La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interpretazione del Consiglio di Stato, che consente a un consorzio di riorganizzarsi per escludere un membro colpito da sanzioni UE e appalti, non costituisce un eccesso di potere giurisdizionale. Il caso riguardava un consorzio, aggiudicatario di una gara pubblica, che includeva una società russa. La stazione appaltante aveva revocato l'aggiudicazione, ma il Consiglio di Stato aveva permesso la riorganizzazione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro tale decisione, chiarendo che si trattava di un'interpretazione della norma, non della creazione di una nuova legge, e quindi non sindacabile in quella sede.
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