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Amministrazione Straordinaria

514 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una procedura concorsuale speciale riservata a grandi imprese in stato di insolvenza, finalizzata a conservare il patrimonio produttivo dell'azienda attraverso la prosecuzione dell'attività.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Fondo di Garanzia INPS: CIGS e mensilità arretrate, la Cassazione decide
Una lavoratrice ha chiesto al Fondo di Garanzia INPS il pagamento di tre mensilità arretrate, riferite a un periodo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) prima della dichiarazione di insolvenza. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo che le mensilità dovute fossero quelle immediatamente precedenti il licenziamento, nonostante l'assenza di effettiva prestazione lavorativa. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che, per il Fondo di Garanzia INPS, i periodi di CIGS, senza maturazione di diritti salariali, devono essere neutralizzati nel calcolo delle ultime tre mensilità. Il ricorso della lavoratrice è stato quindi respinto.
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Nullità clausole interessi bancari: la Cassazione conferma i rimborsi
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società in Amministrazione Straordinaria che aveva ottenuto la dichiarazione di nullità clausole interessi bancari ultralegali e la capitalizzazione trimestrale su cinque contratti di conto corrente, con conseguente condanna della Banca alla restituzione di oltre 500.000 euro. La Banca e la società avevano presentato ricorsi separati. La Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, confermando implicitamente le decisioni precedenti e il diritto della società alla restituzione delle somme indebitamente addebitate.
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Indennità Alloggio Estero: Non Sempre Retributiva per il TFR
Un Lavoratore ha chiesto il riconoscimento di crediti, inclusa l'indennità di alloggio per lavoro all'estero, da includere nel calcolo del T.f.r. (Trattamento di Fine Rapporto) presso un'Azienda Aerea in Amministrazione Straordinaria. Il Tribunale ha parzialmente ammesso i crediti, ma ha escluso l'indennità di alloggio dalla base di calcolo del T.f.r., ritenendo che non avesse `natura retributiva`. Il Lavoratore ha impugnato la decisione, sostenendo la `natura retributiva` dell'indennità. La Corte Suprema ha però respinto il ricorso, confermando che l'indennità di alloggio, se finalizzata a coprire spese nell'interesse esclusivo del datore o priva di continuità, non ha `natura retributiva` e non incide sul T.f.r. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Licenziamento collettivo illegittimo: reintegra e cessione
Un'azienda aerea avviava una procedura di licenziamento collettivo e licenziava un dipendente ritenendo la sua posizione infungibile ed eccedente. Nel frattempo l'azienda cedeva il ramo d'attività a una seconda società. Il lavoratore contestava la scelta datoriale perché l'impresa non aveva confrontato le sue competenze con quelle di colleghi di pari livello in altri reparti. La Corte d'Appello dichiarava illegittimo il licenziamento collettivo, ordinando alla nuova società di reintegrare il dipendente e condannando entrambe le aziende al risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione a favore del lavoratore: la comparazione deve considerare l'intera professionalità maturata dal dipendente e il trasferimento d'azienda garantisce la continuità del rapporto di lavoro.
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Trasferimento d’azienda e reintegrazione: tutele per i dipendenti
La vicenda nasce dall'impugnazione di un licenziamento illegittimo intimato nell'ambito di una procedura collettiva da una compagnia aerea cedente a una dipendente. In seguito alla cessione del compendio aziendale a una nuova società, la lavoratrice ha chiesto giudizialmente l'annullamento del recesso e il passaggio del rapporto di lavoro alla società acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento del recesso e il diritto della dipendente alla prosecuzione del rapporto presso la società cessionaria. I giudici hanno chiarito che il trasferimento d'azienda e reintegrazione operano pienamente, poiché gli accordi sindacali in deroga non possono sopprimere la tutela dell'occupazione preesistente in contrasto con le norme comunitarie. Di conseguenza, l'azienda cedente risponde delle indennità risarcitorie, mentre la cessionaria deve reintegrare la dipendente.
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Sospensione giudizio fallimentare: la Cassazione annulla la decisione
Un'azienda in Amministrazione Straordinaria aveva escluso il credito di un'altra società per servizi di revisione. La società creditrice ha presentato opposizione allo stato passivo. Il Tribunale di primo grado ha sospeso questo giudizio, ritenendo che una causa di responsabilità pendente in un altro tribunale fosse pregiudiziale. La società creditrice ha impugnato la decisione con un regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha annullato la sospensione giudizio fallimentare, ribadendo che le domande di credito contro un'impresa in procedura concorsuale devono essere trattate esclusivamente all'interno della procedura stessa, senza possibilità di sospensione per cause ordinarie.
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Prededuzione credito professionale: quando non spetta in amministrazione straordinaria
Un professionista ha chiesto il riconoscimento di un credito per prestazioni svolte prima dell'apertura dell'amministrazione straordinaria di un'azienda, in particolare per la preparazione della domanda di ammissione a tale procedura. Il Tribunale ha escluso la prededuzione credito professionale, cioè il diritto a essere pagato con priorità, ritenendo che le norme sull'amministrazione straordinaria non prevedano tale privilegio per attività pre-procedura e che non fosse applicabile la legge fallimentare. Il professionista ha poi rinunciato al ricorso in Cassazione, portando all'estinzione del giudizio e alla compensazione delle spese legali.
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Pagamento contestato: la Revocatoria fallimentare e la crisi aziendale
L'Azienda in Amministrazione Straordinaria ha chiesto la `revocatoria fallimentare` di un pagamento ricevuto dal Fornitore. Il Tribunale aveva respinto la domanda, non ritenendo provata la `scientia decoctionis` del Fornitore. La Corte d'Appello ha invece accolto la richiesta, basandosi su vari indizi che dimostravano la conoscenza dello stato di insolvenza. Il Fornitore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione degli elementi probatori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione della `scientia decoctionis` è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, non riesaminabile in sede di legittimità.
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Insinuazione tardiva al passivo: tutela del credito e ritardi
Un dipendente ha impugnato il licenziamento chiedendo il risarcimento dei danni. A seguito dell'avvio dell'amministrazione straordinaria del datore di lavoro, il giudizio del lavoro è stato interrotto. Il lavoratore ha presentato la domanda di credito davanti al giudice fallimentare con ritardo. I giudici di merito e la Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile la richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che l'insinuazione tardiva al passivo richiede la prova specifica che il ritardo sia dipeso da cause non imputabili al creditore. La semplice prosecuzione della causa di lavoro non giustifica l'inosservanza dei termini della procedura concorsuale. Il ricorso è stato respinto con compensazione delle spese.
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Prededuzione Crediti Professionali: Negata Senza Concordato Aperto
Professionisti incaricati da un'azienda in crisi per un concordato preventivo hanno chiesto la prededuzione dei loro crediti nel successivo stato passivo dell'amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la prededuzione dei crediti professionali è riconosciuta solo se la procedura di concordato preventivo è stata effettivamente aperta o se il servizio era funzionale a un successivo fallimento. La semplice presentazione della domanda, se la procedura non si apre, non basta. La Corte ha anche confermato la corretta quantificazione del compenso da parte del Tribunale.
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Calcolo TFR: Lavoro all’Estero e Indennità, la Cassazione Ribalta
Un Lavoratore ha contestato il `Calcolo TFR` effettuato da un'Azienda in Amministrazione Straordinaria. Il Tribunale aveva inizialmente rigettato la sua opposizione, ammettendo un TFR inferiore a quanto richiesto. La questione principale riguardava l'inclusione di specifici emolumenti, percepiti durante periodi di lavoro all'estero, nella base di `Calcolo TFR`. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Lavoratore, stabilendo che il Tribunale non aveva correttamente valutato le prove. La Corte ha chiarito che tutti gli emolumenti non sporadici o occasionali devono rientrare nel `Calcolo TFR`, a meno che non siano rimborsi spese. La sentenza ha annullato la decisione precedente e rinviato la causa a un nuovo giudice per una nuova valutazione.
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Legittimazione ad Appellare: L’Impresa in Crisi e la Sentenza Negata
L'Azienda Committente risolve un contratto d'appalto per abbandono del cantiere da parte dell'Impresa Appaltatrice, in amministrazione straordinaria. Quest'ultima impugna la sentenza di primo grado che aveva dato ragione alla Committente. La Corte d'Appello accoglie l'appello, ritenendo illegittima la risoluzione dell'Azienda Committente e prevalente lo scioglimento del contratto dichiarato dall'Impresa Appaltatrice. La Cassazione, invece, annulla la decisione d'Appello. Ha stabilito che l'Impresa Appaltatrice non aveva la legittimazione ad appellare, poiché era rimasta contumace in primo grado e non era stata considerata 'soccombente' (parte che ha perso) rispetto alle domande di accertamento proposte da un'altra impresa del raggruppamento. La questione era solo incidentale e non dava diritto all'appello.
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Compenso professionale: Richiesta Rigettata, Acconto Superiore al Dovuto
Un professionista chiese l'ammissione al passivo di un'azienda in amministrazione straordinaria per un compenso professionale dovuto per servizi di consulenza e redazione di relazioni per un concordato preventivo di gruppo. I tribunali inferiori rigettarono la domanda, sostenendo che il professionista aveva eseguito solo una minima parte dell'incarico pattuito e aveva già ricevuto un acconto superiore al compenso dovuto per il lavoro effettivamente svolto. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso del professionista e condannandolo al pagamento delle spese legali. La sentenza ribadisce l'importanza di un'accurata valutazione delle prestazioni e dei pagamenti ricevuti.
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Diritto all’assunzione: esclusa la tutela automatica del pilota
Un comandante di aerei in cassa integrazione ha richiesto il diritto all'assunzione presso la nuova compagnia subentrata nella gestione degli aeromobili. Il pilota sosteneva che il passaggio dei singoli aerei comportasse il trasferimento automatico del rapporto di lavoro e lamentava la violazione dei criteri di scelta sindacali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno chiarito che le norme speciali sulle grandi imprese in crisi escludono il passaggio automatico del personale. Il lavoratore doveva inoltre provare il rispetto di tutti i criteri selettivi e non solo dell'anzianità di servizio. Il pilota ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese legali.
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Sanzioni tributarie: Accertamento definitivo vs. Versamento diretto
L'Agenzia delle Entrate ha contestato una sentenza che escludeva il pagamento di sanzioni tributarie e interessi per un'Azienda Contribuente in amministrazione straordinaria. L'Azienda sosteneva di poter pagare solo le imposte, senza sanzioni e interessi, in virtù della sua condizione. La Cassazione ha chiarito che il beneficio di non pagare sanzioni e interessi si applica solo ai versamenti diretti omessi, non ai tributi già accertati in via definitiva e iscritti a ruolo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso a un altro giudice tributario per un nuovo esame, stabilendo che le sanzioni tributarie e gli interessi erano dovuti per gli accertamenti definitivi.
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Licenziamento illegittimo dopo trasferimento d’azienda: la Cassazione tutela i lavoratori
Un Lavoratore, inizialmente con un contratto a termine poi convertito a tempo indeterminato, è stato licenziato dalla sua Azienda originaria. Poco dopo, l'Azienda ha ceduto il ramo d'azienda a una nuova Società. La Corte d'Appello ha dichiarato il licenziamento illegittimo, ordinando il reintegro del Lavoratore presso la nuova Società e il pagamento delle retribuzioni. La Cassazione ha confermato che il trasferimento d'azienda ha comportato il passaggio automatico del rapporto di lavoro al cessionario (la nuova Società). Pertanto, il licenziamento, emesso dall'azienda cedente quando il Lavoratore era già dipendente della cessionaria, è nullo. La conversione del contratto a termine ha avuto effetti retroattivi (ex tunc). Questo rafforza la tutela contro il licenziamento illegittimo dopo trasferimento d'azienda.
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Compenso professionale in concordato preventivo: la Cassazione conferma il rigetto
Un professionista ha chiesto il pagamento di un elevato compenso professionale in concordato preventivo per servizi di attestazione e assistenza a un gruppo di società in crisi, tra cui una in amministrazione straordinaria. I giudici di merito hanno respinto la sua domanda. Hanno stabilito che il professionista aveva svolto solo una parte minima dell'incarico pattuito. Inoltre, aveva già ricevuto un acconto superiore al valore effettivo delle prestazioni rese. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso del professionista. La sentenza ha ribadito l'importanza della prova dell'effettivo lavoro svolto per il riconoscimento del compenso.
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Credito Condizionato in Amministrazione Straordinaria: Ammesso ma Senza Prededuzione
L'Azienda Cedente ha chiesto l'ammissione al passivo de L'Azienda Cessionaria, in amministrazione straordinaria, per un credito derivante dalla cessione di un ramo d'azienda. Il credito era un "credito condizionato amministrazione straordinaria", legato all'affidamento di lavori a un consorzio. Poiché la condizione non si è verificata prima dell'apertura della procedura, il Tribunale ha ammesso il credito con riserva e in chirografo, escludendo la prededuzione. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il credito era effettivamente condizionato e non era sorto in funzione della procedura, quindi non aveva diritto alla prededuzione.
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Prededuzione Credito Lavoristico: Cassazione Limita l’Ultrapetizione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore che chiedeva la prededuzione credito lavoristico per MBO e ferie non godute, maturate durante l'amministrazione straordinaria di un'Azienda. Il Tribunale aveva riconosciuto la prededuzione per MBO per più annualità di quelle richieste. La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'Azienda, stabilendo che il Tribunale era andato "oltre la domanda" (ultrapetizione) per le annualità non richieste. Ha però confermato la prededuzione per le annualità effettivamente richieste e per le ferie, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
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Crediti Prededucibili: Forniture Post-Acciaio Non Essenziali per la Cassazione
Un Fornitore ha chiesto il riconoscimento della natura di crediti prededucibili per forniture a una Grande Azienda in amministrazione straordinaria. Le forniture riguardavano fasi di lavorazione dell'acciaio successive alla produzione del "primo acciaio" (la bramma). Il Tribunale ha negato la prededuzione, ritenendo che solo le prestazioni essenziali per la continuità del ciclo produttivo che porta alla bramma d'acciaio potessero godere di tale privilegio. La Corte di Cassazione ha confermato questa interpretazione restrittiva. Ha stabilito che l'espressione "impianti produttivi essenziali" si riferisce solo al nucleo centrale della produzione, non alle fasi di lavorazione successive. Il Fornitore non ha ottenuto il riconoscimento dei crediti prededucibili.
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