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Declinatoria Di Giurisdizione

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La decisione con cui un giudice dichiara di non avere il potere di giudicare una determinata controversia, indicando che spetta a un giudice di un altro ordine giurisdizionale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Regolamento preventivo di giurisdizione: quando scatta lo stop
Un'azienda immobiliare riceve una cartella di pagamento per abusivismo edilizio irrogata dal Comune e propone opposizione davanti al Tribunale ordinario. Il giudice emette una sentenza con cui dichiara il proprio difetto di giurisdizione in favore del Giudice Amministrativo. La società presenta direttamente in Cassazione un regolamento preventivo di giurisdizione per contestare la decisione. Le Sezioni Unite dichiarano il ricorso inammissibile. Il regolamento preventivo di giurisdizione può essere utilizzato soltanto prima che la causa sia trattenuta in decisione in primo grado. Di fronte alla sentenza del giudice ordinario, la società avrebbe dovuto proporre un normale atto di appello. La ricorrente viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Dimezzamento dei termini processuali: Comune ko in Cassazione
Un Comune ha impugnato una convenzione sul trasporto pubblico locale davanti al TAR, chiedendo la restituzione di somme versate. Il TAR ha declinato la giurisdizione a favore del giudice ordinario. Il Comune ha proposto appello al Consiglio di Stato, che lo ha dichiarato irricevibile per tardività. Secondo il Consiglio di Stato, si applicava il dimezzamento dei termini processuali previsto per i giudizi d'appello contro le decisioni sulla giurisdizione. Il Comune ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando un errore nell'applicazione di tale dimezzamento e invocando l'errore scusabile. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile: la contestazione sui termini d'appello riguarda una questione procedurale interna e non i limiti esterni della giurisdizione, unici motivi per cui è ammesso il ricorso contro le sentenze del Consiglio di Stato.
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Improcedibilità del ricorso: risarcimento perso senza deposito
Un creditore ha avviato un'azione di risarcimento danni contro il Ministero della Giustizia per l'eccessiva durata della liquidazione coatta amministrativa di una cooperativa. Il Tribunale ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo. Il creditore ha quindi proposto regolamento di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Cassazione. Tuttavia, il ricorrente non ha depositato il ricorso nel fascicolo telematico. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per omesso deposito telematico, ribadendo che tale vizio impedisce qualsiasi esame nel merito e prevale su altre cause di inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Rimborso delle accise: il consumatore vince contro il fisco
Un'azienda di trasporti ha richiesto all'Agenzia delle Dogane il rimborso delle accise sull'energia elettrica pagate nei venti mesi precedenti, ritenendosi esente per via della propria attività produttiva. L'ufficio ha rifiutato la richiesta, sostenendo che solo il fornitore dell'energia potesse chiedere il rimborso. I giudici di secondo grado hanno dichiarato il difetto di giurisdizione, ritenendo che la causa spettasse al giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che spetta sempre al giudice tributario decidere sull'impugnazione del diniego di rimborso delle accise, a prescindere dal fatto che la richiesta provenga dal fornitore o dal consumatore finale. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame nel merito.
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Regolamento di giurisdizione: se il TAR ritarda, decide lui
Un cittadino ha citato in giudizio il Ministero dei Trasporti e un'azienda ferroviaria per ottenere l'indennità da occupazione d'urgenza di alcuni terreni. Dopo una complessa vicenda di rinvii tra giudice ordinario e amministrativo, il TAR Sicilia ha sollevato un conflitto negativo di giurisdizione davanti alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il regolamento di giurisdizione perché sollevato tardivamente. Secondo la legge, infatti, il giudice amministrativo deve sollevare il conflitto alla prima udienza del giudizio di riassunzione. Non avendolo fatto tempestivamente, la giurisdizione del giudice amministrativo si è definitivamente consolidata. Di conseguenza, il TAR Sicilia dovrà ora decidere sul merito della richiesta di indennità avanzata dal proprietario dei terreni.
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Termine per l’appello: il rito sommario blocca il ritardatario
Un comproprietario terriero ha promosso un giudizio con rito sommario per determinare l'indennità di acquisizione sanante di un fondo da parte di un Comune. Il Tribunale ha declinato la giurisdizione. Il comproprietario ha proposto appello oltre il termine di trenta giorni previsto per il rito sommario. La Corte d'Appello ha dichiarato l'impugnazione inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno ribadito che il termine per l'appello si determina in base al rito concretamente adottato in primo grado (principio di apparenza), a prescindere dal contenuto della decisione. Di conseguenza, l'appello tardivo è nullo e il ricorrente perde definitivamente la causa, dovendo anche versare un ulteriore contributo unificato.
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Riassunzione tardiva: estinzione d’ufficio del processo
La Corte di Cassazione ha confermato che una riassunzione tardiva del processo, a seguito di una dichiarazione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, determina l'estinzione del giudizio. Tale estinzione, precisa la Corte, deve essere dichiarata d'ufficio dal giudice, senza necessità di una specifica eccezione della controparte. Nel caso di specie, trattandosi di sanzioni irrogate da un'Autorità Indipendente, si applicano i termini processuali abbreviati anche per il passaggio in giudicato della sentenza che declina la giurisdizione, rendendo perentorio il termine di tre mesi per la riassunzione.
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Conflitto di giurisdizione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23095/2024, ha dichiarato inammissibile un conflitto di giurisdizione sollevato dal TAR. La controversia, nata da un contratto per impianti fotovoltaici, aveva visto prima il Giudice Ordinario negare la propria giurisdizione in sede cautelare, e poi il Giudice Amministrativo fare lo stesso. La Suprema Corte ha chiarito che per sollevare un valido conflitto di giurisdizione sono necessarie due decisioni declinatorie emesse in giudizi a cognizione piena, e non in procedimenti sommari come quelli cautelari, che sono privi dell'efficacia del giudicato.
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Regolamento di giurisdizione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un regolamento di giurisdizione sollevato da un TAR in un caso di sgombero di un alloggio pubblico. Il conflitto negativo di giurisdizione è stato ritenuto insussistente poiché la precedente declinatoria del giudice ordinario era stata emessa in sede cautelare (procedimento d'urgenza) e non all'esito di un giudizio a cognizione piena, condizione essenziale secondo la giurisprudenza consolidata.
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