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Definizione Agevolata — Anno 2022

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918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla lite fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro La Contribuente, contestando una maggiore plusvalenza sulla vendita di un terreno, basata sul valore di registro concordato in adesione. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto perfezionamento della sanatoria e della mancanza di obiezioni da parte dell'Amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: il silenzio che estingue il debito
Il Contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento per gli anni 2005 e 2006 e una cartella di pagamento per il 2007. Successivamente, ha richiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per i primi due anni d'imposta. Per quanto riguarda la cartella del 2007, già definita in precedenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: la mancanza di prove blocca la sanatoria
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa dall'Amministrazione Finanziaria. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata per sanare il debito. Tuttavia, i documenti presentati non dimostravano in modo chiaro l'avvenuto pagamento della prima rata dell'importo dovuto. Di conseguenza, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha deciso di non procedere alla sentenza definitiva. I giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, assegnando alle parti un termine di novanta giorni per depositare la documentazione idonea a provare lo stato effettivo della procedura di definizione agevolata.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite ICI
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI per un terreno espropriato. Dopo la decisione favorevole della Commissione Tributaria Regionale, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018 per estinguere il debito. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di verificare il regolare pagamento delle rate e il perfezionamento della procedura, ha rinviato la causa a nuovo ruolo. Ha concesso al Comune un termine di sessanta giorni per effettuare le verifiche necessarie prima di dichiarare l'estinzione del processo.
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Rottamazione delle cartelle: causa chiusa ma il debito resta
Il Contribuente impugnava una cartella esattoriale per imposte non pagate. Durante il processo, decideva di aderire alla rottamazione delle cartelle, presentando formale rinuncia al ricorso. Tuttavia, pagava in ritardo la seconda rata della sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria faceva notare che la definizione agevolata non si era perfezionata. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Di conseguenza, il processo si chiude definitivamente, ma il Contribuente perde la possibilità di contestare il debito originario, che l'esattore potrà riscuotere coattivamente poiché la sanatoria è decaduta a causa del ritardo nei pagamenti. Le spese di giudizio sono state compensate.
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Agevolazione prima casa: salva anche senza compromesso scritto
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro una società edile e i suoi soci per omessi ricavi e indebita applicazione dell'aliquota IVA ridotta al 4% anziché al 10% sugli acconti per la vendita di immobili. La CTR ha confermato gli accertamenti basandosi sui valori OMI e sulla mancanza della dichiarazione per l'agevolazione prima casa nel contratto preliminare. La Cassazione ha chiarito che i valori OMI da soli non bastano per l'accertamento, ma nel caso specifico erano supportati da altri indizi. Tuttavia, ha accolto il ricorso dei soci stabilendo che l'agevolazione prima casa può essere richiesta anche dopo la firma del preliminare, direttamente nel contratto definitivo o successivamente. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Definizione agevolata: estinta la lite fiscale in Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'amministrazione finanziaria contestava l'antieconomicità di un'operazione finanziaria estera, richiedendo maggiori imposte e sanzioni. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, pagando integralmente l'importo dovuto in cinque rate e impegnandosi a rinunciare alla causa. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state compensate, rimanendo a carico di chi le ha anticipate, senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: la società si salva ma il socio paga
Una società a ristretta base azionaria e un suo socio hanno impugnato gli avvisi di accertamento emessi dal fisco per il recupero di imposte e utili extrabilancio. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata per estinguere la propria pendenza tributaria. La Suprema Corte ha stabilito che la definizione agevolata della società non estende i suoi effetti benefici al socio. Società e soci sono infatti soggetti fiscali distinti e autonomi. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto solo per la società, mentre il ricorso del socio è stato dichiarato inammissibile, confermando la validità dell'accertamento nei suoi confronti e condannandolo al pagamento delle spese processuali.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e le spese si azzerano
L'amministrazione finanziaria aveva notificato a un contribuente un avviso di accertamento per l'Irpef del 2004. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata per estinguere il debito fiscale, provvedendo al pagamento dell'importo dovuto in un'unica soluzione e rinunciando formalmente alla prosecuzione della causa. La Suprema Corte, accertata la regolarità del pagamento e l'assenza di obiezioni da parte dell'ufficio impositore, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre disposto la compensazione delle spese di lite, stabilendo che addebitare i costi del giudizio al contribuente contrasterebbe con la finalità agevolativa della sanatoria, la quale mira a favorire la chiusura delle pendenze senza ulteriori oneri.
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Definizione agevolata: il ricorso si spegne senza costi extra
Un contribuente, ritenuto responsabile per sanzioni tributarie relative a imposte non versate da una società, ha impugnato l'avviso di accertamento. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle) e ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese tra le parti. I giudici hanno inoltre stabilito che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia deriva da un evento successivo alla presentazione del ricorso.
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Definizione agevolata: stop alle sanzioni senza spese doppie
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per sanzioni collegate a violazioni tributarie di una società. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, avendo aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese di giudizio. Inoltre, i giudici hanno escluso l'obbligo di versare il doppio contributo unificato, poiché la causa di inammissibilità è derivata da un evento successivo alla presentazione del ricorso.
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Definizione agevolata: la società paga e il socio è salvo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a un socio, ritenuto responsabile in solido per i debiti IVA e IRAP della sua società. Durante il giudizio, la società ha perfezionato la definizione agevolata della pretesa tributaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata conclusa dalla società estende i suoi effetti benefici anche al socio coobbligato. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, sollevando il socio da ogni pretesa fiscale residua.
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Definizione agevolata: la sanatoria societaria libera il socio
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società e al suo socio per un accertamento IVA e IRAP. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata per chiudere la pendenza tributaria. Il socio, coobbligato in solido, ha chiesto che gli effetti della sanatoria si estendessero anche alla sua posizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata perfezionata dalla società giova anche al socio coobbligato, dichiarando l'estinzione del giudizio e compensando le spese di lite.
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Costituzione in giudizio nel processo tributario: i veri termini
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che dichiarava inammissibile il suo appello per tardiva costituzione. La Cassazione ha chiarito che la costituzione in giudizio nel processo tributario, se eseguita tramite servizio postale, si perfeziona entro trenta giorni dalla ricezione del ricorso da parte del destinatario e non dalla sua spedizione. Inoltre, l'avviso di ricevimento con timbro postale può sostituire la ricevuta di spedizione. Poiché una parte dei debiti è stata estinta tramite definizione agevolata, la Corte ha dichiarato la cessazione parziale della materia del contendere. Per la cartella esclusa dal condono, la Corte ha accolto il ricorso del Fisco, annullando la sentenza d'appello e rinviando la causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Doppia tassazione e credito d’imposta: stop ai doppi benefici
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento per IRES nei confronti della Società Contribuente. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato la cartella per evitare una presunta doppia tassazione e credito d'imposta non dovuto, ritenendo corretta la contabilizzazione di un importo derivante da una rivalutazione immobiliare. L'Amministrazione Finanziaria ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando che la sentenza d'appello fosse priva di una reale motivazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la decisione dei giudici d'appello era una motivazione apparente, poiché non spiegava come lo stesso importo potesse essere usato contemporaneamente come variazione in diminuzione e come credito d'imposta. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Estinzione del processo tributario: cartella salva senza sanzioni
Una società contribuente impugna una cartella di pagamento per omesso versamento IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la società chiede di accedere alla definizione agevolata della lite. L'Amministrazione Finanziaria notifica però il diniego di tale sanatoria. Poiché nessuna delle parti presenta l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, e il diniego non viene impugnato, si verifica l'estinzione del processo tributario. La Corte di Cassazione dichiara quindi estinto il giudizio, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una chiusura prevista direttamente dalla legge.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e le spese si azzerano
Una società riceve un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per tasse non pagate relative all'anno 2005. Durante la causa, la società decide di utilizzare la definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge per chiudere la lite. Presenta quindi la domanda e paga quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della regolarità della procedura, dichiara l'estinzione del processo. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, come stabilito dalla normativa sulla pace fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie: il fisco perde il ricorso
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta da una Contribuente in merito a un avviso di accertamento per maggior reddito d'impresa. Durante il giudizio, la Contribuente ha richiesto di avvalersi della definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, presentando la relativa domanda e pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, e in assenza di un diniego da parte dell'ufficio, il processo si è legalmente estinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese processuali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: l’Azienda chiude la lite e azzera le spese
Un'azienda di trasporti ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte non pagate. Durante la causa, l'azienda ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando quanto dovuto per chiudere la lite. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento regolare. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la società edile azzera il debito fiscale
Una società di costruzioni impugna un avviso di accertamento per IVA, IRES e IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, la società presenta istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge e l'avvenuto pagamento di quanto dovuto, dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti, restando a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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