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D.P.R. 435/2001

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Prescrizione contributi Gestione Separata: il termine non è sempre fisso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi al 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo che il termine quinquennale fosse scaduto prima della richiesta di pagamento. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la decorrenza della prescrizione deve tenere conto di eventuali differimenti dei termini di versamento stabiliti per legge. Nel caso specifico, un decreto aveva posticipato la scadenza dei contributi 2009. Pertanto, la richiesta dell'Ente Previdenziale era avvenuta prima che la prescrizione si compisse. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: La Cassazione ribalta le decisioni
L'INPS ha contestato una decisione che aveva dichiarato prescritta la sua richiesta di contributi previdenziali dalla Gestione Separata a un professionista per il 2009. I giudici di merito avevano escluso l'applicazione di un decreto che differiva i termini di pagamento, ritenendo che non valesse per chi non rientrava negli 'studi di settore'. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale interpretazione, stabilendo che il differimento si applica a tutte le attività per cui esistono studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale del singolo. Questo incide sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**. La Cassazione ha accolto il ricorso INPS, cassato la sentenza e rinviato la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi INPS: L’INPS Perde, Professionista Salvo
Un professionista, avvocato, si è trovato a dover affrontare la richiesta dell'INPS per contributi dovuti alla Gestione Separata relativi all'anno 2010. La Corte d'Appello ha dichiarato la Prescrizione contributi INPS, stabilendo che il termine decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la mancata compilazione del Quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. L'INPS avrebbe potuto effettuare controlli. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Prescrizione Contributi INPS: Quando il Differimento Cambia Tutto
L'INPS ha richiesto a una Professionista il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi al 2009, tramite un avviso di addebito del 30.06.2015. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione dei contributi, calcolando il termine dal 16.06.2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, a causa di un differimento del termine di pagamento al 07.07.2010 (previsto da un D.P.C.M.), la prescrizione dei contributi INPS non era ancora maturata al momento dell'avviso. La sentenza d'Appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi INPS: differimento valido anche senza studi di settore
L'INPS ha contestato la decisione della Corte d'Appello di Perugia che aveva dichiarato la prescrizione contributi INPS dovuti da una professionista per l'anno 2009. La Corte d'Appello non aveva considerato il differimento del termine di versamento al 6 luglio 2010, ritenendo erroneamente che la professionista non potesse beneficiarne perché non soggetta agli studi di settore. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il differimento si applica indipendentemente dall'assoggettamento agli studi di settore. La sentenza d'appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame, implicando che i crediti INPS non sono prescritti.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. I giudici territoriali dichiaravano estinto il debito ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata. L'Ente ricorreva in Cassazione sostenendo che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza originaria dei pagamenti dal 16 giugno al 6 luglio 2011. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Ente: poiché la notifica dell'avviso di pagamento era avvenuta il 4 luglio 2016, il termine di cinque anni non era ancora decorso interamente. La proroga fiscale sposta il momento iniziale di decorrenza della prescrizione, rendendo tempestiva la richiesta dell'Ente e ribaltando l'annullamento della pretesa contributiva.
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Contributi Gestione Separata: Prescrizione slitta, professionista condannato
Un professionista, iscritto all'albo degli avvocati ma senza versare alla propria cassa per basso reddito, è stato chiamato dall'INPS a pagare contributi alla Gestione Separata per gli anni 2006 e 2008. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritti i contributi del 2006, ma non quelli del 2008. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo la prescrizione contributi Gestione Separata anche per il 2008. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, anche se differita da DPCM, e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. L'atto INPS per il 2008 era quindi tempestivo.
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Prescrizione Contributi INPS: Termini Differiti Salvano il Credito
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** relativi alla Gestione Separata. Un professionista aveva ottenuto in appello la dichiarazione di prescrizione per i contributi del 2009 e 2010. L'INPS aveva richiesto il pagamento dei contributi 2009 il 30.06.2015, ma il professionista sosteneva che il termine di cinque anni fosse già scaduto, calcolandolo dalla scadenza ordinaria del 16.06.2010. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il termine di prescrizione per i contributi del 2009 era stato differito da un D.P.C.M. al 7 luglio 2010. Pertanto, la richiesta dell'INPS del 30.06.2015 era tempestiva, non essendo ancora maturata la prescrizione.
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Contributi INPS: La Prescrizione Gestione Separata e le Proroghe
Un professionista non aveva versato i contributi INPS alla gestione separata per l'anno 2009. L'INPS ha chiesto il pagamento nel 2015. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione contributi gestione separata, calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che un decreto (d.P.C.M.) aveva prorogato il termine di versamento dei contributi 2009 al 7 luglio 2010. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale iniziava a decorrere da questa data successiva. L'azione dell'INPS era quindi tempestiva. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
Un professionista contestava la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per somme dovute a titolo di contributi, eccependo l'intervenuta prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello accoglieva la tesi del lavoratore, fissando il termine iniziale del calcolo al 16 giugno 2010 e dichiarando tardiva la richiesta notificata il 24 giugno 2015. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'efficacia della proroga dei versamenti al 6 luglio 2010 disposta tramite decreto ministeriale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto, stabilendo che la proroga si applica anche ai contribuenti in regime agevolato. Di conseguenza, il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorreva dal 6 luglio 2010 e la richiesta di pagamento del 24 giugno 2015 risulta pienamente tempestiva e valida.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Differimento Salva l’Ente
L'Ente Previdenziale ha contestato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la prescrizione dei contributi dovuti da un Ingegnere alla Gestione Separata per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, non considerando il differimento dei termini di versamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. Ha stabilito che la prescrizione dei contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza dei termini di pagamento, inclusi i differimenti. Di conseguenza, il credito non era ancora prescritto alla data dell'avviso di addebito. La sentenza d'Appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo giudizio.
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Rimborso IRAP: termini di decadenza tra acconto e saldo
Un istituto bancario ha versato cautelativamente quote IRAP per gli anni 2013 e 2014 senza scomputare le deduzioni pluriennali sulle svalutazioni dei crediti. Successivamente la banca ha presentato istanze per ottenere il Rimborso IRAP versato in eccedenza. L'Agenzia delle Entrate ha respinto le richieste eccependo la decadenza per decorso del termine di quarantotto mesi dai singoli acconti. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni di merito dando ragione al contribuente. Il termine per il rimborso decorre dalla data del saldo quando l'acconto segue il metodo storico o viene assolto tramite compensazione, rendendo tempestiva l'istanza presentata.
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Rimborso IRAP: il termine decorre dal saldo e non dall’acconto
Un istituto bancario ha versato gli acconti IRAP per l'anno 2013 adottando il cosiddetto metodo storico, senza scomputare immediatamente la deduzione delle quote residue di svalutazione crediti maturate prima del 2005. Successivamente, la banca ha presentato istanza di rimborso IRAP per le imposte versate in eccesso. L'Amministrazione finanziaria ha eccepito la decadenza, sostenendo che il termine di quarantotto mesi decorresse dal giorno del pagamento dell'acconto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'istituto bancario. Quando il contribuente quantifica l'acconto secondo il metodo storico, la definitività del versamento eccedente emerge solo alla scadenza del saldo. Di conseguenza, il termine decadenziale di quarantotto mesi per richiedere il rimborso decorre dalla data di versamento del saldo o dal giorno in cui questo andava corrisposto, e non dal pagamento dell'acconto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: salva la proroga
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2008 tramite avviso di addebito. Il Professionista ha eccepito l'estinzione del debito, sostenendo che il termine quinquennale fosse ormai decorso a partire dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2009. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi del contribuente, dichiarando prescritto il credito. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata inizia a decorrere dall'effettiva scadenza fiscale prorogata dalla legge, ossia il 6 luglio 2009. Di conseguenza, la richiesta di pagamento ricevuta dal debitore il 30 giugno 2014 ha interrotto validamente il termine quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
Un libero professionista ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale per il versamento di contributi non versati per l'anno 2010 alla Gestione Separata, sostenendo l'avvenuta estinzione del debito per decorso del tempo. Secondo il contribuente, il termine quinquennale decorreva dalla scadenza originaria del 16 giugno 2011, rendendo tardiva la richiesta ricevuta il 5 luglio 2016. La Suprema Corte ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del pagamento, tenendo conto delle proroghe fiscali disposte per legge. Poiché un decreto ministeriale aveva differito il termine al 6 luglio 2011, la richiesta di pagamento notificata il 5 luglio 2016 ha interrotto validamente il termine. Il professionista deve quindi versare l'intero importo richiesto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a una lavoratrice autonoma il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite avviso di addebito. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per decorso del termine quinquennale, individuando la decorrenza nel termine ordinario del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso dell'INPS. I Supremi Giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale nel 2010 era stata prorogata per legge al 6 luglio. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 2 luglio 2015 ha interrotto tempestivamente i termini.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: l’INPS perde
L'Ente Previdenziale richiedeva a un libero professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2005. La richiesta di pagamento era giunta al professionista il 22 giugno 2011. Il giudice di appello riteneva valida la richiesta, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza con maggiorazione dello 0,40% fissata al 20 luglio 2006. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. Il calcolo della prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza naturale e originaria di legge del 20 giugno 2006. La proroga con maggiorazione costituisce solo una facilitazione di pagamento e non sposta il termine iniziale della prescrizione. La Suprema Corte dichiara quindi estinto il credito contributivo per decorso dei cinque anni.
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Gestione separata INPS: proroghe fiscali e redditi minimi
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi previdenziali per la Gestione separata INPS relativi ad annualità pregresse. La lavoratrice ha contestato la richiesta eccependo la prescrizione dei crediti e l'esenzione dal versamento per aver prodotto un reddito inferiore a cinquemila euro. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione della professionista. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che i decreti di proroga fiscale spostano in avanti anche il termine iniziale della prescrizione contributiva. Inoltre, il reddito modesto non dimostra da solo l'occasionalità del lavoro se sussistono elementi presuntivi di abitualità professionale come la partita IVA e l'iscrizione all'albo.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a una lavoratrice il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per intervenuta prescrizione contributi Gestione Separata, sostenendo il superamento del termine quinquennale di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'istituto previdenziale, affermando che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data effettiva di pagamento stabilita con decreto di proroga (6 luglio 2011) e non dalla scadenza ordinaria precedente. L'avviso inviato all'inizio di luglio 2016 risulta pertanto pienamente tempestivo ed efficace nell'interrompere i termini di prescrizione.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vince la proroga INPS
Un ingegnere libero professionista non versava i contributi previdenziali per l'anno 2008. L'Ente previdenziale notificava la richiesta di pagamento il 4 luglio 2014. I giudici di merito dichiaravano estinto il debito ritenendo superato il termine di cinque anni decorrente dal 16 giugno 2009. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Istituto e ribalta l'esito. La Suprema Corte afferma che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza effettiva del versamento, includendo i rinvii disposti dai decreti governativi. La proroga fiscale al 6 luglio 2009 rende tempestiva la diffida e impedisce la cancellazione del credito.
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