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D.P.C.M.

24 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, un atto amministrativo che ha valore di regolamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Opzione TFS TFR Pubblico Impiego: La Cassazione blocca la retroattività
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'**Opzione TFS TFR Pubblico Impiego** non poteva essere esercitata prima dell'entrata in vigore delle specifiche normative di attuazione. Una lavoratrice pubblica aveva richiesto un'anticipazione dell'indennità di fine servizio (TFS) nel 1996. L'ente datore di lavoro aveva interpretato questa richiesta come un'opzione implicita per il trattamento di fine rapporto (TFR). La Cassazione ha confermato che, in assenza delle norme attuative e dei fondi pensione, non era possibile esercitare tale opzione in modo retroattivo. L'ente è stato condannato a pagare la differenza dovuta alla lavoratrice.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione ribalta i termini
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla Prescrizione contributi Gestione Separata per i professionisti. Il caso riguardava alcuni avvocati a cui l'INPS aveva richiesto contributi per l'anno 2009. I giudici di merito avevano annullato gli avvisi di addebito, ritenendo i crediti prescritti. La Cassazione ha invece stabilito che il differimento dei termini di pagamento, previsto da un D.P.C.M. per i contribuenti soggetti agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti che svolgono attività per le quali sono stati elaborati tali studi, anche se non direttamente assoggettati. Questo sposta il momento da cui calcolare la prescrizione, rendendo i contributi non prescritti. L'INPS ha quindi vinto il ricorso.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga Scadenze Vale per Tutti i Regimi
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi INPS relativi alla Gestione Separata. Una professionista, che aveva aderito al regime fiscale dei minimi, non aveva versato i contributi del 2009. La scadenza, inizialmente fissata al 16 giugno 2010, era stata prorogata al 7 luglio 2010 da un D.P.C.M. L'Ente Previdenziale aveva notificato l'avviso di addebito il 30 giugno 2015. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione, sostenendo che la proroga non si applicasse alla professionista. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che la proroga dei termini di versamento si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dal regime fiscale, e che l'avviso era stato notificato in tempo utile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno 2008 tramite una diffida recapitata il 27 giugno 2014. Il Professionista eccepiva l'estinzione del debito, sostenendo che la data limite per il conteggio quinquennale fosse il 16 giugno 2009. I giudici di merito accoglievano l'eccezione del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso dell'Ente. Il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale era stata differita al 6 luglio 2009 tramite apposito decreto governativo per i contribuenti soggetti a studi di settore. La richiesta dell'Ente risulta quindi tempestiva e il debito rimane esigibile.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. La Corte d'appello ha ritenuto il credito prescritto, fissando la decorrenza del termine al 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal termine effettivo di pagamento, comprensivo di eventuali proroghe. Nel caso specifico, un decreto governativo aveva differito la scadenza al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2015 è tempestiva, poiché rientra nel termine quinquennale. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello.
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Prescrizione dei contributi: la proroga salva il recupero INPS
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi di un professionista per l'anno 2010. Il nodo centrale riguarda la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata. La Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria, ma dal termine differito stabilito da un decreto governativo (D.P.C.M. del 12 maggio 2011), che aveva spostato la scadenza dei pagamenti al 6 luglio 2011. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 4 luglio 2016 è tempestiva, poiché avvenuta prima del compimento dei cinque anni dal nuovo termine. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS vince sulle date
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi di una professionista per l'anno 2010. La controversia ruota attorno alla corretta individuazione del termine iniziale della prescrizione contributi Gestione Separata. Mentre i giudici di merito avevano calcolato la prescrizione quinquennale a partire dalla scadenza ordinaria di giugno, la Cassazione ha stabilito che bisogna considerare lo slittamento dei termini di pagamento introdotto dal D.P.C.M. del 12 maggio 2011, che aveva differito il versamento al 6 luglio 2011. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'Ente il 1° luglio 2016 è tempestiva poiché avvenuta prima del compimento dei cinque anni. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Revoca incarico dirigenziale: no al riordino senza DPCM
Un dirigente pubblico ha impugnato la revoca incarico dirigenziale disposta anticipatamente dall'ANAC a seguito di una riorganizzazione interna. La Corte d'appello aveva ritenuto legittimo il recesso anticipato basandosi sui poteri transitori del Presidente dell'ente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore, chiarendo che il piano di riordino dell'autorità acquista efficacia solo dopo l'approvazione formale con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.). Di conseguenza, i poteri di gestione temporanea non consentivano di anticipare unilateralmente la soppressione delle posizioni dirigenziali. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
Un Professionista ha contestato la richiesta di pagamento dell'INPS per i contributi alla Gestione Separata degli anni 2009 e 2010, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte d'appello ha accolto la tesi del lavoratore, ritenendo che la proroga del termine di pagamento disposta con decreto ministeriale non avesse spostato in avanti l'inizio del termine di prescrizione. L'INPS ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali inizia a decorrere solo dalla scadenza del termine di pagamento effettivamente prorogato, anche se la proroga deriva da un decreto amministrativo con funzione regolamentare. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che escluda anche le sanzioni civili per il periodo precedente al 2011.
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Prescrizione contributi INPS: la proroga che salva l’ente
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi previdenziali dovuti da un libero professionista per l'anno 2008. La Corte ha stabilito che la prescrizione contributi INPS per gli iscritti alla Gestione Separata inizia a decorrere solo dalla scadenza del termine di pagamento, comprensivo di eventuali proroghe o differimenti disposti per legge o tramite decreti governativi (D.P.C.M.). Nel caso di specie, il termine era stato differito al 6 luglio 2009 per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Questo rinvio si applica oggettivamente a tutti i professionisti che svolgono un'attività per la quale sono previsti tali studi, indipendentemente dalla loro concreta situazione fiscale. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: vince l’INPS
Un libero professionista ha contestato la richiesta dell'INPS di pagare i contributi previdenziali per l'anno 2008 alla Gestione Separata, sostenendo che il diritto dell'ente fosse ormai estinto per prescrizione quinquennale. Secondo il lavoratore, il termine di cinque anni andava calcolato dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2009, rendendo tardiva la richiesta dell'INPS notificata il 27 giugno 2014. La Corte di Cassazione ha invece rigettato il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprensiva delle proroghe disposte via decreto (D.P.C.M.) per i soggetti sottoposti agli studi di settore, fissata nel caso specifico al 6 luglio 2009. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS è stata considerata tempestiva e il professionista è stato condannato a pagare i contributi e le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
Un avvocato, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, si opponeva alla richiesta dell'INPS di pagare i contributi previdenziali per gli anni 2005 e 2006. La Corte d'appello dichiarava il diritto dell'ente prescritto, calcolando il termine quinquennale dalle scadenze ordinarie di giugno. L'INPS ricorreva in Cassazione, sostenendo che per l'anno 2006 il termine di pagamento era stato prorogato da un decreto governativo a luglio. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'ente previdenziale. Il principio stabilito chiarisce che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal giorno di scadenza reale del pagamento, includendo eventuali proroghe o differimenti dei termini fiscali. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'INPS è tempestiva. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Proroga salva l’INPS
Una professionista iscritta alla Gestione Separata INPS si oppone a una richiesta di pagamento per contributi del 2009, sostenendo che il credito sia estinto. Il nodo della questione riguarda la decorrenza della prescrizione contributi gestione separata. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di cinque anni non parte dalla scadenza originaria, ma da quella successiva fissata da un decreto di proroga (D.P.C.M.). Tale proroga, legata agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti la cui attività rientra in tale ambito, a prescindere dal regime fiscale concretamente adottato. Di conseguenza, il credito dell'Ente Previdenziale non era prescritto al momento della notifica. L'Ente vince la causa.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
Un'avvocatessa iscritta alla Gestione separata si oppone a una richiesta di contributi del 2009, ritenendola prescritta. I giudici di merito le danno ragione, calcolando la prescrizione dalla scadenza originaria del 16 giugno 2010. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che una proroga governativa (D.P.C.M.) aveva spostato la scadenza al 6 luglio 2010. Tale proroga, legata agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti operanti in quelle categorie, anche se in regime fiscale agevolato. Di conseguenza, il termine per la prescrizione contributi Gestione separata è partito più tardi, rendendo valida la richiesta dell'INPS. L'ente previdenziale vince la causa.
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Prescrizione Contributi INPS: Decreto Salva l’Ente, Annullata la Sentenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi del 2009, ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione ha però dato ragione all'Ente, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione contributi INPS. Il termine di cinque anni non parte dalla dichiarazione dei redditi, ma dalla scadenza del pagamento. Se un decreto del Governo (D.P.C.M.) posticipa tale scadenza, anche l'inizio della prescrizione slitta. La Corte ha chiarito che questa proroga si applica a tutte le attività soggette a 'studi di settore', a prescindere dal regime fiscale del singolo. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS era tempestiva e il debito non era prescritto.
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Slittamento termine prescrizione contributi: il DPCM vince
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sullo slittamento del termine di prescrizione dei contributi previdenziali. Un Libero Professionista si era visto annullare un debito verso l'Ente Previdenziale perché ritenuto prescritto. L'Ente, però, sosteneva che un D.P.C.M. (un decreto del Governo) avesse spostato in avanti la scadenza del pagamento, e quindi anche l'inizio della prescrizione. La Cassazione ha dato ragione all'Ente, affermando che tali decreti non sono semplici atti amministrativi, ma vere e proprie fonti normative. Di conseguenza, il giudice deve applicarli d'ufficio, in base al principio 'iura novit curia' (il giudice conosce le leggi), anche se la parte non li produce in giudizio. La richiesta di pagamento dell'Ente è quindi legittima.
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Revoca incarico dirigenziale: riorganizzazione batte stabilità
Una dirigente pubblica impugna la revoca del suo incarico, avvenuta a seguito della soppressione del Dipartimento in cui operava per effetto di una riorganizzazione interna. La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità della **revoca incarico dirigenziale per riorganizzazione**. Secondo i giudici, la Presidenza del Consiglio dei Ministri possiede un'ampia autonomia organizzativa, che le permette di modificare la propria struttura con un semplice D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio) per ragioni di efficienza e risparmio. La revoca dell'incarico è una conseguenza diretta e legittima di tale scelta organizzativa, anche se il Dipartimento era stato istituito in origine con una legge.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Proroga Salva l’INPS
Un professionista ometteva di versare i contributi dovuti alla Gestione Separata INPS per due annualità. L'INPS richiedeva il pagamento, ma il professionista eccepiva l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza della prescrizione contributi Gestione Separata. Ha stabilito che il termine di cinque anni non parte dalla scadenza originaria, ma dalla data di pagamento effettiva, anche se prorogata da un decreto del Governo (D.P.C.M.). Di conseguenza, la proroga dei versamenti fiscali sposta in avanti anche l'inizio del conto alla rovescia per la prescrizione. La Corte ha quindi dato ragione all'INPS, annullando la precedente decisione e rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga valida anche in Regime Minimi
Una professionista in regime fiscale agevolato si oppone a una richiesta di pagamento dell'INPS, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. I giudici di merito le danno ragione, escludendo l'applicazione di una proroga dei termini di pagamento perché non soggetta agli studi di settore. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando un principio chiave sulla prescrizione contributi INPS: la proroga si applica in base al tipo di attività economica svolta, non al regime fiscale individuale. Di conseguenza, il termine per pagare era stato posticipato per tutti, interrompendo la prescrizione. L'Ente Previdenziale vince e il debito non è estinto.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga Salva l’Ente, Debito da Pagare
Una professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'INPS, sostenendo che i contributi del 2009 fossero ormai prescritti. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale. La Corte ha stabilito un principio chiave sulla prescrizione contributi INPS: se un decreto del Governo posticipa la data di scadenza del pagamento, anche il termine di cinque anni per la prescrizione inizia a decorrere da quella nuova data posticipata, non da quella originale. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS, inviata prima della nuova scadenza, è valida e il debito deve essere pagato.
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