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Accessione

129 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Meccanismo legale per cui il proprietario di un terreno acquista automaticamente la proprietà di qualsiasi costruzione edificata sopra di esso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Proprietà beni demaniali: i magazzini tornano allo Stato dopo la concessione
Un Ente Locale ha chiesto a un'Amministrazione il rilascio di magazzini su un molo, sostenendo la Proprietà beni demaniali sulla base di una sentenza del 1896. L'Amministrazione ha contestato, affermando che il suolo era demaniale e la concessione scaduta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Locale. Ha stabilito che la vecchia sentenza riconosceva la proprietà solo dei fabbricati, non del suolo demaniale. Con la scadenza della concessione, i magazzini sono tornati allo Stato per accessione.
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Collazione di Immobile Costruito: La Cassazione Riforma la Sentenza
Una figlia aveva ricevuto in donazione un terreno dal padre e vi aveva costruito una casa con i propri soldi. Alla morte del genitore, in sede di divisione ereditaria, è sorta la questione se la casa dovesse rientrare nell'obbligo di collazione. La Corte d'Appello aveva stabilito che sia il terreno che la casa andassero conferiti all'eredità. La Cassazione, invece, ha chiarito che la collazione di immobile costruito con denaro proprio su terreno donato deve riguardare solo il valore del terreno al momento della donazione. Il donatario ha diritto a dedurre il valore delle migliorie (la casa) e può farlo con una semplice eccezione, senza bisogno di una domanda riconvenzionale. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Proprietà beni ospedalieri: Fondazione vs Azienda, la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia sulla **proprietà beni ospedalieri** tra una Fondazione e un'Azienda Ospedaliera. La Fondazione rivendicava la proprietà di parte del complesso ospedaliero Umberto I, sostenendo che la legge di riorganizzazione non avesse trasferito tutti i beni. L'Azienda Ospedaliera chiedeva un risarcimento per l'occupazione. La Cassazione ha confermato che tutti i beni, mobili e immobili, funzionalmente connessi alle attività istituzionali dell'ospedale sono stati correttamente assegnati all'Azienda. Ha inoltre dichiarato inammissibile la richiesta di risarcimento dell'Azienda, a causa delle specifiche norme sulle procedure di commissariamento. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati.
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Darsena su area privata: quando la proprietà diventa demanio
Il caso riguarda un Gestore del Porto che ha realizzato una darsena su un'area privata, successivamente invasa dall'acqua del Lago di Garda. L'Autorità di Bacino ha richiesto il pagamento di canoni per l'occupazione senza titolo. La società ha contestato, sostenendo che i canoni fossero dovuti solo per aree demaniali e non per l'acqua. La Corte d'Appello ha confermato la legittimità della richiesta. La Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, quando un'area privata viene trasformata in darsena e invasa da acqua lacustre, essa diventa parte del demanio pubblico per accessione. Questo principio legittima la richiesta di canoni per la Darsena su area privata, confermando l'obbligo di pagamento.
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Tettoia abusiva in condominio: l’uso della cosa comune e la demolizione
Un condomino ha citato in giudizio altri condomini per l'installazione non autorizzata di una tettoia e un pozzo su un'area comune. I condomini convenuti hanno eccepito l'usucapione. La Corte d'Appello ha ordinato la demolizione dell'ampliamento della tettoia, ritenendo violato l'articolo sull'uso della cosa comune. I condomini soccombenti hanno proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la necessità di un litisconsorzio necessario di tutti i condomini e l'inammissibilità della domanda di demolizione parziale come domanda nuova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che un singolo condomino può agire per la difesa della cosa comune e che la modifica della domanda, restringendola all'ampliamento, costituisce una legittima emendatio libelli. La sentenza conferma l'obbligo di ripristino.
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Nullità Contratto Compravendita Immobiliare: Terreno con Abusi, Vendita Invalida
Il caso riguarda la **nullità contratto compravendita immobiliare** di un terreno con opere abusive. L'Acquirente aveva comprato un terreno dal Venditore (poi Fallito). Sul terreno insistevano costruzioni abusive. L'Acquirente sosteneva che il contratto riguardasse solo il terreno o che gli abusi fossero minori. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del contratto. Ha ribadito che la vendita di un terreno con costruzioni abusive, anche se non menzionate esplicitamente, è nulla. Questo per il principio di accessione, che rende le costruzioni parte del terreno. La sentenza mira a scoraggiare l'abusivismo edilizio.
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Deducibilità spese costruzione su suolo altrui: il nodo Cassazione
Un contribuente artigiano ha edificato un capannone industriale su un terreno di proprietà della moglie, condotto in locazione, deducendo i costi di realizzazione ai fini IRPEF e IRAP e detraendo l'IVA. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione, sostenendo che l'immobile sia diventato di proprietà della moglie per accessione e che manchi il nesso di inerenza dei costi sostenuti su beni di terzi. I giudici di merito hanno dato ragione al contribuente. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte si è interrogata sulla deducibilità spese costruzione su suolo altrui: mentre la giurisprudenza ammette la deduzione per ristrutturazioni di beni terzi strumentali, la costruzione ex novo presenta profili di spiccata complessità. Per questo motivo, la Corte ha rinviato la decisione alla sezione ordinaria per la trattazione in pubblica udienza.
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Nullità atto di donazione: immobili non dichiarati
La Corte d'Appello ha confermato la nullità atto di donazione di un terreno su cui sorgeva un fabbricato non menzionato nel rogito. La decisione sottolinea che l'omissione delle menzioni urbanistiche rende l'atto nullo e non sanabile attraverso un successivo atto di conferma che tenti di modificare l'oggetto del contratto originario.
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Occupazione abusiva di terreno: la costruzione va al proprietario
Un ente pubblico immobiliare ha citato in giudizio una cittadina per ottenere il rilascio di un'area di sua proprietà e un indennizzo, contestando l'occupazione abusiva di terreno su cui la donna aveva costruito un prefabbricato adibito a farmacia. La cittadina sosteneva di possedere un'autorizzazione comunale e giustificava l'interruzione delle trattative d'acquisto con presunte incertezze sulla titolarità del bene. La Corte d'Appello ha confermato l'assenza di un titolo valido, condannando l'occupante al rilascio dell'area e al pagamento dell'indennizzo, stabilendo che il manufatto appartiene all'ente per accessione. L'erede dell'occupante ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'occupazione abusiva di terreno comporta l'obbligo di restituzione e che le censure miravano a riesaminare i fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio.
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Canoni demaniali marittimi: illegittimo il calcolo unico OMI
La Società Concessionaria ha impugnato la rideterminazione dei canoni demaniali marittimi richiesta dall'Ente Locale per la gestione di uno stabilimento balneare. La società contestava l'aumento dei canoni, l'applicazione retroattiva delle nuove tariffe e la classificazione uniforme delle strutture come beni commerciali ai fini del calcolo con i valori OMI. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. Ha stabilito che l'aumento dei canoni sulle concessioni in corso è legittimo e che le opere non amovibili appartengono allo Stato alla scadenza della concessione. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che l'Ente Locale non può applicare una categoria commerciale unica a tutte le pertinenze. I canoni demaniali marittimi devono essere calcolati distinguendo le diverse destinazioni d'uso dei fabbricati, come bar, ristoranti o semplici servizi. La sentenza è stata cassata con rinvio per il ricalcolo delle somme.
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Ingiustificato arricchimento: niente rimborsi ma cancella multa
Gli ex proprietari di un immobile pignorato eseguono lavori di ristrutturazione dopo l'emissione del decreto di trasferimento a favore dell'aggiudicatario. Successivamente chiedono un indennizzo per ingiustificato arricchimento verso il nuovo proprietario. I giudici di merito rigettano la richiesta e condannano gli ex proprietari per lite temeraria. La Corte di Cassazione conferma il rifiuto dell'indennizzo. Le opere diventano di proprietà del nuovo titolare per il principio dell'accessione e l'azione di ingiustificato arricchimento è inammissibile perché non residuale. Tuttavia, la Suprema Corte accoglie il ricorso annullando la sanzione per lite temeraria, poiché difettava la motivazione dei giudici precedenti e mancava la prova di mala fede o colpa grave.
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Indennità per addizioni: negata se c’è obbligo di demolizione
L'erede del conduttore di un terreno pubblico ha chiesto la condanna dell'ente proprietario al pagamento della indennità per addizioni. Il dante causa aveva infatti costruito sul suolo fabbricati commerciali destinati a bar-ristorante. Al termine della locazione, l'ente proprietario ha trattenuto gli edifici senza versare alcun compenso. Nei precedenti contratti le parti prevedevano la stima e il rimborso dei manufatti. Nell'ultimo rinnovo contrattuale, invece, l'inquilino si era impegnato a rimuovere ogni opera a proprie spese al momento del rilascio. I giudici di merito hanno escluso qualsiasi indennizzo per rinuncia implicita del conduttore. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda. Quando il contratto impone l'obbligo di demolizione, l'inquilino rinuncia ai compensi di legge e il proprietario che trattiene le opere non deve pagare alcuna somma.
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Cortile condominiale: comune anche senza un accesso diretto
Due proprietari di appartamenti hanno installato un dissuasore metallico per impedire l'uso di una superficie scoperta, sostenendo che fosse una loro pertinenza esclusiva. I vicini hanno presentato ricorso per far accertare la presenza di un cortile condominiale, dato che le loro finestre ricevevano luce ed aria da quello spazio. La Corte di Cassazione ha confermato che l'area appartiene a tutti i condòmini. La funzione primaria di fornire illuminazione ed aerazione prevale anche se una sola abitazione ha l'accesso diretto al suolo. In mancanza di un contratto che ne attesti la proprietà privata esclusiva, l'area rimane comune e non può essere chiusa da un singolo residente.
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Indebito arricchimento nei contratti: no al rimborso del chiosco
Una concessionaria del servizio bar presso una scuola pubblica costruisce a proprie spese un chiosco esterno per sostituire i locali interni non disponibili. Al termine della concessione, la concessionaria chiede un indennizzo alla pubblica amministrazione basato sull'indebito arricchimento. La Corte di Cassazione respinge la richiesta. I giudici stabiliscono che l'azione di indebito arricchimento non è ammissibile quando il rapporto tra le parti è regolato da un contratto o da una concessione valida. La modifica del luogo del servizio rappresenta una semplice variazione delle modalità esecutive e non cancella il contratto originario. La concessionaria perde la causa e non riceve alcun indennizzo.
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Sequestro preventivo: opere finite ma l’abuso resta
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero contro il dissequestro di un'area demaniale occupata abusivamente. Il tribunale di merito aveva revocato la misura ritenendo insussistente il pericolo nel ritardo, basandosi su una futura sdemanializzazione dell'area e sul fatto che le opere fossero ormai completate da tempo. La Cassazione ha invece chiarito che il sequestro preventivo è pienamente legittimo anche se i manufatti abusivi sono ultimati. L'abusiva occupazione di spazio demaniale è infatti un reato permanente, la cui consumazione si protrae finché dura l'occupazione illegittima. Inoltre, la sdemanializzazione non può mai avvenire tacitamente ma richiede un provvedimento espresso. La causa viene quindi rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Contratto preliminare di compravendita: vende immobile non suo
La Venditrice ha stipulato un contratto preliminare di compravendita impegnandosi a cedere la proprietà superficiaria di un immobile. Tuttavia, il terreno su cui sorgeva l'edificio apparteneva a un ente pubblico per via della scadenza della concessione originaria. L'Acquirente ha quindi chiesto la risoluzione del contratto per grave inadempimento della Venditrice, pretendendo la restituzione della caparra e il rimborso delle migliorie apportate all'immobile detenuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Venditrice, confermando che chi promette in vendita un bene di cui non è titolare è gravemente inadempiente. Poiché la risoluzione cancella il contratto con effetto retroattivo, l'Acquirente ha diritto al rimborso dei miglioramenti eseguiti come soggetto terzo.
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Servitù di passaggio carrabile: scontro sul cortile storico
I Comproprietari di un palazzo hanno citato in giudizio I Vicini per vietare loro il transito con veicoli nel cortile comune, sostenendo l'esistenza di un solo passaggio pedonale. I Vicini hanno invece rivendicato una servitù di passaggio carrabile per accedere ai loro locali terranei. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto di passaggio con veicoli, evidenziando che i locali erano storicamente adibiti a stalla e rimessa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei Comproprietari, confermando che la destinazione originaria degli immobili (stalla e rimessa) implica necessariamente una servitù di passaggio carrabile, poiché l'accesso con animali o veicoli era indispensabile per l'uso dei locali stessi.
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Terreno già tuo? È appalto, non vendita di cosa futura
Un'impresa costruttrice ha chiesto il pagamento del saldo per la costruzione di una villetta. L'acquirente si è opposta, lamentando gravi ritardi e chiedendo l'applicazione della penale. L'impresa sosteneva che il contratto fosse una vendita di cosa futura, escludendo la natura di appalto per evitare le contestazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'impresa. I giudici hanno chiarito che, poiché il terreno era già di proprietà dell'acquirente, la costruzione della villetta rientrava nel contratto di appalto e non nella vendita di cosa futura. Infatti, per il principio dell'accessione, l'immobile costruito sul suolo altrui diventa automaticamente del proprietario del terreno. L'impresa costruttrice perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Deducibilità costi su beni altrui: Fisco sconfitto in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore individuale la deducibilità delle spese e la detrazione dell'IVA per la costruzione di un capannone industriale su un terreno di proprietà della moglie, da lui condotto in locazione. L'amministrazione riteneva i costi indeducibili poiché il bene, per il principio dell'accessione, apparteneva alla proprietaria del suolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando la piena legittimità della deducibilità costi su beni altrui. I giudici hanno chiarito che il diritto a scaricare le spese e a detrarre l'IVA spetta all'imprenditore se sussiste un nesso diretto e immediato di strumentalità tra l'immobile costruito e l'attività economica esercitata, a nulla rilevando che la proprietà del suolo appartenga a un terzo.
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Deducibilità costi su beni altrui: fisco sconfitto sul capannone
L'Amministrazione finanziaria ha contestato a un artigiano la deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA per la costruzione di un capannone industriale su un terreno di proprietà della moglie, da lui condotto in locazione. Secondo il fisco, operando il principio dell'accessione, il bene apparteneva alla moglie, escludendo l'inerenza delle spese per il marito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando la legittimità della deduzione. I giudici hanno stabilito che la deducibilità costi su beni altrui è pienamente valida se sussiste un nesso di strumentalità immediato e diretto tra l'opera realizzata e l'attività d'impresa esercitata dal conduttore, a prescindere dalla proprietà del suolo.
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