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Dato Ponderale — Anno 2023

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147 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Inammissibilità ricorso penale per pena stupefacenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. Il ricorso mirava a un'ulteriore riduzione della pena, ma la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del giudice d'appello, che aveva già considerato attenuanti, precedenti penali e quantità della sostanza. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non si applica in caso di detenzione di diverse tipologie di sostanze stupefacenti, quantitativi non irrilevanti e una condotta concomitante di resistenza a pubblico ufficiale. Tali elementi, nel loro insieme, delineano una gravità complessiva che osta al riconoscimento del beneficio.
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Uso personale di stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44449/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa basata sull'uso personale di stupefacenti è stata respinta a causa del rinvenimento di un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, elementi ritenuti indicativi dell'attività di spaccio. La Corte ha inoltre confermato la congruità della pena inflitta.
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Attenuanti generiche: quando la Cassazione le nega
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di 200gr di cocaina. I giudici hanno confermato il diniego delle attenuanti generiche e del fatto di lieve entità, non basandosi solo sulla quantità della droga, ma anche sulla condotta processuale e sulla gravità complessiva del fatto.
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Fatto di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di stupefacenti. La difesa sosteneva l'uso personale e la configurabilità del fatto di lieve entità. La Corte ha rigettato tali tesi, valorizzando il notevole quantitativo di cocaina sequestrata (205 grammi), il numero di dosi ricavabili, le risultanze delle intercettazioni e la sproporzione tra le condizioni economiche dell'imputato e il valore della droga. È stata inoltre confermata la decisione di non concedere le attenuanti generiche, data la personalità dell'imputato e i suoi precedenti penali.
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Fatto di lieve entità: i criteri per l’applicazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di 285 grammi di hashish. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che il notevole quantitativo, le modalità della condotta e il contesto criminale escludono la possibilità di applicare l'ipotesi attenuata. La sentenza ribadisce che anche un solo elemento negativo di rilievo è sufficiente per negare il beneficio.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5265/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la notevole quantità di eroina sequestrata (oltre 300 dosi) fosse un elemento ostativo a tale qualificazione, indicando un ruolo non marginale dell'imputato nel mercato della droga.
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