I comproprietari di un immobile abusivo hanno impugnato l'ordine di demolizione, sostenendo di aver ottenuto un permesso in sanatoria dal Comune. Per superare i limiti volumetrici imposti dalla legge, i soggetti avevano presentato diverse domande separate per singole porzioni dello stesso edificio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il limite volumetrico di 750 metri cubi previsto per il condono edilizio non può essere aggirato attraverso il frazionamento fittizio di un unico fabbricato riconducibile a un solo proprietario. Di conseguenza, i ricorsi sono stati respinti, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria, lasciando l'ordine di demolizione pienamente efficace.
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