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Definizione Agevolata — Anno 2022

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918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti pendenti: vince il silenzio
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società per una cartella esattoriale IRPEG. Durante il giudizio, la società ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo.
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Sospensione dei termini processuali: stop a decisioni affrettate
Una società riceveva un avviso di accertamento per maggiori imposte. Dopo la decisione di primo grado favorevole in parte al contribuente, l'Amministrazione Finanziaria proponeva appello. Il giudice di secondo grado decideva la causa prima che scadesse il termine per l'appello incidentale della società. Tale termine era infatti prolungato di nove mesi grazie alla sospensione straordinaria prevista dalla legge sulla definizione agevolata delle liti tributarie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la sospensione dei termini processuali opera in modo automatico e d'ufficio per tutte le parti del processo. Di conseguenza, la decisione anticipata ha violato il diritto di difesa del contribuente. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al debito IRPEF
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale IRPEF. Dopo la decisione sfavorevole in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando l'importo dovuto. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese del giudizio rimangono a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: addio alla causa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole ottenuta da una società e dal suo socio in merito a un accertamento IVA e IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, i contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, allegando i relativi pagamenti effettuati tramite modello F24. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della documentazione e l'avvenuto pagamento delle somme dovute, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e la conseguente estinzione del giudizio. Le spese del processo sono state poste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza tra il fisco e i contribuenti.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione favorevole al contribuente riguardante un accertamento IRPEF per l'anno 2006. Nelle more del giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al relativo pagamento. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
Il Contribuente ha impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dall'Amministrazione Finanziaria per il recupero dell'IRPEF. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, presentando la relativa documentazione e la conferma di regolarità dell'Agenzia delle Entrate. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
Una società di autotrasporti ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP e IVA. Durante il giudizio in Cassazione, la contribuente ha richiesto l'estinzione del processo avvalendosi della definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal decreto legge n. 119 del 2018. Avendo la società pagato le somme richieste dall'Amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese processuali tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale senza pagare spese
Una società riceveva un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per presunte irregolarità su IRES, IRAP e IVA. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, la contribuente ricorreva in Cassazione. Durante il processo, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge 119/2018, dimostrando di non dover versare ulteriori somme. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: il Fisco si ferma al 5%
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al contribuente riguardante accertamenti per maggiori redditi negli anni 2001 e 2002. Nel corso del giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto e ottenuto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto legge 119 del 2018. Avendo l'amministrazione finanziaria perso nei precedenti gradi di giudizio, il contribuente ha versato il cinque per cento del valore della lite. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità del pagamento. Non essendo stata presentata alcuna istanza di trattazione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: il fisco tace
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione contro una contribuente. Quest'ultima ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie (ai sensi dell'art. 6 del d.l. n. 119/2018), dimostrando di aver presentato la domanda e pagato la prima rata. Poiché l'ufficio tributario non ha notificato alcun diniego alla sanatoria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha sostenute.
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Classificazione doganale: esenzione anche per modem inattivi
L'Azienda importatrice ha introdotto in Italia apparecchi elettronici denominati SetTopBox dichiarandoli esenti da dazio. L'Agenzia delle Dogane ha invece preteso un dazio del quattordici per cento, ritenendo che il modem interno non fosse attivo al momento dell'importazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Azienda, stabilendo che la corretta classificazione doganale esente da dazi si applica se l'apparecchio è tecnicamente idoneo a connettersi a Internet. Non rileva il fatto che il modem sia temporaneamente inattivo o richieda l'intervento di un tecnico per l'attivazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la pretesa del fisco, confermando l'esenzione totale per l'importatore.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
Un contribuente riceveva un avviso di liquidazione che revocava le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Amministrazione Finanziaria proponeva ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente presentava domanda di condono fiscale, pagando regolarmente la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non notificava alcun diniego e l'Avvocatura dello Stato chiedeva la chiusura del caso per cessazione della materia del contendere, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La definizione agevolata delle controversie tributarie ha così estinto definitivamente la lite, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop lite
Un contribuente riceveva un avviso di liquidazione dall'Agenzia delle Entrate che revocava le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina a causa dell'affitto temporaneo del terreno prima dei cinque anni. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del D.L. n. 119/2018, effettuando il relativo versamento. L'Agenzia delle Entrate confermava la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: stop al fisco milionario
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una grande società di costruzioni per imposte non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. Avendo la società pagato quanto dovuto e depositato la documentazione corretta, l'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: l’impresa batte il Fisco sulla caparra
Una società immobiliare riceve un atto di contestazione dall'Agenzia delle Entrate per non aver emesso fattura su oltre 29 milioni di euro. La società considera la somma una caparra confirmatoria per l'acquisto di un immobile, mentre il Fisco la qualifica come anticipo del prezzo soggetto a IVA. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, la società ricorre in Cassazione. Durante il processo, la contribuente richiede la definizione agevolata della lite fiscale. Poiché l'ufficio tributario non presenta obiezioni entro i termini di legge, la procedura si perfeziona con successo. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti.
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Definizione agevolata batte fisco: la Cassazione estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava una cartella di pagamento per imposte dirette e IVA dovuta all'omessa notifica dell'atto di accertamento originario. Durante il giudizio di Cassazione, la Società Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando l'intero importo dovuto in un'unica soluzione. Poiché l'ente impositore non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la società batte il Fisco e chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società per imposte non pagate relative all'anno 2001. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. Avendo la società pagato regolarmente quanto dovuto entro i termini stabiliti e avendo l'ufficio finanziario confermato il regolare adempimento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la lite fiscale si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: la società si salva e protegge i soci
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone l'indebita applicazione del regime del margine sulla rivendita di veicoli usati e l'omessa fatturazione di servizi. Dopo i primi gradi di giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge 119/2018. Poiché l'Ufficio non ha presentato obiezioni entro i termini di legge, la procedura si è conclusa con successo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che gli effetti della definizione agevolata si estendono automaticamente anche ai singoli soci. Questo avviene perché l'avviso di accertamento era unico e i redditi erano imputati per trasparenza. Le spese di giudizio sono rimaste a carico delle parti che le hanno sostenute.
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Definizione agevolata: la Cassazione salva l’appello tardivo
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile l'appello ritenendolo tardivo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno chiarito che la sospensione semestrale dei termini di impugnazione, prevista per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, opera in modo del tutto automatico. Di conseguenza, la presentazione della domanda di definizione agevolata in pendenza del termine prorogato consente al contribuente di impugnare la sentenza sfavorevole insieme al successivo diniego entro sessanta giorni dalla notifica di quest'ultimo. Nel caso specifico, l'appello notificato dal Contribuente entro i sessanta giorni dal rigetto della domanda è pienamente tempestivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta dal Contribuente in appello riguardo a un avviso di accertamento. Durante lo svolgimento del processo, il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto per sanare la pendenza fiscale. Anche l'ente impositore ha confermato l'avvenuto pagamento e ha richiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere e l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese processuali rimangano a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla legge sulla definizione agevolata.
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