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Condono Edilizio

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255 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Condono edilizio: no alla sanatoria postuma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria che cercava di annullare un ordine di demolizione tramite un condono edilizio ottenuto tardivamente. La Corte ha stabilito che la concessione in sanatoria era illegittima perché l'immobile non era stato ultimato 'al rustico' entro il termine di legge del 31 dicembre 1993. Inoltre, ha chiarito che le demolizioni successive, effettuate per far rientrare l'opera nei limiti del condono edilizio, costituiscono un indebito aggiramento della normativa e non possono sanare l'abuso originario.
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Condono edilizio: i limiti della sanatoria parziale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca di una demolizione. Il caso riguardava un immobile oggetto di un permesso di condono edilizio. La Corte ha stabilito che il giudice di merito dovrà riesaminare la validità del titolo, verificando in particolare il rispetto del principio di unitarietà dell'opera abusiva e l'effettiva ultimazione dei lavori alla data prevista dalla legge, non essendo ammissibile un condono parziale ottenuto tramite demolizioni strategiche.
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Ordine di demolizione: non è pena e non si estingue
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di alcuni privati contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. I ricorrenti sostenevano che l'ordine, essendo una pena, dovesse estinguersi per prescrizione. La Corte ha ribadito che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa con funzione ripristinatoria, non punitiva, e pertanto non è soggetto a prescrizione. Ha inoltre confermato l'inammissibilità delle istanze di condono presentate, ritenendo che mirassero a frazionare artificiosamente un unico intervento edilizio per eludere i limiti di cubatura.
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Ordine di demolizione: no stop con condono incerto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42384/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. La mera presentazione di una domanda di condono edilizio, soprattutto in presenza di un preavviso di rigetto da parte del Comune, non è sufficiente a sospendere o revocare l'ordine. La Corte ribadisce che l'ordine di demolizione è una sanzione amministrativa con funzione ripristinatoria, non una pena criminale, e quindi non è soggetto a prescrizione.
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Condono edilizio: illegittimo se viola vincoli
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del condono edilizio per una costruzione realizzata in un'area soggetta a vincoli di frana e idrogeologici. La sentenza chiarisce che la normativa nazionale, che vieta la sanatoria per nuove costruzioni in zone protette, prevale sulla legislazione regionale, anche in regioni a statuto speciale. Il ricorso della proprietaria dell'immobile è stato dichiarato inammissibile, ribadendo che il giudice penale ha il dovere di verificare la legittimità dei titoli abilitativi in sanatoria.
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Condono edilizio: prova di ultimazione e demolizione
La Corte di Cassazione conferma la validità di un ordine di demolizione, rigettando il ricorso di due cittadini. La Corte ha stabilito che il loro permesso di costruire in sanatoria (condono edilizio) era illegittimo, poiché non avevano fornito la prova che l'immobile fosse stato completato entro la data limite del 31 dicembre 1993, come richiesto dalla legge sul condono. Di conseguenza, il giudice dell'esecuzione ha correttamente ignorato il permesso di sanatoria e mantenuto l'ordine di demolizione.
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Condono edilizio: no al silenzio assenso frazionato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di tre soggetti contro un'ordinanza di demolizione. I ricorrenti avevano presentato domande di condono edilizio separate per singole porzioni di un unico immobile, sostenendo la formazione del silenzio assenso. La Corte ha stabilito che la suddivisione era un espediente per aggirare i limiti volumetrici di legge. Di conseguenza, le istanze erano inammissibili e il silenzio assenso non poteva formarsi. È stata inoltre ribadita la natura non prescrittibile dell'ordine di demolizione.
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Condono Edilizio: No all’Amnestia Frazionata
Un proprietario immobiliare ha impugnato un'ordinanza che confermava la demolizione di un edificio abusivo, sostenendo la validità di diverse istanze di condono edilizio presentate nel tempo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che frazionare le domande di sanatoria per un unico immobile e realizzare ulteriori ampliamenti dopo la richiesta di condono rende le istanze illegittime. La Corte ha confermato l'ordine di demolizione, sottolineando anche la pericolosità dell'edificio, situato in un'area a elevato rischio di frana.
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Sequestro preventivo abuso edilizio: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di un'area trasformata da parcheggio a sala ristorante in zona a vincolo paesaggistico. Il ricorso della società proprietaria è stato dichiarato inammissibile, in quanto la chiusura perimetrale di una tettoia, anche se precedentemente condonata, costituisce una nuova costruzione che richiede specifici permessi. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' per i reati edilizi e paesaggistici, sia il 'periculum in mora' legato all'aumento del carico urbanistico e al danno all'ecosistema protetto.
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Condono Edilizio: no alla sanatoria con frazionamento
La Corte di Cassazione Penale conferma l'ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il tentativo di sanatoria tramite un condono edilizio basato su un frazionamento fittizio, per superare i limiti di volume, è stato ritenuto illegittimo. La Corte ha negato la legittimazione della promissaria acquirente a presentare l'istanza e ha ribadito che un unico edificio non può essere suddiviso per eludere la legge.
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Ordine di demolizione: quando resta valido?
La Corte di Cassazione ha confermato un ordine di demolizione per opere abusive, stabilendo che, anche in caso di estinzione del reato edilizio, la condanna definitiva per il connesso reato paesaggistico è sufficiente a mantenere in vigore l'ordine di ripristino dei luoghi, che assorbe e comprende la demolizione. Le istanze di condono edilizio, in tale contesto, non sono rilevanti per bloccare l'esecuzione, essendo necessaria una specifica autorizzazione paesaggistica.
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Abuso edilizio: no al condono per nuove opere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro il sequestro preventivo del suo immobile per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la prosecuzione dei lavori su un manufatto già abusivo costituisce una nuova e autonoma condotta illecita. Di conseguenza, le vecchie istanze di condono non possono coprire i nuovi ampliamenti, soprattutto in presenza di vincoli paesaggistici che rendono l'opera insanabile, giustificando pienamente il mantenimento del sequestro per impedire il completamento dei lavori.
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Condono edilizio: no al frazionamento fittizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di quattro persone che avevano tentato di ottenere il condono edilizio per un unico grande immobile presentando domande separate. La Corte ha stabilito che non è possibile frazionare fittiziamente un immobile per aggirare il limite di 750 mc, confermando che la legittimazione a presentare istanze distinte sorge solo in presenza di titoli giuridici preesistenti e non dalla mera disponibilità di fatto.
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Ordine di demolizione: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per opere abusive. La Suprema Corte ha chiarito che l'ordine di demolizione ha una funzione ripristinatoria della legalità violata, non punitiva, e non è soggetto a prescrizione. Pertanto, non può essere revocato sulla base di decisioni amministrative o di sentenze del TAR che si limitano a censure procedurali senza sanare l'abusività sostanziale dell'immobile.
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Ordine di demolizione: quando non si può fermare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La sentenza chiarisce che il frazionamento artificioso di un edificio in più unità per rientrare nei limiti del condono edilizio non è consentito. Inoltre, il principio di proporzionalità e il diritto all'abitazione non possono essere invocati per paralizzare la demolizione quando l'abuso è grave e l'autore ha avuto tempo per trovare soluzioni alternative.
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Condono edilizio: il rustico non basta senza muri
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un ordine di demolizione, ribadendo che per il condono edilizio un immobile deve essere completato "al rustico", inclusi i muri perimetrali, entro la data di legge. Lavori successivi che creano nuovo volume, anche dopo un sequestro, non sono sanabili.
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Ordine di demolizione: è proporzionato e legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34997/2024, ha confermato un ordine di demolizione di un immobile abusivo, anche se emesso quasi vent'anni dopo la condanna definitiva. Il lungo tempo trascorso e il fatto che l'immobile sia un'abitazione non rendono la demolizione sproporzionata, poiché secondo la Corte prevale l'esigenza di ripristinare la legalità violata e l'ordine urbanistico.
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Occupazione abusiva: no sospensione per condono
L'appello di una società di ristorazione contro un'indennità per occupazione abusiva di suolo pubblico è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato che una domanda di condono edilizio pendente non sospende l'obbligo di pagamento per l'uso non autorizzato del terreno, trattandosi di due questioni giuridiche distinte. Il ricorso è stato giudicato generico e privo di prove sufficienti riguardo a presunti pagamenti precedenti.
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Condono edilizio: no se l’opera viola i sigilli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro il rigetto della richiesta di sospensione di un ordine di demolizione. Il caso riguarda un immobile abusivo, costruito in totale difformità dal permesso e i cui lavori sono proseguiti fino al 1996, ben oltre il termine ultimo del 1993 previsto per il condono edilizio e in violazione di provvedimenti di sequestro. La Corte ha stabilito che la violazione dei sigilli e il mancato completamento dell'opera 'al rustico' entro i termini di legge escludono categoricamente la possibilità di accedere alla sanatoria.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti del giudice
Un proprietario immobiliare ricorre in Cassazione denunciando un eccesso di potere giurisdizionale da parte del Consiglio di Stato, reo di aver negato un condono edilizio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo i confini tra il controllo di legittimità, proprio del giudice, e la valutazione di merito, riservata alla Pubblica Amministrazione. Il caso offre un'importante lezione sui limiti del sindacato giurisdizionale sugli atti amministrativi.
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