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Autorizzazione Unica

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un provvedimento amministrativo che unifica tutte le autorizzazioni necessarie per la costruzione e l'esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, con lo scopo di semplificare l'iter.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Impianti Fotovoltaici: Sanzioni per Mancato Completamento Lavori
Due Imprenditori hanno costruito e avviato impianti fotovoltaici senza completare tutte le opere edilizie e le comunicazioni richieste dall'autorizzazione unica. La Provincia ha imposto sanzioni amministrative impianti fotovoltaici. I giudici di merito hanno confermato le sanzioni. La Cassazione ha respinto il ricorso degli Imprenditori. Ha ribadito che l'avvio dell'impianto presuppone il completamento integrale di tutti i lavori e l'adempimento di ogni prescrizione dell'autorizzazione unica. La Corte ha anche confermato la correttezza del calcolo delle sanzioni, basato sulla potenza dell'impianto. La sentenza sottolinea l'importanza del rispetto delle normative per evitare sanzioni amministrative impianti fotovoltaici.
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Autorizzazione impianto idroelettrico: il PEAR prevale sulle circolari
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di alcuni Proprietari contro l'autorizzazione unica per un impianto idroelettrico rilasciata a un'Azienda dalla Provincia. I Proprietari contestavano l'applicazione delle norme regionali sul Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che individuava aree non idonee per tali impianti, e il rispetto delle distanze legali. La Corte ha accolto il primo motivo, affermando che il divieto di localizzazione stabilito dal PEAR si applica alle istanze di autorizzazione unica presentate dopo la sua entrata in vigore, anche se la concessione di derivazione acqua era precedente. Le circolari interpretative non possono modificare la legge. Di conseguenza, la Corte ha annullato l'autorizzazione impianto idroelettrico, accogliendo le ragioni dei Proprietari e cassando la sentenza precedente.
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Misure compensative impianti energetici: la Cassazione rinvia
Una Societa' Energetica ha ottenuto l'autorizzazione per realizzare un impianto idroelettrico. Successivamente ha siglato un accordo con l'Ente Locale impegnandosi a versare 130.000 euro come indennizzo ambientale. A fronte del mancato pagamento, l'Ente Locale ha emesso un'ingiunzione fiscale. La Corte d'Appello ha annullato la clausola e l'ingiunzione, rilevando la nullita' delle pattuizioni economiche autonome esterne alla conferenza dei servizi. L'Ente Locale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa in pubblica udienza data la complessita' della materia inerente alle misure compensative impianti energetici.
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Vincolo paesaggistico ed eolico: la Cassazione rinvia la lite
Un'impresa energetica richiede l'autorizzazione per realizzare un parco eolico. La Soprintendenza blocca i lavori richiamando vecchie proposte di tutela territoriale mai finalizzate. La questione approda alla giustizia amministrativa, che dichiara improcedibile la causa dopo l'adozione formale dei decreti ministeriali di tutela. L'impresa impugna tale decisione in Cassazione e contemporaneamente ottiene dal tribunale amministrativo l'annullamento dei decreti ministeriali impositivi della tutela territoriale. La Suprema Corte accoglie l'istanza difensiva societaria e rinvia la trattazione a nuovo ruolo. I giudici di legittimità attendono la definizione del giudizio amministrativo d'appello, poiché l'eventuale cancellazione retroattiva del vincolo paesaggistico riaprirebbe l'interesse dell'impresa a realizzare l'impianto eolico.
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Impianti da fonti rinnovabili: stop ai divieti dei Comuni
Un Comune ha impugnato l'autorizzazione concessa dalla Regione a una Società per realizzare due piccoli impianti idroelettrici. Secondo il Comune, l'area era protetta e contigua a un parco nazionale, rendendola assolutamente non idonea a ospitare impianti da fonti rinnovabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune. I giudici hanno chiarito che non esistono divieti assoluti e generalizzati di installazione basati solo sulla tipologia di area. La valutazione di idoneità deve avvenire caso per caso attraverso un procedimento unico e una specifica valutazione di incidenza ambientale. Poiché l'istruttoria regionale aveva escluso impatti negativi sull'ambiente, l'autorizzazione è stata ritenuta pienamente legittima. Il Comune è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
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Impianti energetici e diniego: la giurisdizione esclusiva al TAR
La Società Energetica ha impugnato il diniego della Regione al rilascio dell'autorizzazione unica per un impianto a biomasse. La società ha chiesto alla Cassazione di dichiarare la competenza del giudice ordinario, sostenendo che il ritardo della Regione avesse leso il proprio diritto soggettivo. Le Sezioni Unite hanno respinto la richiesta, confermando la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che le controversie sulla produzione di energia e sui relativi provvedimenti pubblici rientrano interamente nella competenza del giudice amministrativo, poiché coinvolgono l'esercizio di poteri pubblici e una stretta correlazione tra diritti e interessi legittimi.
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Giurisdizione esclusiva: il diniego energetico spetta al TAR
La Società ha impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale il diniego della Regione relativo al rilascio dell'autorizzazione per un impianto a biomasse. Successivamente, la stessa Società ha chiesto alla Corte di Cassazione di dichiarare la competenza del giudice ordinario. La ricorrente sosteneva che il superamento dei termini procedimentali da parte dell'amministrazione avesse trasformato la sua posizione in un diritto soggettivo perfetto. Le Sezioni Unite hanno respinto il ricorso. La Corte ha confermato la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La materia dell'energia e delle relative autorizzazioni rientra infatti interamente nella competenza esclusiva del giudice amministrativo, poiché coinvolge l'esercizio di poteri pubblici autoritativi.
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Comportamento scorretto PA: risarcimento e giurisdizione
Una società ha citato in giudizio un'amministrazione regionale per danni derivanti da un grave ritardo nel rilascio di un'autorizzazione per un impianto idroelettrico. Tale ritardo, causato da un comportamento scorretto della PA, ha impedito alla società di accedere a incentivi pubblici, rendendo il progetto economicamente svantaggioso. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha stabilito che la domanda di risarcimento basata sulla violazione dei principi di buona fede e legittimo affidamento, e non sulla legittimità dell'atto amministrativo finale, rientra nella giurisdizione del Giudice Ordinario.
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Inammissibilità ricorso merito: Cassazione chiarisce
Una società energetica si è vista negare l'autorizzazione per un impianto idroelettrico. Dopo il rigetto del ricorso da parte del Tribunale Superiore delle Acque, la società ha adito la Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso merito, stabilendo che la Corte non può riesaminare le valutazioni di fatto e le scelte discrezionali della Pubblica Amministrazione, come la qualità delle acque o l'impatto ambientale. Il suo ruolo è limitato al controllo della legittimità e dei vizi procedurali, non a sostituirsi nel giudizio tecnico-amministrativo.
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Autorizzazione unica: il potere della Regione
Un Comune ha contestato una autorizzazione unica rilasciata da una Regione per un impianto idroelettrico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il provvedimento era legittimo. Decisivo è stato un sopralluogo congiunto con la Soprintendenza, che ha accertato l'assenza di valore monumentale delle opere interessate, superando così i dubbi iniziali sulla tutela culturale.
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