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Ammenda

777 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'ammenda è una pena pecuniaria. In alcuni ordinamenti (come Francia, Belgio e altri paesi francofoni) il termine designa la pena pecuniaria in generale. In Italia, invece, designa la pena pecuniaria per le contravvenzioni, in contrapposizione alla multa prevista per i delitti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Ricorso Penale Tardivo: la Cassazione Conferma l’Inammissibilità
Il Procuratore Generale ha impugnato una sentenza d'Appello che aveva estinto per prescrizione un reato di molestie. Il ricorso contestava l'originaria inammissibilità dell'appello e la mancata motivazione sulla revoca delle statuizioni civili. La Corte di Cassazione ha però dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato dal Procuratore Generale, perché depositato oltre il termine di quindici giorni dalla comunicazione della sentenza. Questa decisione evidenzia la rigorosa applicazione dei termini processuali.
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Scambio tra multa e ammenda: serve la correzione di errore materiale
Una persona imputata per diffamazione concordava la pena con la Procura tramite patteggiamento. Il Tribunale accoglieva l'accordo ma, per una svista nel dispositivo finale, indicava la sanzione con il termine ammenda anziché multa. Il Procuratore Generale impugnava quindi la decisione davanti alla Corte di Cassazione per ottenere l'annullamento della sentenza. I Giudici di legittimità hanno respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che lo scambio terminologico tra due tipi di pene pecuniarie non richiede un ricorso in Cassazione. La questione rientra pienamente nella correzione di errore materiale, una procedura rapida e semplificata che spetta direttamente al giudice che ha pronunciato la sentenza.
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Sconto Pena Rito Abbreviato: La Cassazione Corregge il Calcolo Errato
Un Lavoratore è stato condannato per una contravvenzione relativa alla gestione illecita di rifiuti. Il Tribunale, applicando il rito abbreviato, ha ridotto la pena di un terzo. Tuttavia, la legge prevede una diminuzione della metà per le contravvenzioni in rito abbreviato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Lavoratore, affermando che lo sconto pena rito abbreviato per le contravvenzioni deve essere del 50%. Ha quindi annullato la parte della sentenza relativa alla pena e l'ha rideterminata correttamente, abbassando l'ammenda da 1.800,00 euro a 1.350,00 euro. Questo chiarisce l'applicazione precisa delle riduzioni di pena nei procedimenti speciali.
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Condanna per ingresso illegale annullata: la prescrizione del reato
Una persona è stata condannata dal Giudice di Pace per il reato di ingresso e soggiorno illegale in Italia (Art. 10-bis d.lvo n. 286/1998), ricevendo una multa di 6.000 euro. Ha presentato ricorso, sostenendo di essere in fase di regolarizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato che il visto turistico era scaduto, rendendo l'accusa fondata. Tuttavia, ha annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione, poiché era trascorso troppo tempo dal fatto. Questo significa che lo Stato non poteva più punire la persona per quel reato.
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Trasporto illecito di rifiuti: Cassazione conferma condanna, ricorso respinto
Una cittadina è stata condannata per il reato di **trasporto illecito di rifiuti**. Aveva trasportato rottami ferrosi e non ferrosi senza l'autorizzazione necessaria. La condanna prevedeva una pena di 2.600 euro di ammenda. La persona ha presentato ricorso, sostenendo che la sua condotta fosse occasionale e che le circostanze attenuanti generiche non fossero state considerate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la condotta non fosse occasionale, data la quantità e la natura dei rifiuti. Inoltre, la richiesta di attenuanti era troppo generica. La condanna precedente è stata confermata.
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Riduzione pena rito abbreviato: l’errore del Tribunale e la Cassazione
Il Tribunale di Firenze ha condannato un Lavoratore per una contravvenzione, applicando una riduzione di pena di un terzo per il giudizio abbreviato. Il difensore del Lavoratore ha presentato ricorso, sostenendo che la Riduzione pena rito abbreviato per le contravvenzioni dovesse essere della metà. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza nella parte relativa alla pena e rideterminandola in 1.500 euro di ammenda, confermando che la riduzione corretta è del 50%.
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Appello sentenza Giudice di pace: stop con la sola pena pecuniaria
Il Giudice di pace condannava la titolare di un bar alla pena di ottocento euro di ammenda e alla sospensione dell'attività per tre mesi, a causa della somministrazione di alcolici a clienti già ubriachi. L'esercente presentava appello, ma il Tribunale dichiarava inammissibile l'impugnazione. La legge vieta infatti l'appello quando il giudice infligge una sola sanzione pecuniaria senza risarcimento danni. L'imprenditrice ricorreva in Cassazione sostenendo la rilevanza della sanzione accessoria della chiusura del locale. La Suprema Corte ha respinto il ricorso. La disciplina dell'appello sentenza Giudice di pace esclude il secondo grado di merito se la condanna principale riguarda solo il pagamento di denaro, rendendo irrilevanti le sanzioni accessorie. La ricorrente ha subito la condanna definitiva e il pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Reformatio in peius: pena guida senza patente aumenta dopo assoluzione?
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Reformatio in peius (riforma in peggio) in ambito penale. Un Lavoratore era stato condannato per guida senza patente con recidiva e per un altro reato. In appello, è stato assolto dal secondo reato, ma la pena per la guida senza patente è stata ricalcolata e aumentata rispetto al suo contributo nella pena complessiva originaria. Il Lavoratore ha contestato questo aumento, sostenendo la Reformatio in peius. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che non si ha Reformatio in peius se la pena complessiva diminuisce grazie all'assoluzione, anche se la pena per il singolo reato residuo aumenta. Ha inoltre ribadito che la guida senza patente con recidiva resta un reato e prevede l'ammenda.
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Trattore insicuro: Inammissibilità ricorso penale, confisca confermata
Un titolare di ditta individuale è stato condannato per non aver dotato un trattore agricolo dei necessari requisiti di sicurezza, in particolare un telaio antiribaltamento privo di etichetta identificatrice e deformato. Il Tribunale di Viterbo ha inflitto un'ammenda di 400 euro e ha ordinato la confisca e distruzione del mezzo. L'imprenditore ha presentato ricorso, lamentando la sproporzione della misura e l'importanza del mezzo per il suo sostentamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, poiché i motivi presentati non erano specifici e riproponevano argomenti già valutati, confermando la condanna e le sanzioni accessorie.
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Abbandono di animali: reato lasciare cuccioli davanti al canile
Un cittadino ha lasciato sei cuccioli di cane davanti al cancello di una struttura di ricovero dopo il diniego di custodia da parte del personale. Il Tribunale lo ha condannato per il reato contravvenzionale previsto per la tutela degli esseri senzienti. L'imputato ha impugnato la decisione sostenendo l'assenza di dolo e l'intento di soccorso, chiedendo in subordine la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza della responsabilità penale, ribadendo che depositare cuccioli all'esterno di un rifugio configura a tutti gli effetti la condotta di abbandono di animali. I giudici supremi hanno tuttavia annullato la pronuncia limitatamente alla mancata valutazione della causa di non punibilità, rinviando gli atti al giudice territoriale per il relativo esame.
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Violazione normativa antisismica: il sopralluogo non sana il reato
Un cittadino ha proposto impugnazione contro la condanna alla pena dell'ammenda emessa dal Tribunale per violazione normativa antisismica. L'imputato ha sostenuto la propria innocenza e l'avvenuta prescrizione del reato, ricollegando il decorso del tempo alla data del primo sopralluogo edilizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le condanne alla sola pena dell'ammenda non consentono l'appello sul merito e che la Suprema Corte non può riesaminare le prove. La Corte ha inoltre ribadito che la violazione della disciplina antisismica costituisce un reato permanente. La condotta illecita cessa solo con la presentazione della denuncia e del progetto, con l'autorizzazione o con la fine dei lavori. L'imputato deve pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità Ricorso Penale: Detenzione Arma e Tenuità del Fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un Imputato, condannato per detenzione illegale di un fucile. L'Imputato lamentava un difetto di motivazione nella sentenza del Tribunale, in particolare riguardo al mancato riconoscimento della non punibilità per la particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale adeguata e logica, confermando la condanna e le spese processuali a carico dell'Imputato, oltre a una somma in favore della Cassa delle Ammende.
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Coltello in tasca senza motivo: condanna confermata
Un cittadino è stato fermato all'esterno della propria abitazione mentre deteneva un coltello a serramanico con lama di 8,5 centimetri. Il Tribunale lo ha condannato a una pena pecuniaria per il reato di porto ingiustificato di coltello. L'imputato ha presentato ricorso per Cassazione contestando la valutazione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile perché generico e privo di vizi logici censurabili. Di conseguenza, la condanna originaria resta definitiva e il ricorrente deve pagare le spese del procedimento insieme a una pesante sanzione pecuniaria.
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Ricorso Penale Inammissibile: Condanna per Porto Abusivo di Armi Confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un soggetto condannato per porto abusivo di un fucile a retrocarica. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, riqualificando il reato come detenzione illegale di armi. Il ricorrente aveva lamentato un difetto di motivazione nella sentenza d'appello, in particolare riguardo all'esclusione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello coerente e logica, evidenziando che il comportamento negligente del condannato si era protratto per lungo tempo. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il soggetto è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
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Veranda Abusiva: Condanna Confermata, Sospensione Pena da Riesaminare
Un Lavoratore ha costruito una veranda senza permessi, venendo condannato per reati edilizi e paesaggistici. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando il mancato esame della sua richiesta di **sospensione condizionale della pena** e l'erronea valutazione della struttura. La Cassazione ha rigettato il ricorso sulla natura della costruzione, confermando la responsabilità penale. Ha invece accolto il ricorso sulla **sospensione condizionale della pena**, rilevando che la Corte d'Appello non aveva valutato questa specifica richiesta. Per questo motivo, la Cassazione ha annullato parzialmente la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame solo su questo punto.
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Sovraffollamento e prescrizione: quando il tempo estingue il reato
Un gestore di un locale è stato condannato per aver permesso un numero di avventori superiore a quello autorizzato, violando l'art. 681 c.p. Il gestore ha presentato ricorso, contestando l'illegalità della pena e la mancata applicazione della causa di non punibilità. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha stabilito che il reato era estinto per intervenuta **prescrizione del reato**, calcolando i termini dalla data del fatto e includendo i periodi di sospensione. La decisione evidenzia come il decorso del tempo possa influenzare l'esito dei procedimenti penali.
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Porto ingiustificato di coltello: ricorso inammissibile, pena confermata
Un Lavoratore è stato condannato per porto ingiustificato di coltello, avendo portato un coltello a serramanico fuori dalla sua abitazione senza valido motivo. Il fatto è emerso quando ha tentato di evitare un controllo di polizia. Il Lavoratore ha presentato ricorso, sostenendo di credere che l'uso del coltello fosse lecito per lavoro e lamentando vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la condanna a 1.000 euro di ammenda e ha imposto al Lavoratore il pagamento delle spese processuali, più un'ulteriore somma di 3.000 euro alla cassa delle ammende, evidenziando la sua consapevolezza dell'illicezza.
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Ricorso per cassazione: difensore non abilitato e sanzione
Un cittadino condannato alla sola pena dell'ammenda presenta appello contro la sentenza di primo grado tramite il proprio legale. La legge prevede che contro le condanne a sola pena pecuniaria l'unico rimedio esperibile sia il ricorso per cassazione. L'atto viene quindi convertito automaticamente. La Suprema Corte dichiara tuttavia l'inammissibilità dell'impugnazione. Il difensore che ha firmato l'atto non possiede l'abilitazione per patrocinare davanti alle giurisdizioni superiori. Il principio generale di conservazione dell'impugnazione non consente di sanare la mancanza dei requisiti soggettivi di legittimazione dell'avvocato. La Corte condanna l'imputato al pagamento delle spese del giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Accensioni ed esplosioni pericolose: da festa a reato penale
Tre manifestanti hanno lanciato bombe-carta, fumogeni e fuochi d'artificio contro una struttura carceraria durante il pomeriggio di Capodanno per manifestare solidarietà ai detenuti. I giudici di merito hanno condannato gli imputati alla pena pecuniaria dell'ammenda per la contravvenzione di accensioni ed esplosioni pericolose in luogo pubblico. I soggetti hanno impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo la natura puramente festosa dell'evento, contestando il riconoscimento visivo eseguito dalle forze dell'ordine e negando l'effettiva pericolosità dei manufatti pirotecnici. La Suprema Corte ha respinto i ricorsi dichiarandoli inammissibili. I giudici hanno confermato la validità dell'identificazione tramite filmati e la concreta pericolosità dell'atto, condannando ciascun ricorrente anche al pagamento di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Solarium oltre la stagione: condanna per occupazione abusiva demanio marittimo
Un Amministratore, titolare di una concessione demaniale marittima per un solarium stagionale, ha mantenuto le strutture oltre il periodo consentito senza presentare la comunicazione di prosecuzione dell'attività e la richiesta di rideterminazione del canone. Il Tribunale lo ha condannato per occupazione abusiva demanio marittimo. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibile il ricorso. Ha stabilito che anche con una concessione pluriennale, la mancata comunicazione preventiva e la richiesta di rideterminazione del canone rendono l'occupazione oltre la stagione estiva un reato.
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