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Correzione Errore Materiale — Anno 2024

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260 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione errore materiale in un proprio precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'indicare un tribunale sbagliato (Bari invece di Lecce) come autorità emittente di una sentenza. La Corte ha disposto la correzione d'ufficio, senza una nuova udienza, ritenendolo un mero errore che non alterava la sostanza della decisione e non pregiudicava le parti.
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Correzione errore materiale: quando non è possibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41888 del 2024, ha respinto un ricorso per la correzione di un errore materiale in una sentenza penale. La Corte ha stabilito che se la motivazione del calcolo della pena è confusa e contraddittoria, non è possibile procedere alla correzione, anche se vi è una discrasia con il dispositivo. La procedura di correzione errore materiale è ammessa solo quando la volontà del giudice emerge in modo chiaro e inequivocabile dalla motivazione, cosa che non accadeva nel caso di specie.
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Correzione errore materiale: la Cassazione precisa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione errore materiale di una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omissione della dicitura 'ad altra sezione' nel disporre il rinvio alla Corte di Appello per un nuovo giudizio. La correzione è stata ritenuta necessaria per garantire l'imparzialità del giudice del rinvio, assicurando che il caso venga trattato da un collegio diverso da quello che aveva emesso la pronuncia annullata.
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Correzione errore materiale: come si rimedia
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale relativo all'anno di nascita di un ricorrente, indicato erroneamente come '1985' invece di '1981' in una precedente sentenza e nel ruolo di pubblica udienza. La Corte ha applicato la specifica procedura di correzione errore materiale per rettificare i documenti ufficiali, ripristinando così l'esattezza dei dati anagrafici.
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Correzione errore materiale: spese legali corrette
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso per la correzione errore materiale, riducendo le spese di lite liquidate in una precedente ordinanza da € 4.200,00 a € 1.000,00. La Corte ha riconosciuto che l'importo iniziale era una mera svista, palesemente sproporzionato rispetto al valore della causa, inferiore a € 1.100,00, correggendo così l'errore evidente dagli atti.
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Correzione errore materiale: spese all’avvocato
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. L'errore consisteva nell'aver omesso la distrazione delle spese legali a favore dei difensori della parte vittoriosa, i quali si erano dichiarati antistatari. La Corte ha accolto l'istanza, ribadendo che tale omissione costituisce una mera svista e non un errore di giudizio, e ha disposto la modifica del provvedimento originale per attribuire le somme liquidate direttamente ai legali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in un proprio precedente provvedimento. La Corte aveva annullato parzialmente una decisione del Tribunale del riesame, ma nella trascrizione del dispositivo era stato omesso il riferimento a una delle due norme di legge pertinenti. L'ordinanza attuale rimedia a questa imprecisione, ripristinando la corretta e completa indicazione delle norme di riferimento (artt. 270-sexies e 280-bis cod. pen.), evidenziando l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari.
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Correzione errore materiale: quando la Corte interviene
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione errore materiale di un dispositivo precedentemente trascritto. Inizialmente, il dispositivo indicava erroneamente il rigetto di tutti i ricorsi, mentre la decisione corretta prevedeva lo stralcio della posizione di un imputato e il rigetto dei ricorsi degli altri due, con condanna alle spese. L'ordinanza rettifica il testo per garantire che rifletta la reale volontà del collegio giudicante, in applicazione della procedura specifica.
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Correzione errore materiale: come si rimedia?
La Corte di Cassazione interviene per correggere un'ordinanza in cui, per un mero lapsus, era stato indicato un nome errato dell'avvocato a cui liquidare le spese legali. Attraverso la procedura di correzione errore materiale, la Corte ha rettificato il nominativo senza alterare la sostanza della decisione, ripristinando la corretta attribuzione dei compensi al difensore antistatario.
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Correzione errore materiale: spese legali dimenticate
La Corte di Cassazione, tramite una procedura di correzione errore materiale, ha integrato una sua precedente sentenza. Inizialmente, nel rigettare i ricorsi, aveva omesso di condannare i ricorrenti alla rifusione delle spese legali sostenute dalla parte civile. Con questa ordinanza, la Corte rimedia alla svista, disponendo il pagamento di tali spese e confermando l'obbligatorietà di tale statuizione.
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Correzione errore materiale: quando il giudice decide
Un contribuente ha richiesto la correzione di un errore materiale in un decreto della Cassazione, sostenendo di essere stato ingiustamente condannato a pagare le spese legali a favore dell'Agenzia delle Entrate, che riteneva non costituita, e contestando l'importo liquidato. La Corte ha rigettato l'istanza, chiarendo che non sussiste errore materiale. L'Agenzia era regolarmente costituita e la liquidazione delle spese rientra nel potere discrezionale del giudice, non vincolato ai valori medi tabellari.
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Correzione errore materiale: spese legali e limiti
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. Inizialmente, pur dichiarando inammissibile il ricorso di un cittadino, aveva erroneamente condannato alle spese il Ministero convenuto, rimasto però inattivo nel processo (intimato). Su istanza del ricorrente, la Corte ha corretto la decisione, stabilendo che nulla è dovuto per le spese, poiché la condanna era frutto di un palese refuso in contrasto con le motivazioni. La pronuncia chiarisce che il procedimento di correzione non ammette una nuova statuizione sulle spese processuali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
Una società, dopo aver vinto una causa in Cassazione, si è accorta che l'ordinanza non liquidava le spese legali per i primi due gradi di giudizio. Ha quindi presentato un'istanza di correzione errore materiale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, riconoscendo l'omissione come una svista e ha integrato la precedente decisione, condannando la parte soccombente al pagamento delle spese legali omesse.
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Correzione errore materiale e spese legali: il caso
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in un proprio precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'omessa statuizione sulla liquidazione delle spese legali a favore della parte civile, ammessa al gratuito patrocinio. L'ordinanza integra la decisione originaria, condannando l'imputato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa, che saranno liquidate dalla Corte d'Appello e pagate in favore dello Stato.
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Correzione errore materiale: la guida completa
Un contribuente vince contro l'Agenzia fiscale, ma la Corte omette la distrazione delle spese a favore dei legali. A seguito della richiesta di correzione errore materiale, la Cassazione rinvia la decisione per garantire il contraddittorio, imponendo la notifica dell'istanza alla controparte.
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Correzione errore materiale: no alla demolizione postuma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37951/2024, ha annullato un'ordinanza che aggiungeva un ordine di demolizione a una sentenza di patteggiamento attraverso la procedura di correzione errore materiale. La Corte ha stabilito che l'omissione di tale ordine non è una svista formale, ma un errore di giudizio (error in iudicando) che può essere sanato solo mediante impugnazione della sentenza da parte del Pubblico Ministero, e non con una correzione postuma.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza di correzione di errore materiale, interviene per sistemare un precedente provvedimento di correzione a sua volta errato. Il caso riguarda la corretta statuizione sulle spese di lite, che dovevano essere liquidate con distrazione in favore del legale della parte vittoriosa, un'azienda contribuente, e non genericamente in favore della parte. La Corte ha emendato il testo per garantire che il dispositivo della sentenza originale riflettesse correttamente la condanna dell'Agenzia delle Entrate al pagamento diretto delle spese all'avvocato dichiaratosi antistatario.
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Correzione errore materiale: la Cassazione interviene
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza di correzione errore materiale, interviene per emendare il dispositivo di una sua precedente sentenza. La decisione chiarisce la posizione di alcuni imputati, dichiarando irrevocabile una parte della condanna per uno di essi e integrando il dispositivo per un altro, al fine di garantire la corretta esecuzione della pena e definire l'ambito del giudizio di rinvio. Viene così sanata una discrepanza tra motivazione e dispositivo.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale in una propria sentenza. Il dispositivo trascritto sul ruolo di udienza riportava erroneamente il rigetto dei ricorsi, mentre la decisione corretta prevedeva la concessione del beneficio della non menzione della condanna agli imputati. L'ordinanza ha rettificato sia il dispositivo sia un'imprecisione nella motivazione, dove il beneficio era stato indicato come 'sospensione condizionale della pena' invece che 'non menzione della condanna', ripristinando così la corretta espressione della volontà del giudice.
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Correzione errore materiale: notifica obbligatoria
Un avvocato ha richiesto la correzione di un'ordinanza per l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese in proprio favore. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha qualificato l'istanza come un vero e proprio ricorso, stabilendo che deve essere notificato a tutte le parti del giudizio originario, compresa la stessa società assistita dal legale. Poiché la notifica non era stata effettuata, la Corte ha ordinato di rinnovarla entro 30 giorni, rinviando la trattazione del caso.
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