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Art. 119 Codice Penale

9 provvedimenti

Contributo Unificato Motivi Aggiunti: Quando non si paga la tassa
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del Contributo Unificato Motivi Aggiunti. Un Tribunale Amministrativo aveva contestato la decisione di una Commissione Tributaria, che aveva esentato un'Azienda dal pagamento del contributo unificato per motivi aggiunti. Questi motivi riguardavano un atto di esclusione da una gara pubblica, reso noto all'Azienda solo durante il processo. La Cassazione ha stabilito che il contributo unificato non è dovuto quando i motivi aggiunti riguardano atti strettamente connessi a quello originario e non ampliano in modo significativo la controversia. L'Azienda ha vinto, e il Tribunale Amministrativo ha perso la causa.
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Contributo unificato motivi aggiunti: esclusione e nuovo atto
Una società partecipa a una gara pubblica ma subisce l'esclusione. L'impresa impugna subito l'esclusione e versa la relativa tassa giudiziaria. In seguito, la concorrente vince l'appalto e l'impresa deposita motivi aggiunti contro la definitiva aggiudicazione. L'amministrazione pretende un secondo versamento per l'ampliamento della causa. La Suprema Corte stabilisce che il contributo unificato motivi aggiunti è integralmente dovuto se l'atto impugnato è differente. L'impresa tenta allora la revocazione contestando una presunta svista dei giudici. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso straordinario. Il contrasto interpretativo tra le parti esclude qualsiasi errore di percezione materiale del magistrato. L'azienda perde la causa e deve pagare le spese legali oltre al raddoppio del contributo.
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Guardia al seggio si addormenta: Cassazione conferma violata consegna
Un militare, comandato in servizio di vigilanza notturna presso un seggio elettorale, veniva sorpreso dal suo superiore mentre si trovava in una stanza adibita al riposo anziché al suo posto. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per il reato di violata consegna. I giudici hanno stabilito che l'essersi allontanato dal posto di guardia per riposare, interrompendo il servizio, integra pienamente questo reato. Inoltre, hanno escluso la possibilità di applicare la non punibilità per 'particolare tenuità del fatto', sottolineando la gravità della condotta, avvenuta in un contesto delicato come quello di una consultazione elettorale, che richiedeva massima attenzione e diligenza.
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Rapina impropria: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata rapina impropria a carico di quattro imputati, dichiarando i loro ricorsi inammissibili. La sentenza ribadisce che i motivi di impugnazione devono essere specifici e non possono limitarsi a una generica opposizione alle prove già valutate nei gradi precedenti, inclusi i riconoscimenti informali operati dalla polizia.
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Concorso morale: telefonata dal carcere e reato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che escludeva la responsabilità di un padre per concorso morale nel reato di uso indebito di telefono in carcere commesso dal figlio detenuto. Secondo la Corte, il ricevere costantemente numerose telefonate, discutere di argomenti illeciti ed esortare a futuri contatti può integrare un contributo causale al reato, rafforzando il proposito criminoso del detenuto. Si distingue così la mera connivenza non punibile dal concorso morale, che richiede un'adesione psicologica all'azione illecita altrui, anche senza un contributo materiale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Riassunzione tardiva: estinzione d’ufficio del processo
La Corte di Cassazione ha confermato che una riassunzione tardiva del processo, a seguito di una dichiarazione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, determina l'estinzione del giudizio. Tale estinzione, precisa la Corte, deve essere dichiarata d'ufficio dal giudice, senza necessità di una specifica eccezione della controparte. Nel caso di specie, trattandosi di sanzioni irrogate da un'Autorità Indipendente, si applicano i termini processuali abbreviati anche per il passaggio in giudicato della sentenza che declina la giurisdizione, rendendo perentorio il termine di tre mesi per la riassunzione.
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Abuso di posizione dominante: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda multata per abuso di posizione dominante nel settore dei gelati. La Corte ha stabilito che gli errori procedurali e la presunta violazione del diritto UE da parte del Consiglio di Stato non costituiscono eccesso di potere giurisdizionale, ma errori di giudizio non sindacabili in sede di legittimità.
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Concorso morale e uso del cellulare in carcere: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva la responsabilità penale di un soggetto per le continue telefonate ricevute dal suocero detenuto. Secondo la Corte, una condotta apparentemente passiva può integrare il concorso morale nel reato di uso illecito del telefono in carcere (art. 391-ter c.p.), se rafforza o agevola il proposito criminoso del detenuto. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Revoca finanziamenti pubblici: la giurisdizione
Una società pubblica, gestore del servizio idrico, impugna la revoca di finanziamenti pubblici disposta dall'Autorità di Regolazione. La società sostiene la giurisdizione del giudice ordinario, qualificando l'atto come recesso da un rapporto paritetico. Le Sezioni Unite della Cassazione, invece, affermano la giurisdizione del giudice amministrativo, poiché la controversia verte sulla contestazione del corretto esercizio del potere autoritativo dell'amministrazione. La decisione si fonda sull'analisi della "causa petendi" sostanziale, che nel caso di specie riguardava la carenza di potere e l'erronea valutazione dei presupposti da parte dell'ente pubblico.
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