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Competenza Magistrato Sorveglianza

12 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenuto protetto non pentito: la Cassazione sulla competenza
Un detenuto, non collaboratore di giustizia ma sottoposto a programma di protezione per legami familiari, chiede un permesso premio. Nasce un conflitto sulla competenza del magistrato di sorveglianza tra l'ufficio del luogo di detenzione (Bologna) e quello di Roma, previsto per i soggetti protetti. La Corte di Cassazione risolve il dubbio: la competenza speciale del Magistrato di Sorveglianza di Roma si applica a chiunque sia formalmente inserito in un programma di protezione, a prescindere dal motivo. Ciò che conta è lo status di 'protetto', non il ruolo di collaboratore. Vince quindi la tesi che privilegia il dato letterale della norma.
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Competenza magistrato sorveglianza: decide il luogo
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra i magistrati di sorveglianza di Napoli e Cosenza. La Corte stabilisce che la competenza magistrato sorveglianza per decidere sull'istanza di un detenuto agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica spetta al giudice del luogo in cui si trova la comunità al momento della richiesta, e non al giudice che ha emesso il provvedimento originario. La decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 677, comma 1, del codice di procedura penale.
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Competenza magistrato sorveglianza: decide il luogo
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Magistrati di Sorveglianza, stabilendo un principio chiaro: per decidere su un'istanza di permesso premio, la competenza territoriale spetta al magistrato del luogo in cui il detenuto si trovava al momento della presentazione della richiesta. Nel caso di specie, un detenuto aveva presentato istanza a Palermo e, nonostante il successivo trasferimento, la Corte ha confermato la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Palermo, annullando il provvedimento che declinava la competenza.
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Competenza magistrato sorveglianza: domicilio o detenzione?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due magistrati di sorveglianza. La questione verteva sulla determinazione del giudice competente per l'esecuzione di una pena sostitutiva (detenzione domiciliare): quello del luogo di detenzione del condannato o quello del suo domicilio. La Corte ha stabilito che la competenza del magistrato di sorveglianza si radica nel luogo di domicilio del condannato, in base alla norma speciale che prevale sulla regola generale del codice di procedura penale.
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Competenza magistrato sorveglianza: chi decide?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42346/2024, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra due uffici giudiziari. Ha stabilito che la competenza del magistrato di sorveglianza per la gestione di una pena sostitutiva, come la detenzione domiciliare, spetta al giudice del territorio dove la pena viene effettivamente eseguita, seguendo quindi il condannato in caso di trasferimento per lavoro.
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Competenza Magistrato Sorveglianza: chi decide?
La Corte di Cassazione interviene su un conflitto di competenza tra due magistrati di sorveglianza (Napoli e Catanzaro) riguardo a un condannato in detenzione domiciliare che aveva cambiato il luogo di svolgimento del suo programma terapeutico. La Corte ha stabilito che la competenza del magistrato di sorveglianza non è fissa, ma segue il luogo di effettiva esecuzione della misura. Di conseguenza, ha assegnato la competenza a un terzo magistrato, quello di Reggio Calabria, nel cui territorio il condannato risiedeva e svolgeva il programma.
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Competenza magistrato sorveglianza e trasferimento
La Cassazione risolve un conflitto di competenza magistrato sorveglianza, stabilendo che la giurisdizione si radica nel luogo di detenzione al momento dell'avvio della procedura. Il successivo trasferimento del detenuto è irrilevante grazie al principio di *perpetuatio iurisdictionis*.
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Competenza magistrato sorveglianza: domicilio vs residenza
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Magistrati di sorveglianza, stabilendo che, per un condannato libero, la competenza territoriale si determina in base al domicilio eletto, specialmente quando la residenza anagrafica risulta meramente fittizia, come quella presso un istituto penitenziario dopo la scarcerazione. La decisione sottolinea l'importanza dell'elezione di domicilio come criterio prevalente per individuare il giudice competente.
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Competenza magistrato sorveglianza: il luogo decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Magistrati di Sorveglianza, stabilendo che, in caso di pena sostitutiva come la detenzione domiciliare, la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui la pena viene effettivamente eseguita, anche se il condannato cambia residenza dopo la condanna. Questa decisione si fonda sul principio del 'forum executionis', garantendo che il controllo giudiziario sia sempre vicino al luogo di esecuzione della pena.
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Competenza magistrato sorveglianza: dove si sconta?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Magistrati di Sorveglianza sorto in merito alla conversione di una pena pecuniaria. Ribadendo un principio consolidato, la Corte stabilisce che la competenza magistrato sorveglianza spetta a quello del luogo in cui si trova il condannato al momento della richiesta, garantendo così certezza e uniformità procedurale.
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Competenza magistrato sorveglianza e trasferimento
Un detenuto presenta istanza di liberazione anticipata e, durante la pendenza del procedimento, viene trasferito in un altro istituto penitenziario dove presenta una nuova istanza più ampia. La Corte di Cassazione risolve il conflitto sorto, stabilendo una divisione della competenza del magistrato di sorveglianza: il giudice originario resta competente per la prima istanza (principio di perpetuatio jurisdictionis), mentre il giudice del nuovo luogo di detenzione lo è per la parte nuova della domanda (principio del locus detentionis).
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Competenza magistrato sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra diversi Magistrati di sorveglianza in merito a una richiesta di rateizzazione della pena pecuniaria. La Corte ha stabilito che la competenza territoriale spetta al magistrato del luogo in cui il condannato si trovava detenuto al momento della presentazione della richiesta, indipendentemente da successivi trasferimenti. Nel caso specifico, è stato dichiarato competente il Magistrato di sorveglianza di Viterbo, poiché il richiedente era nel carcere di Rieti al momento della domanda.
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