LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Definizione Agevolata — Anno 2022

Pagina 28 di 40

918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Accertamento analitico-induttivo: magazzino vuoto, fisco vince
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a una commerciante al dettaglio un avviso di accertamento per il recupero di ricavi non dichiarati relativi all'anno 2005. L'atto si fondava su un controllo del magazzino eseguito nel 2008, che aveva evidenziato una differenza inventariale negativa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato del fisco, convalidando l'accertamento analitico-induttivo. I giudici hanno chiarito che la presunzione di cessione delle merci non rinvenute in magazzino si applica anche agli anni d'imposta precedenti a quello della verifica fisica, purché compresi nel periodo oggetto di controllo. Di conseguenza, il ricorso della contribuente è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Definizione agevolata: il contribuente cancella la lite col fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente la detrazione dei canoni di leasing per due immobili, ritenendo che non fossero strumentali all'attività d'impresa. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione al contribuente, l'ufficio finanziario ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando le somme dovute tramite modello F24. La Corte di Cassazione ha preso atto del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: l’accordo che cancella la lite col fisco
Un'azienda ha impugnato la rettifica del valore di avviamento operata dal fisco in seguito all'acquisto di un ramo d'azienda. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, l'azienda ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando l'importo dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: ammessa anche sull’avviso di liquidazione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di liquidazione per l'imposta di registro proporzionale su una transazione tra due società edili. Una delle società ha richiesto la definizione agevolata della lite pendente, ma il Fisco ha rifiutato, sostenendo che l'avviso di liquidazione non fosse un atto impositivo condonabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che l'avviso di liquidazione che esprime per la prima volta una maggiore pretesa fiscale ha natura sostanziale di atto impositivo. Di conseguenza, la lite rientra nella definizione agevolata. La Corte ha quindi annullato il diniego del Fisco e dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, estendendo i benefici della sanatoria anche alla società coobbligata.
Continua »
Definizione agevolata: debito estinto ma ricorso inammissibile
Il Lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione contro l'INPS e l'Agente della Riscossione per contestare una cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali omessi. Nelle more del giudizio, Il Lavoratore ha aderito alla definizione agevolata del debito con l'Agenzia delle Entrate, pagando a rate quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla sanatoria estingue la controversia. I giudici hanno inoltre stabilito che non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto l'inammissibilità è derivata da un evento successivo alla presentazione del ricorso e non da una condotta pretestuosa o dilatoria del ricorrente.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e impresa
Un'impresa ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IRES. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, pagando interamente le somme dovute. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il buon esito della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, poiché il debito tributario è stato interamente estinto tramite la sanatoria fiscale. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: l’accordo che cancella la causa col Fisco
Un'azienda di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IRES. Durante il processo in Cassazione, la società ha scelto di regolarizzare la propria posizione fiscale aderendo alla definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione. Avendo presentato la dichiarazione nei termini e pagato integralmente le somme dovute, il debito tributario si è estinto. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il buon esito della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese di lite restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Rinvio per la definizione agevolata delle controversie tributarie
Una società vinicola e i suoi soci impugnano gli avvisi di accertamento emessi dal Fisco. Durante il giudizio, i contribuenti richiedono la definizione agevolata delle controversie tributarie per chiudere la lite. L'Agenzia delle Entrate nega il condono, ma i contribuenti contestano la validità della notifica di tale diniego, eccependo la decadenza del potere dell'ufficio. Poiché i contribuenti hanno presentato ricorso contro il diniego e non sono ancora scaduti i termini per consentire all'Agenzia delle Entrate di difendersi con un controricorso, la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo.
Continua »
Definizione agevolata: l’azienda batte il fisco e chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza tributaria favorevole a un'azienda contribuente. Durante il giudizio di Cassazione, l'azienda ha richiesto e perfezionato la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata e depositando la relativa quietanza. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge e l'ufficio tributario ha confermato il buon esito della procedura, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata dei carichi: stop alla causa col fisco
Una società contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento IRES emesso dall'Amministrazione Finanziaria. Nelle more del giudizio, la società ha aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione, pagando integralmente quanto dovuto. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il buon esito della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: stop alle liti fiscali senza doppie tasse
Tre società contribuenti hanno impugnato in Cassazione gli avvisi di accertamento IVA emessi dall'Agenzia delle Entrate, che contestavano la deducibilità di alcuni costi per mancanza di inerenza. Durante la causa, le società hanno aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali, pagando l'intero debito fiscale e rinunciando al ricorso. Anche l'ufficio finanziario ha confermato il regolare pagamento, chiedendo la chiusura della lite. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di giudizio. Inoltre, i giudici hanno chiarito che, trattandosi di estinzione, i contribuenti non sono tenuti a versare il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie: il fisco si ferma
Un lavoratore autonomo riceveva un accertamento fiscale basato sugli studi di settore. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Amministrazione Finanziaria ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto legge numero 119 del 2018. Poiché nessuna delle parti ha depositato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la lite tributaria si chiude definitivamente con la sanatoria, e le spese di giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: la Società batte il Fisco pagando il dovuto
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza favorevole a una Società in merito a un avviso di accertamento IVA. Durante il giudizio, la Società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando integralmente il debito dovuto e chiedendo la chiusura della causa. La Corte di Cassazione ha preso atto del pagamento e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di giudizio a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle liti: salva la socia, non i soci
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione del giudice d'appello che aveva dichiarato estinto l'intero processo tributario contro una società di persone e i suoi soci. L'estinzione era stata pronunciata a seguito della definizione agevolata delle liti richiesta da una sola socia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la sanatoria di un singolo socio non estingue la controversia per gli altri soggetti coinvolti. Di conseguenza, la causa per il recupero di IVA, IRAP e IRPEF nei confronti della società e dell'altro socio deve proseguire davanti alla Commissione Tributaria Regionale.
Continua »
Definizione agevolata: la società chiude la lite con il Fisco
Una società riceve un avviso di accertamento per IVA, IRPEG e IRAP. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente presenta istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, dimostrando di aver già versato una somma superiore a quella dovuta per sanare la pendenza. L'Agenzia delle Entrate non si oppone alla richiesta. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo per avvenuta definizione agevolata, disponendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: stop alle liti fiscali senza raddoppio tasse
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società in merito al recupero di imposte per costi di consulenza ritenuti indeducibili. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate e la società non deve pagare il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Sospensione dei termini di impugnazione: il Fisco evita il ritardo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile, perché tardivo, il suo appello contro una contribuente in materia di imposta di registro. La CTR non aveva considerato la sospensione dei termini di impugnazione prevista dal decreto legge sulla definizione agevolata delle liti tributarie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la sospensione semestrale dei termini opera in modo automatico per tutte le parti in causa, inclusa l'amministrazione finanziaria, purché la controversia rientri tra quelle definibili e il termine scada nel periodo previsto dalla legge. Di conseguenza, l'appello dell'ufficio era tempestivo e la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Termine lungo per l’impugnazione: ricorso tardivo e fisco salvo
Il Contribuente impugnava due avvisi di accertamento per IRPEF e IRAP. Nel corso del giudizio di Cassazione, il Contribuente aderiva alla definizione agevolata per la sola controversia IRAP, estinguendo il relativo giudizio. Per la controversia IRPEF, invece, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Infatti, il ricorso è stato notificato oltre il termine lungo per l'impugnazione di sei mesi dal deposito della sentenza, previsto dall'art. 327 c.p.c. La Corte ha chiarito che la riunione delle cause non fa venir meno la loro autonomia: l'estinzione di una lite non sana la tardività del ricorso per l'altra. Il Contribuente perde la causa IRPEF e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: il silenzio chiude la lite
Un socio di una s.r.l. ha impugnato un avviso di accertamento per imposte sui redditi di capitale. In Cassazione, il contribuente ha ottenuto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata. Tuttavia, alla scadenza del periodo di sospensione, nessuna delle parti ha riassunto la causa nei termini di legge. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Estinzione del giudizio tributario: quando il silenzio costa caro
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per omesso versamento IVA. Durante il ricorso in Cassazione, la società ha ottenuto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. Tuttavia, scaduto il periodo di sospensione, nessuna delle parti ha provveduto a riattivare la causa nei termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, disponendo che le spese del processo restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »