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Cessazione Della Materia Del Contendere — Anno 2022

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685 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cessazione Della Materia Del Contendere

Provvedimenti

Definizione agevolata della lite: processo estinto in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per imposte dirette e IVA relative all'anno 2005. La contribuente ha impugnato l'atto e la vicenda è giunta fino alla Corte di Cassazione dopo decisioni parzialmente favorevoli nei gradi di merito. Prima dell'udienza pubblica di legittimità, la società ha dimostrato il pagamento integrale delle somme dovute aderendo alla misura straordinaria di pace fiscale. La società ha quindi richiesto l'estinzione del processo. L'ente creditore non ha sollevato obiezioni. I giudici hanno dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando la piena validità della definizione agevolata della lite e disponendo la compensazione integrale delle spese tra le parti in causa.
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Definizione agevolata delle cartelle: lite chiusa senza spese
Il Contribuente impugnava una cartella esattoriale emessa dall'ente di riscossione. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il debitore aderiva alla definizione agevolata delle cartelle e versava regolarmente tutte le somme quantificate dalla legge. Il difensore del cittadino depositava quindi memoria di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. I magistrati hanno compensato integralmente le spese di lite, ponendole a carico di chi le aveva anticipate, ed escluso l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato poiché l'estinzione non equivale a una soccombenza processuale.
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Fisco contro eredi: definizione agevolata delle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate contestava la definizione agevolata delle liti fiscali richiesta da due eredi per un avviso di liquidazione su imposte di successione. Secondo l'amministrazione finanziaria, l'atto costituiva una mera richiesta esecutiva di somme derivante da un precedente accertamento ormai definitivo e non un autonomo atto impositivo condonabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando l'estinzione della lite. I giudici hanno chiarito che l'avviso di liquidazione assume natura impositiva quando ridetermina la base imponibile, disconoscendo passività ereditarie o quantificando maggiori imposte e sanzioni per la prima volta. Di conseguenza, la controversia rientra a pieno titolo tra quelle sanabili tramite definizione agevolata.
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Definizione agevolata delle liti: stop al processo col Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente il mancato versamento di imposte relative a IRAP, IVA e IRPEF per l'anno 2008. Dopo sentenze contrastanti nei gradi di merito, la causa approdava davanti alla Corte di Cassazione su ricorso del cittadino. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle liti prevista dalla normativa sulla pace fiscale, versando l'importo necessario per perfezionare la sanatoria. L'amministrazione finanziaria ha formalizzato l'avvenuto pagamento e ha chiesto la chiusura della lite. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: Fisco bloccato
L'Amministrazione Finanziaria contestava a una società holding estera una presunta esterovestizione per elusione delle imposte sui redditi in Italia. Dopo l'annullamento dell'atto impositivo in appello, il Fisco proponeva ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi del Decreto Legge 119 del 2018, provvedendo al versamento degli importi dovuti e depositando la relativa documentazione. L'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge né ha richiesto la prosecuzione della causa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia della chiusura anticipata ed escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico delle parti.
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Plusvalenza cessione terreno: la revoca annulla la lite
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente una maggiore Irpef per l'omessa dichiarazione dei redditi relativi alla plusvalenza cessione terreno. Il Fisco ha qualificato l'area come suolo edificabile. La contribuente ha sostenuto l'erroneità del calcolo, provando la natura di terreno lottizzato. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la parte ha presentato ricorso per revocazione e contemporaneamente ricorso per Cassazione. I giudici regionali hanno accolto la revocazione con sentenza passata in giudicato, riconoscendo la lottizzazione del fondo. La Corte di Cassazione ha preso atto della decisione definitiva e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese di lite.
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Accertamento Fiscale e Definizione Agevolata: Esito della Lite
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una casalinga un presunto reddito non dichiarato tramite accertamento sintetico. L'ufficio ha basato la pretesa su acquisti di beni di valore, tra cui un'automobile e una villa. La contribuente ha impugnato gli atti sostenendo la tracciabilità delle risorse fornite dal nucleo familiare, ma i giudici di merito hanno respinto i ricorsi per assenza di prova documentale. La contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando il dovuto all'ente di riscossione e notificando la relativa documentazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Accertamento su auto d’epoca e definizione agevolata
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un cittadino un reddito non dichiarato tramite accertamento sintetico, basandosi sul possesso di cinque auto d'epoca e tre immobili a fronte di guadagni minimi denunciati. Dopo decisioni contrastanti nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del procedimento, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata della lite pendente e ha saldato l'intero importo dovuto. L'ente impositore ha confermato la regolarità del pagamento. I giudici hanno dichiarato l'estinzione della causa per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione totale delle spese di giudizio ed escludendo l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato.
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Consumazione dell’impugnazione: valido il nuovo ricorso
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti emesso dal Comune. Nel primo grado, la società non si è costituita tempestivamente dopo la prima notifica e ha quindi notificato un secondo ricorso identico entro i termini di legge. I giudici regionali hanno dichiarato inammissibile l'atto applicando il principio di consumazione dell'impugnazione. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, stabilendo che nel contenzioso tributario il contribuente può notificare un nuovo ricorso finché non siano scaduti i termini generali per impugnare l'atto impositivo, superando così l'erronea preclusione processuale.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente maggiori ricavi e costi non inerenti relativi a IRPEF, IRAP e IVA. La lite è giunta fino alla Corte di Cassazione dopo decisioni parzialmente favorevoli all'amministrazione finanziaria nei primi gradi di giudizio. Durante il ricorso, la contribuente ha presentato formale domanda di definizione agevolata della controversia per sanare il debito fiscale. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura e ha chiesto la chiusura della lite. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. I giudici hanno posto le spese a carico di chi le ha anticipate ed escluso il pagamento del doppio contributo unificato.
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Intrasmissibilità delle sanzioni: il debito non passa agli eredi
L'Ispettorato del Lavoro ha notificato una pesante sanzione pecuniaria a un procuratore aziendale per violazioni riguardanti l'impiego irregolare di personale. Il procuratore ha contestato la sanzione nei primi due gradi di giudizio e ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento di legittimità, il ricorrente è deceduto. La Suprema Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere. I giudici hanno ribadito il principio di intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi: il decesso dell'autore della violazione estingue per legge ogni obbligazione di pagamento. L'ordinanza-ingiunzione perde efficacia e i familiari del defunto non devono pagare la somma contestata.
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Definizione agevolata: stop al ricorso ed estinzione del debito
Una società contribuente riceve un avviso di accertamento ICI da parte del Comune per il possesso di terreni edificabili. La contribuente contesta la validità della delega al funzionario comunale e la congruità del valore economico attribuito ai beni. La lite prosegue fino alla Corte di Cassazione, dove la società sceglie di accedere alla procedura di definizione agevolata dei carichi tributari, pagando le rate previste e rinunciando al ricorso. I giudici di legittimità dichiarano estinto il processo per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. Questa pronuncia chiude formalmente la controversia, stabilendo la compensazione delle spese legali ed escludendo l'addebito di sanzioni processuali a carico della società.
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Definizione agevolata: stop al ricorso ed estinzione del debito
Una società contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento riguardanti l'imposta comunale sugli immobili per varie annualità pregresse. Durante il procedimento di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo, completando integralmente i pagamenti rateali previsti dal piano concordato con l'agente della riscossione. A seguito dell'adempimento e della formale rinuncia alla lite, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre disposto la compensazione delle spese legali, escludendo l'obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Società a ristretta base sociale: utili neri presunti ai soci
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di gestione di apparecchi da gioco ricavi non dichiarati per oltre mezzo milione di euro. L'Ufficio ha esteso l'accertamento ai quattro soci, applicando la presunzione di distribuzione degli utili non registrati. La verifica fiscale si basava sui dati telematici ufficiali trasmessi dai Monopoli di Stato, i quali superavano i compensi formalmente certificati. Due soci hanno definito la propria posizione tramite sanatoria fiscale, estinguendo la vertenza. La società e gli altri soci hanno contestato l'uso delle presunzioni e la mancata considerazione degli accordi privati con gli esercenti dei locali. I giudici hanno confermato la legittimità della pretesa erariale, ribadendo che in presenza di una società a ristretta base sociale i maggiori utili si presumono ripartiti tra i soci.
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Definizione agevolata delle liti: stop al debito e processo chiuso
La vicenda nasce dalla contestazione dell'Agenzia delle Entrate contro La Contribuente per la decadenza dai benefici fiscali prima casa, con richiesta di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. Dopo la vittoria dell'amministrazione nel giudizio di appello, la cittadina ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando integralmente le somme previste dalla legge e depositando la ricevuta di pagamento. A fronte dell'avvenuto saldo del debito concordato, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre confermato che le spese processuali restano a carico di chi le ha sostenute e hanno escluso la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una contribuente un maggior reddito di partecipazione societario per l'anno d'imposta 2003. Dopo le pronunce favorevoli alla contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Amministrazione Finanziaria proponeva ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia. L'ufficio tributario non ha respinto la richiesta nei termini e nessuna delle parti ha depositato l'istanza per proseguire la causa. La Suprema Corte ha verificato il rispetto di tutti i requisiti di legge e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese legali del processo sono rimaste a carico della parte che le aveva già anticipate.
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Definizione agevolata: lite fiscale chiusa e debito estinto
Un contribuente impugna una cartella di pagamento IRPEF derivante da un precedente giudizio estinto. I giudici tributari respingono il ricorso sia in primo sia in secondo grado. L'interessato propone quindi ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, il contribuente aderisce alla definizione agevolata dei carichi pendenti e versa per intero le somme dovute. Successivamente deposita la prova dei pagamenti e chiede di dichiarare conclusa la controversia. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere per via dell'integrale pagamento del debito rottamato. Ciascuna parte sopporta le spese sostenute e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Lite col Fisco: la definizione agevolata della lite chiude la causa
Una contribuente e l'ente di riscossione hanno intrapreso una complessa controversia tributaria giunta fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto di accedere alla definizione agevolata della lite prevista dalla legge. Entrambe le parti hanno depositato memorie scritte confermando l'accordo e chiedendo la chiusura del contenzioso. I giudici hanno preso atto della concorde volontà e hanno dichiarato l'estinzione del procedimento giudiziario, disponendo l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado favorevole a una contribuente, relativa a un atto impositivo per maggior reddito di partecipazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della normativa fiscale vigente. L'amministrazione finanziaria non ha respinto l'istanza nei termini di legge e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione della causa. La Suprema Corte ha accertato la regolarità della procedura e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese giudiziali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza favorevole ottenuta da una contribuente in merito a plurimi avvisi di liquidazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di sanatoria pagando gli importi previsti dalla legge. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare versamento delle somme dovute e ha chiesto ai giudici di chiudere la causa. La Corte di Cassazione ha accertato il perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che la definizione agevolata della lite comporta la compensazione delle spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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