La Corte di Cassazione chiude il caso contro alcuni consiglieri regionali, accusati di danno erariale per aver approvato un finanziamento milionario a una società pubblica che gestiva un casinò. Inizialmente condannati dalla Corte dei Conti, i consiglieri hanno visto la loro posizione ribaltata. La Corte Costituzionale ha stabilito che la loro delibera era un atto politico-strategico, espressione della loro funzione. Pertanto, la decisione era protetta dal principio di insindacabilità del consigliere regionale. Questa immunità ha reso illegittima la condanna per danno erariale, portando la Cassazione a dichiarare estinto il processo per mancanza di oggetto. I consiglieri vincono la causa e non devono risarcire alcun danno.
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