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Prescrizione dei contributi: la proroga salva il recupero INPS

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’ente previdenziale contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi di un professionista per l’anno 2010. Il nodo centrale riguarda la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata. La Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria, ma dal termine differito stabilito da un decreto governativo (D.P.C.M. del 12 maggio 2011), che aveva spostato la scadenza dei pagamenti al 6 luglio 2011. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall’ente il 4 luglio 2016 è tempestiva, poiché avvenuta prima del compimento dei cinque anni dal nuovo termine. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d’appello per un nuovo esame.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 10957 Anno 2022
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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

La decorrenza della prescrizione dei contributi previdenziali

La questione della prescrizione dei contributi previdenziali dovuti dai liberi professionisti alla Gestione separata rappresenta un tema di costante dibattito tra contribuenti ed enti previdenziali. Molto spesso, la contestazione nasce dalla difficoltà di individuare con esattezza il giorno iniziale da cui calcolare i cinque anni utili per la richiesta di pagamento. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa chiarezza su questo aspetto, stabilendo che le proroghe governative dei termini di versamento spostano in avanti anche il momento in cui inizia a decorrere la prescrizione.

Nel caso specifico, un ente previdenziale ha richiesto a un ingegnere il pagamento dei contributi previdenziali dovuti per l’anno 2010. La richiesta di pagamento è stata notificata il 4 luglio 2016. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse ormai scaduto il 16 giugno 2016, calcolando la decorrenza dalla scadenza ordinaria del versamento delle imposte.

Il rinvio dei termini di pagamento e la prescrizione dei contributi

La Corte d’appello aveva inizialmente dato ragione al professionista, ritenendo che la richiesta dell’ente previdenziale fosse tardiva. I giudici di secondo grado avevano individuato la decorrenza della prescrizione al 16 giugno 2011. L’ente previdenziale ha però impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, evidenziando un errore fondamentale nel calcolo delle date.

In particolare, per l’anno d’imposta 2010, un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.) aveva disposto lo slittamento del termine per i versamenti a saldo e in acconto al 6 luglio 2011. Questo rinvio era rivolto ai contribuenti soggetti agli studi di settore, categoria a cui apparteneva anche il professionista in questione. Secondo l’ente previdenziale, lo spostamento della data di scadenza del pagamento deve necessariamente comportare lo spostamento del giorno iniziale per il calcolo della prescrizione dei contributi.

Le motivazioni della decisione sulla prescrizione dei contributi

I giudici della Corte di Cassazione hanno ritenuto fondato il ricorso dell’ente previdenziale, confermando un principio giuridico consolidato. La prescrizione dei contributi previdenziali inizia a decorrere soltanto dal momento in cui il credito diventa esigibile, ovvero dal giorno in cui scade il termine ultimo per effettuare il pagamento. Non rileva, invece, la data di presentazione della dichiarazione dei redditi, che costituisce una semplice comunicazione di dati fiscali e non il presupposto del debito.

La Suprema Corte ha chiarito che i decreti governativi di proroga hanno natura regolamentare e integrano direttamente la disciplina di legge. Di conseguenza, se un decreto sposta ufficialmente la scadenza del pagamento per una determinata categoria di contribuenti, tale nuova data diventa il giorno iniziale per il calcolo della prescrizione quinquennale. Nel caso esaminato, poiché il termine per il versamento era stato prorogato al 6 luglio 2011, la prescrizione si sarebbe compiuta solo il 6 luglio 2016. La richiesta di pagamento notificata il 4 luglio 2016 è quindi pienamente tempestiva ed efficace.

Le conclusioni sul caso della prescrizione dei contributi

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’ente previdenziale e ha cassato la sentenza della Corte d’appello. La causa è stata rinviata ai giudici di secondo grado in diversa composizione, i quali dovranno riesaminare la vicenda applicando il principio di diritto enunciato. La Corte d’appello dovrà quindi considerare il 6 luglio 2011 come giorno di inizio della prescrizione e dichiarare la validità della richiesta di pagamento inviata dall’ente previdenziale.

Questa decisione conferma che i professionisti devono prestare estrema attenzione non solo alle scadenze ordinarie, ma anche a tutte le proroghe fiscali disposte nel corso degli anni. Tali provvedimenti, pur offrendo un temporaneo sollievo per i pagamenti, estendono parallelamente il tempo a disposizione dell’ente previdenziale per richiedere le somme dovute, ritardando la liberazione del debitore dal proprio obbligo contributivo.

Da quando inizia a decorrere la prescrizione dei contributi previdenziali?
La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui scade il termine per effettuare il pagamento dei contributi, e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Le proroghe fiscali dello Stato influenzano la prescrizione dei contributi?
Sì, se un decreto governativo sposta in avanti la scadenza per il pagamento dei contributi, anche il termine di prescrizione quinquennale inizierà a decorrere più tardi, cioè dalla nuova data di scadenza.

Cosa succede se l’INPS invia una richiesta di pagamento prima della nuova scadenza prorogata?
La richiesta di pagamento è considerata tempestiva e interrompe la prescrizione, purché venga notificata entro cinque anni calcolati a partire dal termine di pagamento prorogato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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