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129 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Confisca di prevenzione e immobili su suolo lecito
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della confisca di prevenzione applicata a fabbricati abusivi realizzati su terreni di provenienza lecita. Il caso riguarda la necessità di correlare temporalmente l'edificazione degli immobili con il periodo di pericolosità sociale del proposto. La Corte ha stabilito che le variazioni catastali presentate dall'interessato costituiscono prova certa della data di esistenza dei manufatti. Inoltre, è stata confermata la prevalenza del valore economico del fabbricato illecito rispetto al suolo, giustificando l'ablazione dell'intero complesso immobiliare.
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**Contratto preliminare**: rischi e abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un contratto preliminare relativo a un immobile abusivo a causa del mancato avveramento di una condizione risolutiva legata al rilascio della sanatoria edilizia. Il promittente acquirente, che aveva eseguito lavori di ristrutturazione non autorizzati su un bene non condonato, si è visto negare il diritto al rimborso delle spese sostenute. La Corte ha stabilito che l'esecuzione di opere illecite su un immobile abusivo non genera indennizzi ex art. 936 c.c., confermando inoltre l'obbligo di corrispondere un'indennità di occupazione per il periodo successivo alla risoluzione del contratto preliminare.
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Nullità contrattuale e risarcimento danni immobili
La Corte di Cassazione ha confermato che la nullità contrattuale per difetto di forma scritta, obbligatoria per i beni immobili, impedisce il sorgere di qualsiasi obbligo risarcitorio basato sulla correttezza o sulla buona fede. Nel caso analizzato, una costruzione realizzata in sopraelevazione è stata acquisita per accessione dai proprietari del suolo. La Corte ha inoltre stabilito che, nel giudizio di rinvio, la liquidazione delle spese legali deve seguire il principio della soccombenza globale, vietando la compensazione delle spese se una parte risulta totalmente perdente all'esito finale della lite.
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Esecuzione in forma specifica e beni mutati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**esecuzione in forma specifica** per un terreno su cui era stato realizzato un impianto fotovoltaico dopo la firma del preliminare. I venditori contestavano il trasferimento coattivo a causa del mutamento della natura del bene, passato da agricolo a industriale. La Corte ha stabilito che, se la trasformazione era prevista dal programma negoziale e autorizzata dai venditori, il trasferimento della proprietà include per accessione anche le opere realizzate e le relative autorizzazioni amministrative.
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Confisca per equivalente: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi soggetti condannati per narcotraffico, confermando la legittimità della confisca per equivalente applicata ai loro beni. Il cuore della decisione risiede nella distinzione tra la confisca per sproporzione, che richiede una correlazione temporale tra l'acquisto del bene e il reato, e la confisca per equivalente. Quest'ultima, avendo una funzione ripristinatoria del valore illecito acquisito, può colpire qualsiasi bene nella disponibilità del reo, indipendentemente dal momento in cui è stato acquistato o dalla sua provenienza lecita. La Corte ha inoltre confermato la corretta applicazione delle pene e il diniego delle attenuanti generiche nella misura massima.
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Imposta di registro: fissa per risoluzione contratti
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'**Imposta di registro** deve essere applicata in misura fissa, e non proporzionale, alle sentenze che dichiarano la risoluzione di un contratto. Il caso riguardava la risoluzione di accordi preliminari di vendita e appalto, dove l'Agenzia delle Entrate pretendeva la tassazione proporzionale sul valore delle opere costruite e sul risarcimento. La Corte ha chiarito che, poiché la risoluzione mira a ripristinare lo status quo ante senza generare nuovi trasferimenti di ricchezza, sia l'accessione del fabbricato al suolo che il rimborso delle spese di costruzione non costituiscono materia imponibile proporzionale.
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Tassazione risoluzione contratto: Fisco sconfitto, imposta fissa
La Corte di Cassazione interviene sulla corretta tassazione della risoluzione di un contratto. Un accordo per la costruzione di un immobile su un terreno altrui viene sciolto da una sentenza. L'Agenzia delle Entrate pretendeva un'imposta proporzionale sia sul valore dell'immobile (tornato ai proprietari del terreno per accessione) sia sulla somma rimborsata al costruttore. La Corte ha stabilito che la risoluzione e tutte le sue conseguenze restitutorie, incluso il rimborso, costituiscono un'unica operazione volta a ripristinare la situazione iniziale. Pertanto, l'intera vicenda sconta un'unica imposta di registro in misura fissa, non proporzionale. I contribuenti vincono e la pretesa del Fisco viene annullata.
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Usucapione: quando il cumulo del possesso è nullo
Una società ha agito in giudizio per ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione di una porzione di terreno confinante. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, rilevando che il contratto di acquisto della società non identificava catastalmente il bene, impedendo così l'accessione del possesso dal precedente proprietario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il sindacato sulla motivazione è limitato e che la 'doppia conforme' di merito preclude il riesame dei fatti. La ricorrente è stata inoltre condannata per lite temeraria a causa della natura defatigatoria del ricorso.
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Giudicato esterno: come provarlo in tribunale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva applicato gli effetti di un giudicato esterno senza la necessaria prova documentale. La Suprema Corte ha ribadito che il rilievo d'ufficio non esonera la parte dall'onere di produrre la sentenza munita di attestazione di cancelleria comprovante il passaggio in giudicato.
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Proprietà del suolo: accessione e prova del bene
Una proprietaria immobiliare ha citato in giudizio un'azienda confinante per aver reso inutilizzabile una vasca di raccolta acque situata sul suo terreno. I tribunali di primo e secondo grado avevano respinto la sua richiesta, ritenendo non provata la proprietà della vasca. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che i giudici hanno commesso un errore metodologico: prima di esaminare i titoli di proprietà relativi alla vasca, avrebbero dovuto stabilire la proprietà del suolo su cui essa insiste. In base al principio di accessione, infatti, la proprietà di un manufatto spetta al proprietario del terreno, salvo prova contraria. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo corretto iter logico-giuridico.
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Opere inamovibili: quando diventano dello Stato?
Una società concessionaria di un'area demaniale marittima vi costruiva una scogliera per proteggere il proprio porto turistico. Alla scadenza della concessione, la società chiedeva la restituzione dei massi o un indennizzo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la scogliera, in quanto opera inamovibile la cui rimozione ne comporterebbe la distruzione, viene acquisita per legge (ipso iure) dalla proprietà dello Stato senza alcun compenso per il concessionario, in applicazione dell'art. 49 del codice della navigazione.
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Revoca donazione: come si calcola il valore da restituire
La Corte d'Appello di Napoli riforma una sentenza di primo grado relativa a una revoca donazione per ingratitudine. La controversia verteva sul corretto metodo di calcolo del valore dei beni donati da una madre al figlio, che quest'ultimo aveva a sua volta alienato. La Corte stabilisce che, in caso di revoca donazione, il valore da restituire non è quello storico indicato nell'atto, ma il valore commerciale effettivo dei beni al momento della domanda giudiziale. Di conseguenza, l'importo dovuto dal figlio è stato aumentato da circa 22.000 euro a oltre 512.000 euro. Viene inoltre respinto l'appello incidentale del figlio, confermando che le sue eccezioni erano tardive, poiché fa fede la data certificata dal cancelliere sull'atto depositato e non lo storico telematico.
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Costruzione su suolo comune: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10480/2023, ha chiarito che una costruzione su suolo comune, edificata da un solo comproprietario, diventa automaticamente di proprietà di tutti i contitolari del terreno in base al principio di accessione (art. 934 c.c.). Per derogare a tale principio, è necessario un contratto scritto che costituisca un diritto di superficie. Nel caso di specie, una comproprietaria aveva ampliato un immobile comune, ma la Corte ha respinto il suo ricorso, confermando che l'opera apparteneva alla comunione e non solo a chi l'aveva realizzata.
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Tassazione usucapione: quando tassare il fabbricato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1790/2026, ha chiarito i limiti della tassazione usucapione in presenza di un fabbricato sul terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato l'imposta di registro anche sul valore del fabbricato, ma la Corte ha respinto il ricorso. È stato stabilito che il fabbricato può essere incluso nella base imponibile solo se la sentenza di usucapione menziona, esplicitamente o implicitamente, la sua presenza e i presupposti per l'accessione. Se la sentenza riguarda esclusivamente il terreno, il fabbricato è escluso dalla tassazione. Il ricorso è stato inoltre respinto perché mirava a una revisione dei fatti, inammissibile in sede di legittimità.
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Comunione legale accessione: di chi è la casa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10727/2024, ha stabilito un principio fondamentale in tema di comunione legale e accessione. Il caso riguardava un immobile costruito, durante il matrimonio, su un terreno di proprietà esclusiva di un coniuge, in quanto da lui ereditato. La Corte ha chiarito che il principio di accessione (art. 934 c.c.) prevale sulle norme della comunione legale. Di conseguenza, l'edificio diventa di proprietà esclusiva del coniuge titolare del suolo. Al coniuge non proprietario, che abbia contribuito economicamente alla costruzione, spetta unicamente un diritto di credito, ossia il diritto al rimborso delle somme versate.
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Usucapione immobile: costruzione su suolo altrui
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una coppia che chiedeva il riconoscimento dell'usucapione immobile di un edificio da loro costruito su un terreno di proprietà del padre di lei. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che i ricorrenti non hanno fornito la prova di un'interversione del possesso, ovvero un atto che trasformasse la detenzione in possesso utile all'usucapione. Di conseguenza, per il principio di accessione, la proprietà dell'edificio è rimasta al proprietario del terreno. Anche la richiesta di rimborso spese è stata respinta per mancanza di prove.
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IMU immobile abusivo: chi è il soggetto passivo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il soggetto tenuto al pagamento dell'IMU per un immobile abusivo è il proprietario del terreno su cui sorge, in virtù del principio di accessione, e non colui che lo ha materialmente costruito e accatastato a proprio nome, se non è ancora proprietario. Nel caso esaminato, un contribuente aveva costruito un immobile su un terreno altrui, ma il trasferimento formale della proprietà era avvenuto solo anni dopo. Per il periodo d'imposta in questione, la Corte ha annullato l'avviso di accertamento, affermando che la soggettività passiva IMU richiede la titolarità di un diritto di proprietà o di un altro diritto reale, condizioni non soddisfatte dal mero costruttore/possessore.
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IMU ordine demolizione: chi paga l’imposta?
La Corte di Cassazione esamina il caso di una contribuente chiamata a pagare l'IMU per un immobile abusivo, costruito da terzi sul suo terreno e colpito da un ordine di demolizione. Riconoscendo la complessità della questione sulla soggettività passiva d'imposta in presenza di un ordine di demolizione, la Corte ha sospeso la decisione, rinviando il caso in attesa di una pronuncia su una questione simile di rilevanza nomofilattica, per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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IMU e immobile abusivo: chi paga le tasse?
Una contribuente si oppone a un avviso di accertamento IMU per un immobile abusivo edificato sul suo terreno da una società terza e colpito da ordine di demolizione. Dopo la conferma della sua responsabilità nei primi due gradi di giudizio in base al principio di accessione, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione finale. L'ordinanza interlocutoria rinvia il caso in attesa di una pronuncia su una questione di massima importanza giuridica, relativa proprio agli effetti fiscali derivanti da un ordine di demolizione non eseguito.
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Parti comuni condominio: quando un’area è comune?
Un condomino ha impugnato una delibera che gli addebitava i costi di consolidamento di una struttura edificata su un cortile. La Corte d'Appello ha stabilito che, non essendo il cortile stato esplicitamente riservato come privato nel primo atto di vendita che ha originato il condominio, esso rientra nella presunzione di condominialità. Di conseguenza, la struttura e i relativi costi di riparazione sono di competenza dell'intero condominio, non del singolo. La delibera è stata annullata.
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