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Concordato In Appello — Anno 2023

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917 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che, dopo aver aderito al **concordato in appello**, lamentava l'omesso vaglio delle cause di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione, limitando la cognizione del giudice ai soli punti concordati e precludendo il ricorso per Cassazione su questioni di merito o relative all'art. 129 c.p.p.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per bancarotta fraudolenta che aveva precedentemente stipulato un concordato in appello. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione riguardo al calcolo della pena base e degli aumenti applicati. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che l'accordo ex art. 599-bis c.p.p. comporta una rinuncia implicita a far valere vizi sulla determinazione della sanzione, a meno che quest'ultima non risulti palesemente illegale o eccedente i limiti previsti dalla legge. Il concordato in appello limita dunque il potere cognitivo del giudice di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto il concordato in appello per il reato di possesso di documenti falsi, contestava la mancata valutazione del falso grossolano. La sentenza ribadisce che l'adesione al concordato in appello preclude la possibilità di sollevare doglianze relative a motivi rinunciati o alla mancata applicazione del proscioglimento immediato, limitando il ricorso per legittimità a vizi specifici sulla formazione della volontà o sull'illegalità della pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per bancarotta fraudolenta a seguito di un concordato in appello. Il ricorrente contestava la durata delle pene accessorie e il mancato riconoscimento di alcune attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in caso di concordato in appello, l'impugnazione è limitata esclusivamente a vizi della volontà, al mancato consenso del pubblico ministero o all'illegalità della pena. Poiché i motivi addotti riguardavano il merito della decisione e non rientravano nei casi tassativi previsti dalla legge, il ricorso non ha potuto trovare accoglimento.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati che avevano precedentemente stipulato un concordato in appello. Nonostante l'accordo sulla pena e la contestuale rinuncia ai motivi di gravame, i ricorrenti hanno tentato di impugnare la sentenza lamentando la mancata pronuncia di proscioglimento. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello ha effetti preclusivi che si estendono al giudizio di legittimità, rendendo impossibile contestare questioni già oggetto di rinuncia volontaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato e false generalità. Nonostante la condanna iniziale, le parti avevano raggiunto un Concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ottenendo una riduzione della pena. L'imputato ha successivamente impugnato la sentenza lamentando carenze motivazionali sulla sua responsabilità penale. La Suprema Corte ha stabilito che l'adesione al concordato comporta la rinuncia implicita ai motivi di gravame sull'accertamento del reato, rendendo il ricorso non esaminabile.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che contestava la carenza di motivazione sulla pena dopo aver stipulato un concordato in appello. La sentenza ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla sanzione ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., non è possibile impugnare la decisione per vizi di motivazione relativi alla quantificazione della pena, a meno che la stessa non sia illegale. Il concordato in appello limita i motivi di ricorso esclusivamente alla formazione della volontà, alla difformità della sentenza rispetto all'accordo o all'illegalità della sanzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello per reati di droga. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione sul proscioglimento immediato, ma la Corte ha stabilito che tale doglianza non è ammessa dopo un accordo sulla pena. Il concordato in appello comporta infatti la rinuncia ai motivi non concordati, rendendo impugnabile la sentenza solo per illegalità della pena o vizi di volontà.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata condannata per il delitto di evasione a seguito di concordato in appello. La ricorrente contestava la mancata valutazione dei presupposti per il proscioglimento immediato ex art. 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che, una volta perfezionato il concordato in appello, non è possibile sollevare doglianze su motivi rinunciati o sulla mancata applicazione del proscioglimento d'ufficio, salvo il caso di illegalità della pena. Il ricorso è stato dunque rigettato con condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare in sede di legittimità la recidiva e le attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta una rinuncia implicita ai motivi non inclusi nell'intesa, precludendo ogni ulteriore doglianza su tali punti. Il concordato in appello limita infatti la cognizione del giudice e ha effetti preclusivi sull'intero svolgimento processuale successivo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello per reati legati agli stupefacenti, contestava la validità del proprio consenso. Il ricorrente sosteneva che la sua volontà fosse viziata dalla mancata conoscenza dell'impossibilità di accedere alle sanzioni sostitutive. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice ignoranza delle conseguenze giuridiche derivanti da una scelta processuale non configura un vizio della volontà, confermando la definitività dell'accordo sulla pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato, nonostante l'accordo sulla pena raggiunto ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., aveva impugnato il provvedimento lamentando vizi di motivazione sul trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha stabilito che la natura negoziale del provvedimento preclude contestazioni successive sulla misura della pena concordata, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il rigetto è motivato dall'avvenuto concordato in appello, attraverso il quale la parte aveva rinunciato ai motivi di gravame diversi da quelli relativi alla determinazione della pena. Poiché il ricorso in Cassazione riproponeva questioni già oggetto di rinuncia, esso è stato ritenuto manifestamente infondato, con conseguente condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado che aveva ignorato una proposta di concordato in appello formulata dalla difesa con il consenso del Pubblico Ministero. Nonostante l'accordo tra le parti, il giudice di merito aveva irrogato una pena superiore senza fornire alcuna spiegazione circa il rigetto dell'intesa. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene il giudice conservi il potere di vagliare la congruità della pena, l'assenza di motivazione sul diniego del concordato in appello rappresenta un vizio procedurale che impone un nuovo giudizio.
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Concordato in appello: gli effetti sulla confisca
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, intendeva contestare la confisca dei beni. La Suprema Corte ha stabilito che l'adesione al concordato in appello, in assenza di specifiche riserve a verbale, comporta la rinuncia implicita a tutti i motivi di gravame non riguardanti la pena, inclusi quelli relativi alle misure patrimoniali. Inoltre, trattandosi di confisca obbligatoria per reati di usura, la doglianza è stata ritenuta manifestamente infondata.
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Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione circa l'assenza di cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che il concordato in appello limita i motivi di impugnazione, escludendo doglianze sulla valutazione dei presupposti di proscioglimento o sulla misura della pena, a meno che quest'ultima non sia illegale. L'inammissibilità ha comportato anche la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che aveva precedentemente aderito al concordato in appello. Nonostante la difesa lamentasse la mancata partecipazione dell'imputato all'udienza, i giudici hanno rilevato che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. preclude l'impugnazione ordinaria. Inoltre, non risultavano istanze di traduzione depositate, rendendo il ricorso privo di fondamento e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la propria responsabilità e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello è un negozio processuale vincolante: una volta che le parti concordano sulla pena e rinunciano ai motivi di merito, la decisione non può essere impugnata unilateralmente, salvo il caso di illegalità della pena stessa.
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Concordato in appello: l’accordo è vincolante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un **concordato in appello**, ha tentato di contestare il mancato riconoscimento di un'attenuante e l'eccessività della pena. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena, una volta ratificato dal giudice, costituisce un negozio processuale vincolante e non può essere modificato unilateralmente, a meno che la pena concordata non risulti illegale.
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Concordato in appello: validità del consenso
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello per un reato legato agli stupefacenti, ha impugnato la sentenza sostenendo che il giudice non avesse verificato la validità del suo consenso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la censura era formulata in modo generico. La decisione ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., l'impugnazione deve basarsi su vizi specifici e documentati, pena la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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