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Correzione Errore Materiale — Anno 2026

162 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: quando il giudice perde la competenza
Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione contro un'ordinanza sul calcolo della pena. Successivamente, la Corte d'Appello ha emesso d'ufficio un'ulteriore ordinanza per la correzione errore materiale sulla data di fine pena dopo il ricalcolo dei giorni di liberazione anticipata. Il difensore ha impugnato anche questa seconda ordinanza lamentando il difetto di competenza del giudice di merito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la correzione errore materiale spetta al giudice dell'impugnazione quando il provvedimento originale è già stato impugnato, salvo casi di urgenza qui non sussistenti. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza d'appello.
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Correzione errore materiale: nome errato a ruolo, atti corretti
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale presente nel ruolo di un'udienza penale. Nel registro ufficiale del tribunale il nome di battesimo del cittadino ricorrente era stato trascritto in modo errato come 'Raffaele' al posto del nome corretto 'Renato'. I giudici hanno riscontrato la semplice svista anagrafica e hanno ordinato la rettifica immediata senza particolari formalità. La decisione stabilisce che i meri errori di battitura nei registri giudiziari non invalidano il procedimento penale e si correggono mediante una procedura semplificata.
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Spese processuali parte civile: chi paga se ricorre l’imputato?
Le Parti Civili hanno richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un presunto errore materiale per ottenere la condanna alle spese legali nei confronti del Responsabile Civile. Il responsabile civile non aveva impugnato la sentenza di merito, accettando il verdetto, mentre solo L'Imputato aveva proposto ricorso in Cassazione. La Corte ha rigettato le istanze. Il principio stabilito chiarisce che la mancata impugnazione del responsabile civile costituisce acquiescenza e ne esclude la soccombenza nel giudizio di legittimità. Le spese processuali parte civile gravano quindi interamente ed esclusivamente sull'Imputato che ha promosso infruttuosamente il ricorso, esonerando il responsabile civile inattivo.
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Correzione errore materiale: cancellata la spesa non dovuta
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione ma ha successivamente depositato un atto di rinuncia. La Corte ha preso atto della scelta dichiarando l'estinzione del giudizio nei suoi confronti. Tuttavia, nella successiva decisione redatta per gli altri ricorrenti, il giudice ha commesso una svista, inserendo per errore il nome del soggetto rinunciante tra le parti condannate al pagamento delle spese legali. La parte ha presentato richiesta per la correzione errore materiale, evidenziando la palese incongruenza tra la motivazione e il dispositivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ordinando l'eliminazione del nome dall'elenco dei condannati e precisando che questa procedura non comporta alcun addebito di spese legali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce le spese
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto la correzione errore materiale di una sentenza resa dalla Corte di Cassazione. Nel provvedimento originario sussisteva una palese incoerenza: la motivazione riferiva la compensazione delle spese legali all'intero giudizio, estendendola indebitamente ai gradi di merito, mentre il dispositivo limitava correttamente la compensazione al solo giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha dichiarato l'istanza di parte inammissibile ma ha esercitato i propri poteri d'ufficio per sanare la discrasia. I giudici hanno accertato che la frase contenuta nella motivazione derivava da una mera svista redazionale. Pertanto, la Cassazione ha rettificato la motivazione, sostituendo l'espressione errata con il riferimento esclusivo al giudizio di legittimità e ripristinando la piena armonia del testo decisionale.
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Pagina mancante e correzione errore materiale: sentenza annullata
L'Imputato, condannato per il reato di evasione, chiedeva la sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare. La Corte d'Appello rigettava la richiesta, ma il provvedimento depositato risultava privo di una pagina fondamentale contenente le ragioni della decisione. Successivamente, i giudici tentavano di integrare la motivazione mancante attraverso la procedura di correzione errore materiale. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la nullità dell'atto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso stabilendo che l'assenza di una pagina essenziale determina un difetto assoluto di motivazione non sanabile con semplici correzioni formali. Pertanto, la Cassazione ha annullato la sentenza e la successiva ordinanza, disponendo il rinvio ad altra Sezione d'Appello per un nuovo giudizio.
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Correzione errore materiale: ok al cognome, no alle spese
Il Difensore della Parte Civile ha presentato istanza di correzione errore materiale contro un dispositivo emesso dalla Corte di Cassazione. Il legale segnalava l'errata trascrizione del proprio cognome e contestava il ridotto importo delle spese legali liquidate rispetto all'altro difensore presente nel processo. La Suprema Corte ha accolto la correzione errore materiale soltanto per la rettifica del cognome, trattandosi di un mero errore di battitura. Ha invece rigettato la richiesta relativa all'aumento delle spese legali. La somma liquidata coincideva infatti con quella richiesta dallo stesso difensore nella propria nota spese. Il giudice non può assegnare somme superiori a quelle domandate, dovendo rispettare il divieto di decisione ultra petita.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica il nome
A seguito di un'ordinanza depositata dalla Corte di Cassazione, la cancelleria ha riscontrato un'inesattezza nell'intestazione del provvedimento. L'atto indicava per errore un difensore diverso per Il Ricorrente nella causa contro l'Ente Previdenziale. Dopo la segnalazione trasmessa tramite posta elettronica certificata, la presidenza ha avviato il procedimento per la correzione errore materiale. La Suprema Corte ha verificato che la sostituzione del nome del legale rientra nell'ipotesi di semplice svista formale. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la correzione dell'ordinanza sostituendo il nominativo errato con quello del vero avvocato. La Corte non ha emesso alcuna decisione sulle spese processuali, trattandosi di un procedimento non contenzioso.
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Correzione errore materiale: no all’annullamento senza interesse
Il Tribunale di Sorveglianza ha disposto la correzione errore materiale di un'ordinanza relativa alla revoca dell'affidamento in prova per Il Ricorrente. Il Ricorrente ha proposto ricorso per Cassazione contestando presunte carenze del provvedimento e la violazione del contraddittorio, lamentando la decisione resa senza preventiva udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilita' del ricorso. I giudici supremi hanno chiarito che l'adozione di un provvedimento di correzione senza convocare le parti costituisce una nullita', ma questa puo' essere fatta valere soltanto dimostrando un concreto e specifico interesse a partecipare all'udienza camerale. Mancando tale indicazione, Il Ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Correzione errore materiale: Cassazione rettifica la sentenza
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente sentenza della Corte di Cassazione, segnalando una discrepanza tra motivazione e dispositivo sulle spese di lite. La motivazione indicava per errore la compensazione delle spese per l'intero giudizio, mentre il dispositivo limitava la misura alla sola fase di legittimità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso diretto della parte, ma ha proceduto d'ufficio alla correzione. Verificata la palese incoerenza del testo motivazionale rispetto al resto della decisione, i giudici hanno sostituito la dicitura 'dell'intero giudizio' con 'del giudizio di legittimità', confermando la correttezza del dispositivo senza addebitare ulteriori spese processuali.
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Correzione errore materiale: quando le spese legali sono escluse
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una propria precedente sentenza che aveva confermato la condanna dell'Imputato per il reato di omicidio colposo, omettendo tuttavia di pronunciarsi sulle spese legali sostenute dalla Parte Civile. L'istanza promossa per la correzione errore materiale, volta a integrare la decisione con la liquidazione di tali costi, è stata dichiarata inammissibile. I giudici hanno chiarito che la mancata statuizione sulle spese della parte civile non costituisce una semplice svista formale. La determinazione degli onorari richiede infatti una valutazione discrezionale sul lavoro svolto dall'avvocato. In assenza di indicazioni nella motivazione della sentenza, l'omissione assume carattere sostanziale e non può essere corretta a posteriori. La Parte Civile conserva comunque il diritto di recuperare le spese legali affrontate nel processo penale promuovendo una separata causa di risarcimento davanti al giudice civile.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica l’atto
La Corte di Cassazione ha affrontato la richiesta di correzione errore materiale avanzata dalla Procura Generale relativa a una precedente decisione. Nel frontespizio del provvedimento originario era stata indicata una data di nascita errata per Il Ricorrente. Gli accertamenti anagrafici, basati sull'estratto del registro degli atti di nascita del Comune, hanno confermato la reale data di nascita del soggetto. I giudici hanno stabilito la rettifica formale dell'atto, ordinando la correzione del dato anagrafico errato senza modificare il contenuto della decisione penale sottostante.
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Correzione errore materiale e cifre sballate nei decreti
Nel corso di un giudizio di legittimità conclusosi con l'estinzione del processo, la Corte di Cassazione aveva liquidato le spese legali a favore di una parte. Tuttavia, un evidente refuso di battitura aveva trasformato l'importo corretto di 1.500,00 euro nella cifra errata di 1.00,50 euro. La parte interessata ha quindi presentato ricorso ottenendo la correzione errore materiale del provvedimento. I giudici hanno chiarito che la normativa processuale consente di emendare i decreti viziati da sviste numeriche o errori materiali evidenti. La Suprema Corte ha dunque sostituito la cifra errata con la somma corretta originariamente spettante, senza disporre ulteriori addebiti di spese per questa specifica procedura.
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Correzione errore materiale: la svista formale in Cassazione
La Corte di Cassazione e intervenuta per disporre la correzione errore materiale di un proprio precedente provvedimento. Un privato cittadino aveva proposto ricorso contro un istituto di credito a seguito di una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria. Nell'ordinanza conclusiva, la Cassazione ha respinto il ricorso ma ha commesso un mero errore di trascrizione nell'epigrafe dell'atto, indicando la Corte di Appello di Firenze. Riconosciuta la svista e verificato che nella motivazione il giudice di provenienza era stato riportato correttamente, i giudici di legittimita hanno attivato la procedura d'ufficio per rettificare l'intestazione dell'ordinanza. La decisione conferma che i meri refusi formali possono essere corretti direttamente dalla Corte senza riaprire il merito del giudizio.
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Correzione errore materiale: quando il dato anagrafico non annulla l’atto
La Corte di Cassazione ha attivato d'ufficio la procedura per la correzione errore materiale presente nel ruolo di udienza. Nel documento formale, le generalità de Il Ricorrente riportavano un luogo e una data di nascita errati rispetto a quelli reali. L'errore grafico non ha causato la nullità dell'atto e non ha inciso sul contenuto della decisione principale, con cui era stato annullato con rinvio un precedente provvedimento del tribunale. I giudici hanno quindi ordinato la rettifica dei dati anagrafici errati con quelli corretti, disponendo la relativa annotazione dell'errore materiale sull'atto originale da parte della cancelleria.
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Distrazione delle spese omessa: la soluzione della Cassazione
Un avvocato difensore ha chiesto alla Corte di Cassazione di integrare una precedente ordinanza. Il legale aveva formulato regolare richiesta di distrazione delle spese in proprio favore, dichiarandosi procuratore antistatario, ma la Corte aveva omesso tale indicazione nel dispositivo finale. La Cassazione ha accolto la richiesta, confermando che l'omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese si risolve tramite il procedimento di correzione dell'errore materiale. Questo rimedio, previsto dagli articoli 287 e 391-bis c.p.c., tutela la rapida formazione del titolo esecutivo per l'avvocato senza intaccare il merito della decisione. La Corte ha quindi integrato l'ordinanza inserendo l'assegnazione diretta dei compensi al difensore, senza liquidare ulteriori spese per questo procedimento vista la sua natura amministrativa.
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Correzione errore materiale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di correzione errore materiale presente in una propria ordinanza. Nel provvedimento originario, che aveva respinto il ricorso stilato da un cittadino contro un istituto di credito, figurava l'indicazione errata del magistrato relatore nell'intestazione dell'atto. Il Presidente della sezione ha rilevato d'ufficio la svista di trascrizione. La Suprema Corte ha quindi attivato la procedura semplificata prevista dal codice di procedura civile. I giudici hanno rettificato l'intestazione dell'ordinanza inserendo il nome del reale relatore. Il provvedimento non ha addebitato alcuna spesa alle parti, trattandosi di una rettifica formale del documento elettronico.
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Correzione errore materiale e spese legali tra Stato e privati
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale inerente alla liquidazione delle spese legali stabilita in favore delle parti civili. Nel dispositivo originario, l'imputato era stato condannato a rimborsare unitariamente i costi del giudizio a due distinte parti civili. Successivamente è emerso che una delle parti civili beneficiava del patrocinio a spese dello Stato, mentre l'altra provvedeva in autonomia alle proprie spese legali. La Cassazione ha chiarito la necessità di scindere le due posizioni. Il condannato deve rimborsare direttamente la parte civile non ammessa al beneficio pubblico. La quota spettante alla parte civile ammessa al gratuito patrocinio deve invece essere liquidata dalla Corte di Appello tramite separato decreto ed essere versata direttamente in favore dello Stato.
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Correzione errore materiale: quando la svista non annulla l’atto
Il Ministero dell'Interno ha segnalato un errore di battitura nell'intestazione di una sentenza della Corte di Cassazione. Il documento riportava erratamente che il ricorso riguardava un decreto del Giudice di Pace anziché un provvedimento della Corte d'Appello. Trattandosi di una svista formale che non incide sulla decisione finale, la Suprema Corte ha applicato la correzione errore materiale. I giudici hanno rettificato l'indicazione dell'organo giudiziario senza svolgere un'udienza formale, disponendo che la cancelleria annoti la modifica direttamente sugli originali della sentenza.
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Correzione errore materiale: no al rimborso spese ritardato
L'Azienda ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione che non aveva liquidato le spese legali a suo favore contro un gruppo di lavoratori. L'Azienda sosteneva di aver inviato il controricorso telematico, ma il deposito era rimasto bloccato in cancelleria senza la quarta PEC di conferma. La Suprema Corte ha rigettato l'istanza. I giudici hanno chiarito che il deposito telematico non si perfeziona senza l'accettazione della cancelleria e il difensore avrebbe dovuto riattivarsi tempestivamente senza attendere tre anni. Poiché al momento della decisione il controricorso non risultava formalmente depositato, la mancata liquidazione delle spese non costituisce un errore materiale, bensì una decisione consapevole della Corte.
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