda e ha sospeso il giudizio. I giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della sanatoria e delle verifiche dell'amministrazione finanziaria.
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Definizione Agevolata Liti Tributarie: L’Azienda Salva l’IVA Contesa
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'azienda la detrazione indebita dell'IVA relativa a "operazioni soggettivamente inesistenti" con una società "cartiera". Durante il ricorso in Cassazione, l'azienda ha scelto di avvalersi della "definizione agevolata liti tributarie". La Corte di Cassazione ha preso atto del buon esito di tale procedura. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto, ponendo fine alla controversia fiscale. Questo caso evidenzia l'efficacia della definizione agevolata come strumento per risolvere le dispute tributarie pendenti.
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Definizione agevolata della controversia: stop alle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione di costi aziendali, riqualificandoli come spese di rappresentanza. Dopo la decisione favorevole alla società nei gradi di merito, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi della disciplina sulla pace fiscale, provvedendo al versamento degli importi previsti con modello F24. Non essendoci stato alcun diniego da parte del fisco né ulteriori richieste di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata della controversia.
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Cessata materia del contendere: lite Fisco-società chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deducibilità di costi infragruppo in materia di IVA e IRAP. Il motivo risiedeva nel presunto difetto di inerenza e nella violazione delle regole del transfer pricing. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, l'amministrazione finanziaria ha annullato parzialmente gli avvisi in via di autotutela. Il maggior imponibile accertato è stato integralmente compensato da perdite pregresse della società. Le sanzioni formali residue sono state regolarizzate attraverso la definizione agevolata. Di conseguenza, è sopravvenuta la cessata materia del contendere. La Suprema Corte ha estinto la causa e ha disposto la compensazione integrale delle spese legali tra le parti litiganti.
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Definizione Agevolata: Debito INPS Estinto, Giudizio Chiuso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio riguardante l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per un'Ingegnere già dipendente. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale aveva contestato la decisione di appello che escludeva tale obbligo. Tuttavia, la Lavoratrice ha aderito alla **definizione agevolata debiti** (rottamazione-ter), pagando regolarmente le rate dovute. Questo adempimento ha portato alla cessazione della materia del contendere, rendendo superfluo il proseguimento del processo. La Corte ha quindi estinto il giudizio, riconoscendo l'avvenuto pagamento del debito contributivo.
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Accordo Fiscale Ignorato: La Cassazione dichiara l’Estinzione del Processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo riguardante una controversia tributaria. Le parti, due società e l'Agenzia delle Entrate, avevano aderito a una definizione agevolata della lite. Nonostante ciò, nessuna delle parti ha presentato l'istanza per la fissazione dell'udienza di trattazione entro il termine del 31 dicembre 2020, come richiesto dalla legge. La Corte ha quindi confermato l'estinzione del processo, stabilendo che il decreto presidenziale che dichiara l'estinzione ha la stessa funzione di una sentenza, e l'unico rimedio è chiedere la fissazione dell'udienza collegiale. Questo evidenzia l'importanza di seguire scrupolosamente le procedure anche dopo un accordo.
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Sospensione del giudizio tributario: lite fiscale bloccata
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza favorevole a una società in liquidazione in merito a un avviso di accertamento per imposte non versate nel 2003. La società contribuente ha depositato un'apposita istanza per ottenere la sospensione del giudizio tributario ai sensi della legge di riforma della giustizia tributaria, manifestando la volontà di accedere alla chiusura agevolata della lite. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, bloccando provvisoriamente il procedimento e disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata e consolidato fiscale estinguono la lite
L'Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento IRES a una società controllata e alla sua capogruppo consolidante. Durante il processo, la società controllata ha aderito alla sanatoria fiscale integrando il versamento di quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha chiarito che **definizione agevolata e consolidato fiscale** sono collegati: l'adesione della società consolidata alla sanatoria estingue il debito e libera la società consolidante in ragione del vincolo di solidarietà passiva. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione della causa per cessata materia del contendere, lasciando le spese di lite a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata della lite: la scelta resta irrevocabile
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la riqualificazione di diverse operazioni societarie in un'unica cessione d'azienda, richiedendo maggiori imposte di registro. Durante il giudizio in Cassazione, la società si è avvalsa della definizione agevolata della lite versando quanto dovuto. Successivamente, confidando in una nuova sentenza costituzionale a lei favorevole, la società ha chiesto la decisione nel merito per ottenere il rimborso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la definizione agevolata della lite costituisce una scelta volontaria e irrevocabile. Eventuali mutamenti normativi o giurisprudenziali successivi non consentono di riaprire la causa o richiedere la restituzione delle somme versate.
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Definizione agevolata della lite: Fisco fermato in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato tre avvisi di accertamento a una società commerciale, contestando l'omessa dichiarazione di interessi maturati su un finanziamento concesso a una controllata estera. Dopo le decisioni dei gradi di merito sul conteggio del tasso applicabile, la vicenda è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione con ricorso principale della società e ricorso incidentale dell'ente impositore. Nelle more del procedimento di legittimità, la società contribuente ha fatto richiesta di accesso alla definizione agevolata della lite versando la prima rata prevista. L'Amministrazione finanziaria non ha emesso alcun diniego entro i termini di legge. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, escludendo il raddoppio del contributo unificato a carico della parte privata.
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Definizione agevolata negata se il fisco rimborsa le somme versate
Una società impugnava molteplici avvisi di accertamento per presunte sovrafatturazioni pubblicitarie. Durante la causa, la contribuente chiedeva il rimborso delle somme anticipate e contemporaneamente presentava domanda di definizione agevolata a saldo zero, scomputando quegli stessi versamenti già restituiti. L'Agenzia delle Entrate negava il condono per carenza dei pagamenti. La Corte di Cassazione ha confermato il legittimo diniego della definizione agevolata: le somme chieste e ottenute in rimborso non possono considerarsi stabilmente versate per estinguere il debito fiscale. Al contempo, i giudici hanno cassato la decisione sui controlli ordinari per gravi contraddizioni motivazionali e illegittima applicazione del raddoppio dei termini all'IRAP, rimandando il merito alla Corte di giustizia tributaria.
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Definizione Agevolata: L’Estinzione del Processo Tributario che chiude il contenzioso
Un Commerciante ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per imposte non dichiarate. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, il Commerciante ha aderito alla procedura di definizione agevolata, versando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione del processo entro il termine previsto dalla legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Le spese processuali sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, confermando l'importanza delle scadenze procedurali nella gestione della definizione agevolata.
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