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Confidi

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Consorzi e cooperative che svolgono attività di garanzia collettiva dei fidi per facilitare l'accesso al credito alle imprese associate, in particolare piccole e medie.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Aliquota IRAP Confidi: Cassazione annulla l’aumento ingiusto
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Consorzio di garanzia collettiva fidi (Confidi) a cui l'Agenzia delle Entrate aveva applicato un'aliquota IRAP maggiorata, portandola dal 4,25% al 5,25%. Il Confidi ha contestato l'accertamento, sostenendo che l'incremento previsto dalla legge regionale si applicava solo a soggetti che già versavano l'IRAP al 4,40%, categoria in cui i Confidi non rientravano. La Cassazione ha accolto il ricorso del Confidi, stabilendo che l'Aliquota IRAP Confidi maggiorata non era applicabile. La sentenza ha annullato l'avviso di accertamento, confermando che l'aumento era destinato solo a specifiche attività finanziarie già soggette a un'aliquota più alta.
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Aliquota IRAP Confidi: no alla tassa delle banche
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento richiedendo a un Consorzio di garanzia collettiva fidi il pagamento di una maggiore imposta per l'anno 2013. L'ufficio pretendeva di applicare l'aliquota maggiorata prevista dalla Regione Toscana per gli intermediari finanziari. Il Consorzio ha impugnato l'atto, sostenendo di non essere equiparabile alle banche e di dover beneficiare dell'aliquota ordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che ai consorzi fidi si applica l'Aliquota IRAP Confidi ordinaria del 4,25% e non l'incremento dello 0,85% riservato ad altri enti finanziari. La decisione si basa sulla natura mutualistica dei confidi e sul loro speciale regime di calcolo della base imponibile. Vince il Consorzio.
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Aliquota IRAP Confidi: la Cassazione frena le pretese del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a un consorzio di garanzia collettiva fidi il pagamento di una maggiore imposta, applicando l'aliquota maggiorata prevista dalla Regione Toscana per banche e istituzioni finanziarie. Il consorzio ha contestato la cartella esattoriale, sostenendo di avere diritto all'applicazione dell'aliquota ordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che l'incremento dell'imposta non si applica a questi enti. I consorzi, pur svolgendo attività commerciale, mantengono una funzione mutualistica di sostegno alle piccole imprese e calcolano la base imponibile con regole speciali. Di conseguenza, l'aliquota IRAP Confidi deve rimanere quella ordinaria del quattro virgola venticinque per cento, escludendo la maggiorazione dello zero virgola ottantacinque per cento riservata agli istituti bancari ordinari.
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Aliquota IRAP Confidi: la Cassazione cancella la tassa del fisco
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a un consorzio di garanzia collettiva dei fidi il pagamento di oltre 90.000 euro. L'ufficio contestava il mancato versamento di una maggiorazione dell'imposta regionale per l'anno 2014. Secondo il fisco, l'ente doveva applicare l'aliquota maggiorata del 5,25% prevista dalla legge della Regione Toscana. Il consorzio ha impugnato la cartella esattoriale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che l'aliquota IRAP Confidi non subisce l'aumento dello 0,85% introdotto dalla legge regionale del 2006. Questa maggiorazione si applica solo alle banche e alle assicurazioni che già pagavano un'aliquota più alta. I consorzi mantengono quindi l'aliquota ordinaria senza aumenti, poiché svolgono una funzione mutualistica di sostegno alle piccole imprese.
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Procedura di controllo automatizzato: nullo il ricalcolo IRAP
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento contro un Consorzio per il recupero di una maggiore imposta IRAP. Il fisco ha utilizzato la procedura di controllo automatizzato per applicare un'aliquota più alta, ritenendo errata quella dichiarata. Il Consorzio ha contestato l'uso di questo strumento, sostenendo che la questione richiedeva una complessa interpretazione giuridica sulla natura dei consorzi di garanzia e non un semplice calcolo matematico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. I giudici hanno stabilito che la procedura di controllo automatizzato non può essere utilizzata quando la rettifica dell'aliquota comporta valutazioni giuridiche complesse e non la correzione di un mero errore materiale evidente. Di conseguenza, la cartella di pagamento è stata annullata.
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Fideiussione Confidi: validità nel fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della Fideiussione Confidi rilasciata da un consorzio minore anche per debiti non bancari. Il caso riguardava l'insinuazione al passivo di una società creditrice che, a fronte dell'inopponibilità di un decreto ingiuntivo non definitivo, aveva prodotto il contratto di garanzia sottostante. La Suprema Corte ha stabilito che la produzione del contratto in corso di verifica non costituisce un mutamento inammissibile della domanda e che l'attività di garanzia prestata dal Confidi verso i propri soci è legittima, non violando norme imperative sulla riserva di attività finanziaria.
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Confidi: validità garanzie e regole fallimentari
La Corte di Cassazione ha confermato la validità delle garanzie prestate da un Confidi minore, anche se non iscritto nell'albo speciale degli intermediari finanziari. La controversia nasceva dall'esclusione di un credito vantato da un ente pubblico verso un consorzio di garanzia fallito. La Suprema Corte, seguendo l'orientamento delle Sezioni Unite, ha chiarito che il rilascio di fideiussioni non è un'attività riservata esclusivamente a soggetti vigilati, salvaguardando l'efficacia del contratto. Tuttavia, è stata confermata l'inammissibilità della richiesta di privilegio formulata solo in sede di opposizione, ribadendo che il titolo di prelazione deve essere indicato già nella domanda iniziale di insinuazione al passivo.
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Polizza fideiussoria: validità garanzie confidi
La Corte di Cassazione ha chiarito la validità della polizza fideiussoria rilasciata da un confidi minore a garanzia di debiti tributari. Nonostante il garante non fosse iscritto nell'albo degli intermediari finanziari maggiori, la Corte ha escluso la nullità del contratto. La decisione sottolinea che l'attività di garanzia non è riservata esclusivamente a determinati soggetti e che la violazione di norme organizzative non comporta automaticamente l'invalidità del negozio giuridico, favorendo la stabilità dei rapporti di garanzia nel settore della riscossione.
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Garanzia confidi minori: valida per i debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità della garanzia confidi minori per la rateizzazione dei debiti fiscali. L'ordinanza ribalta una precedente decisione di un tribunale di merito, che aveva dichiarato nulla una fideiussione emessa da un consorzio fidi iscritto solo nell'elenco generale ex art. 106 T.U.B. e non in quello speciale ex art. 107. La Suprema Corte, richiamando una pronuncia delle Sezioni Unite, ha chiarito che l'attività di rilascio di garanzie non è riservata in via esclusiva agli intermediari vigilati, rendendo così valide ed efficaci le polizze emesse dai cosiddetti 'confidi minori' a favore dell'Amministrazione finanziaria.
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Fideiussione confidi minori: valida anche per debiti
La Cassazione chiarisce la validità della fideiussione confidi minori. Annullato il decreto che negava un credito all'Ente di Riscossione, stabilendo che anche i confidi non vigilati possono prestare garanzie per debiti tributari, poiché tale attività non è riservata in via esclusiva agli intermediari finanziari vigilati.
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Fideiussione confidi minori: valida per debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della fideiussione confidi minori emessa a garanzia di debiti fiscali. L'ordinanza ribalta la decisione di un tribunale territoriale che aveva dichiarato nulla la garanzia, affermando che tale attività non è riservata ai soli intermediari finanziari vigilati. La pronuncia si allinea a un precedente fondamentale delle Sezioni Unite, chiarendo che i consorzi di garanzia fidi minori possono legittimamente rilasciare fideiussioni per crediti non bancari.
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