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Correzione Errore Materiale — Anno 2026

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162 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: spese salve in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale nel verbale di un'udienza in cui, per una svista, era stata omessa la condanna degli imputati al pagamento delle spese di difesa in favore della parte civile. Nonostante il difensore della persona danneggiata avesse depositato conclusioni scritte dettagliate fornendo un reale contributo alla discussione, il dispositivo originario non ne aveva quantificato il rimborso. I giudici hanno chiarito che la rifusione delle spese spetta alla parte civile quando questa partecipa attivamente al processo. Di conseguenza, la Corte ha corretto l'errore e ha condannato formalmente gli imputati a pagare oltre seimila euro per le spese legali della parte civile.
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Correzione errore materiale: nullo il provvedimento senza difesa
L'Amministratore di una società, condannato per reati tributari, ottiene in appello la sospensione condizionale della pena. Tuttavia, i giudici omettono nel dispositivo la formula di conferma del resto della condanna. Successivamente, la Corte d'Appello corregge questa omissione de plano, cioè senza convocare le parti. L'imputato ricorre in Cassazione contestando la validità di tale integrazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che la correzione errore materiale non può avvenire senza garantire il contraddittorio. Di conseguenza, l'ordinanza di correzione viene annullata con rinvio per un nuovo giudizio nel rispetto delle garanzie difensive.
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Correzione errore materiale: lo Stato non paga le spese
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel rigettare il ricorso presentato dal Pubblico Ministero contro un cittadino, la Corte aveva erroneamente condannato la parte pubblica al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di una evidente svista materiale, poiché il rappresentante dello Stato non può essere condannato alle spese del giudizio, i giudici hanno applicato la procedura semplificata per eliminare la condanna economica dal testo della decisione, riformulando il verdetto finale nel solo rigetto del ricorso.
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Correzione errore materiale: niente spese per il magistrato
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva rigettato il ricorso proposto dal Pubblico Ministero nei confronti dell'Imputato, ma aveva erroneamente inserito nel dispositivo la condanna del magistrato dell'accusa al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di una evidente svista materiale, i giudici hanno eliminato la condanna alle spese, riformulando il dispositivo nel solo rigetto del ricorso.
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Esenzione spese processuali: la Cassazione corregge l’errore
Il Lavoratore ha presentato ricorso per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Cassazione. La Corte lo aveva condannato a pagare le spese di giudizio a favore dell'Ente Previdenziale, ignorando la sua dichiarazione di esenzione per limiti di reddito (ex art. 152 disp. att. c.p.c.). La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omessa valutazione di tale dichiarazione costituisce un errore materiale correggibile con la procedura semplificata degli articoli 287 e 288 c.p.c. Di conseguenza, la condanna alle spese è stata annullata, confermando l'esenzione del Lavoratore.
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Correzione errore materiale: da Milano a Firenze per il rinvio
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel ruolo di udienza relativo a un precedente ricorso. Nel provvedimento originario, che annullava con rinvio una sentenza della Corte d'Appello di Firenze, era stata erroneamente indicata la Corte d'Appello di Milano come giudice del rinvio. Trattandosi di un mero errore grafico-materiale che non incide sul contenuto della decisione né determina alcuna nullità, la Suprema Corte ha applicato la procedura di correzione prevista dal codice di procedura penale, ristabilendo la corretta indicazione del giudice fiorentino. I Ricorrenti ottengono così la corretta individuazione del tribunale competente per il nuovo giudizio.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge il cognome
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, il cognome del difensore della parte ricorrente era stato erroneamente scritto come 'Abate' anziché 'Abbate' nel capo riguardante la distrazione delle spese di giudizio. Il difensore ha quindi presentato istanza per rimediare al refuso. La Suprema Corte, riscontrando l'evidente discrepanza con gli altri atti di causa (tra cui la procura e il codice fiscale), ha accolto la richiesta e ordinato la correzione del cognome nel dispositivo. Trattandosi di un procedimento di natura amministrativa, i giudici hanno stabilito che non si deve provvedere sulle spese di questa fase.
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Patente salvata: no alla correzione errore materiale tardiva
Il Conducente riceveva un decreto penale di condanna per omissione di soccorso stradale. Non opponendosi al decreto, chiedeva la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità. Il Giudice per le indagini preliminari accoglieva la richiesta ma, accorgendosi di aver omesso la sospensione della patente, applicava quest'ultima sanzione per due anni e sei mesi tramite la procedura di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Conducente, stabilendo che l'omessa applicazione di una sanzione la cui durata è discrezionale costituisce un errore di giudizio e non un mero errore materiale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del giudice, eliminando definitivamente la sospensione della patente.
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Distrazione delle spese dimenticata: basta la correzione rapida
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società cooperativa per correggere un'omissione in una precedente sentenza. Il giudice aveva condannato la parte soccombente a pagare le spese di giudizio, ma aveva dimenticato di disporre la distrazione delle spese a favore dell'avvocato della società, che ne aveva fatto esplicita richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di mancata pronuncia su tale richiesta, il difensore può utilizzare la procedura di correzione dell'errore materiale. Questo strumento è rapido, garantisce il diritto del professionista a ottenere direttamente il pagamento e non richiede la notifica dell'atto al proprio cliente, poiché l'avvocato agisce in forza della procura già ricevuta. La sentenza è stata quindi integrata a favore del legale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la sigla
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nel testo originale, la società controricorrente era stata erroneamente indicata come Società per Azioni anziché come Società a Responsabilità Limitata nell'intestazione dell'atto. Poiché nel resto del provvedimento la denominazione corretta emergeva chiaramente, i giudici hanno stabilito che si trattasse di una semplice svista formale. La Suprema Corte ha quindi ordinato la rettifica del nome, ristabilendo la corretta qualificazione giuridica della società senza modificare la sostanza della decisione precedente.
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Correzione errore materiale: vince il cittadino ma paga l’INPS
Un cittadino ha ottenuto la dichiarazione di inammissibilità del ricorso presentato dall'ente previdenziale. Tuttavia, per una svista materiale, la Cassazione ha condannato lo stesso cittadino al pagamento delle spese di lite, indicando inoltre una percentuale errata per le spese generali e omettendo la distrazione a favore del difensore. Il cittadino ha quindi proposto ricorso per la correzione errore materiale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, correggendo il dispositivo: l'ente previdenziale, in quanto parte soccombente, deve pagare le spese di giudizio, con la maggiorazione del 15% per le spese generali da versarsi direttamente al difensore antistatario.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la data
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in relazione a una precedente sentenza. Nel documento originario, la data di nascita del ricorrente era stata erroneamente indicata come 15 maggio 1944 anziché 17 luglio 1944. Trattandosi di un mero refuso nell'intestazione del provvedimento, che non incide sul contenuto della decisione, la Suprema Corte ha disposto la correzione della data e ha ordinato alla cancelleria di annotare la modifica sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale avanzata da La Ricorrente. Nella precedente sentenza emessa dalla stessa Corte, la data di nascita della donna era stata erroneamente indicata come 12 novembre 1953 anziché 12 novembre 1957. Trattandosi di un evidente refuso di battitura nell'intestazione del provvedimento, che non incide sulla sostanza della decisione, i giudici hanno ordinato la rettifica formale del dato anagrafico errato, disponendo che la cancelleria provveda alle necessarie annotazioni sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: nome sbagliato e rimborso spese
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in una precedente sentenza penale. Nel provvedimento originario, riguardante la condanna di un imputato al rimborso delle spese legali in favore delle parti civili, il nome di una delle persone danneggiate era stato erroneamente indicato come Maria Vincenza anziché Maria Concetta. Rilevato lo scambio di persona dovuto a una mera svista di trascrizione sia nel verbale di udienza sia nel testo della sentenza depositata, la Suprema Corte ha disposto la rettifica del nome. Vince la parte civile che ottiene la correzione del proprio nominativo per poter procedere al recupero delle spese.
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Correzione errore materiale: la Cassazione frena senza notifica
Il difensore di un'azienda ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. Il provvedimento, pur condannando la controparte al pagamento delle spese di lite, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dello stesso avvocato, che ne aveva fatto esplicita richiesta nel controricorso. Poiché il ricorso per correzione non è stato notificato alla controparte, la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo del procedimento, ordinando alla cancelleria di comunicare alle parti l'istanza e la nuova udienza.
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Correzione errore materiale: scambio di città per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel caso specifico, la Corte aveva annullato con rinvio un'ordinanza del Tribunale del riesame di Ferrara. Tuttavia, per una svista nel ruolo d'udienza, era stato erroneamente indicato il Tribunale di Bologna come giudice del rinvio anziché quello di Ferrara. Trattandosi di un mero lapsus di trascrizione che non incideva sulla sostanza della decisione, i giudici hanno applicato la procedura semplificata prevista dal codice di rito, ordinando la corretta indicazione del Tribunale di Ferrara. Il ricorso si è quindi concluso con la rettifica formale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: notifica alla parte e non all’avvocato
La Corte di Cassazione ha esaminato un procedimento avviato d'ufficio per la correzione errore materiale di un'ordinanza del 2018, riguardante il calcolo delle spese processuali. Poiché era decorso più di un anno dalla pubblicazione del provvedimento da correggere, la Corte ha stabilito che la notifica deve essere effettuata direttamente alla parte personalmente e non al suo difensore. Questo principio si applica anche quando il procedimento è avviato d'ufficio per garantire il rispetto del contraddittorio. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la causa per consentire alla cancelleria di eseguire correttamente la notifica personale.
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Spese dimenticate dal giudice: no alla correzione errore materiale
Una società ha chiesto alla Corte di Cassazione la correzione errore materiale di una precedente ordinanza. La società lamentava che la Corte, nel decidere su un regolamento di competenza, avesse omesso di statuire sulle spese della fase di sospensiva svoltasi davanti al Tribunale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la mancata pronuncia sulle spese processuali non costituisce un semplice errore materiale o una svista formale rimediabile con la procedura di correzione. Al contrario, la decisione sulle spese richiede una valutazione giuridica e interpretativa di merito, che appartiene all'attività decisoria del giudice e non può essere integrata successivamente tramite una richiesta di correzione formale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione d'ufficio di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva annullato con rinvio una decisione del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Mantova, ma aveva erroneamente indicato come giudice di rinvio la Corte d'appello di Milano. Trattandosi di un evidente errore materiale che non altera la sostanza della decisione, la Cassazione ha disposto la correzione del testo. Il corretto giudice di rinvio è stato individuato nel Tribunale di Mantova, Ufficio GIP, in persona di un diverso magistrato, in conformità con le norme di procedura penale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione sposta il processo
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel documento originario era stato erroneamente indicato il rinvio della causa alla Corte d'appello di L'Aquila anziché alla Corte d'appello di Perugia. Trattandosi di una mera svista di trascrizione sul ruolo d'udienza, i giudici hanno rettificato l'errore stabilendo la corretta destinazione del procedimento, senza modificare la sostanza della decisione penale già assunta.
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