Una paziente, a seguito di un intervento di protesi d'anca mal riuscito che ha causato un peggioramento della sua invalidità (dal 18% al 25%), ha impugnato la sentenza di primo grado. La Corte d'Appello ha accolto il ricorso, chiarendo il corretto metodo di calcolo del 'danno differenziale'. In tema di responsabilità medica, non si deve sottrarre la percentuale di invalidità, ma il valore monetario corrispondente. La Corte ha quindi rideterminato il risarcimento in favore della paziente, applicando correttamente le tabelle milanesi e riformando anche la liquidazione delle spese legali.
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