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Condono Edilizio

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255 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Condono edilizio illegittimo: la Cassazione decide
La Cassazione conferma l'inammissibilità del ricorso contro un ordine di demolizione. La richiesta si basava su un condono edilizio illegittimo, già dichiarato tale in un precedente giudizio definitivo. La Corte ha ribadito che la presentazione di due distinte domande di condono per un unico manufatto abusivo, al fine di eludere i limiti volumetrici, rende il provvedimento di sanatoria invalido e non può bloccare l'esecuzione della demolizione.
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Frazionamento artificioso immobile: no al condono
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1263/2024, ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza che negava la sospensione di una demolizione. Il caso verteva sul frazionamento artificioso di un immobile abusivo in due unità per eludere i limiti volumetrici del condono. La Corte ha ribadito che tale espediente è illecito e che i permessi così ottenuti, anche se inizialmente concessi e poi annullati, non possono bloccare l'esecuzione della sanzione penale.
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Condono edilizio: no sospensione se scade termine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria che chiedeva la sospensione di un ordine di demolizione. La richiesta si basava su un'istanza di condono edilizio legata a una procedura speciale post-sisma. La Corte ha stabilito che, essendo scaduto il termine perentorio di sei mesi previsto dalla legge speciale, la procedura accelerata non era più applicabile. Inoltre, la presenza di un vincolo paesaggistico sull'immobile costituiva un ostacolo dirimente all'accoglimento del condono.
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Condono edilizio: no al frazionamento artificioso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. Il tentativo di ottenere un condono edilizio tramite il frazionamento artificioso dell'immobile in più domande, presentate da diversi familiari per eludere i limiti di cubatura, è stato ritenuto un espediente illecito. La Corte ha ribadito che un edificio unitario, riconducibile a un unico proprietario, deve essere considerato nel suo complesso ai fini della sanatoria, la quale è stata negata per superamento del volume massimo consentito.
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Ordine di demolizione: quando è troppo tardi per opporsi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un uomo condannato per abusi edilizi. Essi cercavano di bloccare un ordine di demolizione basandosi su una vecchia domanda di condono e sul lungo tempo trascorso. La Corte ha stabilito che tali questioni andavano sollevate durante il processo originario, prima che la sentenza diventasse definitiva, creando una preclusione che impedisce di ridiscuterle in fase di esecuzione.
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Condono edilizio: la Cassazione sul limite di 750 mc
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un ordine di demolizione. I ricorrenti avevano ottenuto due permessi in sanatoria tramite condono edilizio per un'unica proprietà, ma la Corte ha stabilito che il volume totale delle opere abusive superava il limite legale di 750 metri cubi. La sentenza sottolinea che tutte le parti dell'unità immobiliare devono essere considerate congiuntamente nel calcolo del volume, rendendo di fatto illegittimi i condoni e confermando l'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: chi paga tra proprietario ed erede?
La Corte di Cassazione ha esaminato un appello contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della sorella, che adduceva la pendenza di istanze di condono, per genericità delle allegazioni. Ha invece accolto il ricorso del fratello, chiarendo che l'ordine di demolizione non può essere eseguito nei confronti dell'erede che non sia anche l'attuale proprietario del bene. Il caso è stato rinviato per l'accertamento della titolarità dell'immobile.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45425/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due privati contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. I ricorrenti avevano invocato il principio di proporzionalità, date le loro precarie condizioni socio-economiche, e sollevato varie eccezioni procedurali. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e deve essere bilanciato con l'interesse pubblico alla tutela del territorio. Ha inoltre chiarito che l'ordine di demolizione non è una sanzione penale e quindi non è soggetto a prescrizione, ma una misura ripristinatoria dello stato dei luoghi, la cui esecuzione rimane a carico del responsabile dell'abuso anche dopo l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale.
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Ricorso inammissibile: condono edilizio e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che un condono edilizio, rilasciato per opere non ultimate entro i termini di legge, è inefficace. Inoltre, il principio consolidato è che un ricorso inammissibile per manifesta infondatezza impedisce al giudice di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se maturata.
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Frazionamento artificioso: condono edilizio negato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione, confermando che il frazionamento artificioso di un edificio tramite plurime domande di condono, presentate da soggetti diversi per eludere i limiti volumetrici, costituisce una pratica illecita. Tale stratagemma non sana l'abuso, e le eventuali demolizioni eseguite dopo i termini di legge sono irrilevanti.
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Legittimazione condono edilizio: il ruolo del compratore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47637/2024, ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione basandosi su un condono edilizio richiesto dal promissario acquirente. La Corte ha chiarito che la sola stipula di un contratto preliminare non è sufficiente a conferire la legittimazione al condono edilizio, specialmente se l'immobile è già stato acquisito al patrimonio comunale a seguito di inottemperanza all'ordine di demolizione. È necessario un interesse giuridicamente qualificato, che va oltre il mero interesse di fatto, e che il giudice deve verificare con attenzione.
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Condono Edilizio: Limiti e Frazionamento Illegittimo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. La sentenza ribadisce che il condono edilizio non è applicabile a immobili che superano i limiti volumetrici di legge (750 mc) e che il frazionamento artificioso delle domande è un espediente illecito. Inoltre, l'immobile era già stato acquisito dal Comune per inottemperanza, privando i ricorrenti di ogni diritto.
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Condono edilizio: la Cassazione e le istanze separate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. I ricorrenti avevano presentato istanze separate di condono edilizio per singole porzioni di un unico immobile abusivo, nel tentativo di eludere i limiti volumetrici previsti dalla legge. La Corte ha stabilito che tale pratica costituisce un'elusione fraudolenta e ha ribadito che la legittimazione a richiedere la sanatoria spetta solo a chi detiene un interesse giuridicamente qualificato sull'immobile, non un mero interesse di fatto.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La sentenza chiarisce che l'ordine, avendo natura reale, si applica anche ai successivi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede. Viene inoltre sancita l'illegittimità del frazionamento artificioso delle domande di condono per eludere i limiti volumetrici e si ribadisce il carattere vincolato e non discrezionale dell'ordine di demolizione, che non può essere revocato invocando un generico principio di proporzionalità.
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Ordine di demolizione: legittimo se l’abuso persiste
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Nonostante i nuovi proprietari avessero ottenuto un condono, la Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del titolo sanante. In questo caso, il condono era viziato da un frazionamento artificioso delle domande, ideato per eludere i limiti volumetrici di legge, rendendo l'ordine di demolizione pienamente efficace.
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Ordine di demolizione: revoca illegittima per condono
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un grande immobile abusivo. La revoca era stata concessa sulla base di un condono edilizio ottenuto dai nuovi proprietari. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità del condono e ha ravvisato un'ipotesi di frazionamento fraudolento delle domande per eludere i limiti volumetrici. Ha inoltre ribadito che l'ordine di demolizione è una misura obbligatoria a carattere reale, che non viene meno per il solo acquisto da parte di terzi, la cui tutela è demandata a rimedi civilistici.
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Ordine di demolizione: quando non può essere revocato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva revocato un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo. Il giudice dell'esecuzione aveva motivato la revoca sulla base di un permesso in sanatoria ottenuto dai nuovi proprietari. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il giudice avrebbe dovuto verificare la legittimità di tale permesso, che appariva basato su un frazionamento fittizio dell'immobile per eludere i limiti di legge del condono. La sentenza ribadisce che l'ordine di demolizione è un atto dovuto per ripristinare la legalità e non può essere paralizzato da un titolo amministrativo illegittimo.
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Ordine di demolizione: legittimità e condono edilizio
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un grande complesso immobiliare abusivo. Il tribunale aveva accolto le istanze dei nuovi proprietari, basandosi su un condono edilizio e sul principio di proporzionalità. La Procura ha impugnato la decisione, sostenendo che il condono fosse stato ottenuto in modo fraudolento, attraverso un frazionamento artificioso dell'immobile per eludere i limiti volumetrici. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità sostanziale del condono e che l'ordine di demolizione ha natura reale, applicandosi anche ai successivi acquirenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Condono edilizio: no a sanatorie con lavori postumi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro la revoca della sospensione di un ordine di demolizione. Il caso verteva sulla pretesa di rendere un immobile abusivo sanabile attraverso interventi successivi ai termini del condono edilizio. La Corte ha ribadito che i requisiti per il condono devono sussistere alla data di scadenza prevista dalla legge e non possono essere creati artificialmente in un secondo momento, definendo tali tentativi un aggiramento della disciplina legale.
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Condono edilizio e frazionamento: il no della Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione, confermando che il frazionamento fittizio di un immobile per ottenere il condono edilizio è una pratica illecita. La Corte ha chiarito che l'edificio deve essere considerato unitariamente ai fini della sanatoria e che una decisione del giudice amministrativo non vincola il giudice penale se non accerta in via definitiva la legittimità dell'opera.
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