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Decadenza — Anno 2024

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521 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Agevolazione fiscale: l’errore non preclude benefici
Una società agricola ha erroneamente richiesto un'agevolazione fiscale abrogata per l'acquisto di terreni. L'Agenzia delle Entrate ha revocato il beneficio. La Corte di Cassazione, pur confermando l'abrogazione della norma, ha stabilito che l'Amministrazione finanziaria aveva il dovere di applicare un'altra agevolazione fiscale spettante in base ai fatti, respingendo così il ricorso dell'Agenzia.
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Nullità intermedia: quando eccepire il vizio di notifica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per ricettazione, chiarendo i termini per sollevare una nullità intermedia. L'errata notifica della citazione all'imputato detenuto, effettuata presso il difensore, doveva essere eccepita prima della sentenza d'appello. La mancata eccezione tempestiva ha sanato il vizio, rendendo il motivo di ricorso infondato.
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Credito d’imposta: termine perentorio per la comunicazione
Una società perde il suo credito d'imposta per nuovi investimenti a causa dell'invio tardivo della comunicazione obbligatoria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1851/2024, ha respinto il ricorso della società, ribadendo che il termine per la comunicazione è perentorio. Il mancato rispetto, anche per pochi giorni, comporta la decadenza automatica dal beneficio, senza che possano essere invocate cause di forza maggiore non adeguatamente provate.
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Sanzioni disciplinari detenuti: il ricorso in Cassazione
Un detenuto ha impugnato una sanzione disciplinare, lamentando vizi procedurali nella contestazione e la violazione del principio di tipicità dell'illecito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la contestazione può essere delegata e che ogni presunta violazione dei diritti di difesa deve essere eccepita immediatamente. Ha inoltre confermato la validità delle sanzioni disciplinari detenuti per la violazione di regolamenti interni che subordinano determinate attività a una specifica autorizzazione.
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Clausola sociale: obbligo di assunzione e tutele
Un lavoratore, impiegato nei servizi di assistenza a terra in un aeroporto, non veniva assunto dalla società subentrante in un cambio appalto, nonostante la presenza di una clausola sociale nel contratto collettivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1316/2024, ha confermato il diritto del lavoratore all'assunzione e al risarcimento, rigettando le difese dell'azienda. Il caso chiarisce che l'obbligo di assunzione derivante dalla clausola sociale è vincolante e che non si applicano i brevi termini di decadenza previsti per l'impugnazione dei licenziamenti, garantendo così una maggiore tutela occupazionale.
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Credito d’imposta autotrasporti: scadenza perentoria
Una società di autotrasporto ha utilizzato nel 2013 un credito d'imposta maturato nel 2011. L'Agenzia delle Dogane ha contestato la tardività dell'operazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1292/2024, ha confermato che il credito d'imposta autotrasporti, secondo la normativa all'epoca vigente, doveva essere utilizzato in compensazione entro l'anno solare di maturazione. La successiva modifica legislativa del 2012, che ha esteso il termine, non ha efficacia retroattiva. Pertanto, la compensazione era tardiva e la pretesa dell'amministrazione finanziaria legittima.
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Inadempimento parziale: no decadenza se manca merce
Una società acquirente lamentava un inadempimento parziale per aver ricevuto una quantità di semilavorati metallici inferiore a quella fatturata, calcolata a peso. La Cassazione ha stabilito che non si tratta di un vizio di qualità, ma di un inadempimento parziale. Pertanto, l'azione per recuperare il prezzo pagato in eccesso non è soggetta ai brevi termini di decadenza e prescrizione previsti per la denuncia dei vizi (art. 1495 c.c.).
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Responsabilità solidale appalti: quando si può non pagare
Una società di servizi otteneva un decreto ingiuntivo contro un consorzio per fatture non pagate. Il consorzio si opponeva, sostenendo che la società subappaltatrice non avesse pagato i propri dipendenti, esponendolo al rischio della responsabilità solidale. La Corte di Cassazione ha chiarito che il committente non può sospendere i pagamenti basandosi su un mero rischio potenziale. È necessario che i lavoratori abbiano avanzato richieste formali entro i termini di legge (due anni dalla fine dell'appalto). In assenza di tali richieste, il debito verso il subappaltatore deve essere saldato. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione d'appello, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Clausola Sociale: Obbligo di Assunzione Confermato
Un'azienda subentrante in un appalto di servizi aeroportuali non assume una lavoratrice, violando la clausola sociale del CCNL. La Cassazione conferma la decisione d'Appello, rigettando il ricorso dell'azienda. Si ribadisce che la clausola sociale crea un obbligo di assunzione ex novo, non soggetto a decadenza, e che l'onere di provare un'offerta conforme spetta all'impresa.
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Comunicazione reddito Naspi: il termine per chi lavora
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1053/2024, ha chiarito un punto cruciale sull'obbligo di comunicazione del reddito da lavoro autonomo per i percettori di Naspi. Se l'attività lavorativa era già in corso prima della perdita del lavoro dipendente, il termine di 30 giorni per la comunicazione del reddito presunto non decorre dall'inizio dell'attività stessa, ma dalla data di presentazione della domanda di Naspi. La mancata comunicazione entro questo termine comporta la decadenza dal diritto all'indennità.
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Fatture inesistenti: l’appello è inammissibile
Un imprenditore è stato condannato per l'utilizzo di fatture inesistenti. Il suo ricorso in Cassazione, basato su presunti errori procedurali come la revoca di testimoni e l'acquisizione di prove, è stato respinto. La Corte ha stabilito che le obiezioni dovevano essere sollevate immediatamente in udienza, pena la decadenza. La sentenza conferma che, in assenza di prove concrete delle prestazioni, le fatture inesistenti portano a una condanna, sottolineando l'importanza della tempestività delle eccezioni processuali.
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Rimborso credito IVA: errore che costa caro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 844/2024, ha negato il rimborso credito IVA a un contribuente che aveva erroneamente indicato nella dichiarazione di voler utilizzare il credito in compensazione. La Corte ha ribadito che la richiesta di rimborso è soggetta al termine di decadenza biennale, distinto dal termine di prescrizione decennale applicabile alla compensazione, e un'errata compilazione può far perdere il diritto.
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Decadenza NASpI: obbligo di comunicazione per P.IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 846/2024, ha stabilito che la decadenza NASpI si applica anche a chi ha un'attività di lavoro autonomo preesistente alla domanda di disoccupazione. L'obbligo di comunicare il reddito presunto all'ente previdenziale scatta entro un mese dalla data della domanda di NASpI. Il mancato rispetto di tale termine, anche in caso di comunicazione tardiva, comporta la perdita del beneficio.
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Benefici amianto: decadenza e diritto autonomo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di un lavoratore, confermando che il diritto ai benefici amianto per esposizione professionale è un diritto autonomo. Di conseguenza, è soggetto a un termine di decadenza definitivo e non limitato alle singole rate della pensione. La richiesta, se non presentata entro i termini, estingue completamente il diritto. La Corte ha inoltre chiarito che il mero deposito di un certificato di morte in cancelleria, senza una formale dichiarazione in udienza, non è sufficiente a interrompere il processo.
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Rimborso accise energia: la Cassazione chiarisce
Una società energetica ha utilizzato un credito da accise per compensare debiti futuri. L'Agenzia delle Dogane contestava l'operazione, invocando la scadenza biennale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operazione, chiarendo che la decadenza biennale si applica solo alla richiesta formale di restituzione, non all'utilizzo del credito in compensazione. Il diritto al rimborso accise energia si cristallizza solo alla cessazione dell'attività.
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Decadenza benefici amianto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza benefici amianto. Ha chiarito che il termine di prescrizione triennale per l'azione giudiziaria decorre dalla data della prima domanda amministrativa presentata, anche qualora questa sia stata avanzata nel corso di un giudizio poi dichiarato improponibile. Le domande successive non possono riaprire i termini. La Corte ha così riformato la decisione di merito che aveva accolto la richiesta di un pensionato, rigettando definitivamente la sua domanda di rivalutazione contributiva.
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Clausola sociale cambio appalto: diritti dei lavoratori
Nel contesto di un cambio appalto nei servizi aeroportuali, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto di due lavoratrici a essere assunte dalla società subentrante alle stesse condizioni contrattuali precedenti, in virtù della clausola sociale prevista dal CCNL. La Corte ha stabilito che i termini di decadenza per l'impugnazione dei licenziamenti non si applicano in questi casi e che un'offerta di assunzione a condizioni peggiorative non libera la nuova azienda dall'obbligo di assunzione.
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Clausola Sociale: Obbligo di Assunzione e Decadenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 721/2024, ha confermato il diritto di un lavoratore ad essere assunto dalla società subentrante in un cambio di appalto nel settore dei servizi aeroportuali, in virtù della clausola sociale prevista dal CCNL. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che in questi casi non si applica il termine di decadenza previsto dalla L. 183/2010 e che l'onere di dimostrare la corretta applicazione dei criteri di scelta del personale grava sull'impresa subentrante.
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Vizio redibitorio: quando il difetto è occulto?
Un'azienda agricola acquista un impianto per la raccolta automatica delle uova che si rivela difettoso, poiché le galline depongono fuori dai nidi. La Corte di Cassazione ha confermato che si tratta di un vizio redibitorio, in quanto l'impianto era inidoneo allo scopo per cui era stato venduto. La Corte ha inoltre chiarito che il termine per la denuncia del difetto decorre dalla sua "effettiva scoperta", che in questo caso è avvenuta solo dopo una perizia tecnica, dato che il vizio non era palese.
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Notifica cartella esattoriale: validità e termini
La Corte di Cassazione conferma la validità di una notifica di cartella esattoriale preceduta da inviti di pagamento consegnati a un terzo (vicino di casa). Il Collegio chiarisce che se la legge vigente al momento della notifica non prevedeva l'obbligo di inviare una seconda raccomandata informativa, la procedura è da considerarsi rituale. La mancata impugnazione degli atti prodromici nei termini di legge li rende definitivi, precludendo la possibilità di sollevare le medesime eccezioni (come la decadenza) contro la successiva cartella esattoriale.
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