LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Definizione Agevolata — Anno 2022

Pagina 24 di 40

918 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: la lite resta aperta senza notifica
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte per utili societari non dichiarati. Il contribuente ha impugnato l'avviso e la lite è giunta fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il cittadino ha chiesto di chiudere la causa per intervenuta adesione alla definizione agevolata (rottamazione-ter). Tuttavia, il contribuente non ha notificato la documentazione alla difesa dell'ente fiscale, né ha depositato la formale rinuncia con la prova dei versamenti specifici. La Suprema Corte ha sospeso la decisione e ordinato il rinvio della causa a nuovo ruolo, concedendo sessanta giorni per notificare gli atti all'Avvocatura dello Stato e provare l'effettivo pagamento.
Continua »
Definizione agevolata: cartella pagata ma debito residuo
L'Agenzia delle Entrate contestava a due contribuenti maggiori imposte derivanti dalla plusvalenza per la cessione di un immobile. L'Ufficio emetteva cartelle per la riscossione provvisoria pari al 50% dell'importo accertato. Uno dei contribuenti presentava istanza di definizione agevolata limitata alla sola cartella di pagamento emessa in pendenza di lite. La Commissione Tributaria Regionale dichiarava estinto l'intero contenzioso per intervenuta sanatoria. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso delle Entrate. La definizione agevolata di una cartella parziale non estingue il residuo debito fiscale indicato nell'avviso di accertamento originario. La Suprema Corte cassa la sentenza con rinvio per la quota non definita, dichiarando invece estinta la posizione della seconda contribuente per integrale definizione e rinuncia.
Continua »
Avviso di accertamento: la Cassazione sospende per giudicato
L'Agenzia delle Entrate ha notificato al Contribuente un avviso di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA relativo a diverse annualità, a seguito di una verifica fiscale. Il Contribuente ha impugnato gli atti sostenendo di avere diritto alla definizione agevolata (condono fiscale). La controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione dopo molteplici gradi di giudizio. I Supremi Giudici hanno rilevato l'esistenza di un'altra sentenza tributaria potenzialmente definitiva riguardante l'IRAP dello stesso soggetto. Per garantire l'economia processuale ed evitare decisioni contrastanti, la Suprema Corte ha sospeso la pronuncia e rinviato la causa a nuovo ruolo, assegnando alle parti novanta giorni per chiarire se la sentenza pregiudiziale sia passata definitivamente in giudicato.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: errore e proroga
L'Agenzia delle Entrate ha contestato maggiori imposte a una società e ai relativi soci per l'anno 2009. L'ente commerciale ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti pendenti. A causa di un errore formale nel calcolo, il contribuente ha versato una somma inferiore rispetto al dovuto. L'ufficio tributario ha quindi richiesto l'integrazione del pagamento entro trenta giorni, respingendo poi l'istanza per tardività. Il contribuente ha impugnato il provvedimento negativo, sostenendo che le norme di emergenza sanitaria avevano prorogato le scadenze dei pagamenti tributari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, annullando il rifiuto dell'ufficio. I giudici hanno stabilito che la proroga straordinaria copre tutti i versamenti delle sanatorie, dichiarando l'estinzione definitiva del contenzioso.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: contrasto col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per presunte operazioni inesistenti e indebita detrazione IVA. Dopo la vittoria della contribuente in appello, il Fisco ha impugnato la sentenza in Cassazione. Nel corso del giudizio, la società ha depositato la documentazione attestante l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti per estinguere il contenzioso. L'Amministrazione finanziaria ha tuttavia dichiarato che nei propri registri non risultava alcun perfezionamento della sanatoria. A fronte del contrasto documentale tra le parti, la Suprema Corte ha sospeso la pronuncia sul merito della controversia ed emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare l'effettivo pagamento della sanatoria.
Continua »
Motivazione apparente della sentenza tributaria: nullità e rinvio
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società e ai suoi soci omesse fatturazioni e maggiori redditi da partecipazione. Nel giudizio di legittimità, la società fallita ha aderito alla sanatoria fiscale versando la prima rata, determinando l'estinzione del processo a suo carico. Per i soci, invece, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente impositore riscontrando una motivazione apparente della sentenza tributaria di secondo grado. Il collegio regionale si era limitato ad approvare acriticamente la prima decisione senza esaminare i motivi d'appello. I giudici supremi hanno quindi annullato la pronuncia per i soci, rinviando gli atti per una nuova e approfondita disamina.
Continua »
Cartella di pagamento senza firma: confermata la piena validità
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un contribuente una cartella di pagamento per debiti IRPEF. La pretesa derivava da un avviso di accertamento ormai definitivo, poiché nessuna delle parti aveva tempestivamente riassunto il processo dopo una precedente pronuncia di annullamento con rinvio. Il contribuente ha impugnato l'atto esattivo eccependo vizi formali, come l'assenza di firma autografa, e chiedendo l'accesso alla definizione agevolata delle liti pendenti. I giudici di merito hanno respinto le doglianze e la Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che l'estinzione del processo rende incontestabile il debito d'imposta originario e che l'omessa sottoscrizione materiale della cartella di pagamento non ne determina la nullità se l'atto è chiaramente riferibile all'autorità emittente. Il ricorso del contribuente è stato quindi respinto con condanna alle spese.
Continua »
Restituzione ritenute fiscali: azienda condannata a pagare
Alcuni dipendenti hanno richiesto all'azienda datrice di lavoro la restituzione ritenute fiscali operate in busta paga negli anni 1990-1992 per l'evento sismico in Sicilia. L'impresa aveva trattenuto l'intero importo delle imposte dalla retribuzione, ma aveva poi aderito al condono fiscale versando all'Erario solo il 10% del totale dovuto. La Corte di Cassazione ha confermato la vittoria dei lavoratori. Il datore di lavoro non ha titolo per trattenere le somme che non ha riversato allo Stato. Tali importi conservano la loro natura di credito retributivo e spettano integralmente al dipendente.
Continua »
Restituzione ritenute fiscali: azienda condannata
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere la restituzione ritenute fiscali operate in busta paga tra il 1990 e il 1992. L'azienda aveva usufruito del condono fiscale post-sisma in Sicilia, versando all'Erario soltanto il 10% del debito tributario e trattenendo per sé la quota restante già sottratta allo stipendio del dipendente. I giudici di appello hanno accolto la domanda del lavoratore. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, rigettando il ricorso della società datrice. La Suprema Corte ha chiarito che il vero debitore fiscale è il lavoratore: se l'azienda estingue l'obbligo tributario pagando una percentuale ridotta, perde qualsiasi titolo per trattenere le somme residue prelevate dalla retribuzione e deve versarle al dipendente.
Continua »
Definizione agevolata delle liti tributarie: la lite si ferma
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a un cittadino a seguito di controllo automatizzato. Il fisco contestava l'indebita compensazione del debito IRPEF con crediti inesistenti. I giudici di merito hanno annullato la cartella, ritenendo necessario un avviso di accertamento motivato per garantire il diritto di difesa. L'amministrazione finanziaria ha quindi impugnato la decisione in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie introdotta dalla riforma fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha sospeso il giudizio in attesa del perfezionamento della pratica fiscale.
Continua »
Definizione agevolata della lite: la Cassazione sospende la causa
L'Agenzia delle Entrate notificava avvisi di accertamento a una professionista a seguito di controlli sui conti correnti bancari, contestando presunti redditi professionali non dichiarati. Dopo alterne vicende processuali nei gradi di merito e un giudizio di rinvio favorevole al Fisco, la contribuente impugnava la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando vizi di motivazione dell'atto impositivo e la regolarità delle movimentazioni bancarie. Nelle more del giudizio di legittimità, la parte privata formulava istanza formale di sospensione per accedere alla definizione agevolata della lite prevista dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi accoglievano l'istanza, disponendo il blocco del procedimento e consentendo alla contribuente di perfezionare la chiusura transattiva del contenzioso.
Continua »
Definizione agevolata: stop al ricorso del fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione d'appello su un avviso di accertamento per maggiori redditi d'impresa. Nelle more del processo, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge e ha versato integralmente le somme dovute, producendo la prova del pagamento e chiedendo la chiusura della lite. L'amministrazione finanziaria non ha sollevato obiezioni sui versamenti effettuati. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per intervenuta definizione della pendenza tributaria, disponendo l'integrale compensazione delle spese legali ed escludendo l'obbligo del doppio contributo unificato per il fisco.
Continua »
Definizione agevolata della controversia: stop al diniego
L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta di definizione agevolata della controversia presentata da un contribuente. L'ente riteneva non versato l'importo dovuto e considerava le rate già pagate in pendenza di giudizio come somme a disposizione per il rimborso. Il contribuente ha impugnato il rifiuto, dimostrando di aver versato a titolo provvisorio somme superiori a quanto richiesto per la chiusura della lite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che l'amministrazione deve conteggiare i versamenti eseguiti durante il processo, in quanto il contribuente ha rinunciato al rimborso chiedendo l'imputazione di tali importi alla pace fiscale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il diniego e ha dichiarato estinto l'intero contenzioso tributario.
Continua »
Accertamento sintetico e auto di lusso: processo sospeso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un contribuente un avviso di accertamento sintetico per l'anno d'imposta 2007. L'ufficio ha contestato il possesso e l'acquisto di tre auto di lusso, quantificando un maggior reddito di oltre novantamila euro. Il cittadino ha impugnato l'atto e, nel corso del giudizio di legittimità, ha presentato istanza di definizione agevolata delle cartelle esattoriali. La Suprema Corte di Cassazione ha accertato che i termini per il versamento delle rate per la rottamazione erano ancora aperti per via delle proroghe normative. I giudici hanno quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, congelando il processo tributario in attesa del saldo dei pagamenti.
Continua »
Definizione agevolata dei carichi pendenti tra debiti e rigore
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento al socio di una società a ristretta base partecipativa per presunti utili extracontabili non dichiarati, ricostruiti tramite movimentazioni su conti correnti personali. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato le pretese del Fisco. Il contribuente ha proposto ricorso per Cassazione deducendo vizi di notifica, mancata prova e richiesta di sospensione. Nel corso del giudizio di legittimità, il contribuente ha comunicato l'avvenuta adesione alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Suprema Corte ha rilevato la carenza di prova documentale del collegamento tra cartelle pagate e atto impugnato, nonché l'assenza della rinuncia formale al giudizio e della notifica alla controparte. I giudici hanno concesso sessanta giorni per sanare le mancanze, rinviando la causa.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: sanatoria e spese legali
Una contribuente ha impugnato gli avvisi comunali per il pagamento dell'ICI su un terreno edificabile. Nel corso del giudizio di legittimità, la proprietaria ha presentato domanda di sanatoria fiscale e ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione. La contribuente ha omesso di produrre le ricevute dei versamenti della sanatoria e non ha notificato la rinuncia all'ente locale né ottenuto la firma del legale avversario. La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia priva dei requisiti di forma non estingue il processo ma rende l'impugnazione inammissibile per perdita dell'interesse ad agire. La Suprema Corte ha condannato la ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore del Comune e al pagamento del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata ed estinzione del processo tributario
Una contribuente impugna un'iscrizione ipotecaria e un avviso di vendita emessi dall'Agente della Riscossione. I giudici tributari di primo e secondo grado respingono le richieste per tardività del ricorso. La contribuente presenta quindi ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, la debitrice aderisce alla definizione agevolata dei carichi tributari e provvede ai pagamenti. Il difensore deposita quindi la rinuncia al giudizio. L'Agenzia delle Entrate conferma il perfezionamento della sanatoria. La Corte di Cassazione accerta il regolare pagamento delle rate previste dalla legge. Di conseguenza, i giudici dichiarano estinto il processo per cessazione della materia del contendere. La Corte dispone la compensazione integrale delle spese legali, senza alcuna condanna o raddoppio del contributo unificato a carico della contribuente.
Continua »
Definizione agevolata della lite tributaria: lite chiusa al 5%
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello che annullava tre avvisi di accertamento IVA emessi contro un contribuente vittorioso nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso di legittimità, il cittadino ha attivato la definizione agevolata della lite tributaria versando il 5% del valore della causa. Contestualmente, l'ente impositore ha annullato gli atti in autotutela e ha rinunciato all'azione giudiziaria. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione e per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
Continua »
Accertamento e definizione agevolata delle liti tributarie
Una società contribuente ha contestato un avviso di accertamento emesso da un Comune per il recupero dell'imposta comunale sugli immobili relativa all'anno 2007. La pretesa tributaria scaturiva dalla rideterminazione del valore catastale di alcuni fabbricati. Dopo le decisioni dei giudici territoriali, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, la società ha depositato una formale istanza di sospensione per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge di riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno disposto il rinvio della trattazione a nuovo ruolo per consentire la verifica della domanda di chiusura agevolata della vertenza.
Continua »
Accertamento ICI: lite sospesa per definizione agevolata
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso da un Comune, contestando la rendita catastale attribuita a due unità immobiliari. Dopo l'annullamento parziale in primo grado, i giudici di appello hanno dato piena ragione all'ente locale. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha richiesto formalmente la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata della lite tributaria prevista dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione, rilevata la sussistenza dei presupposti di legge e la necessità di verificare le delibere dell'ente territoriale, ha sospeso il giudizio e disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa.
Continua »