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Concordato In Appello — Anno 2023

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917 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Ricorso contro Concordato in Appello: Patto è Patto, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza che applicava una pena da loro stessi concordata in appello. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il ricorso per cassazione contro concordato in appello non può essere usato per rimettere in discussione la misura della pena liberamente pattuita. L'impugnazione è consentita solo in casi eccezionali, come un vizio nella formazione della volontà di accordarsi o l'applicazione di una sanzione illegale. Poiché gli imputati si limitavano a una critica generica sulla pena, senza denunciare profili di illegalità, il loro tentativo di modificare l'accordo è stato respinto.
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Concordato in Appello: Pena Ridotta ma Ricorso Inammissibile
Un uomo, condannato per detenzione di cocaina ai fini di spaccio, ottiene una riduzione della pena grazie a un accordo con la Procura, noto come concordato in appello. Nonostante l'accordo, decide di ricorrere in Cassazione lamentando la mancata concessione di attenuanti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito un principio fondamentale: accettare un concordato in appello significa rinunciare a contestare tutti gli elementi che hanno portato alla determinazione della pena, comprese le attenuanti. L'accordo è un pacchetto unico e non può essere rinegoziato o contestato in parte.
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Prescrizione e Concordato in Appello: l’accordo non salva la condanna
Un gestore di un'attività commerciale, condannato per tentata estorsione verso i suoi dipendenti, aveva raggiunto un accordo sulla pena in appello. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il reato fosse già prescritto prima della sentenza d'appello. Le Sezioni Unite hanno chiarito un importante principio: l'accordo sulla pena non implica una rinuncia alla prescrizione. Il giudice ha sempre il dovere di dichiarare l'estinzione del reato se i termini sono scaduti. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna. La sentenza stabilisce un punto fermo sul rapporto tra prescrizione e concordato in appello, affermando la prevalenza della prima.
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Concordato in Appello: Accordo sulla Pena, ma Ricorso Bloccato
Un imputato, condannato per furto in abitazione e resistenza a pubblico ufficiale, aveva raggiunto un accordo sulla pena nel secondo grado di giudizio tramite un concordato in appello. Nonostante l'accordo, ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando che i giudici non avessero motivato la sua colpevolezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che dopo aver accettato un concordato in appello, non è più possibile contestare la propria responsabilità. L'accordo implica una rinuncia a tali motivi. Il ricorso è ammesso solo per vizi nella formazione dell'accordo o per illegalità della pena. L'imputato ha quindi perso il ricorso ed è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Concordato in appello: accetta lo sconto ma ricorre, condannato
Un imputato, condannato per reati contro il patrimonio, ottiene una riduzione di pena grazie a un accordo con la Procura, noto come 'Concordato in appello'. Nonostante l'accordo, decide di ricorrere in Cassazione, lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: dopo aver accettato un Concordato in appello, non è possibile contestare la misura della pena, a meno che questa non sia illegale. L'accordo stesso implica una rinuncia a tali contestazioni. L'imputato viene quindi condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Concordato in Appello: Accordo sulla Pena Blocca il Ricorso
Due persone, condannate per furto e ricettazione, raggiungono un accordo con la Procura per la rideterminazione della pena in secondo grado. Nonostante ciò, presentano ricorso in Cassazione lamentando aspetti che l'accordo stesso aveva superato, come la valutazione della recidiva. La Corte Suprema dichiara i ricorsi inammissibili. Il principio sancito è chiaro: il concordato in appello implica una rinuncia a contestare i punti dell'accordo. Non si può accettare un patto sulla pena e poi impugnare le premesse giuridiche che lo sostengono, salvo il caso di una pena palesemente illegale. L'accordo chiude la discussione sul merito.
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Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Negato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto 'concordato in appello', ha tentato di impugnare la sentenza contestando la sua responsabilità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia implicita a contestare le questioni di merito. L'imputato non può beneficiare di un accordo sulla pena e, contemporaneamente, mettere in discussione la sua colpevolezza. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato a pagare le spese e una sanzione.
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Concordato in appello: l’accordo sulla pena non si può più cambiare
Un imputato, condannato per furto aggravato in abitazione, raggiunge un accordo con la Procura per una riduzione della pena. Successivamente, presenta ricorso in Cassazione lamentando che il giudice non abbia valutato una possibile assoluzione e che la pena concordata sia ingiusta. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: il **concordato in appello** è un accordo vincolante. Accettandolo, l'imputato rinuncia a sollevare altre questioni. La pena pattuita non può essere contestata in un secondo momento, a meno che non sia illegale. L'imputato perde quindi il ricorso e viene condannato a pagare una sanzione.
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Concordato in appello: patteggia la pena ma impugna la colpa
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il cosiddetto 'concordato in appello', ha tentato di impugnare la sua condanna in Cassazione, contestando la sua responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione stabilisce un principio fondamentale: chi accetta il concordato in appello rinuncia implicitamente a contestare la propria colpevolezza. Questo accordo preclude la possibilità di presentare ulteriori ricorsi sui fatti, rendendo l'impugnazione successiva giuridicamente impossibile. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Concordato in Appello: Accordo Fatto, Ricorso in Cassazione Negato
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. Un imputato, condannato per tentato omicidio, aveva raggiunto un accordo in Appello per una pena più mite. Nonostante ciò, ha tentato di impugnare la decisione in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare successivamente la valutazione dei fatti o la mancata assoluzione. Il ricorso per cassazione contro concordato in appello è ammesso solo per vizi specifici, come un difetto di volontà nell'aderire all'accordo, e non per rimettere in discussione il merito della condanna. L'imputato perde e viene condannato a pagare le spese.
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Concordato in Appello: accordo per sconto, ma l’appello è negato
Due persone, condannate per furti in abitazione, ottengono una riduzione della pena grazie a un accordo con la Procura, noto come 'concordato in appello'. Nonostante l'accordo, che prevedeva la rinuncia ad altri motivi di impugnazione, decidono di ricorrere ugualmente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo un principio chiaro: non si può impugnare una sentenza basata su un accordo liberamente sottoscritto. Il 'concordato in appello' chiude la porta a ulteriori contestazioni. Gli imputati sono stati quindi condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Furto e Patteggiamento: Ricorso in Cassazione Inammissibile
Due complici, condannati per il furto di un portafoglio, avevano raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato). Nonostante ciò, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito la totale inammissibilità del ricorso per cassazione, poiché la legge vieta di impugnare una sentenza frutto di un accordo tra le parti. I giudici hanno chiarito che questa regola prevale anche su eventuali nuove leggi più favorevoli, come quella che ha reso il furto perseguibile solo su querela della vittima. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto senza nemmeno essere esaminato nel merito e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali.
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Reato Estinto: Sì a nuova sospensione condizionale della pena
Un amministratore, condannato per bancarotta fraudolenta, si vede negare la possibilità di un accordo in appello che prevedeva la sospensione condizionale della pena. Il motivo del diniego era una sua precedente condanna (con patteggiamento e pena sospesa), nonostante il relativo reato fosse ormai estinto per decorso dei termini. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'estinzione di un reato avvenuta dopo un patteggiamento opera automaticamente e cancella gli effetti della condanna. Di conseguenza, quella vecchia sentenza non può più essere un ostacolo per la concessione di una nuova sospensione condizionale della pena. La Corte d'Appello dovrà quindi riconsiderare la richiesta.
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Concordato in appello: accordo sulla pena blocca il ricorso
Un imputato, condannato per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, aveva raggiunto un accordo sulla pena tramite un **concordato in appello**, rinunciando così a quasi tutti i motivi di impugnazione. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo un errore nel calcolo della pena. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio chiaro: dopo un **concordato in appello**, non è possibile contestare le modalità di calcolo della sanzione. L'unica eccezione è il caso di 'pena illegale', cioè una pena che va oltre i limiti massimi o minimi previsti dalla legge per quel reato. Poiché la pena concordata rientrava in questi limiti, l'accordo ha precluso ogni ulteriore discussione. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese.
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Concordato in Appello: Pena Ridotta ma Ricorso Bloccato
Una persona, condannata per rapina aggravata, ottiene una pena ridotta grazie a un accordo con la Procura, noto come 'concordato in appello'. Nonostante l'accordo, tenta di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiaro: accettare il concordato in appello equivale a rinunciare a futuri ricorsi sui punti concordati. L'unica eccezione, non applicabile al caso, è l'illegalità della pena. Di conseguenza, l'imputato viene condannato a pagare le spese processuali e una sanzione economica.
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Concordato in appello: accetta lo sconto, ma il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione affronta il tema del ricorso dopo un accordo sulla pena. Un imputato, condannato per riciclaggio di un'auto rubata, aveva ottenuto una riduzione della pena tramite un **concordato in appello**. Nonostante l'accordo, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la qualificazione del reato e la recidiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: accettare il **concordato in appello** equivale a una rinuncia a contestare i punti oggetto dell'accordo. L'imputato, avendo patteggiato uno sconto, ha perso il diritto di presentare ulteriori doglianze, salvo il caso di una pena palesemente illegale. Di conseguenza, il suo tentativo di rimettere in discussione la condanna è stato respinto.
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Ricorso contro concordato in appello: Accordo sulla pena, poi il ripensamento
Un imputato per furto aggravato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello, presenta ricorso in Cassazione. Sostiene che il giudice avrebbe dovuto assolverlo invece di ratificare l'accordo. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello è possibile solo per vizi formali dell'accordo (es. difetto di volontà) o per illegalità della pena, non per rimettere in discussione la colpevolezza. L'accordo sulla pena, una volta raggiunto, preclude un ripensamento basato sul merito della vicenda.
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Concordato in Appello: Accordo sulla Pena ma poi la Contesta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza basata su un concordato in appello. L'imputato contestava il calcolo della pena, ma i giudici hanno ribadito un principio fondamentale: una volta accettato l'accordo, non si può più contestare la pena, a meno che non sia palesemente illegale (cioè fuori dai limiti di legge o di tipo diverso). Il ricorso contro un concordato in appello è ammesso solo per vizi del consenso o se il giudice si discosta dall'accordo. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento di una sanzione.
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Concordato in appello: accordo sulla pena blocca il ricorso
Tre imputati, condannati per ricettazione e tentato furto, avevano raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il cosiddetto 'concordato in appello'. Nonostante l'accordo, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare la loro responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Il principio sancito è chiaro: chi accetta un concordato in appello rinuncia automaticamente a tutti gli altri motivi di impugnazione. L'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo totale, rendendo impossibile qualsiasi ulteriore contestazione della sentenza davanti alla Cassazione.
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Concordato in Appello: Accetta la Pena ma fa Ricorso, la Cassazione lo Blocca
Un imputato, condannato per rapina e lesioni, raggiunge un accordo sulla pena con la Procura attraverso il cosiddetto 'concordato in appello'. Nonostante l'accordo, decide di presentare ricorso in Cassazione contestando un'aggravante. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: dopo aver accettato un concordato in appello, non è più possibile impugnare la sentenza per motivi che sono stati oggetto di rinuncia implicita con l'accordo stesso. L'impugnazione è permessa solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo. Di conseguenza, l'imputato viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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