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Amministrazione Straordinaria

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514 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fisco vs. Contribuente: L’Emendabilità Dichiarazione Fiscale Vince
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il diritto di una società, in amministrazione straordinaria, di correggere una dichiarazione IVA del 2006 dopo aver ricevuto una cartella di pagamento. La società aveva presentato una dichiarazione integrativa per rettificare un errore materiale che le riconosceva un credito maggiore. La Suprema Corte ha affermato il principio di emendabilità dichiarazione fiscale. Ha stabilito che il contribuente può correggere errori nelle dichiarazioni, anche oltre i termini decadenziali e dopo la notifica della cartella, per evitare un indebito incameramento da parte dello Stato. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia solo sulle sanzioni, rinviando per un nuovo esame.
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Credito in prededuzione PMI: quando la prova non basta
Un'impresa fornitrice ha richiesto l'ammissione del proprio credito con la qualifica di credito in prededuzione PMI nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria di una grande società debitrice. L'impresa riteneva di possedere la qualifica di piccola e media impresa ai sensi della normativa europea. Tuttavia, il Tribunale ha negato la prededuzione collocando il credito tra quelli ordinari. L'impresa ha quindi proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'omesso esame di documenti aziendali e della dichiarazione sostitutiva relativa ai requisiti dimensionali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, evidenziando che la prova del numero di dipendenti diretti non basta a dimostrare lo stato di PMI se non si esclude con certezza la presenza di imprese collegate o controllate. Di conseguenza, il credito rimane chirografario e l'impresa ricorrente deve pagare le spese legali.
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Competenza stato di insolvenza: decide il giudice d’impresa
Un'azienda pubblica creditrice ha chiesto il fallimento di una società di gestione servizi. Il tribunale ordinario ha dichiarato la propria incompetenza, trasferendo gli atti alla sezione specializzata in materia di imprese del tribunale distrettuale. Il creditore ha contestato la decisione sostenendo che i requisiti patrimoniali andavano verificati solo sul bilancio ufficiale e non tramite perizie tecniche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la competenza stato di insolvenza spetta al tribunale specializzato delle imprese. I giudici possono valutare la reale situazione patrimoniale anche superando i dati contabili formali forniti dal debitore.
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Trasferimento d’azienda e crisi: il lavoratore conserva il posto
Un lavoratore licenziato nel 2011 ha ottenuto la ricostituzione del proprio rapporto di lavoro. La Corte d'Appello ha stabilito il suo passaggio automatico alla società subentrante a seguito di un trasferimento d'azienda. Le due società coinvolte nella ristrutturazione hanno ricorso in Cassazione. Le aziende sostenevano che gli accordi sindacali stipulati durante l'amministrazione straordinaria potessero azzerare le tutele dell'occupazione. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi datoriali. I giudici hanno chiarito che, durante un trasferimento d'azienda in crisi, la contrattazione collettiva può modificare le condizioni di lavoro, ma non può escludere il passaggio dei dipendenti alla nuova impresa. Il lavoratore ha quindi vinto la causa, ottenendo la conferma del proprio diritto al posto di lavoro presso la società subentrante.
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Rinuncia alla Prova Testimoniale: Cassazione ribalta sentenza
Un'Azienda in amministrazione straordinaria ha cercato di ottenere la revocatoria di pagamenti ricevuti da un Lavoratore per subappalti, effettuati tramite assegni di una terza società. L'Azienda sosteneva che la terza società avesse esercitato la rivalsa prima dell'insolvenza. I giudici di merito avevano respinto la domanda, ritenendo non provata la rivalsa e che l'Azienda avesse rinunciato alla prova testimoniale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, affermando che la presunta **rinuncia alla prova testimoniale** da parte dell'Azienda era stata erroneamente interpretata dai giudici precedenti, annullando la sentenza e rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Prededuzione Credito Professionale: Quando il Concordato non Basta
Un Professionista ha chiesto la prededuzione credito professionale per i servizi resi a un'Impresa in crisi, relativi a un concordato preventivo con riserva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, negando la prededuzione. Ha stabilito che per riconoscere la prededuzione, la prestazione professionale deve essere effettivamente funzionale agli scopi della procedura e l'Impresa deve essere stata ammessa a tale procedura. Poiché il concordato con riserva non si è evoluto e l'Impresa è passata direttamente all'amministrazione straordinaria, il requisito della funzionalità non è stato soddisfatto.
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Crediti in prededuzione e accordi: la decisione di Cassazione
Una società fornitrice di servizi informatici ha chiesto l'ammissione al passivo di una grande impresa in amministrazione straordinaria. Il fornitore pretendeva il riconoscimento dei propri compensi come crediti in prededuzione, sostenendo che il commissario straordinario fosse subentrato nei rapporti contrattuali pendenti mediante un accordo integrativo (addendum). Il Tribunale ha invece ammesso la somma solo in via chirografaria, ritenendo le modifiche contrattuali incompatibili con un vero subentro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fornitore, evidenziando una grave carenza di motivazione nella decisione del giudice di merito. La Suprema Corte ha chiarito che lievi modifiche ai patti originari non escludono automaticamente la volontà della procedura di proseguire il contratto originario, annullando con rinvio il provvedimento.
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Licenziamento collettivo: Quota di riserva e crisi aziendale, chi vince?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento collettivo operato da un'azienda aerea. Le lavoratrici, tra cui alcune appartenenti a categorie protette, erano state licenziate senza il rispetto dei criteri di scelta e della quota di riserva. I giudici di merito avevano dichiarato i licenziamenti illegittimi, disponendo la reintegrazione e un risarcimento. La Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento collettivo per violazione della quota di riserva e dei criteri di scelta. Ha però stabilito che la domanda di condanna risarcitoria contro la società in amministrazione straordinaria è improcedibile e deve essere fatta valere in sede concorsuale. Le lavoratrici ottengono la reintegrazione, ma il risarcimento pecuniario segue una via diversa.
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Azione revocatoria fallimentare: stop della Cassazione sul rito
Una società fornitrice ha impugnato la condanna alla restituzione di oltre quattrocentoventimila euro versati da una grande impresa edile poi sottoposta ad amministrazione straordinaria. La procedura concorsuale ha attivato con successo una azione revocatoria fallimentare per recuperare il denaro versato nel periodo sospetto. Dopo la conferma della condanna in appello, la società soccombente ha proposto ricorso per Cassazione contestando la legittimità della richiesta restitutoria. La Suprema Corte, esaminando la causa, ha rilevato la mancanza delle conclusioni scritte obbligatorie del Procuratore Generale. I giudici hanno dunque rinviato la trattazione del giudizio a nuova udienza per acquisire il parere del magistrato requirente prima di esaminare il merito della lite.
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Forma Scritta Contratti Bancari: Cassazione Annulla Revocatoria
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di revocatoria fallimentare che coinvolgeva una Banca e un'Azienda in amministrazione straordinaria. L'Azienda aveva ricevuto la revoca di un pagamento effettuato a favore della Banca, con l'obbligo di restituire la somma. La Banca contestava questa decisione, sostenendo che la Corte d'Appello non aveva considerato un contratto di conto corrente scritto che prevedeva e disciplinava le future aperture di credito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Banca, ribadendo l'importanza della forma scritta contratti bancari, specialmente quando un contratto di conto corrente scritto disciplina le successive aperture di credito. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Licenziamento collettivo illegittimo: Reintegro sì, ma il risarcimento cambia strada
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo intimato a una lavoratrice. La decisione è dovuta alla violazione dei criteri di scelta, che non hanno permesso una corretta comparazione tra i dipendenti. La lavoratrice ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e a un'indennità risarcitoria. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato improcedibile la domanda di risarcimento danni contro la società in amministrazione straordinaria. Questo significa che la richiesta di denaro dovrà seguire la procedura concorsuale specifica, garantendo comunque il diritto al risarcimento.
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Scientia decoctionis: la conoscenza dell’insolvenza non basta
Un'Azienda in Amministrazione Straordinaria ha tentato di rendere inefficaci quattro pagamenti ricevuti da un'Azienda Creditrice, invocando la `scientia decoctionis` (conoscenza dello stato di insolvenza) ai sensi dell'Art. 67 L. Fall. I giudici di merito hanno respinto la domanda per mancanza di prova. La Cassazione ha confermato, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione della `scientia decoctionis` è una questione di fatto riservata ai giudici di merito. L'Azienda in Amministrazione Straordinaria ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Revocatoria fallimentare: la conoscenza dell’insolvenza non si nasconde
Un'Azienda in amministrazione straordinaria ha agito in giudizio per dichiarare inefficaci, tramite **revocatoria fallimentare**, alcuni pagamenti ricevuti da un Fornitore. Il Fornitore sosteneva di non essere a conoscenza dello stato di insolvenza dell'Azienda. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che ha riconosciuto l'inefficacia dei pagamenti. Ha stabilito che la conoscenza dello stato di insolvenza può essere provata con indizi, come ritardi sistematici nei pagamenti, dati di bilancio pubblici e notizie di stampa. Il Fornitore, data la sua dimensione, avrebbe dovuto monitorare la situazione. La sentenza ha condannato il Fornitore a restituire l'intero importo.
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Prededuzione Crediti: Cassazione Limita i Privilegi nell’Amministrazione Straordinaria
Un'Azienda in amministrazione straordinaria ha contestato la decisione di un Tribunale che aveva riconosciuto la prededuzione di crediti per spese di gestione, sorti prima dell'apertura della procedura e di un precedente concordato preventivo con riserva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prededuzione crediti per la continuazione dell'impresa in amministrazione straordinaria si applica solo ai debiti sorti dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza o l'apertura della procedura stessa. Non è sufficiente che i crediti siano funzionali al mantenimento dell'impresa se non rispettano il requisito cronologico e l'eventuale consecuzione tra procedure. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
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Azienda in Crisi: Contratti in Amministrazione Straordinaria e Pagamenti
L'Azienda Creditrice ha richiesto il riconoscimento di crediti per servizi (personale, amministrativi, informatici) forniti all'Azienda Debitore, posta in amministrazione straordinaria. Il Tribunale ha accolto il credito in prededuzione. L'Azienda Debitore ha proposto ricorso, sostenendo che i crediti fossero chirografari, poiché l'Art. 74 della legge fallimentare non si applicherebbe ai meri appalti di servizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'Art. 74 legge fall., come modificato, si applica ai contratti a esecuzione continuata o periodica, inclusi gli appalti di servizi, anche nell'ambito dei **contratti in amministrazione straordinaria**, confermando il diritto al pagamento integrale.
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Ammissione al passivo fallimentare tra conti e mutui
Una banca ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per saldi debitori di conto corrente e interessi residui su un finanziamento concesso a una società in amministrazione straordinaria. Il Tribunale ha respinto l'istanza. I giudici di merito hanno ritenuto i contratti di conto corrente privi di data certa anteriore e non provati gli interessi del finanziamento. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto per i saldi di conto corrente: senza contratto con data certa, gli estratti conto non bastano. Al contrario, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sugli interessi del mutuo. Il contratto principale di finanziamento possedeva già data certa ed era stato ammesso. Il giudice di merito doveva calcolare gli interessi applicando i criteri pattuiti, anche tramite consulenza tecnica d'ufficio.
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Pagamenti Salvi: La Cassazione e l’Esenzione revocatoria fallimentare
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **esenzione revocatoria fallimentare** riguardante pagamenti effettuati da una compagnia aerea in Amministrazione Straordinaria a un gestore aeroportuale. La compagnia aerea aveva tentato di revocare questi pagamenti, sostenendo che non rientravano nelle esenzioni previste. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti, stabilendo che i pagamenti, sia quelli successivi all'entrata in vigore del d.l. n. 80/2008 (il cosiddetto 'prestito-ponte') sia quelli precedenti, erano legittimamente esenti da revocatoria. La norma speciale è stata interpretata come una deroga generale, volta a garantire la continuità aziendale e il servizio pubblico, senza richiedere un piano di risanamento attestato o una valutazione giudiziale sulla loro essenzialità. La compagnia aerea ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Pagamento Debito Altrui in Crisi: Inefficacia Pagamenti in Amministrazione Straordinaria
Un'azienda in Amministrazione Straordinaria ha pagato un debito di una sua controllata a un fornitore. La procedura concorsuale ha chiesto di dichiarare l'inefficacia pagamenti in amministrazione straordinaria. La Corte d'Appello ha accolto, qualificando il pagamento come atto gratuito perché l'azienda che ha pagato non ha dimostrato un vantaggio economico concreto. Il fornitore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il pagamento non era gratuito data la prassi tra società del gruppo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il pagamento del debito altrui da parte di un terzo è gratuito se il pagante non riceve un vantaggio economico diretto e provabile, anche tra società collegate.
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Ammissione al passivo titoli obbligazionari: il possesso vince sulla pretesa
Un'azienda (il Creditore) ha cercato di far riconoscere un credito derivante da un prestito obbligazionario nello stato passivo di un'altra azienda (l'Azienda in Crisi) in amministrazione straordinaria. Il Creditore non possedeva i titoli obbligazionari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la mancanza di possesso dei titoli al portatore impedisce l'Ammissione al passivo titoli obbligazionari. La Corte ha sottolineato le dichiarazioni contraddittorie del Creditore e l'indispensabilità del possesso del titolo per far valere il diritto, specialmente in una procedura concorsuale.
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Licenziamento Illegittimo: Azienda Rinuncia al Ricorso in Cassazione
Una Lavoratrice aveva ottenuto il riconoscimento del licenziamento illegittimo e la reintegrazione. L'Azienda, posta in Amministrazione Straordinaria, aveva presentato un ricorso in Cassazione contro questa decisione. Successivamente, l'Azienda ha formalmente dichiarato la Rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dalla Lavoratrice. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Ha anche chiarito che, in caso di Rinuncia al ricorso in Cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato, una misura prevista solo per i ricorsi rigettati o dichiarati inammissibili.
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