LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Controricorrente — Anno 2025

Pagina 5 di 40

5384 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Assegno divorzile Svizzera: la guida fiscale completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34405/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione dell'assegno divorzile corrisposto da un residente italiano a un ex coniuge residente in Svizzera. Secondo i giudici, tale reddito non è imponibile in Italia, ma esclusivamente in Svizzera. La decisione si basa sull'applicazione dell'art. 21 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi, che prevale sulla normativa fiscale nazionale che assimila l'assegno a un reddito da lavoro dipendente.
Continua »
Onere della prova costi: la Cassazione decide
Un contribuente si vede respingere il ricorso per la deducibilità di alcuni costi. La Corte di Cassazione conferma che l'onere della prova costi spetta interamente al contribuente. In presenza di gravi indizi, come fatture generiche, inaffidabilità fiscale del fornitore e pagamenti in contanti per importi elevati, il contribuente deve fornire prove concrete e inequivocabili dell'effettività delle operazioni, altrimenti i costi vengono considerati indeducibili.
Continua »
Accertamento bancario: prova contraria del contribuente
A seguito di un accertamento bancario basato su movimentazioni non giustificate, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prova contraria fornita dal contribuente deve essere specifica e analitica per ogni singola operazione. La Corte ha annullato la decisione di merito che si era limitata a una valutazione generica di una perizia di parte, ribadendo che spetta al contribuente superare la presunzione legale di maggior reddito con prove rigorose e puntuali, e al giudice il dovere di valutarle in modo dettagliato.
Continua »
Istanza di autotutela non sospende i termini del ricorso
La Corte di Cassazione chiarisce che una istanza di autotutela presentata dal contribuente non sospende i termini per l'impugnazione di un avviso di accertamento. L'ordinanza analizza il caso di un ricorso giudicato tardivo, in cui il contribuente sosteneva che la sua istanza dovesse essere qualificata come richiesta di accertamento con adesione, l'unica idonea a sospendere i termini. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la qualificazione dell'istanza è un accertamento di fatto di competenza del giudice di merito e che l'istanza di autotutela, per sua natura, non interrompe né sospende il termine perentorio di 60 giorni per adire il giudice tributario.
Continua »
Notifica difensore cancellato e diritto di difesa
Una società in liquidazione aveva impugnato una sentenza tributaria. La notifica dell'udienza al suo avvocato è fallita poiché il professionista era stato cancellato dall'albo. La Corte di Cassazione, rilevando l'inefficacia della notifica al difensore cancellato, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa. Ha disposto una nuova notifica da effettuarsi direttamente alla società per garantire il suo pieno diritto di difesa.
Continua »
Amministratore di fatto: quando risponde delle sanzioni?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la qualifica di amministratore di fatto non è di per sé sufficiente per attribuire la responsabilità per le sanzioni tributarie della società. L'Amministrazione Finanziaria deve provare anche che l'individuo ha agito per un interesse personale e diretto. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, basato su una presunta 'motivazione apparente' della sentenza d'appello, è stato rigettato perché la decisione impugnata conteneva un ragionamento giuridico chiaro, seppur contestabile nel merito, e non un vizio procedurale.
Continua »
Amministratore di fatto: onere della prova per i compensi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un presunto amministratore di fatto di una cooperativa. È stato stabilito che, ai fini dell'accertamento IRPEF per compensi in nero, non è sufficiente dimostrare il ruolo di gestione, ma è necessario fornire la prova concreta che il soggetto abbia effettivamente percepito le somme contestate. La mancanza di tale prova ha portato all'annullamento dell'avviso di accertamento.
Continua »
Riconoscimento sentenza straniera: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha confermato il riconoscimento di una sentenza straniera emessa da un tribunale russo, rigettando il ricorso di un debitore italiano. L'ordinanza chiarisce che il controllo del giudice italiano si limita alla regolarità procedurale e al rispetto dell'ordine pubblico, senza riesaminare il merito della causa. Fondamentale per il riconoscimento della sentenza straniera è stata la corretta notifica degli atti tramite posta internazionale, ritenuta valida ai sensi della Convenzione dell'Aja del 1965.
Continua »
Responsabilità amministratore sanzioni: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34379/2025, ha chiarito i limiti della responsabilità dell'amministratore per le sanzioni fiscali della società. Un amministratore di fatto era stato ritenuto solidalmente responsabile per le sanzioni relative a IRES, IVA e IRAP. La Suprema Corte ha accolto il suo ricorso, ribadendo che, ai sensi dell'art. 7 del D.L. 269/2003, le sanzioni sono a esclusivo carico della persona giuridica che ha tratto vantaggio dall'illecito. La responsabilità personale dell'amministratore sorge solo nell'ipotesi eccezionale in cui la società sia un 'mero schermo', una finzione giuridica creata al solo scopo di consentire all'individuo di ottenere un vantaggio fiscale, circostanza che l'Agenzia Fiscale non aveva provato nel caso di specie.
Continua »
Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Un contribuente, cittadino straniero residente in Italia, ha impugnato avvisi di accertamento relativi alla tassazione di una pensione di fonte estera. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Suprema Corte, applicando una recente norma di interpretazione autentica, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che il perfezionamento della procedura con il pagamento della prima rata è sufficiente per chiudere la lite, senza necessità di attendere il versamento di tutte le rate.
Continua »
Definizione agevolata: quando il giudizio si estingue
Un cittadino svedese, tassato in Italia sulla sua pensione estera, ha aderito alla definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Corte, verificato il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che l'adesione a tale procedura chiude la controversia senza una decisione nel merito.
Continua »
Definizione Agevolata: il Giudizio si Estingue
Un contribuente, cittadino straniero, impugnava la tassazione della sua pensione estera. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata prevista dalla legge. La Corte, applicando una norma di interpretazione autentica, ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Amministratore e lavoratore: prova della subordinazione
Un ex amministratore di una società fallita ha richiesto il pagamento di stipendi arretrati, sostenendo di essere stato anche un lavoratore subordinato. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che non aveva fornito prove sufficienti del vincolo di subordinazione. La sentenza ribadisce che per configurare il doppio ruolo di amministratore e lavoratore subordinato, è indispensabile dimostrare concretamente di essere soggetto al potere direttivo e di controllo dell'organo amministrativo, non bastando la sola documentazione formale.
Continua »
Concorrenza sleale: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per concorrenza sleale e storno di clientela. La decisione non entra nel merito della vicenda, ma si fonda su vizi procedurali del ricorso, che mirava a una rivalutazione dei fatti, compito precluso alla Suprema Corte. Viene confermata la sentenza d'appello che aveva respinto la domanda di risarcimento danni avanzata da due società contro un ex dipendente e un'azienda concorrente.
Continua »
Accertamento induttivo: quando è legittimo per l’Agenzia
Una società ometteva la dichiarazione dei redditi per due annualità a causa di presunte difficoltà operative, subendo un accertamento induttivo da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato dell'Agenzia, stabilendo che nessuna difficoltà esonera dall'obbligo dichiarativo. L'omessa presentazione della dichiarazione giustifica sempre il ricorso all'accertamento induttivo, e il contribuente ha l'onere di contestare le pretese fiscali in modo specifico e documentato, non generico.
Continua »
Accertamento induttivo e pignoramento di quote sociali
Una società ometteva la dichiarazione dei redditi adducendo difficoltà operative dovute al pignoramento delle quote del socio unico. L'Agenzia delle Entrate procedeva con un accertamento induttivo. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato del Fisco, precisando che nessuna difficoltà operativa esonera dall'obbligo dichiarativo. Tuttavia, ha ritenuto corretto il ricalcolo del reddito effettuato dal giudice di merito sulla base dei soli dati bancari certi, rigettando sia il ricorso del contribuente che quello dell'Agenzia.
Continua »
Prove presuntive: fatture pro-forma e accertamento
Una società veniva sottoposta ad accertamento fiscale per aver emesso fatture pro-forma di importo superiore a quelle fiscali definitive, occultando così parte dei ricavi. Le commissioni tributarie davano ragione alla società, ritenendo insufficienti le prove dell'Agenzia. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la sistematica discrepanza tra i due tipi di documenti costituisce una valida prova presuntiva, che il giudice di merito avrebbe dovuto valutare correttamente anziché ignorarla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Agevolazioni fiscali associazioni: quando sono negate
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso relativo alla revoca delle agevolazioni fiscali per un'associazione. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'ente svolgesse attività commerciale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia, non entrando nel merito, ma evidenziando un vizio procedurale: l'appello chiedeva un riesame dei fatti, compito precluso alla Corte di legittimità. La decisione sottolinea i limiti del ricorso in Cassazione e l'importanza di contestare errori di diritto, non di fatto.
Continua »
Interessi rimborso IVA: quando sono dovuti?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del diritto agli interessi sul rimborso IVA. Confermato che gli interessi sono dovuti per i ritardi imputabili all'amministrazione finanziaria, ma non se il ritardo è causato dal contribuente, come nel caso di presentazione di una garanzia fideiussoria non valida. La sentenza distingue due casi di rimborso, accogliendo parzialmente le ragioni della società solo per il periodo di ingiustificata inerzia dell'ente impositore.
Continua »
Motivazione per relationem: nullità della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado per un vizio di motivazione. La sentenza impugnata si era limitata a confermare la decisione di primo grado senza esporre i fatti e senza analizzare i motivi di appello del contribuente. Secondo la Suprema Corte, una simile motivazione per relationem è solo apparente e non permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice, determinando la nullità della pronuncia e il rinvio della causa per un nuovo esame.
Continua »