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Atto Politico

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto emanato dal Governo nell'esercizio della sua funzione politica, libero nel fine e non soggetto al controllo del giudice. La Corte ha chiarito che le misure di gestione sanitaria non rientrano in questa categoria, essendo atti amministrativi soggetti alla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità Amministrativa: discrezionalità vs. danno erariale
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di responsabilità amministrativa riguardante l'erogazione illecita di fondi pubblici da parte di funzionari del Comune di Roma. Questi fondi erano destinati a progetti sportivi e culturali, ma la procedura adottata era irregolare, una sorta di 'procedura ibrida'. La Corte dei Conti aveva condannato i funzionari per danno erariale. L'ex Presidente dell'Assemblea Capitolina ha presentato ricorso, sostenendo che le sue direttive fossero 'atti politici' e quindi non sindacabili (non controllabili) dalla Corte dei Conti. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la giurisdizione della Corte dei Conti per la responsabilità amministrativa quando vengono violate le norme che delimitano la discrezionalità.
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Incarichi dirigenziali pubblici: risarcimento per nomine viziate
Una dipendente pubblica di livello dirigenziale ha citato in giudizio l'Ente regionale datore di lavoro per essere stata esclusa dalla nomina al vertice amministrativo dell'ente. L'incarico era stato attribuito a un altro collega privo del diploma di laurea prescritto, senza alcuna selezione comparativa dei profili. La lavoratrice ha richiesto il risarcimento del danno per perdita di chance. I giudici di merito avevano respinto la domanda qualificando la nomina come atto politico discrezionale basato su una scelta fiduciaria insindacabile. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni precedenti. Il conferimento di incarichi dirigenziali pubblici costituisce un atto di natura tecnica e gestionale regolato dai principi di correttezza, buona fede, trasparenza e imparzialità. La mancata comparazione motivata tra i candidati integra un inadempimento contrattuale della Pubblica Amministrazione che giustifica la tutela risarcitoria del candidato escluso.
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Atto politico e sede diplomatica: il privato non decide la sede
Una società immobiliare acquista all'asta un palazzo occupato dall'ambasciata di uno Stato estero priva di titolo. La proprietaria chiede al Ministero degli Esteri di revocare il riconoscimento diplomatico della sede per recuperare il bene. Il Ministero rifiuta l'intervento in virtù degli accordi internazionali. La società ricorre quindi contro l'inerzia ministeriale. Le Sezioni Unite della Cassazione confermano il rigetto delle domande. La controversia affronta il rapporto tra atto politico e sede diplomatica. La gestione delle relazioni diplomatiche appartiene alla politica estera dello Stato e non a un procedimento amministrativo. Il Governo non ha alcun obbligo di agire a vantaggio del singolo proprietario. La società deve far valere le proprie ragioni creditorie davanti al giudice ordinario contro lo Stato straniero.
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Voto pro-casinò: da condannati a immuni per insindacabilità
La Corte di Cassazione chiude il caso contro alcuni consiglieri regionali, accusati di danno erariale per aver approvato un finanziamento milionario a una società pubblica che gestiva un casinò. Inizialmente condannati dalla Corte dei Conti, i consiglieri hanno visto la loro posizione ribaltata. La Corte Costituzionale ha stabilito che la loro delibera era un atto politico-strategico, espressione della loro funzione. Pertanto, la decisione era protetta dal principio di insindacabilità del consigliere regionale. Questa immunità ha reso illegittima la condanna per danno erariale, portando la Cassazione a dichiarare estinto il processo per mancanza di oggetto. I consiglieri vincono la causa e non devono risarcire alcun danno.
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Risarcimento danni pandemia: decide il giudice amministrativo
L'ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione affronta la questione della giurisdizione nelle cause di risarcimento danni promosse dai familiari delle vittime della pandemia contro lo Stato. I cittadini lamentavano omissioni e inadempienze nella gestione dell'emergenza sanitaria. La Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice amministrativo, poiché le doglianze non riguardano la violazione di un diritto soggettivo isolato, ma investono le modalità di organizzazione e gestione del Servizio Sanitario Nazionale, materia di giurisdizione esclusiva amministrativa.
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Azione revocatoria: rinuncia stipendio e giurisdizione
Una ex moglie agisce con azione revocatoria contro la rinuncia all'indennità di carica del suo ex marito, sindaco di un comune, per tutelare il proprio credito per il mantenimento del figlio. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite conferma la giurisdizione del giudice ordinario, respingendo la tesi del Comune secondo cui si tratterebbe di un atto politico di competenza del giudice amministrativo. La Corte stabilisce che la rinuncia a un credito è un atto di disposizione patrimoniale di natura privata, anche se compiuto da un pubblico ufficiale, e come tale può essere soggetto ad azione revocatoria.
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Difetto assoluto di giurisdizione: il caso politico
Una cittadina ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che l'adesione all'Unione Europea e l'adozione dell'euro rappresentassero una cessione illegittima di sovranità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il difetto assoluto di giurisdizione, affermando che i tribunali non possono giudicare le scelte di natura puramente politica del Parlamento e del Governo, come la ratifica di trattati internazionali, in virtù del principio di separazione dei poteri.
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